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g.hetfield

Riaddebito spese luce e gas

Buongiorno a tutti. Sono nuova e ho un problema un po' particolare.

 

Circa due anni fa ho firmato il contratto d'affitto dell'immobile dove ora sto, senza avere la possibilità di fare la voltura di luce e gas, in quanto non hanno un contratto autonomo, ma confluiscono direttamente nelle bollette del proprietario di casa (che abita al piano inferiore dello stabile).

Il propietario ha quindi inserito in contratto un addebito di € 0,90 per ogni kWh e di € 0,45 per ogni metrocubo di gas. Il vero problema risiede nella luce: mi pare che quello che mi stia addebitando di luce sia circa 5-6 volte il prezzo di mercato. Io ho firmato il contratto, è vero, ma non mi ero accorta di questo superaddebito per la luce (era il mio primo contratto d'affitto). Me ne sono accorta unicamente al primo saldo, quando per un anno ho versato circa 1.500€ di luce (vivo da sola).

 

Ho inviato una mail al padrone di casa dove richiedo di rivisionare i conti, ma lui ha fatto orecchie da mercante.

Cosa posso fare?

 

Premetto che lascio l'immobile fra 2 mesi e mezzo, proprio a causa di questi costi spropositati.

 

Vi ringrazio.

Insisti con il proprietario, tu hai il diritto di visione con l'indicazione specifica delle delle spese prima di pagare e la visione dei giustificativi (bolletta);

 

Legge 392/78

Art.9. (Oneri accessori). Sono interamente a carico del conduttore, salvo patto contrario, le spese relative al servizio di pulizia, al funzionamento e all'ordinaria manutenzione dell'ascensore, alla fornitura dell'acqua, dell'energia elettrica, del riscaldamento e del condizionamento dell'aria, allo spurgo dei pozzi neri e delle latrine, nonchè alla fornitura di altri servizi comuni. Le spese per il servizio di portineria sono a carico del conduttore nella misura del 90 per cento, salvo che le parti abbiano convenuto una misura inferiore. Il pagamento deve avvenire entro due mesi dalla richiesta. Prima di effettuare il pagamento il conduttore ha diritto di ottenere l'indicazione specifica delle spese di cui ai commi precedenti con la menzione dei criteri di ripartizione. Il conduttore ha inoltre diritto di prendere visione dei documenti giustificativi delle spese effettuate. ...

Puoi rivolgerti senza indugio a un sindacato di inquilini al fine di accertare la legittimità delle clausole sulle utenze. Lui potrebbe aver carpito la tua buona fede con clausole vessatorie al fine di conseguire un indebito arricchimento.

Vacci al più presto, visto che ti restano altri mesi da pagare, col quale eventualmente fare un conguaglio.

 

https://www.google.it/search?q=inquilini+cisl&oq=inquilini+cisl&aqs=chrome..69i57j0l5.6141j0j4&sourceid=chrome&es_sm=93&ie=UTF-8#q=sindacato+inquilini+brescia

guarda che hai scritto al contrario. Il gas costa circa € 0,90 (e più) al MC. mentre la luce costa circa € 0,30.Il probleme è se hai il doppi contatori per sapere esattamente quanto consumi.Comunque segui il consiglio di Tullio.Non pagare fino a che non ti avrà dato i chiarimenti richiesti.

Ciao.

Grazie a tutti per le pronte risposte.

 

No, i costi scritti sono uguali a quelli indicati nel contratto - tenete conto che di gas ho consumato circa 45mc in un anno (poichè il riscaldamento è condominiale).

Ho visto le offerte di mercato (e le bollette di diversi miei amici) e ho visto che il costo medio kWh è di circa 0,16-0,20 €/kWh, a differenza dei 0,90 riaddebitati a me.

 

Dopo le mie richieste non mi ha più risposto nulla, nè inviato alcun conteggio.

 

Nell'appartamento ci sono un contatore gas e un contatore luce. Secondo il proprietario, gli scatti indicati dal contatore luce sarebbero circa 1 scatto = 1/3 kWh.

 

La cosa mi sta facendo molto arrabbiare, perchè praticamente è come se pagassi 100€ in più al mese di affitto.

1.500€/anno per una persona che trascorre circa 20 giorni al mese in un appartamento (e manca per 2 mesi all'anno) mi sembrano obiettivamente costi troppo elevati. Non vorrei dover risborsare la stessa cifra per quest'anno.

 

Grazie mille

 

- - - Aggiornato - - -

 

Il mio secondo dubbio concerne anche il fatto che io ho effettivamente firmato il contratto.

Penso che il proprietario mi risponda che, dal momento che l'ho firmato, ora devo sostenere quei costi.

Che io so uno non può rivendere a prezzo maggiorato l'energia elettrica (e gas) dell'ente fornitore, comunque attendi altre risposte.

Il fatto è che proprio non posso chiedere ai miei genitori questi soldi, e sto utilizzando tutti i miei risparmi per pagare questi costi.

So che sembra insensato, ma per non chiedere tanto ai miei mi arrangio dando ripetizioni quando non studio

Situazione complicata per districarsene in solitario, considerato anche che è la tua prima esperienza di locazione.

E ci credo: altrimenti non avresti mai firmato quel contratto che prevede una tariffazione artefatta per i consumi di gas ed elettricità.

Quelle sono clausole vessatorie che procurano un indebito arricchimento al locatore.

Nessun privato può rivendere energia a privati, tanto che chi ha i pannelli fotovoltaici la corrente prodotta è costretto a consegnarla al suo fornitore che poi provvederà ad operare uno sconto sulle fatturazioni successive dei suoi consumi....

Detto ciò, considerato che per te sono cifre significative, rivolgiti ad un sindacato inquillini (costo di qualche decina di euro per l'affiliazione): è la miglior soluzione per vedere riconosciuti i tuoi diritti.

Intanto non pagare più nulla relativamente ai consumi di utenze di gas e corrente elettrica fino a che la situazione non sarà chiarita e la soluzione definitiva accettata da te e dal tuo locatore.

 

Comunque il principio guida sarebbe che il proprietario ti fa almeno vedere le fatture che riceve e poi addebitarti al medesimo costo il consumo di tua competenza.

Qualcuno potrebbe consigliarmi una mail gentile ed educata dove faccio nuovamente presenti i miei punti e chiedo le bollette?

Perchè il proprietario mi tratta sempre come fossi cretina..

Se agisci da sola il proprietario ti fregherà col sorriso bello stampato !

Non è più tempo di buone maniere; la mail gentile gliela hai già inviata... E' tempo di entrare a gamba tesa e rappresentata da un sindacato inquillini.

 

Comunque una mail di allarme, giusto per mostrarti corretta fino all'ultimo nonostante le sue scorrettezze, la puoi inviare: avvisalo che se non riesaminate insieme (e con tutte le fatturazioni sotto mano) tutti i costi che lui ti ha addebitato dall'inizio della locazione ad oggi per le due utenze (gas e corrente elettrica) ti rivolgerai ad un sindacato inquillini per farti rappresentare e per risolvere l'insanabile contrasto che si è venuto a creare fra voi due.

Vedrai che ti risponde... eccome se ti risponde.

Situazione complicata per districarsene in solitario, considerato anche che è la tua prima esperienza di locazione.

E ci credo: altrimenti non avresti mai firmato quel contratto che prevede una tariffazione artefatta per i consumi di gas ed elettricità.

Quelle sono clausole vessatorie che procurano un indebito arricchimento al locatore.

Nessun privato può rivendere energia a privati, tanto che chi ha i pannelli fotovoltaici la corrente prodotta è costretto a consegnarla al suo fornitore che poi provvederà ad operare uno sconto sulle fatturazioni successive dei suoi consumi....

Detto ciò, considerato che per te sono cifre significative, rivolgiti ad un sindacato inquillini (costo di qualche decina di euro per l'affiliazione): è la miglior soluzione per vedere riconosciuti i tuoi diritti.

Intanto non pagare più nulla relativamente ai consumi di utenze di gas e corrente elettrica fino a che la situazione non sarà chiarita e la soluzione definitiva accettata da te e dal tuo locatore.

 

Comunque il principio guida sarebbe che il proprietario ti fa almeno vedere le fatture che riceve e poi addebitarti al medesimo costo il consumo di tua competenza.

Nulla vieta ad un privato di vendere energia prodotta ad un altro privato . Nei contratti di fornitura c'è ' il divieto di rivendita dell' energia fornita dal fornitore non quella prodotta da me Se io produco energia la vendo a chi mi pare .

Nulla vieta ad un privato di vendere energia prodotta ad un altro privato . Nei contratti di fornitura c'è ' il divieto di rivendita dell' energia fornita dal fornitore non quella prodotta da me Se io produco energia la vendo a chi mi pare .

Si, si tratta di energia prodotta dal fornitore. Non la autoproduce con pannelli solari

Non la autoproduce con pannelli solari Anche se la producesse potrebbe venderla solo all'enel.

Si definiscono vessatorie quelle clausole che, anche se dettate in buona fede, inserite in un contratto tra due parti risultano sfavorevoli per la più debole tra le due. (Ad esempio, in un contratto d’affitto si considera di solito l’inquilino come la parte più debole).

Tale tipo di clausole, in precedenza disciplinato dagli art. 1469 bis e ss. del codice civile, sono oggi regolate dal Codice del consumo, d.lgs.206/05, agli art.33 e seguenti.

La legge stabilisce che le clausole vessatorie sono inefficaci, cioè è come se non esistessero, nel caso in cui non siano esplicitamente approvate per iscritto con la doppia firma, anche se per tutto il resto il contratto rimane valido.

 

Se si ritiene di aver sottoscritto un contratto d'affitto contenente delle clausole vessatorie, il contratto rimane comunque valido per tutte le restanti parti. Ci si può in ogni caso rivolgere all’autorità giudiziaria, per far annullare la parte che contiene le clausole.

L’azione giudiziaria può essere intrapresa sia dal singolo consumatore che tuteli i suoi particolari diritti, che da qualche associazione di categoria.

 

Istruttiva la lettura del Codice del Consumo: art. 33 comma 2 lettera o)

La clausola non è stata approvata con doppia firma, ma è contenuta all'interno dello stesso articolo che tratta il canone annuale..

Non la autoproduce con pannelli solari Anche se la producesse potrebbe venderla solo all'enel.

il "potrebbe" e' diverso da "deve" .

 

una cosa e' vendere all'enel o altro fornitore per questioni tecniche logistiche altra e' affermare che obbligatoriamente occorre venderla al proprio fornitore .

Senza l'ok del GRTN la corrente elettrica (ma anche il gas) non si sposta da nessuna parte, ergo non si vende. Il prezzo lo fissa il GRTN.

Senza il rispetto del rigidissimo protocollo previsto dal GSE la corrente elettrica autoprodotta da fonti rinnovabili non si sposta da nessuna parte, ergo non si vende. Il prezzo lo fissa il GSE.

 

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L'Autorità per l'energia elettrica ed il gas, secondo la legge istitutiva del 1995, ha essenzialmente la funzione di «garantire la promozione della concorrenza e dell'efficienza nel settore dei servizi di pubblica utilità, assicurandone la fruibilità e la diffusione in modo omogeneo sull'intero territorio nazionale, definendo un sistema tariffario certo, trasparente e basato su criteri predefiniti, promuovendo la tutela degli interessi di utenti e consumatori».

La liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica si è realizzata in Italia per effetto del decreto legislativo del 16 marzo 1999 n. 79, che ha recepito la direttiva n. 96/92/CE del 19 dicembre 1996, concernente norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica. Noto come decreto Bersani, il decreto legislativo n. 79/’99 ha stabilito che sono completamente libere le attività di produzione, importazione, esportazione, acquisto e vendita di energia elettrica, mentre le attività di trasmissione e dispacciamento sono riservate allo Stato, che le attribuisce in concessione al Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale (GRTN).

 

Per trasmissione si intende l'attività di trasporto e trasformazione dell'energia elettrica sulla rete interconnessa ad alta tensione, mentre dispacciamento è l'attività diretta ad impartire disposizioni per l'utilizzazione e l'esercizio coordinato degli impianti di produzione, della rete di trasmissione e dei servizi ausiliari. Il GRTN provvede a connettere alla rete di trasmissione nazionale tutti i soggetti che ne facciano richiesta, nel rispetto di determinate regole tecniche e di condizioni tecnico-economiche di accesso e di interconnessione fissate dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas.

 

La distribuzione è il trasporto e la trasformazione di energia elettrica su reti di distribuzione a media e bassa tensione per le consegne ai clienti finali. L'attività di distribuzione viene svolta da imprese che operano sulla base di concessioni rilasciate dallo Stato.

L'attività di vendita dell'energia elettrica è esercitata dai cosiddetti clienti grossisti, che acquistano e vendono energia elettrica senza esercitare attività di produzione, trasmissione e distribuzione.

 

Fonte e maggiori informazioni: http://it.wikipedia.org/wiki/Autorit%C3%A0_per_l'energia_elettrica_il_gas_ed_il_sistema_idrico

Informazioni sul GSE: http://it.wikipedia.org/wiki/Gestore_dei_Servizi_Energetici

l "potrebbe" e' diverso da "deve" . Peppe, se mi dici a chi altro posso vendere quello che produco in più di quello che consumo ti ringrazio e poi ti dò una percentuale.

di sicuro non ho obbligo di venderla all'enel . ci sono diverse modalita e soggetti a cui posso vendere .

La clausola non è stata approvata con doppia firma, ma è contenuta all'interno dello stesso articolo che tratta il canone annuale..

Ribadisco: affidati ad un sindacato inquillini

--link_rimosso--

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ci sono diverse modalita e soggetti a cui posso vendere Questa è una bella novità che non conoscevo. Ti sarò grato se mi darai qualche delucidazione in merito a chi e come.

Se c' è modo di stabilire (con dei contatori differenziali, per sottrazione) i consumi effettivi dell' appartamento dato in affitto, il calcolo è molto semplice: si effettua la lettura iniziale e finale dei contatori principali e secondari e si ottengono i consumi da addebitare all' inquilino (metri cubi di gas e Kilowattora). Poi si prendono le bollette (di solito 6 in un anno intero), si sommano gli importi finali di esse e si divide la somma ottenuta per i consumi come sopra determinati: in tal modo si ottiene il COSTO UNITARIO del gas (per 1 metro cubo) o della luce (per 1 Kwh). E' questo il valore che va preso per addebitare all'inquilino i suoi consumi, moltiplicando il prezzo unitario per i metri cubi o i kwh consumati.

Con questo sistema si conosce il prezzo effettivo MEDIO del gas o della luce, che comprenderà tutte le voci presenti in bolletta e non solamente il puro prezzo iniziale del gas o dell'energia elettrica.

Il riparto che fa il proprietario degli importi delle bollette a me pare una semplice operazione contabile (come quella che fa un Amministratore quando divide, ripartisce i costi di una utenza tra più condomini e non una "rivendita di energia" come qualcuno ha voluto intendere, complicando le cose oltre il dovuto, ma una operazione sui conti, di buon senso, peraltro molto praticata nelle piccole realtà.

Talvolta i padroni di casa "arrotondano" in alto il prezzo unitario MEDIO annuo ottenuto, perché succede spesso che in bolletta arrivino, anche dopo mesi, conguagli non noti al momento del riparto, ma il prezzo unitario non può certo raddoppiare.

Con questo sistema si conosce il prezzo unitario approssimativo medio del gas o della luce che si usa come valore per chiedere il rimborso all' inquilino. Certamente il padrone di casa non può fissare tale valore come gli aggrada ed aumentarlo a suo piacimento perché se lo fa (ed anche se lo ha fatto accettare in contratto con clausole vessatorie) si potrà sempre dimostrare che voleva conseguire un illecito arricchimento. Ma occorre una causa e questo è il punto. Nevale la pena? E quanto dura?

E quanto costa?

Siccome, per legge e al di là di ciò che c' è scritto in contratto, l' inquilino può sempre chiedere le copie delle bollette, a sue spese (cioè pagando le fotocopie) se le faccia dare dal padrone di casa, si rifaccia lui, inquilino, i conti come sopra ho indicato e gli comunichi cosa intende versargli, distinguendo sempre bene, accuratamente, l'affitto dalle spese rimborsate.

L' inquilino può anche accompagnare i suoi versamenti con un specifica nella quale indica i conteggi da lui effettuati. Per calcolare quanto ho sopra indicato occorrono poche operazioni (che si imparano alla scuola elementare): A) una addizione (delle 6 bollette); B) una sottrazione (lettura finale meno iniziale dei contatori); C) una divisione A diviso B; D) una moltiplicazione: moltiplicare il valore C per i metri cubi o i KWH consumati. Finito.

Offrire poi questa somma al proprietario (semmai inviandogliela con un apposito versamento accompagnato dal proprio calcolo) e ATTENDERE che sia lui a rilevare eventuali inadempienze contrattuali.

In tal modo si evitano i costi dell' Avvocato, per esempio, ma anche dell' affiliazione a un Sindacato che non è mai gratuita e che potrebbe, per il fatto stesso che ci si è rivolti ad esso, indisporre il proprietario e guastare i rapporti, nel caso si tenga a non rovinarli.

A mio avviso tale percorso lascia abbastanza tranquilli. La mia NON è una risposta da Avvocato, ma da persona che è passata innumerevoli volte in queste situazioni e si sente, per esperienza, in grado di consigliare.

il proprietario si è rifiutato di mandarmi le bollette.

 

- - - Aggiornato - - -

 

siccome è un legale, avrei preferito citargli qualche riferimento normativo per fargli capire che intendo veramente riottenere quei soldi, perchè per me sono tanti soldi.

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