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Prestazioni occasionali

Un dipendente pubblico (medico a servizio in ospedale) effettua delle lezioni presso un consorzio Universitario percependo un compenso di € 800,00 oltre oneri. Il Consorzio Universitario effettua il pagamento come prestazioni occasionali e richiede al dipendente il rilascio della pertinente ricevuta. Potreste gentilmente indicarmi un fax simile di ricevuta per prestazioni occasionali del tipo sopra indicato specificando l'iva da applicare (se esistente), l'eventuale ritenuta di acconto che il Consorzio dovrà (o meno) pagare e, soprattutto, gli eventuali contributi previdenziali (se dovuti)?

 

Altresì in fase di dichiarazione dei redditi UNICO dovranno essere inseriti nel quadro RH?

La prestazione occasionale è disciplinata dall'art. 61 del D.lgs 276/2003 e non è soggetta all'obbligo contributivo entro i limiti fissati dalla stessa legge (5000 euro nel corso dello stesso anno solare con riferimento allo stesso committente e durata non superiore a 30 gg).

Qui di seguito un fac simile di ricevuta:

ll sottoscritto……………………………………………………………………

nato a……………………………………………….…. Prov…… il……………………………………..

residente a …………………………………………..in Via ………………………………………………n……..CODICE FISCALE………………………………………………

DICHIARA DI RICEVERE dal Consorzio …………………………………….. con sede in via……………………………n………. cap……… città………

PARTITA I.V.A. …………………………………………………………

I SEGUENTI IMPORTI

Compenso pattuito………………………

Ritenuta d’acconto 20%…………………

Importo netto corrisposto …………………

Dichiara, inoltre, sotto la propria responsabilità, che tale somma non è

soggetta ad I.V.A. ai sensi dell’art. 5 del D.P.R. 633/1972 trattandosi di prestazioni occasionali.

Data, ………………………………….

(Firma)

(Applicare marca da bollo di 2,00 euro se la ricevuta supera l’importo di 77,47 euro).

Quadro RL di UNICO PF.

Saluti

​dolly

Ringrazio, chiarissima. La marca da bollo da 2 €uro la deve mettere il Consorzio universitario che paga ovvero il medico che ha effettuato la prestazione?

Secondo normativa (l'imposta di bollo è disciplinata dal DPR 642 del 26/10/72),l'atto per cui è obbligatorio apporre la marca deve nascere in bollo, ossia deve essere in bollo sin dalla sua emissione. Pertanto, l'obbligo di apporla ricade sul soggetto che rilascia la ricevuta per la prestazione effettuata.

Un dubbio: il medico in questione non è mica titolare di p.Iva ed iscritto ad Albo?

Non ha partita iva ma è un medico (dipendente dell'ospedale) iscritto all'Ordine dei Medici.

In relazione allo stesso medico (dipendente pubblico presso un ospedale senza partita iva ma iscritto all'Ordine dei Medici) qualora effettui una visita specialistica esterna alla struttura pubblica chiedendo per tale prestazione al cliente (Tizio) €uro 100,00 può rilasciare al Tizio come documento fiscale una ricevuta per prestazione occasionale? Se si viene indicato il Codice Fiscale di tizio e deve sempre essere operata la ritenuta di acconto del 20%?

In relazione allo stesso medico (dipendente pubblico presso un ospedale senza partita iva ma iscritto all'Ordine dei Medici) qualora effettui una visita specialistica esterna alla struttura pubblica chiedendo per tale prestazione al cliente (Tizio) €uro 100,00 può rilasciare al Tizio come documento fiscale una ricevuta per prestazione occasionale? Se si viene indicato il Codice Fiscale di tizio e deve sempre essere operata la ritenuta di acconto del 20%?

Sì, ma senza ritenuta d'acconto.

Grazie per la risposta.

Il limite è sempre 5000 € per non essere soggetto all'obbligo contributivo (5000 euro nel corso dello stesso anno solare con riferimento allo stesso committente e durata non superiore a 30 gg)?

Se si eseguono 5 visite nel corso di un'anno, con clienti diversi, si configura tale attività sempre come prestazione occasionale?

Il cliente in possesso di detta ricevuta (per prestazione professionale medica occasionale) può porla in detrazione al 19% come spesa medica, il titolo è idoneo?

Temo che Dolores ti abbia fornito una risposta non corretta.

 

A quanto ne sò un iscritto all' albo/ordine non può considerare una prestazione inerente la sua specializzazione come lavoro occasionale.

Prestazioni Occasionali

La definizione e la norma

L'art. 61 del D. Lgs. 276/2003 e l'art. 4 della legge n. 30 hanno, per la prima volta, dato una definizione legale delle prestazioni occasionali di lavoro autonomo. Si debbono intendere quali prestazioni occasionali i rapporti di durata complessiva non superiore, nell'anno solare, a trenta giorni con lo stesso committente; il compenso complessivo annuo che il prestatore percepisce dallo stesso committente non deve superare i 5.000 Euro. La definizione del lavoratore occasionale viene ribadita anche nella Circolare 6 luglio 2004, n. 103.

 

Caratteristiche

I vincoli

La prestazione occasionale è un tipo di collaborazione non subordinata per lavori meramente saltuari. Proprio per la sua "limitata portata", la prestazione occasionale si distingue da quella di tipo accessorio, resa da particolari categorie di soggetti, e dall'attività di lavoro autonomo vero e proprio, mancando un coordinamento ed una continuità nelle prestazioni. Per questo motivo, la collaborazione occasionale non è soggetta all'obbligo contributivo presso la gestione separata INPS.

Nell'ipotesi in cui la collaborazione occasionale perda i suoi requisiti (svolgimento dell'attività per periodi non superiori a 30 giorni per anno solare e compenso non superiore a € 5.000 per anno solare per ciascun committente), troveranno applicazione o il lavoro a progetto (se c'è l'elemento della coordinazione) oppure il lavoro autonomo (per più prestazioni abituali). In questi casi ci sarà l'obbligo di iscrizione alla gestione separata INPS e il pagamento dei relativi contributi.

 

Soggetti esclusi

L'art. 61 del D. Lgs. esclude da quest

i professionisti intellettuali, con iscrizione ad apposito alboo tipo di rapporto di lavoro i seguenti soggetti:

coloro che hanno rapporti di collaborazione coordinata e continuativa con associazioni o società sportive associate a federazioni nazionali o ad enti di promozione sportiva riconosciute dal CONI;

i dipendenti di pubbliche amministrazioni;

i componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società;

i partecipanti a collegi e commissioni.

 

Quindi se sei un Medico iscritto all' Albo e un giorno fai il giardiniere sarà prestazione occasionale. Se fai una visita medica o sostituisci un medico di base o dai lezioni dovresti aprire partita Iva.

Temo che Dolores ti abbia fornito una risposta non corretta.

 

A quanto ne sò un iscritto all' albo/ordine non può considerare una prestazione inerente la sua specializzazione come lavoro occasionale.

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Secondo normativa (l'imposta di bollo è disciplinata dal DPR 642 del 26/10/72),l'atto per cui è obbligatorio apporre la marca deve nascere in bollo, ossia deve essere in bollo sin dalla sua emissione. Pertanto, l'obbligo di apporla ricade sul soggetto che rilascia la ricevuta per la prestazione effettuata.

Un dubbio: il medico in questione non è mica titolare di p.Iva ed iscritto ad Albo?

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Quindi se sei un Medico iscritto all' Albo e un giorno fai il giardiniere sarà prestazione occasionale. Se fai una visita medica o sostituisci un medico di base o dai lezioni dovresti aprire partita Iva.

Il medico in questione, è un dipendente pubblico e presta lezioni presso un Consorzio (vedi post n. 1), per cui è applicabile la prestazione occasionale, nel rispetto ovviamente dei requisiti richiesti. Altrettanto, a mio sommesso giudizio, in caso di rare e non programmate visite mediche, l’occasionalità può essere effettivamente invocata.

Ma è iscritto all' Albo!!!

 

Non serve il sommesso:)...figurati...tu sei esperta fiscalista (quindi lo fai di professione)...io come imprenditore riporto solo il bagaglio accumulato...e magari nemmeno aggiornato visto che qui le Leggi le cambiano come fossero un paio di scarpe.

Il medico in questione, è un dipendente pubblico e presta lezioni presso un Consorzio (vedi post n. 1), per cui è applicabile la prestazione occasionale, nel rispetto ovviamente dei requisiti richiesti. Altrettanto, a mio sommesso giudizio, in caso di rare e non programmate visite mediche, l’occasionalità può essere effettivamente invocata.

Una breve ricerca mi ha fornito queste:

 

Parere di un Commercialista:

Un medico ospedaliero chiamato a intervenire a un convegno può inquadrare la relazione come prestazione di lavoro occasionale; se invece concorda con una società di formazione la programmazione di una serie di interventi, questi possono essere ricondotti a un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa. Se il medico svolge la libera professione, in nessun caso le relazioni tenute in occasione di convegni possono essere considerate lavoro autonomo occasionale poiché rientrano nella sua professione.

 

oppure questi link:

 

http://www.ordine-medici-firenze.it/index.php/faq/61-certificati-medici-e-iva

 

--link_rimosso--

 

in altri forum ho trovato altri che volevano far passare il raro evento come "lavoro occasionale"...ma un professionista con moglie medico ha ammonito che per l' AdE in caso di controllo non ci sono scusanti.

Non è iscritto all'albo ma all'ordine dei medici. Altresì non è in possesso di partita iva ovvero non è un libero professionista. Se ad un geometra o ingegnere iscritto all'albo o Ordine degli ingegneri senza partita iva in quanto supponiamo impiegato Comunale (ipotizziamo anche in un settore tecnico) se si presenta l'ioccasione di un incarico "professionale" come progettista e direttore dei lavori per la manutenzione dei prospetti di un condominio al termine può benissimo rilasciare una ricevuta per prestazione professionale credo ...

  • Mi piace 1

..è quel "credo" finale l' unica cosa corretta.

 

I medici hanno l' Ordine...gli altri professionisti hanno l' Albo...ma la sostanza non cambia.

 

Come puoi invocare l' occasionalità per chi esercita un lavoro inerente ai titoli di studio che ha conseguito e per il quale si è iscritto ai rispettivi Albo/Ordine ?

 

Allora l' elettricista con regolare partita Iva potrebbe dire che "occasionalmente" fare riparazioni degli "impianti elettrici" oppure un manutentore di caldaie eseguire collaudi solo nel tempo libero e sarebbero legittimati entro certi limiti a non emettere fattura/ricevuta fiscale!!!

 

Che qualcuno lo faccia nella realtà non significa che sia conforme al parere dell' AdE. In caso di controllo saranno dolori.

 

Unico problema appunto "il controllo".

Ciao, diciamo che spesso sulla prestazione occasionale c'è molta confusione, non esiste nessun limite dei 5.000 sulla prestazione occasionale che può essere anche di 10.000 euro, il limite semmai c'è per quanto riguarda dichiarazione dei redditi e contributi previdenziali, il superamento della soglia dei 5.000 ha effetti soltanto previdenziali ed obbliga per gli importi superiori alla limite il versamento dei contributi previdenziali.

 

Inoltre spesso si dice che superata questa soglia sia necessario aprire una partita Iva, nulla di più sbagliato, la Partita IVA si apre quando una attività professionale diventa abituale e continuativa nel tempo, non certo per il denaro che si percepisce con una prestazione occasionale.

 

Per chiunque volesse approfondire consiglio di leggere questa guida, che chiarisce molti dubbi e falsi miti:

 

https://guidaprestazioneoccasionale.it/

Modificato da spartacus83

Sono d'accordo con te relativamente all'apertura della partita iva e anche sul limite dei 5000,00 euro, ma sei andato a pescare una discussione del 2013...da allora relativamente alle prestazioni occasionali di acqua sotto i ponti ne è passata veramente tanta.

Se vuoi proporre una nuova discussione, ben venga.

Questa la chiudo.

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