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redwolf4

Programma per la gestione condominiale

Leonardo53 dice:

Certo che i dati sono sul server del dominio del condominio ma sono dati che pubblico io liberamente come e quando voglio e non sul server di una software house.

Sono su un server.

Il server non è del dominio. È di una società di hosting che offre tale servizio.

(il dominio è di tua proprietà e consiste nel solo puntamento verso il virtualhost)

Stai mettendo dunque dati su un server di qualcun altro, gestito da qualcun altro.

Ok, lo fai di tua volontà, ma è un po' paradossale affermare che non usi il cloud perchè non vuoi caricare dati su un server e poi gli stessi dati li carichi di tua volontà su un server.

 

Leonardo53 dice:

La differenza tra un gestionale NON on line ed un gestionale on line  sta nel fatto che con il primo il programma ed i dati restano sul mio PC e posso tranquillamente lavorare su un PC scollegato da internet

È corretto. Puoi lavorare off line, ma i vantaggi offerti dal cloud sono innnegabili. Ovviamente devi avere disponibile un collegamento a Internet, ma oggi come oggi, tra DSL, WiFi  e 4G è veramente difficile rimanere senza.

 

Leonardo53 dice:

Tra l'altro, se un giorno dovesse chiudere la software house che opera solo on line perderei tutta la contabilità che invece io ho salvato su 3 supporti diversi.

I dati li puoi salvare anche in locale e comunque non li perderesti nemmeno se andasse a fuoco l'intero data center. Il vero dramma è passare da un gestionale all'altro. Ma ciò prescinde da cloud o non cloud. 

Joy76 dice:

Stai mettendo dunque dati su un server di qualcun altro, gestito da qualcun altro.

La differenza (a livello di server) tra l'affidarsi a terzi o pubblicare su un proprio dominio è la stessa tra il prendere un Taxi o noleggiare un'auto: arrivi comunque a destinazione ma con l'auto a noleggio sei più libero. In entrambi i casi, l'auto (il server) non è tua ma non si può dire che sia la stessa cosa.

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Su queste basi posso fare esempi altrettanto attinenti.

Se mi dici che per spostarti non guidi, per paura data dalla statistica circa gli incidenti d'auto e poi viaggi in taxi... Tutto sta a contestualizzare.

 

stegemma dice:

In entrambi i casi, l'auto (il server) non è tua

È questo il punto. La scelta cloud/non cloud, non può essere dettata dalla sola discriminante "non voglio condividere dati su un server altrui". È un'eresia. Circa "libertà", pregi e difetti, costo/benefico, rischi e sicurezza, ne possiamo parlare. Per inciso, non che io sia particolarmente amante del cloud.

aggiungerei che normalmente l'hosting dei sitarelli (che contengano o meno dati interessanti, che siano o meno sul dirigibile) è per la gran parte dei casi come fare l'abbonamento alla corriera o al treno, spesso senza scompartimenti.

mah... le strade non sono di proprietà, poi. ci sono corsie preferenziali, ma puoi trovare qualcuno che se ne approfitta e si infila.

e la proprietà dei dati confligge un pochino col possesso degli stessi una volta migrati su dispositivi esterni.

 

 

 

Joy76 dice:

Su queste basi posso fare esempi altrettanto attinenti.

Se mi dici che per spostarti non guidi, per paura data dalla statistica circa gli incidenti d'auto e poi viaggi in taxi... Tutto sta a contestualizzare.

 

È questo il punto. La scelta cloud/non cloud, non può essere dettata dalla sola discriminante "non voglio condividere dati su un server altrui". È un'eresia. Circa "libertà", pregi e difetti, costo/benefico, rischi e sicurezza, ne possiamo parlare. Per inciso, non che io sia particolarmente amante del cloud.

Bisogna distinguere il lavorare in cloud dalla "semplice" pubblicazione dei dati online; sono due cose diverse e io mi riferivo solo a quest'ultima. Si può ottenere l'equivalente del lavoro "in cloud" anche semplicemente tenendo un server in ufficio connesso ad internet: creando un paio di macchine virtuali, ci si può poi connettere da remoto col remote desktop di Microsoft (o TeamViewer e simili). Naturalmente, con il cloud vero e proprio, l'amministratore non deve preoccuparsi delle problematiche relative alla sicurezza della connessione o alla sua stabilità; con il cloud "fai da te", però si è svincolati dalla software-house di turno.

 

Tornando alla semplice pubblicazione su WEB, sarebbe comunque possibile anche in questa situazione usare un proprio server, da tenere in ufficio o in "housing" presso Aruba (cioè il server è tuo ma te lo tengono loro al sicuro, con connessione e alimentazione protette).

 

Insomma, tutto dipende dal livello tecnico dell'amministratore e da quanto voglia perderci tempo (e denaro) ma non ci sarebbero ostacoli tecnici di nessun tipo, per avere sia la pubblicazione che il lavoro in cloud con server veramente propri. Ma l'amministratore dovrebbe fare l'amministratore... non ha già abbastanza grane con i condòmini, da doversi preoccupare anche di problemi tecnico-informatici?

 

Di tutto ciò che mi indichi, ne sono già a conoscenza. Di tutto ciò ne possiamo discuterne volentieri per ore.

(mi occupo di IT, amministrazione di sistemi, progettazione e architettura datacenter e più nello specifico di cyber security)

Ribadisco che è paradossale rifiutare una scelta cloud, con la sola discriminante di non voler mettere i popri dati su un server altrui, in presenza di un sito condominiale, dove fai esattamente la stessa cosa.

A meno di non utilizzare un server fisico in housing se non addirittura hostarlo personalmente nel proprio ufficio o datacenter. Ma lo sai anche tu che, per quanto fattibile, è un'ipotesi davvero estrema.

 

stegemma dice:

Ma l'amministratore dovrebbe fare l'amministratore... non ha già abbastanza grane con i condòmini, da doversi preoccupare anche di problemi tecnico-informatici?

Ecco appunto. Indovina chi dovrebbe fare comunicazione al Garante e chi ne risponderebbe in caso di data breach. Comunque non devo convincere nessuno. Ognuno faccia come meglio crede.

Joy76 dice:

Di tutto ciò che mi indichi, ne sono già a conoscenza. Di tutto ciò ne possiamo discuterne volentieri per ore.

(mi occupo di IT, amministrazione di sistemi, progettazione e architettura datacenter e più nello specifico di cyber security)

Ribadisco che è paradossale rifiutare una scelta cloud, con la sola discriminante di non voler mettere i popri dati su un server altrui, in presenza di un sito condominiale, dove fai esattamente la stessa cosa.

A meno di non utilizzare un server fisico in housing se non addirittura hostarlo personalmente nel proprio ufficio o datacenter. Ma lo sai anche tu che, per quanto fattibile, è un'ipotesi davvero estrema.

 

Ecco appunto. Indovina chi dovrebbe fare comunicazione al Garante e chi ne risponderebbe in caso di data breach. Comunque non devo convincere nessuno. Ognuno faccia come meglio crede.

Ma io non ti ho contraddetto e non mi devi convincere... il mio commento era rivolto agli amministratori che non conoscono nel dettaglio la differenza tra gestione in cloud e pubblicazione su WEB; ogni tanto ricordo anche che il cloud non è l'unica scelta, se si vuole lavorare da remoto (ma è la più comoda, per chi non ha competenze informatiche).

 

Credo che il fatto di usare un server altrui non venga visto di buon occhio per vicende più o meno recenti accadute con alcuni software, che sono "scomparsi" da un giorno all'altro o che hanno costretto gli utenti a passare a programmi completamente diversi, senza effettive possibilità di avere un'alternativa. Ci sono ragioni che vanno al di là dei meri aspetti tecnici, insomma.

 

Joy76 dice:

Indovina chi dovrebbe fare comunicazione al Garante e chi ne risponderebbe in caso di data breach.

ecco senza indovinelli prova a spiegare in due righe se ne hai voglia e per completezza:

- caso 1: amministratore si avvale di un servizio della sw house per la pubblicazione dei doc tramite software su server

- caso 2: amministratore smaliziato che pubblica i dati su un server di "proprietà"

- caso 3: come sopra ma in hosting classico

 

stegemma dice:

in "housing" presso [...] (cioè il server è tuo ma te lo tengono loro al sicuro, con connessione e alimentazione protette

ehm : - )

ciò che accade nei dc rimane nei dc, finché il cliente non si accorge di nulla.

 

 

 

spurgo dice:

ciò che accade nei dc rimane nei dc, finché il cliente non si accorge di nulla.

Vero ma un amministratore di condominio non dovrebbe avere segreti degni di essere cercati da un tecnico del Data Center... basta non salvare le password della Banca sul PC dato in housing 😁. Probabilmente il PC verrà lasciato in un angolo a prendere polvere (scherzo) e nessuno del DC si preoccuperà più di lui, badando solo che abbia la corrente e la connessione attiva. Ci stavo facendo un pensierino anch'io, a portare tutto in housing. (per chi non lo sapesse: l'housing è la concessione dello spazio fisico per tenere un PC, comprensivo di corrente elettrica stabilizzata e connessione internet) 

stegemma dice:

Vero ma un amministratore di condominio non dovrebbe avere segreti degni di essere cercati da un tecnico del Data Center... basta non salvare le password della Banca sul PC dato in housing 😁. Probabilmente il PC verrà lasciato in un angolo a prendere polvere (scherzo) e nessuno del DC si preoccuperà più di lui, badando solo che abbia la corrente e la connessione attiva. Ci stavo facendo un pensierino anch'io, a portare tutto in housing. (per chi non lo sapesse: l'housing è la concessione dello spazio fisico per tenere un PC, comprensivo di corrente elettrica stabilizzata e connessione internet) 

non credo sia interesse dell'omino... in genere ci ha troppo da fare o troppo da farsi gli affari sua.

 

a parte questo però, tra le disavventure dell'housing potrei citare che c'è pure chi riesce a connettere una san ridondata sulla stessa linea di alimentazione. e se la san non è per metterci il pdf dell'estratto conto prelevato da conto online e faticosamente caricato all'internetti? immagina l'impatto quando gli omini fanno le prove sul generatore... ridondato eh!

 

boh, chissà quanto ti chiedono ora per accasare dei server.

spurgo dice:

chissà quanto ti chiedono ora per accasare dei server

Conviene farlo per server "tosti", perché altrimenti costa quanto comprarsene uno nuovo ogni anno. Se hai più di un server, quasi quasi conviene di più prendere in affitto un piccolo locale e gestirselo da soli.

 

Una multinazionale mia cliente si è fatta costruire una sala server a prova di bomba (quasi letteralmente) ma si parlava di altri numeri ed altre esigenze.

spurgo dice:

prova a spiegare

Sospetto conosci già la risposta 🙂

stegemma dice:

Ci stavo facendo un pensierino anch'io

Ma perchè tu hosti ancora a casa tua? 😦

stegemma dice:

Una multinazionale mia cliente

Italiana?

Modificato da Joy76
stegemma dice:

Conviene farlo per server "tosti", perché altrimenti costa quanto comprarsene uno nuovo ogni anno. Se hai più di un server, quasi quasi conviene di più prendere in affitto un piccolo locale e gestirselo da soli.

a che prezzo però!

appunto per alti e altri numeri vale la pena, pure il bunker, con dentro personale affidabile e qualificato.

 

Joy76 dice:

Sospetto conosci già la risposta 🙂

ma non è tanto per me, ma per un amministratore che debba scegliere se smanettare o affidarsi a terzi.

io sono per terzializzare... in caso.

 

Joy76 dice:

Ma perchè tu hosti ancora a casa tua?

No, io "hosto" su Aruba, che ha i server sicuramente in Italia.

 

PS: la multinazionale è italiana

Modificato da stegemma

Scusate se mi intrometto, ma la questione è molto interessante.
Io non sono ancora un amministratore di condominio ma punto ad esserlo.
Un sw che tiene i dati in cloud come si deve comportare nei confronti del GDPR?
Chi ne risponde per potenziali hackeraggi o fughe di dati?

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