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stipe76

Registrazione Assemblea

leggevo una sentenza nella quale affermava che la richiesta di registrazione fonografica di un assemblea non puo' essere negata senza giustificato motivo ora la tecnologia è cambiate e si effettua digitalmente visto che  non ci sono sentenze recenti orientativamente anche quella digitale non dovrebbe essere negata?

Ciao, su mia esplicita richiesta scritta al Garante per la privacy mi fu risposto che si può registrare con il consenso di tutti i presenti per usarla eventualmente come prova. Altrimenti si può registrare senza nulla dire ma così non è opponibile a terzi.

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Paolino45 dice:

Ciao, su mia esplicita richiesta scritta al Garante per la privacy mi fu risposto che si può registrare con il consenso di tutti i presenti per usarla eventualmente come prova. Altrimenti si può registrare senza nulla dire ma così non è opponibile a terzi.

Bisogna leggere bene l' interpretazione del garante. Se puoi inserirla qui omettendo ciò che vuoi. 

biagio64 dice:

Bisogna leggere bene l' interpretazione del garante. Se puoi inserirla qui omettendo ciò che vuoi. 

E' stata un risposta a voce per telefono. Funziona purtroppo così; dal sito poni un quesito sul loro form e loro ti richiamano per la risposta.

Vedo che sei perplesso !! Fai una prova e vedi👋

 

urp@gpdp.it questo è l'indirizzo  e-mail

Modificato da Paolino45

in verità la cassazione pare che abbia confermato contrario che sia ammessa la registrazione occulta e sia considerata come prova purchè l'audio sia chiaro e veritiero'

.

http://www.aidp.it/hronline/2017/6/11/la-registrazione-della-conversazione-tra-presenti-come-prova-liceita-ed-utilizzo-anche-nel-processo-del-lavoro.php

Si evidenzia che per il diritto penale non costituisce un illecito la registrazione di una conversazione tra presenti. La Cassazione penale ha giudicato che: "non è illecito registrare una conversazione perché chi conversa accetta il rischio che la conversazione sia documentata mediante registrazione" (così Cassaz. pen., sez. III, sent. 13 maggio 2011, n. 18908, in Massimario.it - 31/2011). Dal punto di vista del diritto penale, infatti, non rileva il fatto che la riproduzione venga utilizzata senza il consenso della parte che non era a conoscenza che il colloquio fosse registrato. 

Si segnala in merito, una recentissima sentenza della Cassazione penale ( 3 febbraio 2017 n. 5241) con cui la Suprema Corte ha ribadito la liceità dell'utilizzo di registrazioni audio e video come prove documentali. In particolare, con la sentenza citata, si è chiarito che non vi è alcun limite al fatto che un soggetto registri, magari anche tramite il proprio smartphone, una conversazione con un'altra persona senza necessità che quest'ultima debba essere preventivamente informata. Il principio ribadito da tale decisione è che: "le registrazioni, video e/o sonore, tra presenti, o anche di una conversazione telefonica, effettuata da uno dei partecipi al colloquio, o da una persona autorizzata ad assistervi (..)costituisce prova documentale valida e particolarmente attendibile, perché cristallizza in via definitiva ed oggettiva un fatto storico". Ciò, anche perché, prosegue la Suprema Corte, "la persona che registra (o come nel caso nostro, che viene filmata dallo stesso autore del fatto)..è pienamente legittimata a rendere testimonianza, e quindi la documentazione del colloquio esclude qualsiasi contestazione sul contenuto dello stesso".

La giurisprudenza anche di legittimità ha riconosciuto che le moderne tecniche di registrazione, alla portata di tutti, quali telefoni cellulari smart, ecc. che posseggono le funzionalità audio e video e l'uso di applicazioni dedicate alla registrazione audio e video, consentono una documentazione oggettiva e non contestabile e come tali un'occasione di acquisire una prova importante a livello processuale (Cassaz. pen. 3 febbraio 2017 n. 5241, in senso conforme: Cassaz. pen. 8 marzo 2010 n. 9132). Sotto il profilo penalistico, qualora la registrazione avvenga da parte di un partecipante alla stessa non è configurabile quindi l'ipotesi di reato di cui all'art. 615-bis c.p. ("Interferenze illecite nella vita privata") e la registrazione trova pieno utilizzo probatorio nel processo. Ovviamente, quanto affermato in sede penale dalla Suprema Corte vale anche nel processo civile e del lavoro dove, in virtù delle disposizioni sopra richiamate, le video-registrazioni sono come detto prove documentali.

Paolino45 dice:

Vedo che sei perplesso !! Fai una prova e vedi👋

 

urp@gpdp.it questo è l'indirizzo  e-mail

Non per. te , ma il modo in cui un ufficio pubblico si esprima in questo modo. A me pare una risposta del genere non sia ufficiale quindi da non prendere in considerazione.

Ho posto diversi quesiti e sempre così è la risposta.

Buona serata

attenzione che il sistema giudiziario italiano si basa su un giudizio di merito di un giudice quindi l'ultima parola spetta al tribunale ordinario se il garante della privacy fosse interpellato e dasse parere negativo per registrare una conversazione su richiesta di un  registrato! in questo il problema non sussiste perchè se l'amministratore non concedesse la fotoregistrazione dell'attività assembleare io userei lo strumento della giurisdizione ordinaria che decide anche sulle questioni di privacy

Tutte le controversie che riguardano la privacy possono essere portate davanti al giudice ordinario, agendo direttamente contro il titolare o il responsabile del trattamento.
Occorre promuovere l’azione davanti ad una autorità giurisdizionale (Tribunale) dello Stato membro in cui risiede l’interessato (normalmente quello della propria città). Il giudice, oltre a decidere provvedimenti a carico del titolare/responsabile del trattamento dei dati, può anche decidere sul rimborso del danno.
Il ricorso può anche esser fatto avverso un provvedimento del Garante o nel caso in cui a seguito della presentazione del reclamo già detto non vi sia stata risposta nei tempi previsti.

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