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Coccolo

Rifiuto

La legge mi consente di utilizzare le parti comuni per allacciamento al gas per uso domestico con relativo contatore. L'amministratore si rifiuta di firmare documento richiesto dall'azienda del gas per il posizionamento del contatore. É leggittimo tale rifiuto? Posso citarlo per danni? Grazie

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La legge mi consente di utilizzare le parti comuni per allacciamento al gas per uso domestico con relativo contatore. L'amministratore si rifiuta di firmare documento richiesto dall'azienda del gas per il posizionamento del contatore. É leggittimo tale rifiuto? Posso citarlo per danni? Grazie

ciao

 

chiedi all'amministratore di precisare i motivi di tale rifiuto visto che l'art. 1102 cod. civ. ti viene in aiuto.

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Se l'amministratore nicchia, fai realizzare sul muro esterno una nicchia con inserito l'armadietto metallico portacontatore (li vendono anche su intenet/Amazon):

http://www.tecnogas.net/it/products/cassetta-per-contatore-gas-disponibile-sia-in-versione-inox-aisi-304

A questo punto l'azienda del gas non può rifiutare il posizionamento del contatore: le opere a valle dal passante di uscita, non richiedono nessun N.O. nè da parte dell'Azienda, nè da parte dei condomini, purchè eseguiti a norma di legge, ed in modo da non pregiudicare agli altri condomini di fare altrettanto.

 

Più che citare lui per danni, dovresti citare i Condomini che, convocati in assemblea per deliberare a tal riguardo, deliberano contro il tuo diritto. L'amministratore sarebbe responsabile solo se rifiuta di convocare un'assemblea straordinaria, richiesta con il quorum di legge, o di inserire all'o.d.g. la tua richiesta in una assemblea già convocata.

 

P.S. Ma il palazzo come è asservito? Ancora con le vecchie e pericolose bombole? Credo che queste siano vietate se la zona è servita da metano!

 

Bisogna però vedere come è strutturato l'immobile: se è un vecchio edificio, magari sottoposto a vincolo delle BB.AA. senza idoneo posto comunicante col l'esterno, certo che è un pò difficile superare l'ostacolo: pensa ad un palazzo antico, con una facciata artistica barocca o Liberty, e con un androne rivestito in marmo e/o con dipinti ..... Come fai a passare/entrare con una conduttura del gas? E per la distribuzione interna dal contatore all'abitazione?

 

Descrivi quindi meglio l'immobile, per una risposta più precisa!

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La legge mi consente di utilizzare le parti comuni per allacciamento al gas per uso domestico con relativo contatore. L'amministratore si rifiuta di firmare documento richiesto dall'azienda del gas per il posizionamento del contatore. É leggittimo tale rifiuto? Posso citarlo per danni? Grazie

Vi è un'anomalia nella richiesta che andrebbe fatta non all' amministratore ma all'assemblea in quanto il primo non ha potere decisionale ma deve attenersi alle delibere assembleari. Detto questo da ricerche fatte su Internet sembrerebbe che contro quanto previsto dall'art.1102 c.c. ci sarebbe il fatto che il contatore del gas anche una volta installato, non sarebbe di proprità del condomino ma resterebbe di proprietà dell'ente fornitore del gas, motivo per il quale lo stesso richiede autorizzazione ad installarlo su parti comuni in quanto la cosa costituirebbe a tutti gli effetti una servitù. Il ragionamento è fondato.

Per ovviare la cosa rimangono diverse possibilità:

1) valuta se il contatore che deve comunque essere posto in luogo aperto, possa essere installato in una tua parte privata

2) se non è possibile chiedi all'azienda fornitrice se nel caso in cui comprassi un tuo armadio per custodire il contatore e lo posizionassi su di una parte comune la cosa sarebbe sufficiente a risolvere il problema dell' autorizzazione in quanto il contatore non sarebbe più posizionato su parte comune ma nell'armadio di tua proprietà che è un tuo diritto in base all'art.1102 avere posizionato su area comune.

3) se non risolvi il problema dell'autorizzazione devi richiedere in base all'art.66 ( quindi con la firma di un altro condomino) un'assemblea straordinaria per potere discutere della cosa ed avere l'autorizzazione. Non vedo perché non dovrebbero acconsentire visto che il gas è una priorità per la vita. Se non dovessero acconsentire non ti rimane che adire a vie legali e questo glielo puoi fare presente, e sarà il giudice ad imporre la servitù se ne valuterà le stretta necessità e l'impossibilità di installare il contatore altrove

In bocca al lupo

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Jadir é un complesso di seconde case montagna non vi é nessun problema per passaggio dei tubi ed estetica. Il metano é arrivato da 6 mesi e utilizziamo bombole gpl. Ti fai avere la norma che abolisce le bombole visto che vi è la possibilità di allacciarsi al metano. Grazie

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Jadir é un complesso di seconde case montagna non vi é nessun problema per passaggio dei tubi ed estetica. Il metano é arrivato da 6 mesi e utilizziamo bombole gpl. Ti fai avere la norma che abolisce le bombole visto che vi è la possibilità di allacciarsi al metano. Grazie

Non esiste nessuna norma che proibisca l'uso delle bombole neppure se possibile il collegamento alla rete del metano. La UNI 7131/1999 definisce le regole per l'utilizzo delle bombole gpl , regole che vanno rispettate ma null'altro.

Vedi qui:

 

https://avvocatomassaro.net/wp/le-bombole-gpl-in-condominio-quali-normative-di-riferimento/

 

Non conta nulla ne tuo caso l'estetica me appunto il posizionamento del contatore di proprietà di terzi su parte condominiale. Ma scusa il problema è per i tubi o per il contatore come scrivi nel post 1?

L'amministratore si rifiuta di firmare documento richiesto dall'azienda del gas per il posizionamento del contatore.

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Grazie, si rifiuta sia per il contatore e per all'accertamento dice che deve essere l'Assemblea a decidere quando il mio avvocato dice che non c'è bisogno di delibera. Come devo comportarmi? Che devo fare?

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Il mio consiglio te l'ho già dato nel post 5: l'avvocato probabilmente non tiene in considerazione che per l'appunto il contatore non è tuo ma del gestore del gas per cui di un terzo estraneo al condominio per il quale l'art.1102 non vale. la risposta dell' amministratore è corretta : è l'assemblea che deve dare l'autorizzazione. In realtà il problema è un altro: il gestore senza questa autorizzazione non ti monta il contatore e se il tuo avvocato dice che non serve in realtà non è così per due motivi: l'art. 1102 c.c. non conta e il gestore vuole l'autorizzazione

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Sul modulo il gestore vuole la firma dell'amministratore e se il contorno lo faccio montare nella mia proprietà esclusiva posso sfruttare art 1102 per il passaggio tubi senza delibera?

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L'azienda gas non passerà nessun tubo in proprietà condominiale: sarebbe peggio!

Vedi se il semplice armadietto esterno addossato, ma non incassato, è fattibile! In tal caso la proprietà comune non viene interessata.

L'amministratore non può autorizzare se prima non c'è una delibera!

Come ti ho detto prova a sentire tutti i condomini, magari vi riunite cinque minuti in andronbe, stilate un verbale e lo invii all'amministratore, se tutti siete d'accordo.

Altrimenti si può tentare o la via del fatto compiuto (cassetta già incassata, per cui l'azienda deve solo posizionare il contatore dentro un contenitore di tua esclusiva proprietà) oppure contatore esterno adiacente al muro.

Trattandosi di un bene primario, nessuno può opporsi: potrebbe anche invocarsi un provvedimento di urgenza da parte del giudice: magari un familiare possibilmente anziano e malato, può trasferire la residenza in quell'appartamento temporaneamente, per facilitare il provvedimento di urgenza!

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V......... sembrerebbe che contro quanto previsto dall'art.1102 c.c. ci sarebbe il fatto che il contatore del gas anche una volta installato, non sarebbe di proprità del condomino ma resterebbe di proprietà dell'ente fornitore del gas, motivo per il quale lo stesso richiede autorizzazione ad installarlo su parti comuni in quanto la cosa costituirebbe a tutti gli effetti una servitù. Il ragionamento è fondato.

Ciao

identico ragionamento a questo punto andrebbe fatto per luce e acqua.

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Ciao

identico ragionamento a questo punto andrebbe fatto per luce e acqua.

ciao

Credo di si poi dipende anche dai gestori ma se in questo caso lo pretendono c'è poco da fare

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Sul modulo il gestore vuole la firma dell'amministratore e se il contorno lo faccio montare nella mia proprietà esclusiva posso sfruttare art 1102 per il passaggio tubi senza delibera?

Devi spiegarti meglio: il problema riguarda il contatore o le tubazioni? Secondo me il permesso ti serve solo per il contatore e solo per questo l'ente gestore ti chiede il consenso del condominio. Le tubazioni sono altra cosa perché sono tue e le puoi far passere su proprietà condominiale in base all'art.1102 già citato senza autorizzazione rispettando le regole e facendole installare da tecnici qualificati come stabilito dal D.M. 37/08. Il gestore vuole la firma dell' amministratore e lo stesso questa firma te la potrà fare solo dopo delibera assembleare

 

- - - Aggiornato - - -

 

L'azienda gas non passerà nessun tubo in proprietà condominiale: sarebbe peggio!

Vedi se il semplice armadietto esterno addossato, ma non incassato, è fattibile! In tal caso la proprietà comune non viene interessata.

L'amministratore non può autorizzare se prima non c'è una delibera!

Come ti ho detto prova a sentire tutti i condomini, magari vi riunite cinque minuti in andronbe, stilate un verbale e lo invii all'amministratore, se tutti siete d'accordo.

Altrimenti si può tentare o la via del fatto compiuto (cassetta già incassata, per cui l'azienda deve solo posizionare il contatore dentro un contenitore di tua esclusiva proprietà) oppure contatore esterno adiacente al muro.

Trattandosi di un bene primario, nessuno può opporsi: potrebbe anche invocarsi un provvedimento di urgenza da parte del giudice: magari un familiare possibilmente anziano e malato, può trasferire la residenza in quell'appartamento temporaneamente, per facilitare il provvedimento di urgenza!

L'azienda non monta il contatore se non ha la firma dell' amministratore: questo è il problema.

L' amministratore per potere firmare deve avere approvazione all'installazione da parte dell'assemblea regolarmente convocata: altrimenti nessuna delibera presa al di fuori dell'assemblea è valida e l'amministratore non è obbligato a tenerla in considerazione

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Maila hai centrato il problema !!!! a questo punto dovrò rimanere con la bombola a GPL quando a tre metri avrei l'allaccio al gas metano ma vi rendete conto? ci sarà una solouzione?

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Janluc quindi anche tu hai il mio stesso problema! purtroppo non si può fare nulla!!! Ingiusto

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Non è vero che non si può fare nulla ( ho fatto un elenco delle cose possibili) e nei casi estremi si può ricorrere al giudice

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La recente sentenza Cass. Civ., sez. II, 03/06/2015, n. 11445, ribadisce e afferma, che «Il disposto dell'art. 1102 cod. civ. è nel senso che ciascun comproprietario ha diritto di trarre dal bene comune un'utilità - più intensa o anche semplicemente diversa da quella ricavata eventualmente in concreto dagli altri comproprietari, purché non ne venga alterata la destinazione o compromesso il diritto al pari uso. A tal fine il singolo condomino può apportare alla cosa comune le modificazioni del caso.

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Eppure la soluzione c'è. E, nei post precedenti, vi è stata data.

1) Dovete far interessare del vostro problema gli altri condomini.

2) Una volta che avrete una maggioranza (anche solo verbale) chiedete all'Amministratore di indire un'assemblea (DOVETE CONVOCARE TUTTI I CONDOMINI).

3) Se l'Amministratore non dovesse convocare l'assemblea (o se la convocasse prendendosi molto tempo) potrete ricorrere all'auto convocazione seguendo l'art. 66 delle D.A.C.C.

4) Una volta indetta l'assemblea e raggiunta la maggioranza deliberativa, L'AMMINISTRATORE NON HA NESSUN MOTIVO PER NON RILASCIARVI L'AUTORIZZAZIONE.

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ciao

 

seguo un'altra via, che a mio giudizio risolve il problema-

 

L'art. 1102 è chiaro, per cui procedo alla installazione diffidando la ditta fornitrice a provvedere in quanto nessuna norma la vieta. Infatti la ditta installatrice del contatore non lo attacca nelle parti comuni, ma nelle mensole che io ho predisposto per l'installazione del contatore.

Avevo espresso lo stesso concetto per gli altri contatori ( luce e acqua ... ecc.) in quanto si tratta della stessa situazione ed è implicito che con l'autorizzazione a costruire, avendo pagato le opere di urbanizzazione, ho diritto dei servizi.

 

Visto poi che l'amministratore fa gli orecchi da mercante, non indicandomi la norma che gli vieterebbe di sottoscrivere tale documento, e che la sua mancata sottoscrizione potrebbe essere causa di maggiori spese, mi attivo per obbligarlo a liberarsi del mio petulare, e le forme ci sono in abbondanza.

 

E' assurdo nascondersi dietro il nulla. La metanizzazione non è arrivata all'improvviso, e quindi c'era tutto il tempo per affrontare il problema, probabilmente anche già affrontato in assemblea.

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I tubi del gas che dalla strada arrivano all'immobile passando per le parti comuni, contatore compreso, sono di proprietà dell'ente gas. I tubi che escono dal contatore per arrivare alla caldaia o cucina, sono di proprietà del condomino.

L'art.1102 vale per i condomini e l'ente gas non lo è.

Ci vuole una delibera assembleare o una sentenza.

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I tubi del gas che dalla strada arrivano all'immobile passando per le parti comuni, contatore compreso, sono di proprietà dell'ente gas. I tubi che escono dal contatore per arrivare alla caldaia o cucina, sono di proprietà del condomino.

L'art.1102 vale per i condomini e l'ente gas non lo è.

Ci vuole una delibera assembleare o una sentenza.

ciao

 

se è come dici tu, hai ragione, ma potrebbero anche non toccare mai la proprietà del condominio, se per esempio, la cassetta è sulla mura esterna del condominio, applicata dal condomino.

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La liberatoria che numerose (ma non tutte) società erogatrici di servizi essenziali richiedono all'amministratore di condominio per installare un contatore ad uso privato, è il frutto di loro procedure interne. Il condòmino può usare le parti comuni ex-art. 1102, ma la società erogatrice non è condòmina e conserva anche la proprietà del contatore, da cui ecco che la società erogatrice non può utilizzare le parti comuni del Condominio. Le aziende di servizi in fase di materiale installazione di un contatore non vogliono imbattersi in opposizioni o contrattempi che possano pregiudicare l'installazione come preventivata: in parole povere, non vogliono correre il rischio che una squadra di manutentori (che ha un costo) esca per poi non riuscire a realizzare quel determinato allaccio, o che, successivamente all'installazione andata a buon fine, qualche figura del Condominio citi l'azienda erogatrice del servizio per un qualsiasi motivo.

 

All'amministratore che non firma l'autorizzazione (liberatoria) bisogna chiedergli per iscritto per quale motivata ragione è dato diniego alla richiesta avanzata. Si deve sapere che il diniego fine a sé stesso e derivante da delibera assembleare o dell'amministratore medesimo non costituiscono motivate ragioni.

Una motivata ragione ha ragion d'esser se chi non firma riesce a dimostrare che l'installazione del condòmino privato è contra-lege (non rispetta le norme di sicurezza, è sprovvista della obbligatoria certificazione, costituisce pericolo per il Condominio).

Il condòmino che quindi si vede negata l'autorizzazione alla installazione del contatore privato su parte condominiale in assenza di motivata ragione, può ricordare all'amministratore a quale salasso economico stia esponendo l'intero Condominio.

Tramite legale, e non necessariamente dovendo arrivare fino alla sentenza di un giudice, il condòmino che non riesce a conseguire l'installazione di un contatore per un servizio essenziale sarà nella condizione di trascinare il Condominio in una lite che sarà contraddistinta da una cospicua e certa richiesta danni.

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Come detto l'amministratore non è autorizzato a dare nessuna autorizzazione senza preventiva delibera assembleare e se tale autorizzazione non viene data dall'assemblea non rimane che rivolgersi ad un giudice (credo anche quello di Pace che può decidere riguardo l'uso della cosa comune) se poi il giudice acconsentirà anche ad un risarcimento del danno è da vedere: quale danno sarebbe? Il servizio non è essenziale ( in quanto il condomino fino ad ora ne ha fatto senza e gli altri condomini continuano senza questo servizio) ma è migliorativo rispetto le bombole a gas fino ad ora utilizzate ma ancora utilizzabili, quindi personalmente non vedo quale sia il danno di cui richiedere il risarcimento

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