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ciaociao

Quota fissa con contabilizzatori calore e chi deve decidere l'orario

Salve.

 

L'anno scorso abbiamo (finalmente) installato le valvole termostatiche e i contabilizzatori di calore. Abbiamo

sempre adottato un orario "spezzato": 2 o 3 ore la mattina presto, le restanti ore dall'ora di pranzo in poi,

per un totale di 11 o 12 ore. Come sapete, 12 ore e' il massimo permesso a Roma.

In queste condizioni si era deciso di dividere le spese cosi': una quota del 30% fissa, il resto in base al consumo.

 

A novembre un condomino ha chiesto all'amministratore (amico suo) di tenere acceso dalle 6 alle 23 (cioe'

17 ore). L'amministratore, in modo quanto meno inusuale, ha cambiato l'orario senza chiedere la raccolta di firme. Poi ha ammesso

l'errore, ma si rifiuta di tornare all'orario precedente (che avevamo approvato in una riunione di condominio).

Lui dice che con i contabilizzatori si puo' tenere acceso per piu' di 12 ore e che ognuno puo' spegnere i propri termosifoni,

cosi' non ha costi aggiuntivi. Ovviamente cio' non e' vero, perche' c'e' la quota fissa.

 

Avrei varie domande:

 

1) e' vero che si puo' tenere acceso il riscaldamento per piu' di 12 ore giornaliere (che e' il massimo previsto a Roma)?

Se si', per quante ore?

 

2) la quota del 30% era stata decisa quando tenevamo acceso per 11 o 12 ore. Se ora si tiene acceso per 17, su

richiesta di un solo condomino, e' lecito chiedere a tutti di continuare a pagare il 30%? Non andrebbe ridotta la

quota fissa? C'e' una qualche indicazione legislativa in materia?

Mi pare purtroppo inutile fare appello alla correttezza delle persone, visto cio' che e' successo finora.

 

3) abbiamo iniziato la raccolta di firme.... per gli appartamenti affittati chi deve scegliere l'orario, gli inquilini o i

proprietari? Un inquilino ha firmato per l'orario spezzato, ma la sua firma e' stata cancellata, e la proprietaria

(che "qualcuno" deve aver avvertito) ha invece firmato per le 17 ore. Visto che il riscaldamento lo paga l'inquilino

a me sembrerebbe giusto che decida lui se vuole pagare anche per le ore aggiuntive. La proprietaria non paga

il riscaldamento.... quindi non mi pare poco simpatico che firmi lei per le 17 ore, tanto poi le paga il suo inquilino.

 

Se c'e' un riferimento normativo me lo potreste mandare?

 

Grazie mille per il vostro aiuto.

Cordiali saluti,

Silvia

Il suo link non risponde a nessuna delle mie domande. Cita semplicemente la legge sui limiti massimi di accensione,

che tutti conosciamo. Io chiedevo altro.

1) SI, fino a 24h/24h a determinate condizioni. Sommariamente: adozione di contabilizzazione; centrale termica termoregolata da sonda esterna; centrale termica predisposta all' attenuazione notturna. Informazioni più dettagliate qui --link_rimosso--

 

2) La quota fissa, quasi sempre individuata nel range 20-50%, è decisa e deliberata dall'assemblea condominiale; l'assemblea in ogni occasione (purchè l'argomento sia inserito in OdG) può apportare alla quota fissa le modifiche ritenute più opportune. Comunque il tecnico che ha provveduto alla realizzazione della contabilizzazione, se tecnico serio, tenute conto delle specificità del vs. Condominio, dovrebbe aver già fornito una sua valutazione sulla quota fissa ottimale da adottare.

 

3) DACC art.67 10°comma "L'usufruttuario di un piano o porzione di piano dell'edificio esercita il diritto di voto negli affari che attengono all'ordinaria amministrazione e al semplice godimento delle cose e dei servizi comuni". Il conduttore è parificabile all'usufruttuario.

 

3) Legge 392/78 art. 10 "Partecipazione del conduttore all’assemblea dei condomini - Il conduttore ha diritto di voto, in luogo del proprietario dell’appartamento locatogli, nelle delibere dell’assemblea condominiale relative alle spese e alle modalità di gestione dei servizi di riscaldamento e di condizionamento d’aria. Egli ha inoltre diritto di intervenire, senza diritto di voto, sulle delibere relative alla modificazione degli altri servizi comuni [...]"

La raccolta firme, specie con decisione sofferta e contrastata, è il peggior mezzo scelto, sempre e comunque contestabile. Si ribadisce che la modalità corretta ed inoppugnabile per deliberare sull'orario di riscaldamento si realizza solo per tramite di delibera assembleare con le prescritte maggioranze richieste.

 

Saluti ?

Grazie. Infatti l'orario era stato deciso una decina di anni fa con delibera assembleare e confermato di anno in anno durante la

riunione annuale. Fino a quando il condomino amico dell'amministratore gli ha telefonato per farlo cambiare, senza informare

nessuno. E' incredibile, lo so!, ma e' successo davvero. Quando ho chiesto informazioni mi ha risposto: "qui uscite tutti per

andare a lavorare, io ho freddo, quindi ho fatto modificare l'orario". Probabilmente pensava che non se ne sarebbe neppure accorto

nessuno.... Infatti ce ne siamo accorti dopo un mese, durante le ferie di Natale. Sono d'accordo che la raccolta di firme

non e' il mezzo ideale, ma e' sicuramente migliore della telefonata all'amico!

 

L'amministratore ha diffuso un foglio dove ha scritto: "il servizio di riscaldamento, a seguito dell'installazione del sistema di

contabilizzazione, puo' funzionare per 16 ore giornaliere".

 

Mi chiedo dove abbia preso il limite di "16 ore", visto che il limite a Roma sarebbe 12, oppure fino a 24 ore, come mi avete

scritto, se sono verificate le opportune condizioni. Se l'e' inventato?

 

Tra l'altro la nostra caldaia e' vecchia, non ha termostato esterno, e per di piu' 4 appartamenti su 12 non hanno (o non ancora)

fatto installare i contabilizzatori. Mi sembra di capire che non si possa estendere l'orario. O mi sbaglio?

 

Grazie di nuovo,

Silvia

Tra l'altro la nostra caldaia e' vecchia, non ha termostato esterno, e per di piu' 4 appartamenti su 12 non hanno (o non ancora)

fatto installare i contabilizzatori. Mi sembra di capire che non si possa estendere l'orario. O mi sbaglio?

 

Grazie di nuovo,

Silvia

Buongiorno,

a fronte di quanto indicato l'impianto non rispetta i canoni della termoregolazione, quindi non può avere orario di attivazione ampliato.

Resta comunque strano che 4 su 12 appartamenti siano sprovvisti di termo-ripartizione, in questo modo l'impianto non può funzionare correttamente e consuma di più.

La delibera delle "16 ore" dovrebbe risultare da qualche verbale di assemblea; probabilmente è misura inventata di sana pianta, "per accontentare" qualcuno...

Saluti 🙂

buongiorno al forum, tre domande correlate alla discussione:

1) può il singolo condomino opporsi all'installazione sui suoi radiatori del rilevatore di temperatura e della valvola termostatica ?

2) se si, come andrebbe realizzato il riparto ?

3) per la regione Lazio, esiste una data superata la quale sarà obbligatorio l'installazione della contabilizzazione separata ?

 

grazie

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