Vai al contenuto
Multiservice

Revoca giudiziale amministratore - quando viene chiesta la revoca dell'amministratore ai sensi dell'art

Buonasera a tutti e grazie in anticipo a chi vorrà fornirmi una risposta.

Il quesito è:"quando viene chiesta la revoca dell'amministratore ai sensi dell'art. 1129 cc, quali sono i poteri del giudice, in particolare può esserci una certa discrezionalità nel valutare l'attività svolta dall'amministratore nel complesso o il solo fatto di trovarsi nelle ipotesi previste dal predetto articolo implica automaticamente la revoca dell'amministratore. Preciso che nel caso che mi riguarda l'amministratore nn ha chiuso i bilanci per due anni ed un condomino ha presentato ricorso al giudice

Buonasera a tutti e grazie in anticipo a chi vorrà fornirmi una risposta.

Il quesito è:"quando viene chiesta la revoca dell'amministratore ai sensi dell'art. 1129 cc, quali sono i poteri del giudice, in particolare può esserci una certa discrezionalità nel valutare l'attività svolta dall'amministratore nel complesso o il solo fatto di trovarsi nelle ipotesi previste dal predetto articolo implica automaticamente la revoca dell'amministratore. Preciso che nel caso che mi riguarda l'amministratore nn ha chiuso i bilanci per due anni ed un condomino ha presentato ricorso al giudice

Secondo il mio pensiero è molto difficile anticipare o prevedere quanto il Giudice deciderà, per cui fornire una risposta ad una domanda del genere è come azzeccare ad un terno all'otto 🙂

Gentile tuxx la risposta io la ho già infatti il ricorso nn e' stato ammesso e l'amministratore e' ancora in carica. Ora però l'agguerrito condomino ha presentato reclamo in corte d'appello sostenendo l'erronea interpretazione dell'art. 1129. Quello che vorrei sapere ma con certezza è se il fatto in se di nn chiudere i bilanci sia automaticamente causa di revoca da parte del giudice o se la decisione può essere valutata dal giudice. Spero di essere stata chiara e di ottenere chiarimenti sul vero senso della legge

Credo ti basti leggere l'art.1129 cc.

Si parla di gravi irregolarità e di domanda giudiziale, non di revoca automatica.

... Ma torno a ripetere il punto della questione su cui mi gioco tutto è: il giudice revoca semplicemente in presenza dei caso previsti dall'art.1129 o può "discrezionalmente" decidere anche di non revocare valutando altri aspetti????
Mi ripeto, è difficile sapere in anticipo quello che deciderà il Giudice.
Pensavo che su questo forum avrei trovato delle risposte ai miei quesiti ma mi accorgo che ricevo solo risposte polemiche e poco esplicative. L'articolo l'ho letto naturalmente e lo ha letto pure il Prof. Avv. X che mi ha purtroppo fatto appello e a quanto pare sostiene che il fatto in se di nn chiudere il bilancio x allora due anni è motivo di revoca (ovviamente prima il condomino fa ricorso all'autorità giudiziaria e poi il giudice decide). Ma torno a ripetere il punto della questione su cui mi gioco tutto è: il giudice revoca semplicemente in presenza dei caso previsti dall'art.1129 o può "discrezionalmente" decidere anche di non revocare valutando altri aspetti????

A me sembra che le polemiche le vuoi imbastire tu.

Ma sei avvocato per scherzo o realmente? No, perchè in caso affermativo, fare certe domande e permettersi pure di rimbeccare mi pare un pò degradante.

E questo nonostante ti abbiamo già risposto.

... Mi spiace che purtroppo mi si offenda nella mia professione e solo ora capisco perché la maggior parte degli utenti nn si qualifichi.
Non devi offenderti per la tua professione, in quanto a predire il futuro nessuno può farlo, ricordo il Giudice Santi Licheri (Presidente aggiunto onorario della Corte di Cassazione), e affermava alle volte (non ricordo esattamente le parole), "quando la causa inizia, nessuno sa come andrà a finire"

Io non mi qualifico perchè nelle varie opzioni di scelta non è scritto "condomino", quale io sono.

Grazie della infinita cortesia. Mi spiace che nn sia riuscita a chiarire il senso effettivo di quello che intendessi. Una cosa però la voglio aggiungere in relazione alla succitata frase di Vittorio Alfieri, leggere vuol dire pensare ossia soffermarsi con attenzione e riflettere sul senso delle parole ed oltre ancora, e magari cambiare pure idea.Mi spiace che purtroppo mi si offenda nella mia professione e solo ora capisco perché la maggior parte degli utenti nn si qualifichi. Essere un avvocato a parer mio vuol dire proprio sviscerare una norma in ogni suo aspetto analizzando ogni singola parola e virgola di essa. Comunque immagino che ognuno resterà della propria idea!!

Il vecchio art. 1129 che parlava di revoca in mancanza di bilancio per due anni recitava:

 

...Può altresìessere revocato dall'autorità giudiziaria, su ricorso di ciascun condomino,oltre che nel caso previsto dall'ultimo comma dell'articolo 1131, se per dueanni non ha reso il conto della sua gestione, ovvero se vi sono fondatisospetti di gravi irregolarità..

Il novellato art. 1129 recita

...Può altresì essere disposta dall'autorità giudiziaria, su ricorso di ciascun condomino, nel caso previsto dal quarto comma dell'articolo 1131, se non rende il conto della gestione, ovvero in caso di gravi irregolarità...

In entrambi i casi è scritto PUO' e non DEVE; ritengo quindi che ci sia ampio margine di discrezionalità da parte del Giudice.

In entrambi i casi è scritto PUO' e non DEVE; ritengo quindi che ci sia ampio margine di discrezionalità da parte del Giudice.
Infatti questo il concetto espresso dal Giudice Santi Licheri, il Giudice incaricato avrà il dovere di valutate le varie circostanze, e stabilirà secondo il suo parere alla fine chi avrà ragione sull'altro, quindi affermare cosa succederà e cosa sarà sentenziato prima di iniziare o durante il dibattimento è impossibile stabilirlo.

Che dire finalmente qualcuno che parla la mia lingua!!! Io sono della medesima opinione e il "può " lo interpretò allo stesso modo ma controparte ne da una lettura differente collegando il verbo alla facoltà riconosciuta ai condomini tanto di revocare l'amministratore in Assemblea che alla possibilità di adire il giudice. Sarei davvero grata se qualcuno mi indicasse una fonte dove si possa evincere una chiara interpretazione. In mancanza io sosterrò la mia/vs tesi e controparte la sua, infine la Corte deciderà.

Che dire finalmente qualcuno che parla la mia lingua!!! Io sono della medesima opinione e il "può " lo interpretò allo stesso modo ma controparte ne da una lettura differente collegando il verbo alla facoltà riconosciuta ai condomini tanto di revocare l'amministratore in Assemblea che alla possibilità di adire il giudice. Sarei davvero grata se qualcuno mi indicasse una fonte dove si possa evincere una chiara interpretazione. In mancanza io sosterrò la mia/vs tesi e controparte la sua, infine la Corte deciderà.

Credo che l'unica fonte di chiara interpretazione per la controparte possa essere un insegnante di italiano che faccia ripetizione di analisi logica.

 

Da quelli che sono i miei ricordi della scuola d'obbligo (purtroppo solo quella ho fatto):

 

Nel primo caso l'Autorità Giudiziaria è il complemento d'agente è cioè colui che compie l'azione indicata dal verbo (può = facoltà) ricadente sul soggetto che è l'amministratore.

Di assemblea o condòmino non c'è traccia.

 

Nel secondo caso l'Autorità giudiziaria è il complemento d'agente è cioè colui che compie l'azione indicata dal verbo (può = facoltà) ricadente sul soggetto che è la revoca.

Anche qui, di assemblea o condòmino non c'è traccia.

 

Poi esiste un altro stralcio dell'attuale art. 1129

...La revoca dell'amministratore può essere deliberata in ogni tempo dall'assemblea, con la maggioranza prevista per la sua nomina oppure con le modalità previste dal regolamento di condominio...

In questo caso compare l'assemblea che è il complemento d'agente e cioè colei che compie l'azione di revoca ma solo a determinate condizioni.

Il condòmino, da solo, può solo rivolgersi al Giudice.

 

Se comunque il condòmino è la controparte ed ha deciso di ricorrere in appello speranzoso di poter sovvertire la sentenza, non comprendo cosa potresti fare.

Puoi convincere il condòmino sull'interpretazione di chi ha diritto di facoltà ma non puoi certo convincerlo che in appello il Giudice di turno non cambi parere.

Che dire finalmente qualcuno che parla la mia lingua!!! Io sono della medesima opinione e il "può " lo interpretò allo stesso modo ma controparte ne da una lettura differente collegando il verbo alla facoltà riconosciuta ai condomini tanto di revocare l'amministratore in Assemblea che alla possibilità di adire il giudice. Sarei davvero grata se qualcuno mi indicasse una fonte dove si possa evincere una chiara interpretazione. In mancanza io sosterrò la mia/vs tesi e controparte la sua, infine la Corte deciderà.
A differenza del mio amico Leonardo, vado al dunque, ossia l'amministratore può essere revocato, direttamente dall'assemblea nominando un successore, oppure per i motivi elencati nell'art 1129 cc. con ricorso al Giudice.

In pratica non, è necessaria nessuna motivazione per la revoca e nomina di un altro al suo posto, sempre che sia regolarmente nominato a norma dell'art. cc 1136 al 2° comma.

In tal caso qualsiasi dissenziente avente diritto potrà ricorrere iniziando dalla Mediazione (auguri al ricorrente)

Rispondo alla tua domanda con estrema sincerità: oggigiorno, ed in linea col pensiero di Tuxx, fare causa è come lanciare una monetina in aria, nn sai se vinci o perdi fino alla sentenza. Venendo a quello che io posso fare è calcolare le probabilità di vittoria che il mio cliente ha diversamente consiglierei piuttosto di dimettersi piuttosto che rischiare una condanna al pagamento delle spese del doppio grado di giudizio!! Atteso che il condomino ricorrente ormai ne ha fatto una guerra personale anche contro la volontà dei restanti condomini. Spero di aver illustrato il mio dilemma fino in fondo e di aver chiarito quanta passione metto nel mio lavoro.

Ps col tuo permesso Leonardo 53 credo che la tua attenta analisi meriti di essere riportata nel mio atto !!!

Rispondo alla tua domanda con estrema sincerità: oggigiorno, ed in linea col pensiero di Tuxx, fare causa è come lanciare una monetina in aria, nn sai se vinci o perdi fino alla sentenza. Venendo a quello che io posso fare è calcolare le probabilità di vittoria che il mio cliente ha diversamente consiglierei piuttosto di dimettersi piuttosto che rischiare una condanna al pagamento delle spese del doppio grado di giudizio!! Atteso che il condomino ricorrente ormai ne ha fatto una guerra personale anche contro la volontà dei restanti condomini. Spero di aver illustrato il mio dilemma fino in fondo e di aver chiarito quanta passione metto nel mio lavoro.

Ps col tuo permesso Leonardo 53 credo che la tua attenta analisi meriti di essere riportata nel mio atto !!!

La mia è solo un'opinione e non è protetta da copyright per cui non c'è bisogno nemmeno del mio permesso per riportare la mia analisi.

 

Devo precisare che io con la mia analisi ho risposto alla tua domanda inserita al post n. 12 e cioè come far capire alla controparte che

- la facoltà di decidere sulla revoca è riconosciuta al Giudice e non al condòmino

- la facoltà del Giudice non è un obbligo per il Giudice.

 

Nel tuo ultimo post mi sembra di capire che vorresti essere rassicurata che il ricorso non ammesso dal primo Giudice fosse rigettato anche in Corte d'Appello.

Questa certezza non te la può dare nessuno perchè tutto dipende dal convincimento del Giudice.

 

Devi convenire che se il tuo assistito non ha presentato i bilanci per due anni sicuramente non ha adempiuto ne agli obblighi previsti dal nuovo art. 1129 ne agli obblighi previsti dal vecchio e quindi potrebbero non essere remote le possibilità di sovvertire la sentenza in appello.

Molto potrebbe dipendere dalle motivazioni ma per avere la sicurezza... come diceva un famoso allenatore di calcio:

"è rigore solo quando l'arbitro fischia".

Immagino di nn poter aggiungere altro a quanto da te affermato. Naturalmente quella sul permesso era una battuta scherzosa, ma che implicitamente voleva essere un complimento alla tua ottima analisi. So perfettamente che nessuno potrà darmi certezze sull'esito del reclamo. So pure che il mio assistito ha errato nel nn presentare i bilanci nei due anni. Però so pure, e credo che i giudici di prime cure lo avessero capito, che egli è un ottimo amministratore, onesto ed imparziale come pochi. Oltremodo reputo una grande ingiustizia che un unico condomino prevarichi la volontà di un intero condominio solo x antipatie personali.

Vivissimi ringraziamenti a tutti voi per avermi dedicato attenzione e tempo

Il Giudice, sentito le parti, decide se accettare o no il ricorso per la revoca dell'amministratore. Nel P.Q.M. ci sono i motivi della decisione, quindi, poichè la giustizia non é di questo mondo, bisogna darsi forza, rinunciare ad ulteriori azioni che potrebbero risultare antieconomiche e insistere per una revoca assembleare. Purtroppo, la Giurisprudenza non é scienza esatta, il tutto é lasciato alle interpretazioni personali di chi dovrebbe applicare le leggi.

... So pure che il mio assistito ha errato nel nn presentare i bilanci nei due anni.
Nella vecchia normativa sino al 18.06.13 era motivo di richiesta di revoca se nei due anni precedenti l'amministratore non aveva presentato i bilanci infatti l'art 1129 cc diceva;

- Può altresì essere revocato dall’autorità giudiziaria, su ricorso di ciascun condomino, oltre che nel caso previsto dall’ultimo comma dell’art. 1131, se per due anni non ha reso il conto della sua gestione, ovvero se vi sono fondati sospetti di gravi irregolarità

ora le cose sono cambiate e l'art 1129 è stato così modificato;

- i condomini, anche

singolarmente, possono chiedere la convocazione dell'assemblea per far cessare la violazione e

revocare il mandato all'amministratore. In caso di mancata revoca da parte dell'assemblea, ciascun

condomino può rivolgersi all'autorità giudiziaria; in caso di accoglimento della domanda, il

ricorrente, per le spese legali, ha titolo alla rivalsa nei confronti del condominio, che a sua volta può

rivalersi nei confronti dell'amministratore revocato.

Costituiscono, tra le altre, gravi irregolarità:

1) l'omessa convocazione dell'assemblea per l'approvazione del rendiconto condominiale, il ripetuto

rifiuto di convocare l'assemblea per la revoca e per la nomina del nuovo amministratore o negli altri

casi previsti dalla legge

ed inoltre l'amministratore deve; cc art. 1130

... 10) redigere il rendiconto condominiale annuale della gestione e convocare l'assemblea per la

relativa approvazione entro centottanta giorni. ...

Per cui per quanto bravo ed onesto ed imparziale come non pochi, ha errato nel non aver ottemperato ai suoi doveri, ed a qualche condomino non è andato giù il suo modo di fare, starà quindi al Giudice decidere quale sarà la sentenza.

Salve,

ho l'impressione che il legislatore con la nuova versione dell'ex art.1129 c.c., nell'inserire come primo atto la richiesta di assemblea abbia ulteriormente favorito gli amministratori che non rispettano il dovere, l'obbligo di produrre il rendiconto alla fine di ogni anno. Nei loro confronti occorrevano e occorrono disposizioni più severe come l'automatica revoca dall'incarico allo spirare del termine dei sei mesi per produrre il rendiconto. Ritengo che tale disposizione avebbe anche raggiunto l'obiettivo di sensibilizzare maggiormente i Condomini alla soluzione dei loro problemi e provvedere all'automatica nomina del nuovo amministatore.

La revoca automatica non è prevista, e sarà necessario procedere, per chi ne ha interesse, con le norme legali, iniziando dalla mediazione.

Ospite
Questa discussione è chiusa.
×