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Mary86

Recesso di un solo conduttore in contratto di locazione cointestato

Salve, sono una studentessa in affitto in un appartamento con contratto di locazione in cedolare secca 4+4 cointestato a cinque conduttori che pur non rappresentando "unica parte conduttrice", si impegnano a corrispondere in modo solidale il canone mensile. Avendo intenzione di recedere, ho inviato A/R al proprietario come stabilisce il contratto dalla ricezione della quale decorrono 6 mesi di preavviso che scadono a Maggio. Come concordato col proprietario, nel frattempo sto cercando una ragazza che subentri al mio posto e al momento diverse persone vorrebbero bloccare la stanza. Il problema però è che il proprietario non entra nel merito della scelta del nuovo inquilino, ma delega questo ad un' altra conduttrice che restano nel contratto, alla quale non va bene nessuna delle ragazze trovate.

Ho già dovuto pagare il canone di Dicembre per colpa sua e la situazione non si smuove per ora. So bene che la legge stabilisce che sono tenuta a versare le 6 mensilità di preavviso, ma stabilisce anche che qualora il locatore o lo stesso conduttore recedente trovassero un nuovo inquilino che possa subentrare, il conduttore recedente smette di pagare le mensilità che diventano a carico del conduttore subentrato.

Per il proprietario è indifferente chi subentri e lascia la scelta alle conduttrici rimanenti, ma la scelta sta diventando vincolante nei miei confronti perchè non mi consente di andar via.

Tralasciando l'assurdità della cosa, la mia domanda è: se entro fine dicembre la situazione non si smuove e liberassi la stanza non pagando più il canone da gennaio informando il proprietario che la decisione è dovuta all'altra conduttrice che ha rifiutato tutte le ragazze solo perchè volevano permanere per un periodo di tempo di 6 mesi o per antipatia personale, le conduttrici che restano nel contratto dovranno farsi carico della mia quota? e potrei incorrere in qualche grana con loro o col proprietario?

tu puoi andare via anche oggi.

Ma devi corrispondere le mensilità

Se non lo fai, il proprietario puo' chiedertele giudizialmente

In verità potrebbe anche non accettare il tuo recesso se non lo hai motivato da gravi motivi oggettivi..pertanto.. visto che quasi mai chi recede ha dei veri gravi motivi oggettivi, ringrazia che accetta il recesso

E' logico che il proprietario voglia qualcuno che leghi con le altre, altrimenti poi ha lui le grane se chi entra non va d'accordo con chi già c'è..

tu puoi andare via anche oggi.

Ma devi corrispondere le mensilità

Se non lo fai, il proprietario puo' chiedertele giudizialmente

In verità potrebbe anche non accettare il tuo recesso se non lo hai motivato da gravi motivi oggettivi..pertanto.. visto che quasi mai chi recede ha dei veri gravi motivi oggettivi, ringrazia che accetta il recesso

E' logico che il proprietario voglia qualcuno che leghi con le altre, altrimenti poi ha lui le grane se chi entra non va d'accordo con chi già c'è..

L'accordo col proprietario era di trovare una sostituta che subentrasse al mio posto ed è stato fatto dando comunque la scelta alle altre di decidere quale andasse bene. Sul contratto non c'è nemmeno scritto che gli altri conduttori possono vincolare la scelta del nuovo inquilino dato che non costituiamo "unica parte conduttrice", c'è solo un impegno solidale al versamento del canone eseguito sempre in unico bonifico. Vorrà dire che andremo per via giudiziaria se la questione non si risolve.. grazie comunque per la risposta 🙂

Per definire la tua posizione nell’ambito del rapporto contrattuale occorre innanzitutto capire che cosa è inteso nel tuo contratto per “conduttore”. In presenza di una pluralità di conduttori, nella intestazione del contratto, dopo aver indicato i dati anagrafici dei locatari e i loro codici fiscali, i contratti (fatti bene) riportano “di seguito denominati conduttore” oppure “di seguito denominati conduttori” (inteso come l’insieme dei singoli conduttori). Nelle clausole successive, i termini “conduttore” o “conduttori” sono da intendersi riferite in solido a tutti i conduttori, ossia all’intera compagine conduttrice. Se, infatti, si vuole limitare un diritto ovvero un dovere contrattuale, occorre specificarlo in maniera inequivoca in una clausola ad hoc, che affermi una responsabilità individuale ovvero una distinta e autonoma obbligazione, utilizzando il termine “singolo conduttore”. E’, quindi, possibile prevedere nel contratto ad esempio una clausola con cui si stabilisca che ciascuno dei conduttori firmatari possa recedere dal contratto (recesso individuale) oppure che ciascuno dei conduttori è tenuto a soddisfare, nei confronti del locatore, solo la propria quota X di debito per canoni e oneri accessori.

 

Con beneficio d’inventario, non avendo potuto esaminare il contratto, direi che si tratti di una locazione abitativa condivisa in regime di libero mercato, nella quale i coinquilini originari hanno un obbligo solidale e unitario, al rispetto delle pattuizioni contrattuali: dalla illustrazione sembra che questo sia il caso, per cui, se così fosse, ciò significa, che, salvo espressa previsione contrattuale (come ad esempio prevede il contratto per studenti universitari fuori sede) o accettata per iscritto dagli altri contraenti, i coinquilini non hanno potestà di azione autonoma, come quella di recedere dal contratto singolarmente, avendo l’azione di uno efficacia per l’intero gruppo (ad es. mancato pagamento di quote o recesso): la comunicazione (che ha valore per tutti gli obbligati), ossia il recesso è collettivo o non è, per cui l’atto da formulare al proprietario-locatore non può assumere il connotato del recesso (che potrebbe essere interpretato come la volontà collettiva di rinunciare al contratto), ma di semplice comunicazione (che ha valore solo per chi la inoltra) di cambio di titolarità contrattuale del tipo “Se vado via, lei è d’accordo alla mia sostituzione con un altro conduttore?”

 

Ciò non toglie che tu non possa uscire dal contratto, ma questa è una cosa diversa dal recesso. La sostituzione di un cointestatario è sempre possibile con un atto (registrato) di “cessione parziale” (anche se quest’ultimo termine è del tutto improprio, infatti non la trovi nel TUR, perché, fiscalmente, non esiste: esiste la cessione, non la cessione parziale, e la cessione è sul contratto, non sui soggetti giuridici) che libera chi esce da ogni vincolo contrattuale trasferendolo su coloro che restano e/o subentrano nel contratto.

 

Dal punto di vista fiscale, la cessione è governata dal modello RLI, ma nella fattispecie è il caso di evidenziare che la cessione telematica è preclusa, in quanto il software RLI impone, pena scarto, un solo cedente e un solo cessionario, mentre qui sono presenti altri soggetti che restano (che andranno segnalati all’applicato del locale ufficio dell’Agenzia delle Entrate che prenderà in carico la cessione cartacea perché non scarichi dal contratto anche gli altri quattro conduttori originari che restano, nell’ipotesi in cui nel quadro B del modello RLI siano indicati un cedente e un cessionario).

 

Ai fini civilistici, per non lasciare strascichi e pendenze economiche relative al subentro (quota deposito cauzionale, utenze, oneri ecc.) è bene che la vicenda modificativa sia formalizzato con un atto scritto che può essere registrato, come modifica del contratto originale, per darne data certa (il tuo contratto dovrebbe contenere la seguente clausola: “Qualunque modifica al presente contratto non può aver luogo, e non può essere provata, se non atto scritto”), sottoscritto da tutte le parti in causa (la fattispecie traslativa è trilaterale: accordo tra conduttore cedente e conduttori cessionari, al cui perfezionamento è indispensabile l’adesione del locatore ceduto, in ossequio all’art.1408, co.1 (Rapporti tra contraente ceduto e cedente). Niente vieta comunque che il consenso possa essere prestato anche preventivamente all’accordo intercorso tra cedente e cessionario.

 

Nel tuo caso, non basta l’assenso del locatore per liberarti dagli obblighi contrattuali: per cedere il contratto ad un soggetto terzo occorre il consenso di tutte le parti in causa che devono accettare formalmente il nuovo subentrante, liberando chi se ne va.

 

Se decidessi di andartene contro la volontà degli altri, chi resta è costretto a sopportare un canone pro quota proporzionalmente superiore a quello previsto, pertanto, può rivalersi su di te, davanti ad un giudice, per la quota del canone a te imputabile (se gli altri coinquilini pagano il canone, decurtando la quota a te imputabile, rischiano, oltre che il locatore li sfratti, anche un decreto ingiuntivo in capo ad uno di essi, art.1292 cod. civ. (Nozione della solidarietà), che, a sua volta, si potrebbe rivalere su di te, oppure il decreto ingiuntivo potrebbe essere ingiunto a te, che hai abbandonato l’appartamento senza il benestare degli altri coinquilini e del locatore).

 

Senza un atto formale (liberatoria) che attesti il contrario, tu sei ancora contitolare del rapporto di locazione e, quindi, corresponsabile in caso di un tuo, anche parziale, mancato rispetto: rimani legata agli altri coinquilini fino al termine della locazione e, quindi, loro debitrice di una quota di canone di locazione. Nel caso si sia debitori in solido, si presume che le quote siano uguali tra i debitori, salvo specifiche indicazioni a contratto, ai sensi dell’art.1298 cod,. civ. (Rapporti interni tra debitori o creditori solidali). Inoltre i rapporti interni alla parte conduttrice (in presenza di una pluralità di conduttori in solido) si regolano tramite le norme relative alla comunione, art.1100 e seguenti cod. civ. Infine se il locatore ceduto dichiara di non liberarti, può agire contro di te, ove l‘eventuale subentrante non adempia le obbligazioni assunte, art.1408, co.2., cod. civ. (Rapporti tra contraente ceduto e cedente).

 

Direi che qui il problema sono le tue coinquiline. Se fossi in te, continuerei il “casting” e punterei ad essere liberata da ogni vincolo contrattuale, dirigendomi verso un'altra sottospecie protetta delle locazioni transitorie, il contratto per studenti universitari fuori sede (ammesso che tu lo sia), ove il recesso non è necessario l’accordo con gli altri conduttori rimanenti per uscire dal contratto (il recesso non è in solido) oppure verso un contratto che lo contempli.

Ha ben ragione a pretendere la tutela dei suoi interessi legittimi. Lei può far subentrare chi vorrà, dato che a contratto, di cui lei è parte essenziale, non si è vincolata alla scelta di terzi quanto al sostituto subentrante.

Unico reale problema: Lei è certa di trovare chi accetti di rimanere in un immobile, quando è palese l'antipatia e/o l'astio di chi già vi risiede?

Innanzitutto la ringrazio per la risposta..

 

Per definire la tua posizione nell’ambito del rapporto contrattuale occorre innanzitutto capire che cosa è inteso nel tuo contratto per “conduttore”. In presenza di una pluralità di conduttori, nella intestazione del contratto, dopo aver indicato i dati anagrafici dei locatari e i loro codici fiscali, i contratti (fatti bene) riportano “di seguito denominati conduttore” oppure “di seguito denominati conduttori” (inteso come l’insieme dei singoli conduttori). Nelle clausole successive, i termini “conduttore” o “conduttori” sono da intendersi riferite in solido a tutti i conduttori, ossia all’intera compagine conduttrice. Se, infatti, si vuole limitare un diritto ovvero un dovere contrattuale, occorre specificarlo in maniera inequivoca in una clausola ad hoc, che affermi una responsabilità individuale ovvero una distinta e autonoma obbligazione, utilizzando il termine “singolo conduttore”. E’, quindi, possibile prevedere nel contratto ad esempio una clausola con cui si stabilisca che ciascuno dei conduttori firmatari possa recedere dal contratto (recesso individuale) oppure che ciascuno dei conduttori è tenuto a soddisfare, nei confronti del locatore, solo la propria quota X di debito per canoni e oneri accessori.

Con beneficio d’inventario, non avendo potuto esaminare il contratto, direi che si tratti di una locazione abitativa condivisa in regime di libero mercato, nella quale i coinquilini originari hanno un obbligo solidale e unitario, al rispetto delle pattuizioni contrattuali: dalla illustrazione sembra che questo sia il caso, per cui, se così fosse, ciò significa, che, salvo espressa previsione contrattuale (come ad esempio prevede il contratto per studenti universitari fuori sede) o accettata per iscritto dagli altri contraenti, i coinquilini non hanno potestà di azione autonoma, come quella di recedere dal contratto singolarmente, avendo l’azione di uno efficacia per l’intero gruppo (ad es. mancato pagamento di quote o recesso): la comunicazione (che ha valore per tutti gli obbligati), ossia il recesso è collettivo o non è, per cui l’atto da formulare al proprietario-locatore non può assumere il connotato del recesso (che potrebbe essere interpretato come la volontà collettiva di rinunciare al contratto), ma di semplice comunicazione (che ha valore solo per chi la inoltra) di cambio di titolarità contrattuale del tipo “Se vado via, lei è d’accordo alla mia sostituzione con un altro conduttore?”

Ciò non toglie che tu non possa uscire dal contratto, ma questa è una cosa diversa dal recesso. La sostituzione di un cointestatario è sempre possibile con un atto (registrato) di “cessione parziale” (anche se quest’ultimo termine è del tutto improprio, infatti non la trovi nel TUR, perché, fiscalmente, non esiste: esiste la cessione, non la cessione parziale, e la cessione è sul contratto, non sui soggetti giuridici) che libera chi esce da ogni vincolo contrattuale trasferendolo su coloro che restano e/o subentrano nel contratto.

Dal punto di vista fiscale, la cessione è governata dal modello RLI, ma nella fattispecie è il caso di evidenziare che la cessione telematica è preclusa, in quanto il software RLI impone, pena scarto, un solo cedente e un solo cessionario, mentre qui sono presenti altri soggetti che restano (che andranno segnalati all’applicato del locale ufficio dell’Agenzia delle Entrate che prenderà in carico la cessione cartacea perché non scarichi dal contratto anche gli altri quattro conduttori originari che restano, nell’ipotesi in cui nel quadro B del modello RLI siano indicati un cedente e un cessionario).

 

Ai fini civilistici, per non lasciare strascichi e pendenze economiche relative al subentro (quota deposito cauzionale, utenze, oneri ecc.) è bene che la vicenda modificativa sia formalizzato con un atto scritto che può essere registrato, come modifica del contratto originale, per darne data certa (il tuo contratto dovrebbe contenere la seguente clausola: “Qualunque modifica al presente contratto non può aver luogo, e non può essere provata, se non atto scritto”), sottoscritto da tutte le parti in causa (la fattispecie traslativa è trilaterale: accordo tra conduttore cedente e conduttori cessionari, al cui perfezionamento è indispensabile l’adesione del locatore ceduto, in ossequio all’art.1408, co.1 (Rapporti tra contraente ceduto e cedente). Niente vieta comunque che il consenso possa essere prestato anche preventivamente all’accordo intercorso tra cedente e cessionario.

 

Nel tuo caso, non basta l’assenso del locatore per liberarti dagli obblighi contrattuali: per cedere il contratto ad un soggetto terzo occorre il consenso di tutte le parti in causa che devono accettare formalmente il nuovo subentrante, liberando chi se ne va.

 

Se decidessi di andartene contro la volontà degli altri, chi resta è costretto a sopportare un canone pro quota proporzionalmente superiore a quello previsto, pertanto, può rivalersi su di te, davanti ad un giudice, per la quota del canone a te imputabile (se gli altri coinquilini pagano il canone, decurtando la quota a te imputabile, rischiano, oltre che il locatore li sfratti, anche un decreto ingiuntivo in capo ad uno di essi, art.1292 cod. civ. (Nozione della solidarietà), che, a sua volta, si potrebbe rivalere su di te, oppure il decreto ingiuntivo potrebbe essere ingiunto a te, che hai abbandonato l’appartamento senza il benestare degli altri coinquilini e del locatore).

 

Senza un atto formale (liberatoria) che attesti il contrario, tu sei ancora contitolare del rapporto di locazione e, quindi, corresponsabile in caso di un tuo, anche parziale, mancato rispetto: rimani legata agli altri coinquilini fino al termine della locazione e, quindi, loro debitrice di una quota di canone di locazione. Nel caso si sia debitori in solido, si presume che le quote siano uguali tra i debitori, salvo specifiche indicazioni a contratto, ai sensi dell’art.1298 cod,. civ. (Rapporti interni tra debitori o creditori solidali). Inoltre i rapporti interni alla parte conduttrice (in presenza di una pluralità di conduttori in solido) si regolano tramite le norme relative alla comunione, art.1100 e seguenti cod. civ. Infine se il locatore ceduto dichiara di non liberarti, può agire contro di te, ove l‘eventuale subentrante non adempia le obbligazioni assunte, art.1408, co.2., cod. civ. (Rapporti tra contraente ceduto e cedente).

 

Direi che qui il problema sono le tue coinquiline. Se fossi in te, continuerei il “casting” e punterei ad essere liberata da ogni vincolo contrattuale, dirigendomi verso un'altra sottospecie protetta delle locazioni transitorie, il contratto per studenti universitari fuori sede (ammesso che tu lo sia), ove il recesso non è necessario l’accordo con gli altri conduttori rimanenti per uscire dal contratto (il recesso non è in solido) oppure verso un contratto che lo contempli.

Il contratto precisamente definisce il rapporto tra il LOCATORE e le CONDUTTRICI denominazione a cui fanno seguito tutti i dati anagrafici.

Nei vari punti del contratto invece si fa riferimento al termine "il conduttore" lasciando intendere che ogni punto si riferisce al singolo individuo, pertanto per quanto riguarda il diritto a recedere dal contratto, questo si limita al singolo e non è a mio parere vincolato da altre parti. Infatti nel contratto è presente quest punto:

 

"Il conduttore ove ricorrano gravi motivi, potrà in qualsiasi momento recedere anticipatamente dal contratto, dando un preavviso di sei mesi; in tal caso la spesa per la denunzia fiscale della risoluzione, sarà ad esclusivo carico del conduttore"

 

Da questo si desume che ogni singolo conduttore ha diritto di recesso parziale, che ovviamente non può essere vincolato in nessun modo dalle restanti parti del contratto ed infatti nessuna delle ragazze si è opposta ovviamente, perchè è prassi che va avanti da ben prima che io entrassi in quell'appartamento, cioè di comunicare 6 mesi prima con raccomandata A/R l'intenzione di uscire dal contratto e questo senza che nessuno degli altri conduttori possa contestare. Il problema del vincolo subentra nel momento in cui una delle conduttrici assume un potere decisionale, che non le compete da contratto in realtà e che sta limitando la possibilità che vada via costringendomi a versare canoni mensili, nonostante la possibilità di essere sostituita da altre inquiline.

Si il problema è una coinquilina alla quale non va bene nessuna ragazza e questo mi sta vincolando; in ogni caso incorrerei in grane più che altro perchè effettivamente, in caso di via legale, il locatore con cui a voce ho un accordo, potrebbe non accettare la mia disdetta e questo sinceramente vorrei evitarlo.

Se c'è una cosa che mi ha insegnato questa storia è mai più contratti 4+4 in case da condividere con più inquilini.

Grazie per le delucidazioni 🙂

Ha ben ragione a pretendere la tutela dei suoi interessi legittimi. Lei può far subentrare chi vorrà, dato che a contratto, di cui lei è parte essenziale, non si è vincolata alla scelta di terzi quanto al sostituto subentrante.

Unico reale problema: Lei è certa di trovare chi accetti di rimanere in un immobile, quando è palese l'antipatia e/o l'astio di chi già vi risiede?

Il problema è che nessuno ha possibilità di entrarci perchè il parere della coinquilina in questione è vincolante a tal punto che nessuno che non stia nelle sue grazie o che non stia per un tempo superiore a 6 mesi, può subentrare al mio posto.

...è vincolante a tal punto che nessuno che non stia nelle sue grazie o che non stia per un tempo superiore a 6 mesi, può subentrare al mio posto.

Appunto. Vincolante di fatto ma non di diritto.

Dalla descrizione fatta il suo è un contratto di locazione in cui è consentito il recesso autonomo: pluralità di intestatari, ciascuno con autonoma posizione obbligatoria; ciò che li lega è la solidarietà passiva, che è altra cosa rispetto al diritto ed esercizio del recesso a ciascuno spettante.

Trovasse qualcuno che se ne infischiasse della coinquilina...

Appunto. Vincolante di fatto ma non di diritto.

Dalla descrizione fatta il suo è un contratto di locazione in cui è consentito il recesso autonomo: pluralità di intestatari, ciascuno con autonoma posizione obbligatoria; ciò che li lega è la solidarietà passiva, che è altra cosa rispetto al diritto ed esercizio del recesso a ciascuno spettante.

Trovasse qualcuno che se ne infischiasse della coinquilina...

Non è semplice, perchè il proprietario lascia carta bianca tanto che chiunque entri in quella casa ha a che fare con lei e non col proprietario. Il problema è che tra l'altro ad ogni subentro, c'è una variazione contrattuale che tutti gli intestatari devono firmare affinchè sia valido, quindi in realtà un vincolo esiste, perchè solo se firmano tutti l'altro può subentrare. A questo punto non essendo l'unica che va via, fintanto che risulto nel contratto, ad esempio potrei a quel punto vincolare io altre rifiutandomi di firmare altri subentri... ricatto per ricatto 😉

Chi le scrive non è a conoscenza di alcun consenso da parte dei coconduttori, men che meno in sede di comunicazione/variazione telematica ad ADE con modello RLI. Avremo quindi:

-Recesso di un conduttore senza subentro: si comunica il recesso parziale del conduttore;

-Recesso di un conduttore con subentro: da riportare i dati anagrafici del cedente e del

cessionario;

- Recesso totale e subentro: necessità di stipulare un nuovo contratto.

 

Come vede, si prescinde sempre dal consenso dei coconduttori.

Saluti

Il problema è che tra l'altro ad ogni subentro, c'è una variazione contrattuale che tutti gli intestatari devono firmare affinchè sia valido, quindi in realtà un vincolo esiste, perchè solo se firmano tutti l'altro può subentrare.

c.v.d. i coinquilini sono responsabili in solido, con tutte le conseguenze civilistiche già ben illustrate e disquisite da Iorek in #4.

"La variazione contrattuale che tutti gli intestatari devono firmare" altro non è che la liberatoria a cui, nuovamente, ha fatto cenno Iorek.

A questo punto non essendo l'unica che va via, fintanto che risulto nel contratto, ad esempio potrei a quel punto vincolare io altre rifiutandomi di firmare altri subentri...

Si, è proprio così!

E per la tua posizione... ma perché mai la coinquillina "so tutto io" non si attiva direttamente lei per proporre una persona a lei gradita in sostituzione della tua figura ??? In fondo è anche suo interesse trovare la tua sostituta, altrimenti a "so tutto io" toccherà spendere molto ma molto di più se tu te ne andrai comunque 💪

Chi le scrive non è a conoscenza di alcun consenso da parte dei coconduttori, men che meno in sede di comunicazione/variazione telematica ad ADE con modello RLI. Avremo quindi:

-Recesso di un conduttore senza subentro: si comunica il recesso parziale del conduttore;

-Recesso di un conduttore con subentro: da riportare i dati anagrafici del cedente e del

cessionario;

- Recesso totale e subentro: necessità di stipulare un nuovo contratto.

 

Come vede, si prescinde sempre dal consenso dei coconduttori.

Saluti

Essendo un contratto con cedolare secca, a costo zero ogni qual volta viene sostituita un'inquilina, il proprietario chiude il contratto precedente e ne registra uno nuovo, che viene poi firmato di nuovo dalle alle conduttrici restanti. Infatti dopo di me, c'è stata una nuova sostituzione ad ottobre e ho dovuto nuovamente firmare il nuovo contratto assieme a tutte le altre, con validità di 4 anni da ottobre 2016 ad ottobe 2020. In pratica ogni qual volta subentra qualcuna, chi già era in quella casa si ritrova il vincolo per altri 4 anni? una storia che non finisce mai..

Pertanto in teoria io, non essendo l'unica a dover andare via, potrei in caso di ulteriori vincoli, limitare l'uscita di altre o sbaglio?

 

Grazie per la risposta e saluti a lei 🙂

c.v.d. i coinquilini sono responsabili in solido, con tutte le conseguenze civilistiche già ben illustrate e disquisite da Iorek in #4.

"La variazione contrattuale che tutti gli intestatari devono firmare" altro non è che la liberatoria a cui, nuovamente, ha fatto cenno Iorek.

 

Si, è proprio così!

E per la tua posizione... ma perché mai la coinquillina "so tutto io" non si attiva direttamente lei per proporre una persona a lei gradita in sostituzione della tua figura ??? In fondo è anche suo interesse trovare la tua sostituta, altrimenti a "so tutto io" toccherà spendere molto ma molto di più se tu te ne andrai comunque 😉

La prassi seguita da questo proprietario formalmente è ineccepibile.

Lui ogni volta che sa che qualcuna vuole andarsene non crea ostacoli purchè sia già nota ed accettata dalle altre coinquiline la sua sostituta. a quel punto anziché procedere con un subentro chiude il contratto in essere per aprirne uno nuovo: formalmente quindi lui non fa figurare uno o più subentri, ma fa figurare la disdetta del contratto da parte di tutte le coinquiline (ad esempio A-B-C-D-E) per poi registrare un nuovo contratto il giorno successivo con le nuove coinquiline A-B-C-F-G.

A fronte di questo meccanismo non è più tuo onere trovare una nuova coinquilina: questo onere spetta in prima battuta alle coinquiline superstiti se non vogliono vedersi aumentare la quota parte di affitto ed oneri mensili, ed in seconda battuta al proprietario ammesso e non concesso che abbia interesse a non aumentare la quota parte spettante alle singole coinquiline superstiti; in fondo al proprietario interessa solo incassare un tot mensile di affitto... che poi a dividersi i costi siano in tre quattro o cinque, al proprietario potrebbe anche interessare meno di nulla !

 

Ma a quel punto la mia raccomandata sulla quale è riportato il numero di registrazione del contratto di ottobre che fine farebbe? sarebbe relativa ad un contratto che non esiste più!!

Con la chiusura del contratto si estingue l'obbligazione, per cui diventa aspetto secondario ed ininfluente la decadenza della tua disdetta. L'importante è che tu non firmi un nuovo contratto.

Se non mi fanno andar via a questo punto io non firmo più nulla 😉
La prassi seguita da questo proprietario formalmente è ineccepibile.

Lui ogni volta che sa che qualcuna vuole andarsene non crea ostacoli purchè sia già nota ed accettata dalle altre coinquiline la sua sostituta. a quel punto anziché procedere con un subentro chiude il contratto in essere per aprirne uno nuovo: formalmente quindi lui non fa figurare uno o più subentri, ma fa figurare la disdetta del contratto da parte di tutte le coinquiline (ad esempio A-B-C-D-E) per poi registrare un nuovo contratto il giorno successivo con le nuove coinquiline A-B-C-F-G.

A fronte di questo meccanismo non è più tuo onere trovare una nuova coinquilina: questo onere spetta in prima battuta alle coinquiline superstiti se non vogliono vedersi aumentare la quota parte di affitto ed oneri mensili, ed in seconda battuta al proprietario ammesso e non concesso che abbia interesse a non aumentare la quota parte spettante alle singole coinquiline superstiti; in fondo al proprietario interessa solo incassare un tot mensile di affitto... che poi a dividersi i costi siano in tre quattro o cinque, al proprietario potrebbe anche interessare meno di nulla !

 

Con la chiusura del contratto si estingue l'obbligazione, per cui diventa aspetto secondario ed ininfluente la decadenza della tua disdetta. L'importante è che tu non firmi un nuovo contratto.

 

Pratica ostruzionistica più che ineccepibile: fai bene !

 

Qui qualcosa rischieresti.

In caso di morosità, il proprietario per recuperare l'intera morosità potrà rivalersi su una qualunque delle coinquiline, essendo loro responsabili in solido.

Potresti non esser tu, ma potresti anche esserlo.

Grazie innanzitutto per la risposta 🙂

Non firmare nessun nuovo contratto e chiedere di provvedere ai subentri sull'attuale contratto di locazione in corso di validità.

A questo punto per i nuovi subentri, oltre al consenso del proprietario serviranno i consensi scritti di tutte le coinquilline che restano, per approvazione ed accettazione delle nuove subentranti e per rilascio della liberatoria alle coinquiline uscenti .

E in questa occasione tu invece non concedi la tua approvazione ai subentri proposti... finchè anche il tuo subentro non sarà approvato (non a parole, ma scritto e sottoscritto) così nessuna potrà uscire/entrare dal contratto in corso di validità ed avente scadenza settembre 2020 prorogabile a settembre 2024...

 

Se non assecondano le tue richieste (sia il proprietario che le coinquiline) loro potrebbero decidere per un colpo di mano pur di mantenere inalterato il meccanismo messo in piedi (chiusura contratto in corso ed apertura nuovo contratto), e quasi certamente lo faranno senza le tue firme.

Questo comporterà che tu non figurerai più sul nuovo contratto, ovvero sarai stata sbattuta fuori dall'appartamento senza tanti complimenti dall'oggi al domani. Al contrario, se ritroverai anche il tuo nominativo nel nuovo contratto registrato, occhio che qualcuno/a non abbia falsificato le tue firme, visto che tu saprai di non averlo firmato.

Scusate se scrivo qua ma ho urgente bisogno di aiuto. Essendo nuovo in questo sito non so correttamente come e dove porre le domande. Noto che tutti hanno ricevuto una risposta (anche quasi immediata) tranne me.

Scusatemi ancora.

Qua sotto trovate il post originale.

 

Salve a tutti il mio problema è il seguente:

 

6 mesi fa ho affittato con regolare contratto di 12 mesi tramite agenzia un appartamento (?) mansardato facente parte di una villetta indipendente composta da un locale commerciale al piano terra, l'appartamento della proprietaria al primo piano e il mio al secondo piano.

Da un mese viene fuori del fumo da delle fessure sul muro e dal pavimento, dovuto alla rottura della canna fumaria dell'appartamento al primo piano.

La proprietaria non vuole effettuare la riparazione e allo stesso tempo si ostina comunque ad utilizzare il camino a legna.

Mi sono rivolto a polizia locale e vigili del fuoco che aspetto tuttora per un sopralluogo. Intanto visto che la mia compagna é all'ottavo mese di gravidanza ho dovuto abbandonare momentaneamente l'appartamento per evitare un intossicazione.

Intanto andando a rileggere il contratto ho scoperto che mi é stato affittato un C2 ad uso abitativo. Dopo una verifica ho scoperto che l'appartamento non é abitabile, il punto più alto della casa é alto 240 cm e il più basso 60 cm. Il punto più alto del corridoio é alto 170 cm e il più basso 140 cm. Inoltre tutte le porte hanno un altezza massima di 170 cm.

Tra le altre cose é saltato fuori anche che la canna fumaria in questione (che sta sul mio terrazzo davanti alla finestra della camera da letto non é a norma perché é di 50 centimetri più bassa rispetto al tetto.

 

Come mi consigliati di comportarmi?

Quali sono i miei diritti?

 

Grazie!

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