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Piercosimo

Restituzione acconto

Buongiorno, a seguito a degli accordi telefonici e scritti (messaggi whatsapp), avevo “bloccato” un appartamento ad uso transitorio per qualche mese versando un ACCONTO di 200 euro tramite bonifico.

Ad oggi sono impossibilitato a concludere il contratto, tra l’altro mai visionato o firmato.

La proprietaria dice di doversi trattenere i 200 euro in quanto ho recato un danno. 
nel bonifico emesso a suo favore avevo specificato acconto e lei mi ha parlato solo di anticipo sulla prima mensilità.

ho diritto a riavere la somma?

Grazie a chiunque risponderà.
 

Piercosimo dice:

ho diritto a riavere la somma?


 

Se la controparte non acconsente, dovresti fare causa.. ne vale la pena?

Comunque, solo mia opinione e tralasciando la causale del bonifico, non ti darei ragione.

Baccello dice:

Se la controparte non acconsente, dovresti fare causa.. ne vale la pena?

Comunque, solo mia opinione e tralasciando la causale del bonifico, non ti darei ragione.

Non mi darebbe ragione per quale motivo? Il contratto non è stato concluso e io non ho mai avuto nulla di scritto.

Piercosimo dice:

Non mi darebbe ragione per quale motivo? Il contratto non è stato concluso e io non ho mai avuto nulla di scritto.

Per me, il fatto che hai "bloccato" l'appartamento ha impedito alla controparte di potere concludere diversamente, quindi avrebbe subito un danno.

È solo la mia opinione, io la vedo così..

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Baccello dice:

Per me, il fatto che hai "bloccato" l'appartamento ha impedito alla controparte di potere concludere diversamente, quindi avrebbe subito un danno.

È solo la mia opinione, io la vedo così..

Potrebbe secondo te chiedere dei danni? Non è un persona molto ragionevole e comprensiva. Lei mi ha parlato di ingiuria quando io ho usato il termine “fregarmi i soldi”.

Non farà nulla  perchè l'impegno richiesto sarebbe troppo oneroso rispetto al problema insorto, ma si tratterrà il tuo acconto che ha già incassato.

Piercosimo dice:

Non mi darebbe ragione per quale motivo? Il contratto non è stato concluso e io non ho mai avuto nulla di scritto.

il proprietario ha avuto un danno;  tu hai versato un acconto per bloccare l'appartamento, e lei fidandosi del fatto che lo avresti affittato, non lo ha piu' messo sul mercato per altri. Ergo, si tiene quanto le hai versato. Tu stesso dici che hai cambiato idea, ma un accordo tra voi c'era. La legge tutela  la buona fede nelle trattative.

Piercosimo dice:

Buongiorno, a seguito a degli accordi telefonici e scritti (messaggi whatsapp), avevo “bloccato” un appartamento ad uso transitorio per qualche mese versando un ACCONTO di 200 euro tramite bonifico.

Ad oggi sono impossibilitato a concludere il contratto, tra l’altro mai visionato o firmato.

La proprietaria dice di doversi trattenere i 200 euro in quanto ho recato un danno. 
nel bonifico emesso a suo favore avevo specificato acconto e lei mi ha parlato solo di anticipo sulla prima mensilità.

ho diritto a riavere la somma?

Grazie a chiunque risponderà.
 

A mio avviso l'eventuale danno va dimostrato e quantificato, ovvero la proprietaria deve dimostrare che nel tempo in cui avete "bloccato" l'appartamento lei ha avuto l'opportunità di affittarlo ad altri e ha declinato facendo presente che aveva già un accordo con te (per quanto tenue).

In mancanza di questa dimostrazione, io pretenderei la restituzione dei 200 euro e procederei a denuncia per appropriazione indebita nel caso rifiutasse.

Per parte tua, troverei corretto impegnarti a trovare un altro potenziale conduttore da presentarle.

Modificato da condo77

 

condo77 dice:

la proprietaria deve dimostrare che nel tempo in cui avete "bloccato" l'appartamento lei ha avuto l'opportunità di affittarlo ad altri

La proprietaria potrebbe benissimo avere ritirato il suo appartamento dal mercato immobiliare, nel momento in cui ha ricevuto una caparra.

condo77 dice:

ovvero la proprietaria deve dimostrare che nel tempo in cui avete "bloccato" l'appartamento lei ha avuto l'opportunità di affittarlo ad altri e ha declinato facendo presente che aveva già un accordo con te (per quanto tenue)

Per me questa sarebbe una richiesta pretestuosa: se la proprietaria ha tolto l'appartamento dal mercato come avrebbe potuto ricevere altre offerte per lo stesso? Proprio il fatto di aver eliminato l'annuncio le ha impedito di affittarlo e di concludere efficacemente le trattative, pertanto trovo corretta la mancata restituzione della caparra

madly dice:

 

La proprietaria potrebbe benissimo avere ritirato il suo appartamento dal mercato immobiliare, nel momento in cui ha ricevuto una caparra.

Concordo pienamente

madly dice:

 

La proprietaria potrebbe benissimo avere ritirato il suo appartamento dal mercato immobiliare, nel momento in cui ha ricevuto una caparra.

Anticipo, non caparra.

E' onere della proprietaria dimostrare il danno, se non può dimostrarlo direi che non c'è danno.

Ritirarlo dal mercato immobiliare in assenza di un contratto o cmq di un accordo sottoscritto dalle parti mi parrebbe prematuro, ovvero una libera scelta solo parzialmente determinata dal ricevimento dell'acconto.

Giov_Gaff dice:

Per me questa sarebbe una richiesta pretestuosa: se la proprietaria ha tolto l'appartamento dal mercato come avrebbe potuto ricevere altre offerte per lo stesso?

L'ha tolto perché così hanno concordato o l'ha tolto per una sua libera scelta?

Ma soprattutto: l'ha tolto davvero? E se davvero l'avesse tolto, chi o cosa garantisce che se non l'avesse fatto avrebbe ricevuto un'offerta alternativa? Quante offerte nell'unità di tempo ha ricevuto prima di togliere (forse) l'appartamento dal mercato?

 

Tutto assai aleatorio.

Modificato da condo77
SisterOfNight dice:

il proprietario ha avuto un danno;  tu hai versato un acconto per bloccare l'appartamento, e lei fidandosi del fatto che lo avresti affittato, non lo ha piu' messo sul mercato per altri. Ergo, si tiene quanto le hai versato. Tu stesso dici che hai cambiato idea, ma un accordo tra voi c'era. La legge tutela  la buona fede nelle trattative.

Non sono tanto convinto della cosa, a mio parere bisogna fare un passo indietro (o anche due tre).

Ovvero:

  • tra le parti è stato concluso un contratto, seppur verbale?
  • se sì, Piercosimo si è reso inadempiente rispetto a tale contratto?
  • se sì, tale inadempienza contrattuale ha causato un danno alla controparte?
  • se sì, il danno causato è quantificabile?
  • se sì, è pari o maggiore di 200 euro?

Solo nel caso si risponda positivamente a tutte le domande, la controparte di Piercosimo è giustificata nel trattenere l'acconto a titolo di risarcimento, altrimenti l'acconto va restituito dato che il motivo per cui è stato versato (affitto di un appartamento) non si è concretizzato.

Modificato da condo77

La consegna della caparra è prova dell’intenzione da parte di Piercosimo di concludere il contratto. A parti invertite, se fosse stata la proprietaria a non voler più affittargli l’appartamento, il danneggiato sarebbe stato Piercosimo (che avrebbe potuto benissimo dire di essersi fermato nella ricerca lasciandosi sfuggire un’occasione) e in questo caso la legge gli avrebbe consentito di chiedere la restituzione del doppio di quanto versato come risarcimento.

madly dice:

La consegna della caparra è prova dell’intenzione da parte di Piercosimo di concludere il contratto.

Anticipo, non caparra (e due).

Intenzione indubbiamente, d'altronde anche telefonare e dire "sono seriamente intenzionato a prendere l'appartamento" è prova dell'intenzione di concludere il contratto, ma non genera diritti risarcitori nel caso all'intenzione non segua la firma del contratto stesso.

madly dice:

A parti invertite, se fosse stata la proprietaria a non voler più affittargli l’appartamento, il danneggiato sarebbe stato Piercosimo (che avrebbe potuto benissimo dire di essersi fermato nella ricerca lasciandosi sfuggire un’occasione) e in questo caso la legge gli avrebbe consentito di chiedere la restituzione del doppio di quanto versato come risarcimento.

A mio avviso no, almeno che le parti non abbiano concluso un accordo in tal senso (e il solo versamento di un anticipo non significa aver concluso un tale accordo).

Mia esperienza recente, di ambito differente ma simile: ho acquistato un componente di un impianto termico da un negozio online. Dopo che mi hanno emesso fattura e ho effettuato il pagamento tramite bonifico, la controparte per motivi suoi si è ritirata dalla vendita. Ho diritto ad un risarcimento per le opportunità alternative d'acquisto perse nel frattempo?

condo77 dice:

Mia esperienza recente, di ambito differente ma simile

Appunto, di ambito differente, quindi non proponibile al caso in oggetto.
La vendita di un bene non c'azzecca con un accordo di locazione.

Se il soggetto A ha già chiaramente manifestato la sua volontà l'accordo è considerato raggiunto.

A fronte di tale incontrovertibile premessa, solo un proprietario infermo di mente continuerebbe a trattare fino a concludere e promettere ad altri soggetti un appartamento che non è più cedibile a soggetti diversi da A. 
Su questo non ci sono dubbi, perchè carta canta:

Piercosimo dice:

avevo “bloccato” un appartamento ad uso transitorio per qualche mese versando un ACCONTO di 200 euro tramite bonifico.


 

condo77 dice:

Non sono tanto convinto della cosa, a mio parere bisogna fare un passo indietro (o anche due tre).

Ovvero:

  • tra le parti è stato concluso un contratto, seppur verbale?
  • se sì, Piercosimo si è reso inadempiente rispetto a tale contratto?
  • se sì, tale inadempienza contrattuale ha causato un danno alla controparte?
  • se sì, il danno causato è quantificabile?
  • se sì, è pari o maggiore di 200 euro?

Solo nel caso si risponda positivamente a tutte le domande, la controparte di Piercosimo è giustificata nel trattenere l'acconto a titolo di risarcimento, altrimenti l'acconto va restituito dato che il motivo per cui è stato versato (affitto di un appartamento) non si è concretizzato.

1. sì tra le parti si è concluso un accordo. Ti lascio 200 euro e tu me lo tieni bloccato. Poi faremo il contratto di locazione

2. sì si è reso inadempiente perchè ha cambiato idea sull'appartamento

3. puo' essere di sì o di no, ma capisci che iniziare una causa per riavere 200 euro è antieconomico. La priva del danno per la proprietà sta già solo nel fatto che nel lasso di tempo in cui lo ha bloccato non lo ha piu' offerto ad altri. E ti assicuo se vuole "gli altri" a testi li trova

4. Il danno puo' non essere quantificabile ma resta che una persona ha dato 200 euro che puoi chiamare acconto ma che di fatto se sono denari per bloccare un appartamento (affitto o vendita che sia) la qualificazione giuridica è caparra. Ergo si perde.

 

denunce per appropriazione indebita sono fuori luogo e espongono a controquerela per calunnia.

condo77 dice:

Anticipo, non caparra (e due).

Non ti focalizzare sul nome che l'opener usa di "acconto", poichè la finalità della somma era chiaramente di caparra e non già di acconto, per cui anche se egli nel fare il bonifico lo avesse chiamato acconto, a mio avviso e da come descrive la situazione l'opener  giuridicamente si configura come caparra.

E' lo stesso discorso di chi scrive che ha dato caparra al locatore intendendo però "cauzione"

Modificato da SisterOfNight
SisterOfNight dice:

1. sì tra le parti si è concluso un accordo. Ti lascio 200 euro e tu me lo tieni bloccato. Poi faremo il contratto di locazione

Eh io non sono tanto d'accordo su questa parte.

Per me è "ti lascio 200 euro ad eventuale acconto di futuri canoni per dimostrare la serietà delle mie intenzioni di addivenire possibilmente ad un accordo".

Ma finché il contratto non è firmato, non è firmato.

Non mi risulta p.e. uno scambio di precontratti. Quindi se in sede di firma del contratto a me locatario con quelle clausole non va bene, mentre il locatore non è disponibile a modificarle? Il contratto non si conclude.

Insomma, siamo ancora in sede di trattativa e questa prosegue fino alla firma del contratto, o almeno di un precontratto/preliminare/impegno.

 

Ovvero: sta negli esiti del tutto normali di una trattativa precontrattuale che questa abbia esito negativo e tale esito negativo non dà alcun diritto di risarcimento alle parti a meno che il risarcimento non sia stato esplicitamente concordato.

SisterOfNight dice:

2. sì si è reso inadempiente perchè ha cambiato idea sull'appartamento

Anche qui andrebbe approfondito.

P.e. Piercosimo afferma di non aver ricevuto mai nulla di scritto.

Si potrebbe ipotizzare che sia stato concordato come entro tempi brevi dovesse essere fornito un contratto scritto da visionare e che quindi sia la controparte mancante nel non averlo fornito, facendo venire meno in Piercosimo la fiducia nella sua serietà.

Naturalmente è solo un'ipotesi (che @Piercosimo potrà confermare o smentire), tra tante che se ne possono fare.

Ma dimostra come non è affatto scontato che a rendersi inadempiente rispetto ad un contratto verbale possibilmente concluso ma sicuramente a noi sconosciuto nei dettagli sia stata una delle parti piuttosto che l'altra.

SisterOfNight dice:

3. puo' essere di sì o di no, ma capisci che iniziare una causa per riavere 200 euro è antieconomico.

Il fatto che sia antieconomico iniziare una causa non giustifica il fatto che uno si faccia giustizia da sé trattenendo indebitamente 200 euro affidatigli a titolo di anticipo su una prestazione che non è stata poi realizzata.

SisterOfNight dice:

4. Il danno puo' non essere quantificabile ma resta che una persona ha dato 200 euro che puoi chiamare acconto ma che di fatto se sono denari per bloccare un appartamento (affitto o vendita che sia) la qualificazione giuridica è caparra. Ergo si perde.

Mi pare che l'unico atto certo scritto al momento sia il bonifico e nel bonifico c'è scritto "acconto". Per me se ne deve concludere che le parti avevano concordato un acconto su prestazioni future e non una caparra. 

condo77 dice:

sta negli esiti del tutto normali di una trattativa precontrattuale che questa abbia esito negativo e tale esito negativo non dà alcun diritto di risarcimento alle parti a meno che il risarcimento non sia stato esplicitamente concordato.

1) Condo pone sul mercato un appartamento in affitto.

2) Il soggetto A blocca l'appartamento con acconto.
3) Intanto essendo l'appartamento solamente bloccato, Condo perfeziona ed accetta altre due acconti per blocco appartamento dai soggetti B e C.
4) Il soggetto B si presenta e prende possesso dell'appartamento.

5) Il giorno dopo i soggetti A e C si presentano per prendere possesso dell'appartamento: Condo deve consegnare ad A e a C un appartamento ciascuno, anche se non esiste alcun contratto di locazione. Oppure li dovrà risarcire per la malafede ostentata, di sua sponte o tramite persuasione legale che avrà sicuramente successo.

c.v.d.

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SisterOfNight dice:

denunce per appropriazione indebita sono fuori luogo e espongono a controquerela per calunnia.

sì questo è un rischio da valutare attentamente e a Piercosimo suggerirei di consultarsi con un avvocato prima di procedere con la denuncia per appropriazione indebita (per inciso: io non sono avvocato, SisterOfNight lo è 🙂)

albano59 dice:

1) Condo pone sul mercato un appartamento in affitto.

2) Il soggetto A blocca l'appartamento con acconto.
3) Intanto essendo l'appartamento solamente bloccato, Condo perfeziona ed accetta altre due acconti per blocco appartamento dai soggetti B e C.
4) Il soggetto B si presenta e prende possesso dell'appartamento.

5) Il giorno dopo i soggetti A e C si presentano per prendere possesso dell'appartamento: Condo deve consegnare ad A e a C un appartamento ciascuno, anche se non esiste alcun contratto di locazione. Oppure li dovrà risarcire per la malafede ostentata, di sua sponte o tramite persuasione legale che avrà sicuramente successo.

c.v.d.

Condo e la o le sue controparti devono rispettare le clausole di uno o più contratti verbali che nel tuo esempio non sono state ben esplicitate. Io in casi analoghi ho sempre specificato che il mio acconto (su acquisti, ma continuo a ritenere la casistica del tutto analoga) era a dimostrazione della mia seria intenzione di concludere, senza pregiudizio per il venditore di cercare altri acquirenti e senza pregiudizio mio di cercare altri venditori. Solitamente ma non sempre ho poi concluso.

Modificato da condo77

Secondo me la proprietà può tranquillamente trattenersi l'acconto senza per questo dover dimostrare nulla a messuno.

Potrebbe anche aver accettato altri acconti nel frattempo con la condizione ad esempio che si concretizzeranno solo se viene meno il primo cliente che ha già versato l'acconto.

Per queste ragioni sono affari della proprietà come gestire la situazione.

Poco importa la presenza del contratto scritto, l'accordo c'è e lo dimostra il versamento dell'anticipo.

Per me trattenere l'acconto unilateralmente a titolo di risarcimento per un danno indimostrato significa farsi giustizia da sé, contando sul fatto che la cifra esigua spinga la controparte a non adire le vie legali.

 

Verificherei in tale ambito anche l'ipotesi di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose ex art. 392 Codice Penale

 

  • Chiunque, al fine di esercitare un preteso diritto(1), potendo ricorrere al giudice(2), si fa arbitrariamente ragione da sé medesimo, mediante violenza sulle cose, è punito, a querela della persona offesa [120; c.p.p. 336, 340], con la multa fino a euro 516.
  • Agli effetti della legge penale, si ha violenza sulle cose allorché la cosa viene danneggiata o trasformata, o ne è mutata la destinazione(3).

 

 

(3) La violenza sulle cose si ha anche quando vi è mutamento di destinazione, ovvero quando sia impedita, alterata o modificata l'utilizzabilità della cosa stessa. Secondo l'orientamento prevalente, tale mutamento deve valutarsi non in relazione alla sua destinazione naturale, ma in relazione alla destinazione ricevuta dall'avente diritto.

Modificato da condo77

Tu valuti a senso unico solo una parte del contesto e non l'intero contesto, ovvero ti concentri unicamente su ciò che ritieni esser inadempienza esclusiva ed assoluta della locatrice.
Il comportamento della locatrice è conseguente all'inadempienza del promissario conduttore, e sta al promissario conduttore dimostrare la colpa della locatrice. Colpa che non sussite, perchè non si tratta di colpa ma di semplice e consequenziale reazione della locatrice ad una azione avversa ed inattesa del promissario conduttore.

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albano59 dice:

Tu valuti a senso unico solo una parte del contesto e non l'intero contesto, ovvero ti concentri unicamente su ciò che ritieni esser inadempienza esclusiva ed assoluta della locatrice.
Il comportamento della locatrice è conseguente all'inadempienza del promissario conduttore, e sta al promissario conduttore dimostrare la colpa della locatrice. Colpa che non sussite, perchè non si tratta di colpa ma di semplice e consequenziale reazione della locatrice ad una azione avversa ed inattesa del promissario conduttore.

No io coltivo una serie di dubbi, ipotizzo ma non do affatto per scontata una possibile inadempienza della locatrice.

In particolare i miei dubbi sono:

  • è stato concluso un contratto tra le parti, seppur verbale? oppure ci si è solo ripromessi di concludere un contratto in un momento futuro?
  • se è stato concluso un contratto, quali sono i contenuti di questo contratto? (p.e. "mi impegno a non affittare ad altri a meno che ... " "mi impegno a sottoscrivere il contratto d'affitto a meno che ..." "mi impegno a versare 200 € a titolo di ... " ecc.)
  • se è stato concluso un contratto, successivamente c'è stato un inadempimento contrattuale? e se c'è stato, è stato da parte della promissaria locatrice, del promissario locatario o da parte di entrambi?
  • nel caso vi sia stato il contratto e l'inadempimento e questo sia stato esclusivamente da parte del promissario locatario, questo tipo di inadempimento potrebbe possibilmente dare adito ad una richiesta danni? se sì, come andrebbe perseguita questa richiesta?
  • c'è stata una richiesta danni da parte della promissaria locatrice al promissario locatario, se sì, è stato esplicitato il tipo di danno, perché sarebbe insorto, la responsabilità della controparte e la sua quantificazione?
  • e infine: il tipo di danno lamentato può dare adito a trattenere unilateralmente una cifra ricevuta per altro scopo dalla controparte o dovrebbe essere invece accertato in sede di causa civile, nel caso non viga pacifico accordo tra le parti sulla sussistenza e consistenza del danno stesso?
Modificato da condo77
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