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frank49

Richiesta apertura cancello in parte comune

Salve a tutti, mi chiamo Franco e vi pongo questo quesito.:

ho acquistato da poco un appartamento posto a piano terra con esclusiva proprietà di un giardino molto ampio di circa 700 mq. Cerco di descrivere, prima di spiegare il mio problema ,in quale contesto sia situato detto giardino. Intanto la mia palazzina, di 4 unità, è contigua ad un'altra,precedente alla mia; quindi per accedere alla mia palazzina, si transita prima dall’altra,tramite una parte comune, (per capirci meglio si tratta quindi di un corridoio comune di passaggio lastricato). Arrivati alla mia palazzina, vi si accede tramite un cancello comune, non automatizzato. L’entrata dal cancello (UNICO E PRINCIPALE) dà accesso, da un lato, ad un corridoio/marciapiede che và all’ingresso condominiale di tutti e proseguendo a un cancelletto piccolo che porta al mio giardino, e andando dritto (sempre all’entrata del cancello grande condominiale) ad una zona cortiliva sempre comune a tutti,quasi tutta piastrellata con una piccola parte finale a verde. Questa area cortiliva è ad uso carico/ scarico temporaneo di merci o cose o in caso di trasloco, ma sempre temporaneo. Il mio giardino, essendo come ho detto, molto impegnativo da un punto di vista della manutenzione sia periodica, ma con particolare riferimento a questo momento , in cui devo effettuare molti lavori , come ad esempio la perforazione di un pozzo, il completo rifacimento dello stesso giardino, compreso lo smaltimento della siepe attuale con sostituzione di un’altra,la completa predisposizione di un impianto di irrigazione, ecc, ecc., necessiterebbe, come si puo’ ben capire, di un cancello ,tramite il quale poter introdurre mezzi tipo camion con i quali procedere in modo veloce ed economico allo svolgimento dei lavori. Purtroppo l’idea non era stata presa in considerazione dal precedente proprietario, che per motivi a lui favorevoli in quel momento (per altri passaggi alternativi disponibili in quel momento a seguito della costruzione dell’altra palazzina) non ha ritenuto di chiederlo all’impresa di costruzione, la quale si è ben guardata dall’assumersi un ulteriore onere non richiesto. Detto questo , mi è sembrato utile ed opportuno ,dato anche il momento ,chiedere all’amministratore condominiale la possibilità di fare questo cancello ,naturalmente a mie spese e con le caratteristiche dettate dal condominio. Il punto scelto era all’interno della parte comune piastrellata , posto su di un lato la recinzione che delimita la parte comune dalla mia proprietà a non modificare minimamente l’aspetto visivo, che ha anch’esso la sua importanza. I lavori sarebbero stati seguiti da un Geom. onde garantirne l’esecuzione corretta. Primo inconveniente posto dai condomini, il fatto di transitare, in questa zona, che come detto prima è una parte comune di carico/scarico, di cui anch’io sono proprietario, andando cosi’ a creare in futuro una servitu’ a mio vantaggio (non capisco la servitu’ a mio vantaggio , su una parte comune a tutti, quindi anche mia) Comunque, L’assemblea convocata al riguardo per deliberare sulla mia richiesta, ha dato esito negativo su tutti i fronti, anche dietro la mia eventuale disponibilità a non fare entrare macchine nel giardino di mia proprietà, se non per l’asporto di materiale in caso di manutenzione. Tutto cio’ è stato un tentativo per vedere fino a che punto si spingevano e con quali motivazioni, Nonostante tutto questo…. ,diniego assoluto,…. adducendo come motivazioni che una situazione del genere, andava ad esempio a modificare uno stato di quiete esistente (come se io transitassi continuamente…); andava a modificare uno stato di fatto preesistente che non sarebbe piu’ stato tale (visto che nessuno inizialmente l’aveva chiesto) ; avrebbe potuto costituire nel tempo un diritto acquisito,tipo una servitu’ di passaggio obbligatoria (e anche qui’ non capisco, se già io sono proprietario della parte comune su cui transitare), alla qual cosa , comunque, io avevo dato la mia disponibilità, tramite uno scritto, a non avvalermene mai. Non so’ a questo punto cosa dire se non che l’unico appiglio da parte loro ,e di questo vorrei appunto un vostro parere, potrebbe essere quello di negare la mia richiesta per una eventuale macchina o due, che io avrei intenzione di introdurre nella mia proprietà. E’ chiaro che le macchine introdotte non resterebbero sicuramente accese per puro dispetto !!!!! )

Vi chiedo anche, nel contempo, se la richiesta di automatizzare il cancello esistente che è condominiale deve essere fatta con l’ausilio della maggioranza i condomini e se puo essere fatta anche da uno solo, e in questo caso di chi l’onere della spesa????’

Nel ringraziarvi anticipatamente per la considerazione e l’aiuto che vorrete cortesemente accordarmi, porgo

Distinti saluti

Franco Macchioni

 

p.s. poiche' è passato un po'di tempo da quando ho formulato questa richiesta (per mia inesperienza sul forum) dico che un avvocato da me interpellato nel frattempo mi ha detto che posso procedere ad espletare questa mia richiesta, ma desidererei anche un vostro ulteriore parere poiche' questo forum mi sembra veramente seguito da moderatori preparati sulla materia inerente il condominio e su quelle che sono le controversie che in esso possono scaturire. Per riassumere vi chiedo in particolare:

1) posso procedere come mi è stato detto, anche se alcuni condomini mi hanno dato parere negativo????? Vi preciso che per un errore dell' amministratore, l'assemblea che è stata indetta è stata fatta in modo incompleto alcuni mesi fa,e di questa non ho ancora ricevuto il verbale, anche se dietro ripetuti miei solleciti.

2)se ora procedo , come mi è stato detto dall'avvocato, il Geom.che mi segue in alcuni lavori di ristrutturazione, mi ha detto che occorre presentare una DIA in comune (per fare le cose in regola) e che trattandosi di un aspetto condominiale, probabilmente occorre il consenso dei condomini; ed allora vi chiedo ulteriormente:

a) non è un controsenso il fatto che secondo l'avvocato, io avrei potuto procedere anche senza l'autorizzazione dei condomini e dell' assemblea, quando poi il Geom. , per presentare la DIA in comune, abbia la necessità di avere il consenso dei condomini, che come detto prima, anche se in una forma irregolare, mi è stato comunque negato ????????

b) è vero che occorre , per essere in regola, questa DIA ????

c) se si', devo ulteriormente richiedere un consenso che so già di partenza non mi verrà accordato????? Come mi consigliate di procedere????

grazie di tutto e scusate la mia lungaggine.......

Non dici una cosa importante: avete un regolamento contrattuale che pone dei limiti in opere tipo quella che vuoi fare?

 

Se questo regolamento non c'è, tu hai tutti i diritti di aprire il cancello (eventualmente previa autorizzazione comunale, se serve); non crei alcuna servitù perchè anche tu sei comproprietario del corridoio comune, quindi puoi usarlo anche più intensamente di come stai facendo adesso.

 

Se non ci sono vincoli comunali, previo cambiamento della destinazione d'uso e relativo accatastamento, puoi anche creare dei posti auto, sempre che il suddetto corridoio comune sia carrabile.

 

Per il cancello, o l'automazione viene deliberata dalla maggioranza e quindi pagano tutti oppure la puoi installare a tue spese, consegnando la chiave a tutti, sempre che non ci siano problemi ad esempio di accesso ai campanelli se fossero interni al cancello nel caso non esistesse un accesso pedonale.

 

Staff

mi chiamo Frank49,

chiedo innanzi tutto scusa a tutti e ringrazio in modo particolare la Sig.ra Elena Bartolini per il suo interessamento.

Scuse perche',essendo io un po' imbranato e cioe' non abituato a postare su forum, pensavo che nessuno rispondesse perche' avevo commesso qualche errore. Ecco il motivo della mia insistenza nel capire se la mia e-mail era arrivata o no.

Detto questo, rispondo alla Sig.ra Bartolini cercando di essere il piu' stringato possibile.

a) non esiste nessun regolamento "contrattuale". Mi sono documentato e ho chiesto direttamente anche all'impresa;

b) qui' a Modena occorre una SCIA- Cosi' mi è stato detto da un Geometra. A tal proposito chiedo per mia informazione: potrebbe anche non servire??? Se si' o se no, dipende dal Comune?????

c)non capisco questo che tu mi dici:

"Se non ci sono vincoli comunali, previo cambiamento della destinazione d'uso e relativo accatastamento, puoi anche creare dei posti auto, sempre che il suddetto corridoio comune sia carrabile"

Se ho ben interpretato la cosa posso dirti che:

-intanto non esiste neanche un regolamento condominiale ,essendo le unita' abitative al di sotto della soglia che fa' scattare l'obbligatorieta-(siamo in 8 complessivamente, distinti in 2 palazzine cadauna da 4 a formare un unico condominio (perche' uniti da un garages sotteraneo comune). Chiedo:

1) non è che possono cambiare eventualmente la destinazione d'uso ora che io ho chiesto l'apertura di un cancello;attualmente la destinazione d'uso sul rogito della che mi interessa e su cui devo transitare per arrivare aventualmente al cancello che dovrei aprire sembra essere accatastata in modo generico come area cortiliva, i (munita di un cancello) utilizzata a carico e scarico , adibita ed utilizzata attualmente ad area per carico e scarico, ma non a posteggio in modo continuativo di macchine e consta di una parte piastrellata con mattoni autoleganti (la maggior parte) ed una parte finale a verde, con un po' di prato, su cui io dovrei passare per dirigermi al cancello, cercando di attenermi ai criteri dell' art- 1102 per quanto riguarda il decoro architettonico, di non ledere i diritti altrui, nel continuare a fare quello che hanno sempre fatto, ecc, ecc. Unico inconveniente una aiuola in mezzo che io avevo detto loro l'avrei spostata suddividendola in due, lateralmente, oppure spostandola a loro piacimento. Il mio timore, ora che me lo dici, potrebbe essere quello che loro decidano di cambiare la destinazione d'uso, che attualmente non è ben specificata, se non come area cortiliva, utilizzata, come dettoprima in una eventuale area verde o giardino, al fine di impedirmi di poter transitare su quell'area.

Cosa ne dici???? Potrebbero anche farlo????

Considera che c'e' un'amministrazione molto discutibile, perche' alcuni mesi fa', l'amministratore non mi ha saputo neanche dire se esisteva un regolamento condominiale, ed è stata indetta una riunione al solo scopo di dirmi, tramite i 3 condomini presenti che la mia richiesta non veniva accolta. In seguito venivo a sapere che la riunione era stata indetta solo a metà e che alla mia richiesta del verbale, l'amministratore stà facendo orecchie da mercante, nonostante una lettera dell'avvocato.

Quindi ritornando a quello che ti ho virgolettato prima non capisco "puoi anche creare dei posti auto". Intendi dentro al mio giardino o nell'area cortiliva, dove transitare????????

2) non mi risulta ci siano vincoli comunali, ma se si' dove posso evincerli?????

3) se non è ben specificato se trattasi di area carrabile, l'area che invece viene definita "area cortiliva", utilizzata comunque anche per l'entrata di macchine o piccoli camion per carico/scarico, si intende quindi carrabile, a tuo parere?????

L'unico mio dubbio è la parte finale (per circa 1/3 dell' area cortiliva) adibita con prato. Anche se non accatastata come area verde (perche' presumo sia stata solo un' iniziativa loro, senza nessuna delibera, o del costruttore, senza che pero' nulla sia stato specificato come effettiva "destinazione d'uso"

Non vorrei che questo costituisse l'unico motivo di impedimento, anche se io ho assicurato di non stravolgere quella parte in modo invasivo,mettendo ad esempio quella pavimentazione a quadretti dove cresce l'erba e soltanto per la parte delle ruote degli automezzi.

Elena, mi rendo conto di non essere ancora riuscito ad essere stringato e per questo me ne scuso, ma ho sempre l'impressione di non essere riuscito a spiegare fino in fondo il problema.

Giovedi' grande incontro nella riunione condominiale, dove tra i vari punti in discussione, c' e' il 2° round su questo problema del cancello.Speriamo in bene, perche' sto'rifacendo il giardino e giustamente il giardiniere, sulla base di questo cancello, deve operare di conseguenza.

Ti chiedo pertanto, compatibilmente al tuo tempo e ai tui impegni una risposta nel piu' breve tempo possibile onde avere argomentazioni in piu' per giovedi.

Grazie comunque per quello che potrai fare.

Franco

 

P.S.: dimenticavo di dirti che il Geom. asserisce che ci vuole, per essere in regola una "scia" da presentare in Comune e che pertanto non puo' essere presentata solo a mio nome, ma a nome del condominio o qualcosa del genere, trattandosi di una richiesta su una parte condominiale. Ora, le mie certezze iniziali, dopo il diniego da parte loro, e invece la certezza (o quasi, perche' di certo nella vita non c'e' nulla, se non quella cosa li'....) da parte dell' avvocato interpellato sul buon esito in base all'art. 1102 DEL C.C. si sono affievolite perche' ora mi chiedo: ma se l'art. 1102, mi da' questa possibilità (addirittura sembra non chiedendo neanche al condominio e all'amministratore , se non per una forma di educazione e rispetto) e quindi io posso procedere e il Geom. invece mi dice che occorre il loro consenso per presentare questa SCIA, cosa succede a questo punto??????? Tu ai casistiche simili da illustrarmi e con quali esiti, se si??????

Supponi che io decida di iniziare i lavori e l'amministratore, sollecitato dai dissidenti chiami fuori i vigili e mi faccia interrompere i lavori??????? Come mi consigli di procedere????

grazie

Scritto da frank49 il 24 Set 2012 - 18:10:31: ...

b) qui' a Modena occorre una SCIA- Cosi' mi è stato detto da un Geometra. A tal proposito chiedo per mia informazione: potrebbe anche non servire??? Se si' o se no, dipende dal Comune?????

c)non capisco questo che tu mi dici:

"Se non ci sono vincoli comunali, previo cambiamento della destinazione d'uso e relativo accatastamento, puoi anche creare dei posti auto, sempre che il suddetto corridoio comune sia carrabile"

...

b) Se la SCIA serve (al 99% si) te lo può dire solo l'Ufficio Tecnico del tuo Comune.

c) Mi pareva di aver capito che potresti decide di realizzare due posti auto nel tuo giardino ed anche per questo ti occorrerebbe il cancello. Sempre previa SCIA o quant'altro puoi realizzare dei posti auto, anche con mattonelle autobloccanti o simili, ma questo cambia la destinazione di quella parte di giardino (cioè della tua proprietà privata, non del passaggio comune) quindi devi ufficializzare il cambio e poi accatastare i posti auto (e pagarci l'IMU). Parcheggiare "alla buona" in giardino senza fare questa trafila non è consigliabile, visto che dici che i vicini potrebbero piantare grane...

Scritto da frank49 il 24 Set 2012 - 18:10:31: ...il Geom. invece mi dice che occorre il loro consenso per presentare questa SCIA, cosa succede a questo punto?
Non sarebbe così, nel senso che tu apri un cancello sulla tua proprietà e quindi gli altri non dovrebbero essere interessati alla SCIA, però è vero che molti Comuni (non avendone titolo) chiedono il consenso dei condomini per rilasciare queste autorizzazioni. Se hai interesse puoi contestare questa richiesta magari avvalendoti di un avvocato...

 

Staff

buonasera, sono di nuovo Frank49 (Franco),

non posso che ringraziare ancora una volta la Sig.ra Bartolini per l'interessamento,la sollecita risposta e la competenza che è veramente di aiuto ,nei momenti critici, a trovare soluzioni e idee per cercare di risolvere i problemi nei migliori dei modi ed in tempi piu' brevi. Detto questo, approffitto del momento per chiedere ulteriormente in merito alla discussione iniziata:

-io mi accontenterei anche solo della possibilità di poter entrare con una macchina , ma soprattutto, con un camion di medie o piccole dimensioni, in modo anche solo temporaneo, per poter caricare o scaricare cose tipo spese pesanti e in modo particolare anche poter effettuare manutenzioni al giardino che risulta essere molto ampio (circa 700 mq. )con risparmio di tempo, fatica e soldi. Per questo motivo chiedo ancora:

-secondo lei in questo modo è possibile non dover cambiare la destinazione d'uso, richiedendo pertanto ad esempio posti macchina, che comunque non è mia intenzione tenere li' parcheggiate, se non nel momento del bisogno????? Naturalmente se cio' fosse indispensabile per il Comune o meno, sarei anche disponibile a farlo (ma forse piu' per non sentirmi esposto ed irregolare nei confronti dei condomini ostili (tutti e 3)-

Come seconda cosa, le chiedo ulteriore conferma sul fatto che i vigili possano anche, se chiamati, uscire per sospendere i lavori, perchè questo aspetto, per me è molto importante per prendere una decisione in merito al problema e soprattutto velocemente--

Lei mi conferma che questa azione sarebbe illeggittima e quindi impugnabile??????? Capisce che, neanche l'avvocato , che devo vedere giovedi', prima della riunione assembleare, per adottare la linea piu' idonea, non è stato in grado, avendogli espresso questo mio dubbio di rassicurarmi in merito o darmi un suo parere certo. E' chiaro che una volta saputo di questo art. 1102 (indicatomi dall'avvocato, che io ho scelto perche' mi era stato detto che era ferrato sui problemi condominiali) e quindi della possibilità di procedere, cosa che io avrei fatto, dopo aver spedito una lettera da parte sua dove si diceva che entro 10 gg. se non ricevevo un riscontro, avrei proceduto, ecco che viene fuori il parere del Geom., a dirmi di stare un attimo calmo, perche'dovendo presentare questa "scia" in comune, sarei potuto incorrere nell'uscita dei vigili a fermare i lavori.

Capisce che poi uno non sà piu' che pesci pigliare e si comincia a chiedere: "possibile che all'avvocato sia sfuggito questo particolare non da poco ???? Che non abbia una visione a 360 gradi?????, e come nel mio esempio, sembra che sia caduto dalle nuvole,non sapendo della necessità di questa SCIA????. Mi deve scusare, ma allora quali sono le certezze che si possono avere????? E' chiaro che il mio è solo uno sfogo, ma è anche un plauso apersone come lei, che in modo disinteressato sanno consigliarti meglio che un avvocato, ed hanno a volte una competenza piu' ampia, spesso quasi a 360° , dandoti anche migliori consigli e quindi piu' certezze sulla linea da adottare. Per questo non finisco di ringraziarla e dirle quanto il suo/vostro lavoro sia cosi' apprezzato.(forse anche non a sufficienza). A questo punto non posso che confessarle, ma questo lo avevo già fatto, che io mi ero consultato anche con un avvocato, ma capisce anche lei che non potevo farne a meno, se poi in seguito arrivero' ad intraprendere qualche azione legale, ma mi rendo anche conto che altrimenti le sue spiegazioni, sarebbero state gia sufficienti ad indirizzarmi, se non che poi l'eventuale proseguio nei confronti dei condomini lo avrebbe comunque necessitato. Dico questo perche', lei, anche se magari in modo gentile, avrebbe anche potuto dirmi: come mai se hai scelto già un avvocato, ti rivolgi a noi????? Questo non lo ha fatto e và a suo merito. Detto tutto cio', che gia' le era dovuto nei miei messaggi precedenti ,termino e finisco per chiederle ancora sulla base di cio' che mi ha scritto:

"Non sarebbe così, nel senso che tu apri un cancello sulla tua proprietà e quindi gli altri non dovrebbero essere interessati alla SCIA, però è vero che molti Comuni (non avendone titolo) chiedono il consenso dei condomini per rilasciare queste autorizzazioni. Se hai interesse puoi contestare questa richiesta magari avvalendoti di un avvocato..."

Tutto cio' è molto importante perche se ho ben capito, ed io sono, con tutti i difetti che posso avere, anche molto caparbio, domattina stessa vado io personalment in Comune e quindi anche dai vigili per cercare di capire se è vero che:

a) non è necessario il consenso dei condomini per la SCIA

b) se ne hanno veramente titolo o meno, facendo capire loro la mia intenzione di avvalermi di un'avvocato che ho gia' in questo caso.

Finisco veramente con chiedere invece una delucidazione sua su quello che le avevo illustrato nel precedente messaggio in merito alla "corte cortiliva" perche' a mio avviso questo è un punto per me molto importante da capire e aver ben chiaro quando giovedi' dovro' ribattere le argomentazioni contro. Uno dei condomini è proprio per mia sfortuna un avvocato e discutendo con lei nella prima riunione (in modo accalorato) e l'altro giorno (in modo piu' pacato, per capire le sue intenzioni)è andata a finire sull' aspetto dell' area cortiliva dicendomi in particolare: " lo sà che lei vorrebbe passare su questa area e non lo puo' fare perche' è un area cortiliva????? io ho risposto:" lo so e proprio per questo io presumo proprio di poterlo fare in virtu' di cio' che detta l'art. 1102" non sapendo cosa rispondere alla sua domanda sull'area cortiliva.

Considerando che questa area è attualmente un' area per 2/3 piastrellata ,dove quindi lei mi ha detto possono entrare le macchine in via temporanea per il tempo necessario allo scarico/carico e per 1/3 a verde, dove io per fare il mio cancello ,dovrei transitare e quindi modificare questa parte, dove poter passare con un mezzo, attenendomi sempre all'art. 1102 che dice, come lei ben sà, che devo attenermi a determinati criteri tipo : mantenere lo stesso aspetto architettonico e non ledere gli altrui diritti, nel senso che i condomini possono continuare a fare cio' che facevano prima, senza alcuna riserva.

Ora ,io dovro' solo spostare una aiuola posta al centro, nella parte finale della piastrellatura e prima che inizi la parte verde, suddividendola in due, su due lati o spostandola tutta completa dove loro desiderano. Non è che potrei sentirmi dire, come fanno i bambini capricciosi:"no a me piace proprio in quel punto e per nessun motivo in nessun'altra parte, se no li'"

Chiedo quindi:

a) potrebbero opporsi a cio', negandomi il diritto di farlo, con una motivazione simile???????

b) potrebbero altresi' impedirmelo, adducendo come motivazione il fatto del verde, che non deve assolutamente essere modificato, anche se io ho e avevo già detto a loro che la modifica sarebbe stata la meno invasiva possibile, trovando come soluzione non la completa rimozione del verde, ma una leggera modifica che prevede quelle pavimentazioni di cemento a rete dove dentro cresce l'erba e limitando la zona modificata a due sole careggiate per le ruote.

Questo aspetto, oltre a quello sopra descritto, della loro approvazione per la presentazione della SCIA sono le due cose che piu' mi preoccupano e di cui ancora non ho avuto le rassicurazioni che mi aspettavo invece dall'avvocato.

Spero ardentemente di poterle avere da lei e nel contempo la ringrazio veramente di cuore per la risposta che sarà o vorrà darmi nel piu' breve tempo possibile , tenendo già in considerazione che hà gi fatto tanto e per questo la ringrazio ancora.

Franco

 

chiedo scusa, sono di nuovo Frank e specifico alla Sig.ra Bartolini una cosa che mi sono dimenticato di dirle come risposta ad una sua domanda di chiarimento. Spero si sia capito che io devo aprire un cancello su una mia proprietà, ma che il cancello và posto in un lato dell' area "cortiliva", dove già possono entrare macchine (e quindi che automaticamente la si possa,(questa parte)considerare "carrabile", non essendo specificato in alcun modo da nessuna parte.Il lato di cui parlo costituisce il confine tra la mia proprietà e l'area cortiliva "comune". Chiedo quindi se di questo confine,costituito da un muretto alto circa 50 cm. su cui è posta una rete di confine sia indispensabile capire in modo certo se è soltanto di mia proprietà o di proprietà comune,oppure se questo non sia determinante (poiche' ci sono spesso , da quello che ho letto sul forum, casi in cui il confine è cosi' costituito. Il geom. dice che non è descritto in modo particolareggiato e che quindi non sapendolo neanche lui, presume che si intenda di proprietà per metà mia e per metà dei condomini. Ecco spiegato il motivo per cui lui asserisce che deve essere presentata questa "scia" in Comune , per non trovarci ad esempio l'uscita dei vigili ad interrompere i lavori, prima che questi siano finiti,perche'nell'ipotetico caso che cio' fosse possibile in tempi brevissimi(diciamo in una notte), allora sarebbe forse sufficiente, a lavori ultimati, tentare una sanatoria pagando una multa. Tutto cio' ha un senso, ma non quello certamente di riuscire a farlo di straforo e in una notte ,senza chiedere l'autorizzazione e andando con la sanatoria.

Mi pare pero' , a tal riguardo e da quello che mi hai detto, che secondo te, l'autorizzazione dei condomini per l'inoltro della SCIA non sia invece dovuta. Ho capito bene???????? Perche' avendoti specificato in modo particolareggiato la situazione, se è cosi' come tu mi dici (che non occorre il consenso dei condomini) allora io parto alla carica con il Comune e mi informo dai vigili.

Grazie ancora e per questo problema, spero sia l'ultima volta che ti impongo di leggere questi interminabili messaggi.....

Franco

salve ai moderatori, nella fattispecie alla Sig.ra Bartolini, che ringrazio anticipatamente e a tutti coloro fossero interessati a cio' che io ho postato in merito al mio problema riguardo l'apertura di un cancello in un lato della mia proprietàdi un giardino a piano terra,costituito da un muretto con rete sopra e siepe che funge da separazione con una parte cortiliva condominiale, di cui anche io ne sono proprietario con una quota millesimale condominiale. In merito credo di aver scritto e spiegato sufficientemente il problema (anche se magari non bene). In attesa di ricevere una gradita risposta in merito all'ultimo messaggio, per chi vorrà farlo, vi dico che la cosa ha avuto un seguito. Il seguito è che mi sono recato all'assemblea condominiale e quando è stato il momento di discutere sulla mia richiesta, che io avevo gia' invano cercato di anticipare a vari condomini (tra cui un avvocato donna) basando tale richiesta sul buon senso comune di eventuali scambi di favori, ma invano, sono stato LETTERALMENTE SOMMERSO di dinieghi assoluti da tutti i partecipanti l'assemblea. Specifico che avevo fatto pervenire una lettera dal mio avvocato, dopo il fallimento dei primi tentativi bonari andati a vuoto.

Dire che mi è sembrato un teatrino molto simile agli spettacoli che si vedono ogni giorno alla televisione dove si confrontano i vari personaggi politici è dire poco....Erano ormai piu' di venti anni che non partecipavo piu', per mia fortuna, ad una assemblea condominiale ed è stata per me,una esperienza allucinante. Pur sapendo anticipatamente che li avrei avuti indistintamente tutti contro, non immaginavo pero' in questo modo e con tale avversione. Non mi hanno permesso in alcun modo di poter argomentare in modo esaustivo l'art. 1102 c.c. riguardo la possibilità di poter procedere nella mia richiesta. Non uno, dico uno che avesse saputo dirmi che cosa diceva questo articolo, ma tutti a dirmi che io non potevo procedere in alcun modo e che loro essendo in 7 avevano ragione....sulla base di che cosa poi, non si sà. L'amministratore cercando di attenersi a quanto gli era stato detto anticipatamente dal mio avvocato,a quel punto ha cercato di spiegare ai presenti in modo comletamente errato,naturalmente facendo finta di mantenere una posizione neutrale,il contenuto di questo articolo, dandone una sua interpretazione, completamente diversa da quello che in realtà era. Un tentativo da parte mia di cercare di correggere, almeno in parte la sua spiegazione è fallito miseramente sul nascere, per la ottusa mentalità dei presenti , che neanche all'asilo infantile i bimbi avrebbero poturo avere.

Detto questo, faccio presente che per proseguire e perseguire quelle che io invece ritengo le mie ragioni e i miei diritti (sperando che tutto vada a finir bene) mi trovo costretto, anche su consiglio dello stesso avvocato, di cui, inevitabilmente cerco di avvalermi in questa causa, a dover demolire una casetta di legno per l'attrezzatura del giardino, un gazebo in legno, un portico che presenta una copertura fissa in legno e un' altro portichetto, a seguito della loro iniziativa presa e verbalizzata in tale assemblea nell'assegnazione di un loro avvocato per agire contro di me, intimandomi nel contempo di non iniziare i lavori. Bella accoglienza mi hanno riservato i miei condomini, tanto per cominciare con il "buon senso comune, non trovate ???????? Sempre a chi interessasse , con la l'augurio di non trovarsi nella mia condizione, specifico che mi trovo costretto a fare tutto questo, perche' partendo dal presupposto che io invece ho intenzione di proseguire su questa strada anche se loro dicono che sono uno che sta' lottando inutilmente contro i mulini a vento, sono andato subito ad informarmi preventivamente in comune all'ufficio abusi e condoni, spiegando la mia situazione . Vengo a sapere da loro che la casetta, il gazebo e il portico nella mia proprietà non sono segnalati e che quindi non essendo io in regola, l'eventuale uscita dei vigili urbani a bloccare i lavori innescherebbe a catena tutta una serie di controlli e approfondimenti sullo stato di fatto che mi vedrebbe, anche se inconsapevolmente e in buona fede, in difetto, per la presenza arbitraria di queste cose. Quindi, prima di partire con i lavori sulla costituzione del cancello, adottando la procedura da loro indicatami, mi vedo costretto a demolire tutto quanto per non porgere il fianco a quelli che saranno inevitabilmente i miei avversari in tale scontro a seguito del controllo che sicuramente si attiverà dietro la loro azione a mio danno.

L'ultimo tassello per me' ancora in dubbio, prima di procedere era ed è a quel punto, rappresentato dal fatto che il mio Geom. mi diceva che secondo lui era necessario, per poter procedere ad aprire questo varco per il cancello, l'approvazione dei condomini,tramite un' altra assemblea.Figuriamoci se dopo quella già fatta terminata in quel modo, io sarei riuscito nell'intento!!!..

Io che sono comunque una persona che non demorde e che cerca di andare a scoprire la verita' come in questo caso, nel marasma delle interpretazioni esistenti, per poter essere in regola a 360 gradi, quindi da un punto di vista sia: legale, amministrativo, tecnico, di regolamenti condominiali, regolamenti di edilizia comunale e contrattuale non mi sono arreso e ho cominciato a seguire io in prima persona tutte le strade possibili, seguendo la regola del "chi fà da se fà per tre" e alla fine mi sono reso conto che è proprio cosi'. E' cosi' perche' dopo essermi informato sul vostro sito,approfondendo tutti i casi simili al mio, tra i quali uno eclatante,con una sentenza della corte di Cassazione che vedeva il Comune di Milano soccombere contro un privato cittadino in una situazione che presentava degli aspetti simile al mio, anche se di diversa natura, ecco che il mio Geom. dietro mie indicazione e dopo aver preso un' appuntamento per lui in Comune con una persona che segue i vari problemi sia da un punto di vista non solo tecnico, ma anche amministrativo e legale, è andato con i miei input ad informarsi ed ha avuto conferma che poteva procedere, poiche' le cose che io sostenevo erano vere. In sostanza, e questo lo dico per tutti coloro, che dovessere trovarsi nella mia situazione, dico: NON ARRENDERSI MAI, soprattutto alle prime difficoltà, prendersi la briga di accertarsi personalmente, anche se questo puo' a volte risultare antipatico, per le persone a cui ti stai rivolgendo e di cui non puoi farne a meno semplicemente perchè investite dala legge o dalle autorità comunali o provinciali o quant'altro, a poter svolgere determinati compiti (vedi l'avvocato per iniziare una causa, vedi il Geom.,per poter iniziare determinati lavori tramite o SCIA o DIA , o tramite gli addetti al comune per iniziare determinate pratiche e cosi' via,). Ad esempio il mio Geom., pur essendo persona stimata, bravo e pignolo, pensava, nella sua ignoranza (NON CONOSCENZA) che per avviare una SCIA fosse obbligatorio il consenso di tutti i condomini. L'avvocato, confermando comunque la necessità e quindi l'intervento di un tecnico qualificato a portare avanti i lavori tramite una sua autorizzazione e fidandosi a sua volta di cio' che il tecnico diceva, lo avallava, mettendomi cosi' in un evidente stato di difficoltà e insicurezza su cio' che andavo a chiedere e di conseguenza in seguito a fare, soprattutto nei confronti dell'amministratore e dei condomini,che avrei dovuto convincere e che al quel punto ,nel cercare di farlo,mi vedevano come un extra-terrestre,semplicemente basandosi sul fatto che essendo io una testa contro le loro sette non potevo che avere torto. Il Geom. spinto ad operare nel modo che io gli dicevo,si recava dalla persona del Comune, che io gli avevo indicato e la stessa gli confermava quanto da me detto Come mai questa anomalia, direte voi ????. Non è giusto,....!!!! ed io sono perfettamente d'accordo. Semplicemente perche' il Geom.,anche se persona da me stimata e non solo da me , agiva semplicemente in "buona fede" , adducendo che non aveva potuto farsi esperienza su casi simili al mio, e che quindi agiva semplicemente non tanto su regole chiare e precise, ma bensi' in base a quelle che con il tempo diventano "CONSUETUDINI " . Mi sono reso conto personalmente che probabilmente molti comuni dicono: " è consuetudine fare cosi' ".......ma se uno poi va a chiedergli il perche' o,sulla base di cosa....di quale legge o articolo del c.c. ecco che, come nel mio caso un rifiuto da parte del comune a non accettare una SCIA per lavori che non comprenda l'assenso di tutti i condomini puo' essere considerato vessatorio. LA MORALE DI TUTTO CIO' è quindi quella detta sopra e cioè di andare a scavare fino in fondo, non accontentandosi mai della prima risposta, perche anche se risulta essere la strada meno faticosa da perseguire, spesso ti conduce in un vicolo cieco, dove non trovare soluzioni

Quindi:Indagare ed approfondire possibilmente tutto e non arrendersi facilmente alla prima contrarietà. Il mio Geom. e anche il mio avvocato erano e sono entrambi bravi , ma presi singolarmente solo nella loro specificità e non avendo una visione( che capisco è spesso anche non facile possedere o avere,) a 360 gradi, anche a loro, sempre in buona fede, puo' sfuggire qualche tassello, che spesso pero' risulta essere determinante per l'esito positivo o negativo di un' azione da intraprendere.

Scusate se come al solito sono stato prolisso, ma mi sono sentito in dovere di spiegare queste mio caso personale, con la speranza che in qualche modo tutto questo possa essere di aiuto a qualcuno che si è trovato o si è troverà nella mia situazione, tra l'altro iniziata qualche mese fa'.

Detto questo primo step, se qualcuno ritiene di essere interessato, lo informero' sul proseguio della cosa e conseguentemente sull'esito finale a tempo debito, poiche' per me e arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti, iniziando la mia battaglia a difesa di quelli che io ritengo essere i miei diritti contro un semplice "no" immotivato.

 

Alla Sig.ra Bartolini, che spero possa leggermi, chiedo cortesemente:

 

poiche' all'assemblea sono stato pesantemente contrastato,nonostante io non mi sia fatto assolutamente intimidire, l'unico rammarico è che io ,messo alle corde, sia stato messo nelle condizioni peggiori per potermi esprimere. Cio' che piu' mi amareggia ma che mi preoccupa contemporaneamente anche un po' è che alla conclusione dell'assemblea è stato verbalizzato che io avrei minacciato un condomino , peraltro avvocato; tutto tutto cio' voluto insistentemente da suo marito. Sono riuscito a fatica e nelle fasi conclusive, a far verbalizzare a mia volta che tutto cio' non corrispondeva a verità e che a mio avviso si trattava di una mia frase, che non era stata contestualizzata e interpretata nel modo giusto e che comunque ne fosse stata l'interpretazione, non era stato nelle mie intenzione minacciare, anzi tutt'altro......

Cosa puo accadere??????? Che implicazioni ci spossono essere per me????????

Ho poi richiamato il giorno dopo l'Amministratore chiedendo se si poteva, a questo punto invece inserire sul verbale una mia Diffida sempre ad un condomino, che prima ancora che io iniziassi a parlare , mi interrompeva apostrofandomi : "ah! lei è il Sig. Macchioni, la persona che ci ha inviato quella lettera da pazzo e tra l'altro sgrammaticata.... guardi che se io avessi potuto riceverla in quel momento, non essendo io a casa, sarei venuto personalmente a trovarla e non so' cosa avrei fatto......" Naturalmente la mia risposta è stata quella di dire: "io sono consapevole della mia ignoranza e della mia sgrammaticatura ", che avrei avuto il piacere di vedere comunque anche un suo scritto per mettere a confronto il tutto e che comunque a mio parere,il suo atteggiamento,oltre al fatto di volermelo fare apparire piu' come una intimidazione, non era certo il modo migliore per iniziare una discussione.

Le chiedo pertanto a tal riguardo se io posso in questo caso fare aggiungere al verbale questa sua dichiarazione, a mio parere molto pesante ed offensiva o se mi consiglia di lasciar perdere. Nel caso io volessi farlo, quale è il modo ??????

grazie a tutti

Frank49

 

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