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puck76

Porta ingresso appartamento - ascolti, deve mettere la porta?

Buonasera, sono inquilina Ater a Roma in seguito ad assegnazione avvenuta in agosto 2014. Premetto che la casa ho dovuto ristrutturarla a mie spese, in quanto era in condizioni di non abitabilità, con conseguente indebitamento. Lo stabile è degli anni '20. Durante la ristrutturazione, considerando che nell'appartamento in cui ora risiedo era stata tentata un'occupazione abusiva, l'ater aveva apposto una porta in ferro anti intrusione fintanto l'abitazione fosse sprovvista di inquilini. Ergo, ho dovuto cambiarla, e non ho potuto usare la vecchia, di legno, intarsiata con maniglie in ottone che son peraltro sparite, in quanto col tentativo di occupazione risultava spanata in più parti e a pezzi. Ho chiesto subito all'amministratore, ahimé telefonicamente, se vi fosse l'obbligo di una porta quantomeno simile, da far fare ovviamente. La sua risposta: " Ascolti, deve mettere la porta? Metta la porta, non si preoccupi". E così ho fatto, montando una porta blindata di medio prezzo per contenere le spese nonché i tempi stretti per poter andare a vivere quanto prima nell'appartamento. Sta di fatto che la condomina del piano sopra il mio ha fatto una sua rimostranza in quanto, quando lei comprò casa e la ristrutturò i condomini, ha sottolineato proprio i miei attuali vicini di casa, le intimarono di mettere la stessa identica porta come quelle originaria, e che gli altri condomini hanno, per questioni di decoro. Ora, il condominio non è più completamente Ater perché la maggioranza ha acquistato gli appartamenti e li ha pure rivenduti nel tempo. Io sono una dei pochi inquilini Ater ( casa che è arrivata dopo 16 anni di graduatoria in un bando...ma è un'altra storia ). Pertanto l'amministrazione condominiale non è diretta Ater ma privata. Ovviamente, facendo presente all'amministratore quanto mi aveva detto in fase di lavori, ha pensato bene di affermare che non ha mai detto questo, con tirata d'orecchie gli ho rinfrescato la memoria e ha taciuto ma è il tipo che a seconda di chi urla di più da ragione o meno, sto imparando ad urlare più forte di tutti con lui...

Fra l'altro, ho chiesto all'amministratore in questione di fornirmi copia del regolamento di condominio. Ha affermato, per iscritto perché ho imparato a scrivere a questo soggetto, di non aver tale documento e altri che gli ho richiesto per altre questioni. La mia domanda è: devo ritenermi obbligata a cambiare la porta di ingresso della casa considerando che si tratta alla fine di un capriccio di un'unica condomina che dice essere stata vessata a farlo? Altri condomini non mi hanno mai, infatti, sollevato la questione, tantomeno i vicini del pianerottolo. In internet, leggendo qua e là mi pare di aver capito che non sia proprio un obbligo. Inoltre, non essendo proprietaria dell'appartamento, pur essendo il condominio privato ma la proprietà del mio appartamento dell'Ater, potrei rimandare all'ente la richiesta?

Grazie per l'attenzione e per la risposta che vorrete fornirmi.

Debora

Io, al tuo posto, lascerei le cose come stanno. Se i condòmino lo desiderano, e quella che si lamenta in particolare, devono rivolgersi al giudice per eventuale pronuncia di lesione del decoro...

Io, al tuo posto, lascerei le cose come stanno. Se i condòmino lo desiderano, e quella che si lamenta in particolare, devono rivolgersi al giudice per eventuale pronuncia di lesione del decoro...

Grazie, leggendo qua e là in internet mi sembrava la cosa migliore. In caso, però, volesse rivolgersi a un giudice, il marito è un avvocato ma mi sembra più calmo rispetto a lei, cosa potrei rischiare?

Grazie ancora

Debora

Che il giudice ti condanni a installare una porta che abbia gli stessi requisiti estetici delle altre. Se poi anche altri condòmini l'hanno cambiata non rispettando la foggia, è un altro discorso..

Infatti concordo con Giovanni, se già qualcuno ha sostituito la porta con altre di diversa foggia della precedente e nessuno ha detto nulla, ora non si può pretendere che la tua rispetti il decoro;

 

Non può avere incidenza lesiva del decoro architettonico di un edificio un’opera modificativa compiuta da un condomino, quando sussista degrado di detto decoro a causa di preesistenti interventi modificativi di cui non sia stato preteso il ripristino: la valutazione circa il degrado della facciata del fabbricato è oggetto riservato all’indagine del giudice di merito che è insindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivato. Nella specie, la sentenza con motivazione immune da vizi logici o giuridici, ha evidenziato come le originarie linee della facciata erano state stravolte dai diversi interventi che nel corso degli anni erano stati effettuati dai singoli condomini con la realizzazione di verande, apposizioni di tubazioni con colori differenti (Cass., sez. II, sent. 7 settembre 2012, n. 14992)

La sentenza parla di facciata, però il concetto è lo stesso

Grazie a tutti! Per farvi capire il soggetto richiedente, figuratevi che nell'appartamento in questione mancavano la persiana in cucina e al bagno in affaccio esterno quindi. Lo stesso soggetto, che stando lì da anni non poteva non aver notato che oltre al fatto che le persiane ancora in essere nelle stanze erano a pezzi, quelle di cucina e bagno fossero totalmente assenti, é stata capace di chiedermi dove avessi messo le persiane mancanti, quasi a sostenere che le avessi tolte io volutamente per chissà quale malsana idea...Al che avrei dovuto davvero risponderle romanamente:" Aho, me le so' vennute!!" Scusate il dialettismo ma certa gente vorrei sapere, a volte, dove lascia il cervello!!! Grazie ancora

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