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chiccav600

Revoca, dimissione, autoconvocazione

Salve a tutti, torno a scrivere ancora in merito al mio disgraziato condominio.

 

Siamo in una situazione di stallo (domani sentirò direttamente l'amministratore, ma vorrei anche un vostro parere.)

 

Un breve riepilogo.

Novembre, assemblea ordinaria.

4 teste votanti.

2 per 400 millesimi votano la revoca dell'amministratore.

2 per 600 millesimi votano la conferma dell'amministratore.

 

C'è stato anche un dubbio circa il diritto di abitazione di un inquilino che avrebbe potuto portare le teste votanti a 5 con risultato finale di 2x400 millesimi a sfavore vs. 3x600 millesimi a favore.

 

Nel verbale però è stato scritto che non potendo eseguire una votazione valida (manca la doppia maggioranza) restava in carica provvisoria l'attuale amministratore, fino a nomina regolare di un sostituto e i condomini si impegnavano a reperire preventivi.

 

Successivamente, l'amministratore (essendo in carica provvisoria) ha deciso di dimettersi, convocando relativa assemblea per ufficializzare la cosa (che sarà tra pochi giorni), e per darci la possibilità di eleggere un sostituto.

 

Uno dei condomini ora sostiene che "l'amministratore con 1000/1000 presenti, non ha raggiunto il 50%+1 dei voti e quindi ha terminato l'incarico il giorno stesso dell'assemblea di novembre". In pratica noi in questo momento siamo senza amministratore. Quindi se ci rechiamo all'assemblea per le dimissioni, lui impugnerà la delibera perché non valida.

 

Ora, per quel che ho potuto leggere sul web, la prorogatio imperii è estesa (dalla cassazione) a tutti i casi in cui venga a mancare l'operato dell'amministratore, e vale anche per il nostro stabile, pur non avendo tante unità abitative da prevedere l'obbligo di amministrazione esterna.

 

Io sono stufa marcia di questa situazione e vorrei chiuderla il più presto possibile.

 

Se davvero la prorogatio imperii non ci riguarda, allora autoconvoco l'assemblea (siamo senza amministratore, possiamo farlo) decidiamo se assumerne uno nuovo, se autogestirci e buonanotte ai suonatori!

 

Se invece la prorogatio vale, questo condòmino faccia quel che vuole, se mi presento io e l'altro (che avevamo votato a favore della conferma), siamo il quorum necessario per deliberare, deliberiamo e gli altri si attaccano al tram!

 

Oltretutto se l'amministratore è in carica, e io autoconvoco l'assemblea, faccio una cosa illegale perché in presenza di amministratore dovrei fare richiesta a lui e attendere che per 10 giorni lui non mi risponda. A quel punto posso autoconvocare.

 

Quindi non so quale delle due strade devo intraprendere!

Mi date qualche consiglio?

Non essendo stato ne revocato ne confermato, a novembre, egli rimane in proroga sino a nomina del nuovo amministratore.

Ok, vi ringrazio.

 

Se anche altri volessero dirmi il proprio parere, ve ne sarei grata.

 

Un'altra domanda sulla nomina dell'amministratore dal tribunale. La legge dice che in presenza di disaccordo, con più di 8 unità abitative, ci si rivolge al giudice che nomina un amministratore.

 

Noi essendo in quattro abbiamo diritto a richiedere questa cosa? O non ci prenderebbero neanche in considerazione?

Avete già un amministratore.

Però è provvisorio finché non ne troviamo uno nuovo. O sbaglio?

 

E dato che vuole dimettersi, ne dovremo scegliere un altro. Non penso che possiamo obbligarlo a restare contro la sua volontà.

Scusa, peppe64, non ti seguo. Perdonami ma sono ignorantissima in materia.

 

Il fatto che l'amministratore voglia dimettersi e che abbia già convocato assemblea per questo motivo, non comporta da parte nostra la scelta di uno nuovo? Possiamo ignorare la sua volontà e obbligarlo a restare finché non andrà in pensione?

La volontà dell'amministratore conta solo se LUI consegna i registri del Condominio al Giudice; in tutti gli altri casi conta la volontà dell'assemblea, alla quale l'amministratore deve conformarsi.

Con la riforma del 2012, la prorogatio imperii di fatto è stata soppressa: l'amministratore è, o non è, in carica.

Comunque si vogliano interpretare i numeri di quella votazione, resta il fatto che il vostro amministratore è in carica.

Se l'amministratore inserisce in OdG la proposta delle sue dimissioni, deve ricevere una votazione maggioritaria (almeno 500 millesimi e maggioranza di teste) in tal senso dall'assemblea, altrimenti egli rimane in carica.

 

Anche per la scelta di un nuovo amministratore, nulla è scontato.

Intanto in OdG devono esser presenti le due opzioni:

- dimissioni amministratore

- nomina di nuovo amministratore

Se l'assemblea ratifica le dimissioni dell'amministratore (secondo modalità sopra descritte),si potrà poi passare alla nomina di un nuovo amministratore; se l'assemblea non raggiunge la maggioranza richiesta sulle dimissioni dell'amministratore significa che non lo revoca ovvero rimane in carica, per cui diventerà inutile nominarne uno nuovo.

Se l'amministratore vuole dimettersi per suoi motivi e padrone di farlo ma visto siete in 4 condomini neppure il giudice nominerà un sostituto, o nominate un altro voi stessi oppure potete rimanere senza amministratore in regime di autogestione, se proprio volete nominate uno di voi.

La volontà dell'amministratore conta solo se LUI consegna i registri del Condominio al Giudice; in tutti gli altri casi conta la volontà dell'assemblea, alla quale l'amministratore deve conformarsi.

Con la riforma del 2012, la prorogatio imperii di fatto è stata soppressa: l'amministratore è, o non è, in carica.

Comunque si vogliano interpretare i numeri di quella votazione, resta il fatto che il vostro amministratore è in carica.

Se l'amministratore inserisce in OdG la proposta delle sue dimissioni, deve ricevere una votazione maggioritaria (almeno 500 millesimi e maggioranza di teste) in tal senso dall'assemblea, altrimenti egli rimane in carica.

Hai ragione scusa, davo per scontato e non ho scritto che l'iter di convocazione è tutto nella norma, l'ordine è dimisione e nomina del nuovo e anche i due condomini che volevano tenerlo sono d'accordo a farlo andare. Non vogliono di fatto obbligarlo.

 

Quindi, supposto che i due che votarono "no" si presentino, (a meno che non siano schizofrenici e abbiano cambiato idea all'improvviso), la votazione delle dimissioni dovrebbe finire con un 4 teste x 1000 millesimi. Se non si presentessero sarebbero 2 teste x 600 millesimi e avremmo comunque raggiunto sia il quorum per votare che per deliberare in seconda convocazione.

 

Se l'assemblea ratifica le dimissioni dell'amministratore (secondo modalità sopra descritte),si potrà poi passare alla nomina di un nuovo amministratore; se l'assemblea non raggiunge la maggioranza richiesta sulle dimissioni dell'amministratore significa che non lo revoca ovvero rimane in carica, per cui diventerà inutile nominarne uno nuovo.

Però scusa, se approviamo le sue dimissioni e poi non troviamo accordo su un sostituto, lui resta sì in carica perché manca la revoca (ma solo a tempo determinato, finché non ne troveremo un altro). Nulla ci vieta di rifare un'altra assemblea tra un mese per procurarci nel frattempo altri preventivi e tentare di nominarne un altro (proprio perché vogliamo farlo andare e non obbligarlo a restare). E nulla vieta a lui o a uno qualsiasi di noi (al di là delle nostre piccole dimensioni, sto fancendo un esempio generico) di conttatare il tribunale per far partire la pratica di assegnazione.

 

Grazie mille della spiegazione!

**Scusate, ho sbagliato a scrivere:

Però scusa, se approviamo le sue dimissioni e poi non troviamo accordo su un sostituto, lui resta sì in carica perché senza amministratore non possiamo stare......

Potete stare anche senza amministratore per il semplice motivo che siete solamente quattro condomini

Appunto, e credo che sia quello a cui punti questo condomino, anche se noi altri non ce la sentiamo di farlo. Vuole obbligarci.

 

Solo mi è venuto il dubbio che esistesse un qualche cavillo per il quale, essendo uno stabile piccolo e senza obbligo di amm.zione, la prorogatio non entrasse in gioco proprio perché piccolo e senza obbligo.

Di fatto questo condomino ha già impugnato la delibera di novembre in cui c'è scritto che non si delibera perché impossibilitati a esprimere un voto.

 

A quanto mi dite voi, la prima cosa che farà un giudice, sarà mediare la questione, il che comporterà un'altra votazione, che finirà 2 a 2 (senza l'intralcio della terza testa plausibile che ormai abbiamo appurato non avere diritto di voto per questo argomento) senza doppia maggioranza e sfocerà di nuovo nella prorogatio. E siamo punto da capo.

 

Va bene che la mamma dei cretini è sempre incinta, ma fare una causa del genere mi sembra una cosa esageratamente cretina! Mi viene il dubbio che ci sia qualcosa sotto...

Scusa, prima dici che siete d'accordo 4 a 0 a nominare un altro amministratore e poi dici che sarete due a due, come è possibile che siate 2 a 2 se il condomino è "isolato"? Anche se siete solo in quattro è necessario e sufficiente che lasciate isolato il condomino, scegliete di comune accordo il sostituto ed in sede di assemblea lo votate, senza bisogno di cause in tribunale, con 3 ad 1 il gioco è fatto

Era solo un esempio per far capire la stupidità di questa impugnazione. Esiste la concreta possibilità che una volta obbligati dal giudice a ripetere la votazione, la suddetta finisca lo stesso identico risultato.

 

Talmente stupida che mi fa venire il dubbio che esista un qualche cavillo.

Potete anche nominare una persona che svolga le mansioni analoghe a quelle dell'amministratore, che però amministratore di fatto non lo sarà.

Però scusa, se approviamo le sue dimissioni e poi non troviamo accordo su un sostituto, lui resta sì in carica perché manca la revoca (ma solo a tempo determinato, finché non ne troveremo un altro

Se prima approvate le sue dimissioni, ma poi manca la maggioranza sulla nomina del nuovo amministratore, rimanete senza amministratore. L'amministratore dimissionario è comunque out !

(lo so che arrivo lungo, ma queste sono le mie disponibilità)

 

E come già detto dall'amico Tullio TS nulla vieta che per il Vs. Condominio possiate rimanere senza amministratore.

Se prima approvate le sue dimissioni, ma poi manca la maggioranza sulla nomina del nuovo amministratore, rimanete senza amministratore. L'amministratore dimissionario è comunque out !

(lo so che arrivo lungo, ma queste sono le mie disponibilità)

 

E come già detto dall'amico Tullio TS nulla vieta che per il Vs. Condominio possiate rimanere senza amministratore.

Tranquillo, non ho nessuna fretta! Anzi, grazie della disponibilità.

 

Quello che mi interessava sapere era se rischiavamo, dopo la sue dimissioni approvate da noi, di rimanere senza amministratore da un giorno all'altro (senza aver deciso un sostituto e senza aver deciso se e come autogestirlo noi) creando il caos più totale per bollette del gas, dell'acqua, assicurazione, tubi che perdono, ecc, ecc, ecc... ritrovandoci in mano la gestione di un condominio senza esserci prima organizzati.

 

Ma vedo che la risposta è no. Finché noi non decidamo, lui resta per gestire le urgenze.

 

Temo che arriveremo a questa ipotesi, ma dato che nessuno di noi si offre volontario per gestire il conodminio a nome di tutti, suppongo che dovremmo suddividerci i compiti tra di noi, o sciogliere il condominio e diventare una semplice comproprietà. O qualcosa del genere. Non mi sono ancora informata in merito. Ma lo farò sicuramente nei prossimi giorni.

 

Grazie a tutti delle info!

Se rimanete proprietari, non è possibile sciogliere il condominio, come detto potreste restare senza amministratore ed ognuno di voi che si occupi di qualcosa.

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