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godeas78

Privato non condomino che svolge attività di amministratore.. si può?

Salve, nel mio condominio l'amministratore è un privato non condomino (in pensione). Leggendo il nuovo regolamento mi sembra non sia vietato tuttavia si parla di aggiornamento iniziale e periodico.

 

Mi sembra un passaggio molto fumoso perché non si parla della tipologia di corsi e soprattutto non si chiarisce cosa di intenda per periodicità (annuale?).

 

Alla fine basta portare l'attestato di un corso on linee e si risolve tutto no?

 

Mi aiutate a capire?

Sono dell'idea che il lavoro dell'amministratore vada fatto da professionisti e vorrei trovare il modo di mandarlo via

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Sarebbe da controllare se questo signore ha le caratteristiche per esercitare l'attività di amministratore condominiale le quali sono;

 

Dacc art. 71-bis. Possono svolgere l’incarico di amministratore di condominio coloro:

a) che hanno il godimento dei diritti civili;

b) che non sono stati condannati per delitti contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione

della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio e per ogni altro delitto non colposo per il quale la legge

commina la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a due anni e, nel massimo, a cinque

anni;

c) che non sono stati sottoposti a misure di prevenzione divenute definitive, salvo che non sia

intervenuta la riabilitazione;

d) che non sono interdetti o inabilitati;

e) il cui nome non risulta annotato nell’elenco dei protesti cambiari;

f) che hanno conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado;

g) che hanno frequentato un corso di formazione iniziale e svolgono attività di formazione periodica

in materia di amministrazione condominiale.

I requisiti di cui alle lettere f) e g) del primo comma non sono necessari qualora l’amministratore sia

nominato tra i condomini dello stabile.

Possono svolgere l’incarico di amministratore di condominio anche società di cui al titolo V del libro

V del codice. In tal caso, i requisiti devono essere posseduti dai soci illimitatamente responsabili,

dagli amministratori e dai dipendenti incaricati di svolgere le funzioni di amministrazione dei

condomini a favore dei quali la società presta i servizi.

La perdita dei requisiti di cui alle lettere a), b), c), d) ed e) del primo comma comporta la cessazione

dall’incarico. In tale evenienza ciascun condomino può convocare senza formalità l’assemblea per la

nomina del nuovo amministratore.

A quanti hanno svolto attività di amministrazione di condominio per almeno un anno nell’arco dei tre

anni precedenti alla data di entrata in vigore della presente disposizione, è consentito lo svolgimento

dell’attività di amministratore anche in mancanza dei requisiti di cui alle lettere f) e g) del primo

comma. Resta salvo l’obbligo di formazione periodica.

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quindi visto che già svolgeva attività di amministratore i requisiti f e g non li deve possedere?

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Se questo signore ha svolto l'attività di amministrazione di condominio per almeno un anno nell’arco dei tre

anni precedenti (dall'entrata della disposizione 18.06.13), può continuare ad esercitare l'attività anche senza i requisiti f e g ma deve obbligatoriamente frequentare la formazione periodica, e quì hai da leggere parecchio;

https://www.condominioweb.com/formazione-attenzione-ai-corsi-fuffa-organizzati.11429

https://www.condominioweb.com/se-lamministratore-non-frequenta-il-corso-periodico.11513

Ma ci sono altri articoli;

 

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dove c'è scritto che deve fare formazione periodica? Su parla di esclusione se è un condomino e se ha svolto l'attività di amministratore per un anno nei tre anni antecedenti l'entrata in vigore del regolamento. Infatti si menzionano le lettere f) e g)

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dove c'è scritto che deve fare formazione periodica? Su parla di esclusione se è un condomino e se ha svolto l'attività di amministratore per un anno nei tre anni antecedenti l'entrata in vigore del regolamento. Infatti si menzionano le lettere f) e g)

Dacc art. 71-bis. Possono svolgere l’incarico di amministratore di condominio coloro:

a) che hanno il godimento dei diritti civili;

b) che non sono stati condannati per delitti contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione

della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio e per ogni altro delitto non colposo per il quale la legge

commina la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a due anni e, nel massimo, a cinque

anni;

c) che non sono stati sottoposti a misure di prevenzione divenute definitive, salvo che non sia

intervenuta la riabilitazione;

d) che non sono interdetti o inabilitati;

e) il cui nome non risulta annotato nell’elenco dei protesti cambiari;

f) che hanno conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado;

g) che hanno frequentato un corso di formazione iniziale e svolgono attività di formazione periodica

in materia di amministrazione condominiale.

I requisiti di cui alle lettere f) e g) del primo comma non sono necessari qualora l’amministratore sia

nominato tra i condomini dello stabile.

Possono svolgere l’incarico di amministratore di condominio anche società di cui al titolo V del libro

V del codice. In tal caso, i requisiti devono essere posseduti dai soci illimitatamente responsabili,

dagli amministratori e dai dipendenti incaricati di svolgere le funzioni di amministrazione dei

condomini a favore dei quali la società presta i servizi.

La perdita dei requisiti di cui alle lettere a), b), c), d) ed e) del primo comma comporta la cessazione

dall’incarico. In tale evenienza ciascun condomino può convocare senza formalità l’assemblea per la

nomina del nuovo amministratore.

A quanti hanno svolto attività di amministrazione di condominio per almeno un anno nell’arco dei tre

anni precedenti alla data di entrata in vigore della presente disposizione, è consentito lo svolgimento

dell’attività di amministratore anche in mancanza dei requisiti di cui alle lettere f) e g) del primo

comma. Resta salvo l’obbligo di formazione periodica.

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dove c'è scritto che deve fare formazione periodica?
@ Godeas, era sufficiente leggere quanto avevo già postato 😜

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sorry... Non avevo letto... Grazie mille!!!

 

- - - Aggiornato - - -

 

la cosa assurda è che chi svolge attività di amministratore ed è condomino non è soggetto all'obbligo di formazione periodica

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cio vale solo se sei amministratore solo del proprio condominio ,se amministri anche altri condomini scatta obbligo di formazione periodica .

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Salve, nel mio condominio l'amministratore è un privato non condomino (in pensione).

Questo pseudo amministratore:

- se è un privato non ha svolta l'attività................!

- non è condòmino quindi non ha esoneri...............!

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Questo pseudo amministratore:

- se è un privato non ha svolta l'attività................!

- non è condòmino quindi non ha esoneri...............!

A mio avviso se non è condòmino ma ha svolto attività di amministratore almeno un anno nei tre precedenti all'entrata in vigore della riforma ha solo l'obbligo di frequentare i corsi di aggiornamento al pari dell'amministratore "lavoratore autonomo" che che svolge attività da anni con la licenza elementare.

 

La norma dice "a quanti hanno svolto attività di amministrazione ma non specifica che questa attività debba essere svolta come lavoratore autonomo o come ora è meglio definita "professione non regolamentata".

L'attività di amministratore può essere svolta anche a titolo gratuito oppure, come la stessa A.d.E. ha specificato, senza che sia necessario esercitare la professione, può essere svolta:

l’attività di amministratore senza vincolo di subordinazione, senza impiego di mezzi organizzati e con retribuzione periodica prestabilita (ad esempio, il condòmino che si occupa della gestione del proprio stabile):l’attività genera reddito assimilato a quello di lavoro dipendente

http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/wcm/connect/cd781400426dc214988b9bc065cef0e8/GUIDA_N6_07.pdf?MOD=AJPERES

Se l'amministratore di Godeas ha svolto attività gratuitamente ritengo sia tutto in regola, salvo l'obbligo di aggiornamento.

Se ha svolto attività percependo un compenso fiscalmente non corretto avrà evaso/eluso il fisco ma non si può dire che non abbia esercitato l'attività.

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A mio avviso se non è condòmino ma ha svolto attività di amministratore almeno un anno nei tre precedenti all'entrata in vigore della riforma ha solo l'obbligo di frequentare i corsi di aggiornamento al pari dell'amministratore "lavoratore autonomo" che che svolge attività da anni con la licenza elementare.

 

La norma dice "a quanti hanno svolto attività di amministrazione ma non specifica che questa attività debba essere svolta come lavoratore autonomo o come ora è meglio definita "professione non regolamentata".

L'attività di amministratore può essere svolta anche a titolo gratuito oppure, come la stessa A.d.E. ha specificato, senza che sia necessario esercitare la professione, può essere svolta:

l’attività di amministratore senza vincolo di subordinazione, senza impiego di mezzi organizzati e con retribuzione periodica prestabilita (ad esempio, il condòmino che si occupa della gestione del proprio stabile):l’attività genera reddito assimilato a quello di lavoro dipendente

http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/wcm/connect/cd781400426dc214988b9bc065cef0e8/GUIDA_N6_07.pdf?MOD=AJPERES

Se l'amministratore di Godeas ha svolto attività gratuitamente ritengo sia tutto in regola, salvo l'obbligo di aggiornamento.

Se ha svolto attività percependo un compenso fiscalmente non corretto avrà evaso/eluso il fisco ma non si può dire che non abbia esercitato l'attività.

Due precisazioni:

- per me un privato è un privato e come tale lo inquadro;

- la riforma con le sue lacune non ha ancora dato spiegazioni in merito a cosa si possa intendere valevole per "esercitato l'attività negli ultimi 3 anni",non si sa esattamente quale sia il riferimento,se semplici verbali ovvero ,visto che parla di "attività" ,all'iscrizione che ne sancisce l'inizio in modo probato.

Ai posteri l'ardua sentenza,ai presenti il condizionale è consigliato.

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Due precisazioni:

- per me un privato è un privato e come tale lo inquadro;

- la riforma con le sue lacune non ha ancora dato spiegazioni in merito a cosa si possa intendere valevole per "esercitato l'attività negli ultimi 3 anni",non si sa esattamente quale sia il riferimento,se semplici verbali ovvero ,visto che parla di "attività" ,all'iscrizione che ne sancisce l'inizio in modo probato.

Ai posteri l'ardua sentenza,ai presenti il condizionale è consigliato.

D'accordo per il condizionale finchè non uscirà l'ardua sentenza.

Intanto non si può parlare di "pseudo amministratore".

Lo scorso anno partecipai ad un convegno organizzato dalla tua Associazione proprio su questo tema

http://www.ambienteambienti.com/news/2013/10/news/la-riforma-del-condominio-convegno-a-taranto-104542.html

perchè volevo sapere solo per curiosità qual'era la mia posizione.

Sia il Presidente Provinciale della tua Associazione che quello dell'Associazione presso la quale a suo tempo feci il corso (entrambi avvocati condominialisti ed entrambi presenti al convegno), convennero che l'aver svolto l'attività si dimostra con la nomina e non con l'inquadramento fiscale.

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Tra i requisiti necessari persvolgere l'attività di amministratore c'è quella di essere in possesso di "diploma". Senza specificare il tipo di "diploma".

Trova la cosa alquanto bizzarra, in quanto l'aver conseguito un diploma non è sinonimo di capacità nella "gestione" amministrativa/contabile ne tanto meno di saper comprendere e applicare le varie "regole" del c.c. che interessano la gestione condominiale.

Altra "norma" incomprensibile è l'obbligo di frequentare dei corsi di aggiornamento, il che significa iscriversi ad un'associazione pagando quote annuali.

Fino ad oggi ci sono stati eccellenti amministratori che non avevano frquentato corsi non avevano un diploma e non pagavano quote associative. Cosi come pessimi professionisti laureati che tutto potevano fare tranne l'amministratore di condominio.

Non era meglio affidarsi ad un amministratore che pur in assenza di "titolo", potesse dimostrare diligenza e capacità amministrative?

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(entrambi avvocati condominialisti ed entrambi presenti al convegno), convennero che l'aver svolto l'attività si dimostra con la nomina e non con l'inquadramento fiscale.

Motivo in più per attendere l'ardua sentenza...😎

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Tra i requisiti necessari persvolgere l'attività di amministratore c'è quella di essere in possesso di "diploma". Senza specificare il tipo di "diploma".

Trova la cosa alquanto bizzarra, in quanto l'aver conseguito un diploma non è sinonimo di capacità nella "gestione" amministrativa/contabile ne tanto meno di saper comprendere e applicare le varie "regole" del c.c. che interessano la gestione condominiale.

Altra "norma" incomprensibile è l'obbligo di frequentare dei corsi di aggiornamento, il che significa iscriversi ad un'associazione pagando quote annuali.

Fino ad oggi ci sono stati eccellenti amministratori che non avevano frequentato corsi non avevano un diploma e non pagavano quote associative. Cosi come pessimi professionisti laureati che tutto potevano fare tranne l'amministratore di condominio.

Non era meglio affidarsi ad un amministratore che pur in assenza di "titolo", potesse dimostrare diligenza e capacità amministrative?

Come dice il detto la verità sta nel mezzo,ottimi amministratori spesso disinformati come ottimi professionisti incapaci,tutti è meglio che si evolvano,si aggiornino,abbiano un minimo di amor proprio e desiderino formarsi,confrontarsi ed ogni tanto avere qualche dubbio e lo strumento ove poterlo dipanare.

La domanda che mi pongo da illo tempore è come mai a differenza di tutte le altre categorie che assurgono a voler esser considerati professionisti,l'amministratore condominiale si preoccupa solo delle spese di aggiornamento,del tempo per aggiornarsi e non di altro...poi arriva la legge che pone un obbligo ed anzichè svegliarsi dal torpore e considerarla un'opportunità per distinguersi( finalmente) e crescere la si considera solo un obbligo fine a se stesso.....:icon_exclaim:...

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Tra i requisiti necessari persvolgere l'attività di amministratore c'è quella di essere in possesso di "diploma". Senza specificare il tipo di "diploma".

Trova la cosa alquanto bizzarra, in quanto l'aver conseguito un diploma non è sinonimo di capacità nella "gestione" amministrativa/contabile ne tanto meno di saper comprendere e applicare le varie "regole" del c.c. che interessano la gestione condominiale.

Altra "norma" incomprensibile è l'obbligo di frequentare dei corsi di aggiornamento, il che significa iscriversi ad un'associazione pagando quote annuali.

Fino ad oggi ci sono stati eccellenti amministratori che non avevano frquentato corsi non avevano un diploma e non pagavano quote associative. Cosi come pessimi professionisti laureati che tutto potevano fare tranne l'amministratore di condominio.

Non era meglio affidarsi ad un amministratore che pur in assenza di "titolo", potesse dimostrare diligenza e capacità amministrative?

.

Niente e nessuno obbliga a iscriversi ad un' associazione tanto meno per fare i corsi di formazione

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...Non era meglio affidarsi ad un amministratore che pur in assenza di "titolo", potesse dimostrare diligenza e capacità amministrative?

Un'altra mia personalissima opinione in attesa di ardua sentenza:

Poichè si tratta di diritto privato e l'art. 71bis non è nemmeno tra gli inderogabili, ritengo che se nessun condòmino faccia ricorso non potrà essere impedito di amministrare a chi ha diligenza e capacità senza avere i requisiti.

Mi pare non ci siano nemmeno sanzioni per chi esercita senza requisiti se non la possibilità di revoca giudiziale.

 

Quale Organo controllerà che chi svolge "regolare attività" con partita iva si aggiorni annualmente oppure continuerà ad esercitare pur avendo perso i requisiti?

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