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Tommaso71

Ripartizione dispersione teleriscaldamento

Buongiorno

Abito in un condominio di 5 unita senza amministrazione

Abbiamo un impianto di teleriscaldamento

E contatori individuale e generale

Siccome non abbiamo fatto la suddivisione in millesimi e aimag invia la bolletta unica al condominio ,la divisione della bolletta avviene così,divisione in base al consumo da autolettura e divisione della dispersione in parti uguali

In pratica se la bolletta è di 1000 totali e il consumo totale da autolettura è di 600 a seconda dei consumi individuali si ripartiscono i 600 euro,quindi uno pagherà 250 € per esempio uno 190 uno 100 eccetera,invece i restanti 400 € di dispersione dell' impianto vengono divisi in parti uguali, secondo me andrebbero almeno divisi in percentuale sui consumi, cioè se su 600 € io pago 300 per assurdo cioè il 50 per cento,devo pagare il 50 per cento anche della dispersione

Cosa consigliate? Grazie 

 

 

 

 

 

Tommaso71 dice:

Buongiorno

Abito in un condominio di 5 unita senza amministrazione

Abbiamo un impianto di teleriscaldamento

E contatori individuale e generale

Siccome non abbiamo fatto la suddivisione in millesimi e aimag invia la bolletta unica al condominio ,la divisione della bolletta avviene così,divisione in base al consumo da autolettura e divisione della dispersione in parti uguali

In pratica se la bolletta è di 1000 totali e il consumo totale da autolettura è di 600 a seconda dei consumi individuali si ripartiscono i 600 euro,quindi uno pagherà 250 € per esempio uno 190 uno 100 eccetera,invece i restanti 400 € di dispersione dell' impianto vengono divisi in parti uguali, secondo me andrebbero almeno divisi in percentuale sui consumi, cioè se su 600 € io pago 300 per assurdo cioè il 50 per cento,devo pagare il 50 per cento anche della dispersione

Cosa consigliate? Grazie 

 

 

 

 

 

Forse sarebbe più opportuno chiamare le due parti ripartite 'quota consumo' e "quota fissa/involontaria'. Mi sembra che così diventi più chiaro il significato delle quote.

 

La 'quota fissa' non deve solo comprendere le dispersioni, ma anche altri fattori, come la compensazione della trasmissione del calore tra un'appartamento e l'altro. Questo lo prevede anche la Direttiva Europea che è alla base della legislazione nazionale sulla ripartizione dei costi in base ai consumi.

 

È poi lasciata libertà all'assemblea decidere su come poi ripartire questa quota fissa/involontaria.  

Grazie

Le quote fisse tipo spese manutenzione ecc sono già divise in maniera equa,quello che intendo io come dispersione è la differenza tra la somma dei consumi individuali e quello generale che da noi è quasi un35%

Su 900euro abbiamo sempre 300 euro almeno di dispersione di calore,la mia domanda è se sarebbe tanto sbagliato chiedere di ripartire questa quota in base ai consumi del singolo ?

Tommaso71 dice:

Grazie

Le quote fisse tipo spese manutenzione ecc sono già divise in maniera equa,quello che intendo io come dispersione è la differenza tra la somma dei consumi individuali e quello generale che da noi è quasi un35%

Su 900euro abbiamo sempre 300 euro almeno di dispersione di calore,la mia domanda è se sarebbe tanto sbagliato chiedere di ripartire questa quota in base ai consumi del singolo ?

Scusami, ma non ho ancora capito bene il ragionamento che sta dietro la vostra metodologia di ripartitione.

Se seguite la metodologia prevista dalla UNI 10200, la quota involontaria risulta da kWh totali consumati - la somma di kWh rilevati dai singoli contatori per le u.i.. A questa si aggiunge la quota gestionale (ammontare complessivo derivante da conduzione e manutenzione ordinaria e dalla gestione del servizio di contabilizzazione). Queste due posizioni sono da ripartire con i millesimi di riscaldamento basati sui fabbisogni.

 

Un'altra metodologia semplificata prevede che tutte le spese d'esercizio (spese energetiche e gestionali) vengono sommate. Poi viene determinata dall'assemblea una quota fissa, diciamo 40%. Questo 40% viene ripartito con i millesimi, che possono essere basati sui m³ o m² o altri parametri.

 

Se poi qualcuno vuole inventarsi altre metodologie lo può fare, ma tenendo sempre in mente che almeno il 50% della ripartizione deve basarsi sui consumi (Dlgs 102/14 e smi). 

Grazie,faccio una schema per capire come dividiamo considerato che non abbiamo fatto la divisione in millesimi sia per i costi sia perché gli appartamenti tranne quello al piano terra hanno stessa metratura

L azienda non manda una bolletta a singolo condomino ma una bolletta unica per tutto il condominio

Quindi consumo 1000 kW..somma contatori individuale consumo 600,ci sono 400 kW di differenza che è la dispersione,per dividere si prende il costo kW e a seconda del consumo individuale viene fuori una quota ,i restanti 400 kW vengono divisi in parti uguali sia se hai consumato tanto sia poco ,il resto quindi spese iva gestione ecc diviso sempre in parti uguali

In pratica se un condomino consuma il doppio di un altro paga la stessa quota di dispersione di chi ha consumato poco

 

 

 

 

Tommaso71 dice:

Grazie,faccio una schema per capire come dividiamo considerato che non abbiamo fatto la divisione in millesimi sia per i costi sia perché gli appartamenti tranne quello al piano terra hanno stessa metratura

L azienda non manda una bolletta a singolo condomino ma una bolletta unica per tutto il condominio

Quindi consumo 1000 kW..somma contatori individuale consumo 600,ci sono 400 kW di differenza che è la dispersione,per dividere si prende il costo kW e a seconda del consumo individuale viene fuori una quota ,i restanti 400 kW vengono divisi in parti uguali sia se hai consumato tanto sia poco ,il resto quindi spese iva gestione ecc diviso sempre in parti uguali

In pratica se un condomino consuma il doppio di un altro paga la stessa quota di dispersione di chi ha consumato poco

 

 

 

 

Solo per fare un esercizio totalmente teorico per capire meglio. Immaginati che tutti consumino "0". La quota fissa/involontaria chi la paga se attribuisci tutto ai consumi?

 

La quota fissa/involontaria non è direttamente correlata ai consumi, nel senso che, se qualcuno consuma di più aumentano in modo direttamente correllato le spese per la manutenzione ordinaria, corrente elettrica, dispersioni, ecc.. Anche se è permesso per legge, io non sceglierei una quota uguale per tutti per i costi fissi, ma userei ad es. millesimi basati sui m³ riscaldati.

Grazie

Essendo costoso non abbiamo fatto la ripartizione in millesimi

L unica soluzione sarebbe ripartire la dispersione in base ai consumi individuali 

Tommaso71 dice:

Grazie

Essendo costoso non abbiamo fatto la ripartizione in millesimi

L unica soluzione sarebbe ripartire la dispersione in base ai consumi individuali 

La quota involontaria che lei definisce "dispersione " è generata dal calore disperso dalle tubazioni ed accumuli.

Questa perdita di calore esiste sua che il radiatore richieda calore o non lo richieda.

Il concetto dell'addebito proporzionale al consumo potrebbe avere una logica, ma così facendo che non consuma nulla (appartamento vuoto o sfitto) non pagherebbe nulla, anche se collegato ad impianto condominiale. 

Diviene quindi più logico adeguare il riparto del consumo al potenziale uso dell'impianto di riscaldamento,  come previsto dalla norma UNI10200.

E" possibile procedere all'addebito della quota involontaria secondo altri metodi stabiliti dall'assemblea.

Al fine di gsrantire un corretto riparto della quota invilontaria mi permetto di consigliare due cose:

1) il corretto calcolo della stessa, non ovviamente deciso in termini di percentuale dall'assemblea poiché la stessa non è competente. 

2) la ripartizione della quota involontaria in termini di potenziale consumo,  più idonea e meno penalizzante per gli appartamenti medi. Questo sistema potrà essere stimolo per in maggior isolamento del sustema edificio-impianto, quindi portare a un minor consumo di energia come augurato dalle legge vigente.

 

Esistono ovviamente compromessi e soluzioni "all'itagliana" quali il calcolo della quota involontaria in termini di percentuale sul combustibile consumato, nonché la suddivisione dello stesso in modalità proporzionali a sistemi esterni al consumo di energia.

Queste soluzioni-compromesso però, oltre ad essere non in linea con le vigenti normative , consentono il mantenimento ingiustificato  in essere di impianti di riscaldamento a elevato consumo e grande visto d'esercizio. 

 

 

Faccio esempio e chiedo come ripartireste il tutto,dato che non ho capito cosa intende per potenziale consumo,

Consumo individuale da lettura 

A consuma 315€

B consuma 250€

C consuma 180€

D consuma 160€

E consuma 140€

Per 3000 kW consumati totali. 

Lettura contatore condominiale 4500 kW. 

Differenza 1500 kW di dispersione per un totale di 520€ totali che vengono divisi per 5

IVa oneri spese divise sempre per 5

 

 

 

 

 

Tommaso71 dice:

Faccio esempio e chiedo come ripartireste il tutto,dato che non ho capito cosa intende per potenziale consumo,

Consumo individuale da lettura 

A consuma 315€

B consuma 250€

C consuma 180€

D consuma 160€

E consuma 140€

Per 3000 kW consumati totali. 

Lettura contatore condominiale 4500 kW. 

Differenza 1500 kW di dispersione per un totale di 520€ totali che vengono divisi per 5

IVa oneri spese divise sempre per 5

 

 

 

 

 

Il potenziale consumo è l'energia teorica che l'appartamento può consumare.

Più potresti consumare, maggior è l'addebito della quota involontaria.

Questk sistema è paragonabile a quello dell'addebito costi esercizio dell'ascensore.

Più abiti in alto (maggiori dispersioni), più paghi......molto semplice....

Modificato da Nanojoule

Sarebbe così sbagliato dividere la dispersione per il consumo individuale? Se io un mese per esempio non sono a casa e consumo zero perché devo pagare la dispersione degli altri?

Se in quello stesso mese non c'è nessuno a casa la dispersione sarebbe zero perché l impianto non gira...se non consumo pago solo le quote fisse di spesa,oneri tasse ecc...

 

Tommaso71 dice:

Se io un mese per esempio non sono a casa e consumo zero perché devo pagare la dispersione degli altri?

Non paga la dispersione di calore di altri, ma dell'impianto centralizzato che serve tutti..... gli altri e lei.

La dispersione avviene anche se lei non usa l'impianto, pagherà quindi zero al consumo volontario e invece  la quota di involontario che le compete perché facente parte di impianto centralizzato.

Ritengo sia corretto che l'addebito di quest'ultima sia proporzionale al suo potenziale utilizzo dell'impianto.

 

La quota involontaria non è da ritenersi negatività in assoluto, ma bensì interessante contributo perché riduce l'onere economico specifico della volontaria.

Modificato da Nanojoule
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Nanojoule dice:

Al fine di gsrantire un corretto riparto della quota invilontaria mi permetto di consigliare due cose:

1) il corretto calcolo della stessa, non ovviamente deciso in termini di percentuale dall'assemblea poiché la stessa non è competente. 

Mi sembra che, almeno in grandi linee, facciano già quanto previsto dalla UNI 10200. Consumo totale - somma kWh rilevati dai singoli contatori individuali = quota involontaria (energetica).

 

 

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