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Nella

Regolamento con clausola vessatoria

Salve a tutti

Ho acquistato una casa di abitazione da qualche anno e, nel sottoscrivere l'atto pubblico di compravendita, ho accettato il Regolamento di condominio. Trattasi dunque di Regolamento contrattuale.

Ho scoperto solo dopo, perchè il costruttore non me ne aveva dato copia, che uno specifico articolo del medesimo prevede che il costruttore è esonerato da qualunque spesa nei confronti del condominio per tutte le unità abitative invendute o, comunque, non utilizzate di sua proprietà.

Pertanto, da quattro anni circa, le spese vengono divise esclusivamente tra i proprietari degli appartamenti ad esclusione del costruttore.

Se si considera che la parte invenduta è pari ad un terzo del complesso si comprende bene che la preoccupazione di tutti noi è notevole.

Peraltro è scemato anche lo spirito di tolleranza, legato alla speranza che la situazione fosse provvisoria.

Siamo in periodo di crisi, questi appartamenti sono molto costosi.....e lui non abbassa minimamente i prezzi!

Comprendo bene che un Regolamento così non può essere modificato se non all'unanimità, ma questo è impossibile in quanto il costruttore non si sognerà mai di addivenire alle nostre pretese.

La trappola è stata organizzata molto bene.

Qualcuno ha notizia di precedenti? Potrebbe darmi qualche dritta?

Grazie

L'esenzione dalle spese per il costruttore delle u.i. invendute, se scritte sul contratto di compravendita ha la durata massima di due anni, perciò se dici che sono trascorsi circa quattro anni la clausola è scaduta;

 

La Cassazione ha però ribadito che simile liberatoria diventa vessatoria quando è per un periodo illimitato, ha infatti indicato che può raggiungere una durata massima di due anni.

http://www.condomini.altervista.org/EsoneroSpeseCostruttore.htm

Tale clausola vessatoria può funzionare al massimo per due soli anni dopodichè è facilmente opponibile in tribunale con la quasi certa vittoria (direi anzi al 100%). Prima cosa da fare è quella di licenziare l'amministratore nominato illegalmente (o lecitamente "consigliato") dal costruttore e che vi sconsiglierà certamente di fare alcunchè contro il suo padre-padrone. In secondo luogo, dopo aver nominato un "vostro" amministratore di fiducia rivolgetevi ad un avvocato specializzato nella materia condominale, la spesa necessaria sarà ampiamente ammortizzata allorchè il costruttore sarà costretto con la forza a pagare la sua ampia parte, magari con la possibilità di aver pignorato prima il conto corrente e successivamente qualche appartamento

Mai dire mai ovvero nulla garantisce il 100 per cento , anche perche' i "due anni" sono un indicazione e non una fonte del diritto .le sentenze fanno giurisprudenza e la giurisprudenza puo' anche cambiare orientamento visto che negli anni cambiano i giudici (compresi quelli di cassazione ).e comunque serve sempre una sentenza specifica al proprio caso ovvero occorre andare dal giudice per ottenere i "due anni " e sempre se te li concede .

E' anche vero che gran parte dei costruttori si stanno adeguando all'orientamento delle recenti sentenze limitandosi e specificando tale lasso temporale negli atti ufficiali, per di più se non vi è uno specifico richiamo in ogni singolo atto di compravendita la clausola "sarebbe", a detta di avvocati, inefficaci nei confronti dei successivi compratori. Vi è anche qualche giurista che sostiene che le cosiddette clausole vessatorie vanno anche ripetute alla fine dei regolamenti di condominio contrattuali richiamandole esplicitamente, magari ribadendo il concetto sostanziale (il costruttore è esonerato dal pagamento delle spese di condominio). Insomma queste cose vanno fatte più che bene per funzionare poichè se si sbaglia qualcosa nelle formule dei contratti ci sono, per fortuna, buone possibilità per i condomini di ottenere i risultati sperati (pagare tutti il giusto)

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