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platus83

Parcheggio fronte finestre vicino su parte privata

Buongiorno, vi illustro la situazione:

 

- Possiedo una casa con un posto auto coperto su area privata.

- Il posto auto coperto confina con un condominio.

- Le finestre dell'appartamento del vicino sono state realizzate a sfioro strada e aggettano sul mio posto auto

- Il mio parcheggio è largo 2.50 mt

- Parcheggiando adesi al muro di casa mia lo spazio che intercorre tra la mia macchina e la finestra del vicino è di circa 1 mt

- Il posto auto coperto era preesistente alla costruzione del condominio confinante con la mia proprietà

 

Contestazione del vicino:

 

- Lui vorrebbe che io non parcheggiassi più nel mi posto auto

- Ha minacciato di farmi causa per il diritto alla luce/aria

 

Avete mai affrontato un caso simile? Può davvero farmi causa ed obbligarmi a non utilizzare più il mio posto auto su area privata?

 

Grazie

platus83 dice:

Buongiorno, vi illustro la situazione:

 

- Possiedo una casa con un posto auto coperto su area privata.

- Il posto auto coperto confina con un condominio.

- Le finestre dell'appartamento del vicino sono state realizzate a sfioro strada e aggettano sul mio posto auto

- Il mio parcheggio è largo 2.50 mt

- Parcheggiando adesi al muro di casa mia lo spazio che intercorre tra la mia macchina e la finestra del vicino è di circa 1 mt

- Il posto auto coperto era preesistente alla costruzione del condominio confinante con la mia proprietà

 

Contestazione del vicino:

 

- Lui vorrebbe che io non parcheggiassi più nel mi posto auto

- Ha minacciato di farmi causa per il diritto alla luce/aria

 

Avete mai affrontato un caso simile? Può davvero farmi causa ed obbligarmi a non utilizzare più il mio posto auto su area privata?

 

Grazie

Il codice della strada prescrive che in mancanza di parciapiede le autovetture devono pacheggiare ad almeno 1 metro dal muro, per cui per questo ci siamo, ma se poi il tuo posto auto è già così accatastato, non credo proprio che il vicino possa pretendere qualche cosa.

Un altra cosa, dici che il posto auto era già così posizionato prima della costruzione del conominio vicino, per cui eventualmente se non c'erano le distanze (3 metri minimi tra le costruzioni) era l'allora costruttore che doveva arretrare e non tu ora.

Modificato da Tullio Ts
Tullio Ts dice:

Il codice della strada prescrive che in mancanza di parciapiede le autovetture devono pacheggiare ad almeno 1 metro dal muro, per cui per questo ci siamo, ma se poi il tuo posto auto è già così accatastato, non credo proprio che il vicino possa pretendere qualche cosa.

Un altra cosa, dici che il posto auto era già così posizionato prima della costruzione del conominio vicino, per cui eventualmente se non c'erano le distaze era l'allora costruttore che doveva arretrare e non tu ora.

Il CDS oltretutto parla della strada pubblica, qua credo proprio stiamo parlando di lotti privati. 

Marion Delorme dice:

Il CDS oltretutto parla della strada pubblica, qua credo proprio stiamo parlando di lotti privati. 

Il CdS vale anche nelle zone private

 

Da www.vigilaresullastrada.it - Il codice della strada si applica anche sulle aree di proprietà privata quando queste sono destinate alla libera circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali

(Giudice di Pace, Prato, sentenza n. 983 del 23 giugno 2006)

 

Comunque quello che taglia la testa al classico toro è che il posto auto coperto era presente prima della costruzione del condominio, per cui la distanza minma dei 3 metri doveva rispettarla il costruttore del condominio e non oggi impedire il parcheggio che era preesistente.

 

p.s. spesso rispondo a memoria e ricordavo che il CdS vale anche nelle parti private, non ricordavo che deve esserci il transito, che al limite c'è perchè si tratta di un parcheggio.

Modificato da Tullio Ts

TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI 

Art. 2. Definizione e classificazione delle strade. 

1. Ai fini dell'applicazione delle norme del presente codice si definisce "strada" l'area ad uso pubblico destinata alla circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali

 

A mio parere, molto difficile che la "casa con parcheggio in zona privata" di OP sia ad uso pubblico.

 

Qui ci si rifà al codice civile. 

platus83 dice:

Buongiorno, vi illustro la situazione:

 

- Possiedo una casa con un posto auto coperto su area privata.

- Il posto auto coperto confina con un condominio.

- Le finestre dell'appartamento del vicino sono state realizzate a sfioro strada e aggettano sul mio posto auto

- Il mio parcheggio è largo 2.50 mt

- Parcheggiando adesi al muro di casa mia lo spazio che intercorre tra la mia macchina e la finestra del vicino è di circa 1 mt

- Il posto auto coperto era preesistente alla costruzione del condominio confinante con la mia proprietà

 

Contestazione del vicino:

 

- Lui vorrebbe che io non parcheggiassi più nel mi posto auto

- Ha minacciato di farmi causa per il diritto alla luce/aria

 

Avete mai affrontato un caso simile? Può davvero farmi causa ed obbligarmi a non utilizzare più il mio posto auto su area privata?

 

Grazie

No non può, essendo il tuo stabile ed il posto auto coperti sorti prima della costruzione del vicino, era semmai quest'ultimo che doveva adeguarsi... salvo che il tuo posto auto non sia regolarmente accatastato.

 

Il problema, in ogni caso, non sarebbe tanto la distanza dell'auto parcheggiata che viene in rilievo, quanto quella della tettoia - infatti il vicino lamenta aria/luce - che, in teoria, dovrebbe distare almeno 3 metri dal confine, salvo che non sia realizzata sul confine o in appoggio sul confine.

 

Insomma, è fondamentale sapere:

- se esiste un muro di confine;

- se la tettoia è stata realizzata sul confine o in aderenza dell'eventuale muro;

- se il posto auto è urbanisticamente in regola;

 

Tullio Ts dice:

Il CdS vale anche nelle zone private

 

Da www.vigilaresullastrada.it - Il codice della strada si applica anche sulle aree di proprietà privata quando queste sono destinate alla libera circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali

(Giudice di Pace, Prato, sentenza n. 983 del 23 giugno 2006)

si... vabe', si intendono le strade private accessibili al pubblico e, a tutto concedere, luoghi tipo il parcheggio del supermercato, non il vialetto di casa...

Marion Delorme dice:

TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI 

Art. 2. Definizione e classificazione delle strade. 

1. Ai fini dell'applicazione delle norme del presente codice si definisce "strada" l'area ad uso pubblico destinata alla circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali

 

A mio parere, molto difficile che la "casa con parcheggio in zona privata" di OP sia ad uso pubblico.

 

Qui ci si rifà al codice civile. 

http://www.vigileamico.it/cdv/F/F004.htm

 

Non è la prima volta che si tratta questo argomento sul Forum e ho risposto a memoria e non sarà certo questo a determinare il caso in esame, ma la distanza minima di 3 metri.

Modificato da Tullio Ts
Tullio Ts dice:

http://www.vigileamico.it/cdv/F/F004.htm

 

Non è la prima volta che si tratta questo argomento sul Forum e ho risposto a memoria e non sarà certo questo a determinare il caso in esame, ma la distanza minima di 3 metri.

Scusate ho erroneamente scritto la distanza sbagliata, quella corretta è 3.50 mt - distanza tra auto e finestra 117 cm.

platus83 dice:

Scusate ho erroneamente scritto la distanza sbagliata, quella corretta è 3.50 mt - distanza tra auto e finestra 117 cm.

Potresti postare una foto o un disegno per favore?

Modificato da Tullio Ts
Tullio Ts dice:

Potresti fare una foto o un disegno per favore?

allego un disegno di massima, grazie191641591_WhatsAppImage2019-07-09at12_30_16.thumb.jpeg.756bd28e303eef10ccf5019fa8d874dc.jpeg

platus83 dice:

Scusate ho erroneamente scritto la distanza sbagliata, quella corretta è 3.50 mt - distanza tra auto e finestra 117 cm.

Scusi, ma il confine tra le due proprietà dove finisce?

 

Qui mi pare che la cosa più importante è capire se la tettoia ha i titoli autorizzativi adeguati o meno, perché in caso affermativo, essendo una costruzione sorta prima c'è un diritto di prevenzione che avrebbe costretto il suo vicino a costruire a distanza di almeno 3 metri (salvo diversa distanza prescritta dal regolamento comunale), anzi... le finestre di solito prevedono un minimo di 10 mt.

 

Quindi, domando, la tettoia è regolare?

platus83 dice:

allego un disegno di massima, grazie191641591_WhatsAppImage2019-07-09at12_30_16.thumb.jpeg.756bd28e303eef10ccf5019fa8d874dc.jpeg

A me sembra che la distanza minima dei 3 metri tra le costruzioni non sono state rispettate, infatti tra il posto auto coperto ed il muro della casa ci sono solo 117 cm (1.17 metri e non tre), per cui se il posto auto coperto era preesistente, il costruttore del condominio ha commesso un abuso non rispettando la distanza minima dei 3 metri.

Modificato da Tullio Ts
Oimmena dice:

Scusi, ma il confine tra le due proprietà dove finisce?

 

Qui mi pare che la cosa più importante è capire se la tettoia ha i titoli autorizzativi adeguati o meno, perché in caso affermativo, essendo una costruzione sorta prima c'è un diritto di prevenzione che avrebbe costretto il suo vicino a costruire a distanza di almeno 3 metri (salvo diversa distanza prescritta dal regolamento comunale), anzi... le finestre di solito prevedono un minimo di 10 mt.

 

Quindi, domando, la tettoia è regolare?

Non si tratta di tettoia ma di un volto (preesistente) che unisce la mia casa (preesistente) al condominio (costruito a partire da vecchie case coloniche - che non avevano finestre aggettanti il volto). Giro nuovo disegno esemplificativo.423822702_WhatsAppImage2019-07-09at12_25_02.thumb.jpeg.5a9141cb4b710fd5449bc000a3c3e278.jpeg

allora...  ammetto la mia ignoranza in materia e non ho idea di cosa sia un "volto" in edilizia... ad ogni modo, mi viene da pensare che:

 

1. la tettoia non è regolare e, quindi, ha una distanza non regolamentare fermandosi a poco più di un metro dalla costruzione di fronte;

 

2. Il condominio ha costruito sul confine e la distanza di 3 metri dalla costruzione vicina (la tua casa) è rispettato, non venendo in rilievo il "volto" che non è una costruzione e, quindi, non rileva ai fini delle distanze;

 

3. A parte la tettoia, non dovresti avere grossi problemi a parcheggiare l'auto in questa sorta di cavedio tra le due abitazioni. Infatti solo la tettoia è suscettibile di inibire la luce e l'aria del vicino.

 

4. Va tenuto in considerazione che i fumi dello scarico ed i rumori, qualora siano oltre la normale tollerabilità, potrebbero comportare il divieto di parcheggiare, qualora sancito da un giudice. Ci sono sentenze in materia. Ma la vedo, francamente, un'ipotesi remota.

 

Oimmena dice:

allora...  ammetto la mia ignoranza in materia e non ho idea di cosa sia un "volto" in edilizia... ad ogni modo, mi viene da pensare che:

 

1. la tettoia non è regolare e, quindi, ha una distanza non regolamentare fermandosi a poco più di un metro dalla costruzione di fronte;

 

2. Il condominio ha costruito sul confine e la distanza di 3 metri dalla costruzione vicina (la tua casa) è rispettato, non venendo in rilievo il "volto" che non è una costruzione e, quindi, non rileva ai fini delle distanze;

 

3. A parte la tettoia, non dovresti avere grossi problemi a parcheggiare l'auto in questa sorta di cavedio tra le due abitazioni. Infatti solo la tettoia è suscettibile di inibire la luce e l'aria del vicino.

 

4. Va tenuto in considerazione che i fumi dello scarico ed i rumori, qualora siano oltre la normale tollerabilità, potrebbero comportare il divieto di parcheggiare, qualora sancito da un giudice. Ci sono sentenze in materia. Ma la vedo, francamente, un'ipotesi remota.

 

allego nuovo disegno

disegno_postoauto.png

mi scusi... ma quindi i disegni rappresentano la vista dal fronte o dall'alto? e mi spiega cos'è un "volto" perché purtroppo ne ignoro la natura.

Oimmena dice:

mi scusi... ma quindi i disegni rappresentano la vista dal fronte o dall'alto? e mi spiega cos'è un "volto" perché purtroppo ne ignoro la natura.

copertura a volta di un ambiente, e anche di arco o archivolto (vòlto è regionale; vòlta è in architettura)

 

Aggiungo un elemento di ulteriore dubbio: dall'ultimo disegno che dovrebbe essere una vista frontale, sembrerebbe che fra la casa "privata" e il "vòlto" ci sia il condomìnio che è anche soprastante il "vòlto", in sostanza il parcheggio è compreso fra un muro perimetrale e l'altro del condomìnio. Sbaglio?

Oimmena dice:

mi scusi... ma quindi i disegni rappresentano la vista dal fronte o dall'alto? e mi spiega cos'è un "volto" perché purtroppo ne ignoro la natura.

fronte, come fosse una foto.

Danielabi dice:

copertura a volta di un ambiente, e anche di arco o archivolto (vòlto è regionale; vòlta è in architettura)

 

Aggiungo un elemento di ulteriore dubbio: dall'ultimo disegno che dovrebbe essere una vista frontale, sembrerebbe che fra la casa "privata" e il "vòlto" ci sia il condomìnio che è anche soprastante il "vòlto", in sostanza il parcheggio è compreso fra un muro perimetrale e l'altro del condomìnio. Sbaglio?

il muro perimetrale di sinistra - presente sotto al "volto" - è di mia proprietà perchè (per una conformazione da casa antica) rappresenta il muro esterno di una stanza e una cantina di casa mia. il muro perimetrale di destra è invece quello del condominio.

 

Per chiarie ulteriormente la strana conformazione:

 

- Casa mia è stata costruita attorno al 1920

- Il condominio è stato realizzato nel 2007 a partire da una barchessa e alcuni ruderi che confinavano con la mia proprietà.

- Casa mia e il condominio sono uniti da 1 monolocale (ex solaio di un rudere - facente parte del condominio) posto sopra al "volto"  - con cui condivido l'entrata comune e la finestra delle scale (nel disegno in rosa).

Modificato da platus83

ok... ora è tutto più chiaro (ma con moderazione).

 

Mi pare di capire che il "volto" si sia venuto a formare proprio con costruzione del condominio che, peraltro, è vero che è stato realizzato nel 2007, ma partendo da strutture - ridotte a ruderi - comunque preesistenti e, suppongo, databili all'incirca allo stesso periodo di realizzazione di casa sua.

 

Afferma, inoltre, che il muro perimetrale del volto, originariamente, delimitava una cantina... quindi mi chiedo, l'area in cui lei parcheggia, attualmente, che destinazione avrebbe da un punto di vista urbanistico?

 

In ogni caso, mi pare che le distanze non siano determinanti nel caso di specie. Sarebbe, piuttosto utile capire se la finestra - che lei rappresenta raso terra - serva un locale seminterrato con mero diritto alla captazione di aria e luce.

 

Supponendo che questo sia il caso gli unici due ostacoli che vedo in ordine al suo diritto di parcheggio in tale area sono due e tendenzialmente concorrenti:

 

1. che la zona non sia urbanisticamente idonea al rimessaggio di auto né al transito di veicoli a motore in generale;

 

2. che essendoci un diritto alla captazione d'aria, va da sé che tale diritto non potrebbe essere compromesso dai tubi di scarico di un automobile che potrebbero rappresentare delle immissioni intollerabili (poche sentenze in questo senso, ma qualche precedente c'è).

 

Dico che sono concorrenti perché, essendo il progetto di ristrutturazione del 2007, non mi pare possibile che sia stata dichiarata l'abitabilità di un locale che prende aria da un garage...

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Marion Delorme dice:

TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI 

Art. 2. Definizione e classificazione delle strade. 

1. Ai fini dell'applicazione delle norme del presente codice si definisce "strada" l'area ad uso pubblico destinata alla circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali

 

A mio parere, molto difficile che la "casa con parcheggio in zona privata" di OP sia ad uso pubblico.

 

Qui ci si rifà al codice civile. 

C'è ormai ampia giurisprudenza che recita come le norme di comportamento del C.d.S. si applicano anche alle aree ad uso privato. E' impensabile che in tali aree si faccia come si vuole, come circolare contromano, non dare la precedenza a destra, ecc. In caso di  incidente il Giudice farà sempre riferimento alle norme del C.d.S. perché sono dettate comunque per garantire la sicurezza della circolazione su tutto il territorio nazionale (art. 1 comma 1° del CdS).

 

Ciao 

Modificato da Meri
Meri dice:

C'è ormai ampia giurisprudenza che recita come le norme di comportamento del C.d.S. si applicano anche alle aree ad uso privato. E' impensabile che in tali aree si faccia come si vuole, come circolare contromano, non dare la precedenza a destra, ecc. In caso di  incidente il Giudice farà sempre riferimento alle norme del C.d.S. perché sono dettate comunque per garantire la sicurezza della circolazione su tutto il territorio nazionale (art. 1 comma 1° del CdS).

 

Ciao 

Esatto @Meri , la mia risposta al post #4 si rifaceva a vecchie discussioni dove tu stesso avevi accennato a questo fatto, ovvero che il CdS vale anche nelle zone private.

Meri dice:

C'è ormai ampia giurisprudenza che recita come le norme di comportamento del C.d.S. si applicano anche alle aree ad uso privato. E' impensabile che in tali aree si faccia come si vuole, come circolare contromano, non dare la precedenza a destra, ecc. In caso di  incidente il Giudice farà sempre riferimento alle norme del C.d.S. perché sono dettate comunque per garantire la sicurezza della circolazione su tutto il territorio nazionale (art. 1 comma 1° del CdS).

 

Ciao 

Tullio Ts dice:

Esatto @Meri , la mia risposta al post #4 si rifaceva a vecchie discussioni dove tu stesso avevi accennato a questo fatto, ovvero che il CdS vale anche nelle zone private.

Io non so se avete notato, ma gli avvocati che scrivono su questo forum, rispetto alla media degli altri utenti, quasi mai citano o richiamano la giurisprudenza. Il motivo è semplice i punti di partenza per un ragionamento giuridico sono sempre due la vicenda specifica e la norma. La giurisprudenza è certamente uno strumento utile per comprendere l'orientamento su determinate questioni, ma non può essere né il punto di partenza né, tanto meno, l'arrivo.

 

Giudicare un caso solo in base alla giurisprudenza, senza avere riguardo alle norme ed alle specificità del vicenda che si esamina, è fuorviante (come nel caso che ci occupa), specie se neppure ci prendiamo la briga di leggerle le benedette sentenze, per capire cosa dicono.

 

Il Codice della Strada, lo dice il nome, si applica alle strade e, per strada, si deve intendere qualunque area atta a ricevere la circolazione indiscriminata dell'utenza stradale pubblica (questo ce lo ha detto il codice delle assicurazioni). In sostanza non ogni luogo dove circolano macchine può essere considerato strada ai sensi e per gli effetti del CdS.

 

Esempio:

parcheggio di supermercato liberamente accessibile: probabilmente il CDS si applica, in quanto l'utenza stradale può entrare liberamente... già se fosse riservato ai clienti e regolato da un accesso con sbarra, direi che il CDS non si applica.

Piazzale di manovra di un auto-officina: ovviamente no! entrano solo i clienti dell'officina.

autorimessa privata: non si applica, perché, ancora una volta, entrano solo ed esclusivamente gli utenti titolati;

strada privata di accesso ad un complesso residenziale... probabilmente si applica.

Il vialetto di casa: non si applica...

 

Poi c'è un altro punto... due macchine si scontrano nel piazzale condominiale... si applica il CdS? probabilmente no, ma posso usare dei criteri di normale diligenza stradale (tipo la precedenza destra, la velocità moderata, la distanza di sicurezza) per valutare la responsabilità... quindi fare un'applicazione analogica? Certo che sì, ma questo non vuol dire che applico il CdS, ma semplicemente che rinvengo nella comune esperienza dei criteri di valutazione del comportamento che, incidentalmente, vengono informati dal CdS, di talché potrò prender quest'ultimo a riferimento per determinate questioni, ma non per ogni vicenda in tale ambito astrattamente riconducibile.

 

Dire la giurisprudenza ha detto... non vuol dire nulla se non si osservano le specifiche del caso. Sarebbe come un medico che dice... "Ah... febbre! è Dengue, l'ha curata anche un mio collega la settimana scorsa!" capite bene che non ha senso... la febbre non è sempre e solo sintomo della Dengue, così come una sentenza che afferma che il CDS si applica alle aree private non vuol dire che si applichi a ogni strada o al corridoio di casa.

 

E, torno a ripetere, per quanto in un forum chi vuole scrive, quando si da una risposta - essendo l'intento quello di aiutare chi pone i quesiti - non si dovrebbe puntare a dare una risposta, qualunque essa sia, per primo alla ricerca di non so quale personale punteggio... ma cercare di aver chiara la situazione e, solo successivamente, dare una risposta. E se la risposta non la si conosce o non si è sicuri... pazienza, possiamo anche non darla e passare ad un quesito sul quale abbiamo maggiori competenze o esperienze dirette (possibilmente sempre vagliano le specificità del caso).

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Oimmena dice:

Io non so se avete notato, ma gli avvocati che scrivono su questo forum, rispetto alla media degli altri utenti, quasi mai citano o richiamano la giurisprudenza. Il motivo è semplice i punti di partenza per un ragionamento giuridico sono sempre due la vicenda specifica e la norma. La giurisprudenza è certamente uno strumento utile per comprendere l'orientamento su determinate questioni, ma non può essere né il punto di partenza né, tanto meno, l'arrivo.

 

Giudicare un caso solo in base alla giurisprudenza, senza avere riguardo alle norme ed alle specificità del vicenda che si esamina, è fuorviante (come nel caso che ci occupa), specie se neppure ci prendiamo la briga di leggerle le benedette sentenze, per capire cosa dicono.

 

Il Codice della Strada, lo dice il nome, si applica alle strade e, per strada, si deve intendere qualunque area atta a ricevere la circolazione indiscriminata dell'utenza stradale pubblica (questo ce lo ha detto il codice delle assicurazioni). In sostanza non ogni luogo dove circolano macchine può essere considerato strada ai sensi e per gli effetti del CdS.

 

Esempio:

parcheggio di supermercato liberamente accessibile: probabilmente il CDS si applica, in quanto l'utenza stradale può entrare liberamente... già se fosse riservato ai clienti e regolato da un accesso con sbarra, direi che il CDS non si applica.

Piazzale di manovra di un auto-officina: ovviamente no! entrano solo i clienti dell'officina.

autorimessa privata: non si applica, perché, ancora una volta, entrano solo ed esclusivamente gli utenti titolati;

strada privata di accesso ad un complesso residenziale... probabilmente si applica.

Il vialetto di casa: non si applica...

 

Poi c'è un altro punto... due macchine si scontrano nel piazzale condominiale... si applica il CdS? probabilmente no, ma posso usare dei criteri di normale diligenza stradale (tipo la precedenza destra, la velocità moderata, la distanza di sicurezza) per valutare la responsabilità... quindi fare un'applicazione analogica? Certo che sì, ma questo non vuol dire che applico il CdS, ma semplicemente che rinvengo nella comune esperienza dei criteri di valutazione del comportamento che, incidentalmente, vengono informati dal CdS, di talché potrò prender quest'ultimo a riferimento per determinate questioni, ma non per ogni vicenda in tale ambito astrattamente riconducibile.

 

Dire la giurisprudenza ha detto... non vuol dire nulla se non si osservano le specifiche del caso. Sarebbe come un medico che dice... "Ah... febbre! è Dengue, l'ha curata anche un mio collega la settimana scorsa!" capite bene che non ha senso... la febbre non è sempre e solo sintomo della Dengue, così come una sentenza che afferma che il CDS si applica alle aree private non vuol dire che si applichi a ogni strada o al corridoio di casa.

 

E, torno a ripetere, per quanto in un forum chi vuole scrive, quando si da una risposta - essendo l'intento quello di aiutare chi pone i quesiti - non si dovrebbe puntare a dare una risposta, qualunque essa sia, per primo alla ricerca di non so quale personale punteggio... ma cercare di aver chiara la situazione e, solo successivamente, dare una risposta. E se la risposta non la si conosce o non si è sicuri... pazienza, possiamo anche non darla e passare ad un quesito sul quale abbiamo maggiori competenze o esperienze dirette (possibilmente sempre vagliano le specificità del caso).

Rimango perplesso da quanto leggo, ovvero escludere la giurisprudenza da ogni intervento sul forum mi sembra un assurdo anche perchè la giurisprudenza ha sempre fornito soluzioni ai problemi che si sono posti al Forum da quando io allora inesperto ho cominciato a frequentalo (Akim e Massi Docet), ma a me pare da sempice requentatore, e leggo molto spesso delle sentenze complete dove lo stesso giudice o ancor meglio di Cassazione fanno riferimento a giurisprudenza consolidata.

Se questo non è suficiente allora tutti gli articoli degli avvocati che in altri temi citano molto spesso la giurisprudenza consolidata, dovrebbero essere cancellati dall'archivio del forum, il che mi sembra assolutamente illogico perchè questo fa da guida alle nostre discussioni

Ritornando a bomba sul tema, desidero far notare che nel mio messaggio al post # 7 di viglile amico.it all'inizio non si cita assolutamente delle sentenze.

E se in ogni causa dovrebbero essero escluse sentenze che fanno giurispriudenza, allora secondo me sarebbe il caos assoluto in quanto le sentenze che fanno giurisprudenza sono importantissme per la soluzione dei nuovi casi anche se non fanno Legge e come già detto dove lo stesso giudice o ancor meglio di Cassazione fanno riferimento a giurisprudenza consolidata. 

Comuque rispetto gli interventi di tutti gli intervnuti. 

E se leggerò nei prossimi interventi citazioni su sentenze giriuspridnziali e si teranno conto, citerò al resposabile del Forum che si fanno due pesi e due misure 

 

Con sommo rispetto a tutti i frequentatori.

Modificato da Tullio Ts

@Tullio Ts non hai capito l'intervento. Come ho detto, la giurisprudenza è molto importante se è pertinente. Ma se non c'entra con il caso di specie non serve a nulla e rischia di essere fuorviante. Purtroppo, peraltro, per un non addetto al settore, il rischio è quello di fermarsi all'affermazione di principio, senza verificare se i presupposti in base al quale tale principio è stato sancito (o ribadito) sussistono nel caso ca si osserva in quel preciso momento.

 

E poi le sentenze e le massime andrebbero anche lette (e capite) prima di essere citate... ad esempio;

 

Tullio Ts dice:

Il CdS vale anche nelle zone private

 

Da www.vigilaresullastrada.it - Il codice della strada si applica anche sulle aree di proprietà privata quando queste sono destinate alla libera circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali

(Giudice di Pace, Prato, sentenza n. 983 del 23 giugno 2006)

Vedi... la tua prima affermazione "il CdS vale anche nelle zone private" non vuol dire un bel nulla... e, messo in relazione con il quesito posto dall'utente, è fuorviante oltreché sbagliato. Il perché lo dice la stessa massima che citi, secondo la tua opinione a sostegno di quanto detto in precedenza, ma che in verità da torto al tuo pensiero.

 

Infatti G.d.P. di Prato che il C.d.S. si applica solo "quando queste sono destinate alla libera circolazione" capisci bene che non può rilevare nel caso posto dall'opener che si ritrova a dover risolvere il problema del se può parcheggiare nel proprio resede o meno che di certo non è destinato alla libera circolazione di pedoni, veicoli e animali...

 

Quello che dico è che il punto di partenza è il caso specifico da cui devo trarre gli elementi base per ricostruire la disciplina applicabile e solo successivamente verificare se c'è della giurisprudenza che da sostegno alla mia ricostruzione.

 

Questo è il modo corretto di procedere... un modo sartoriale in cui cuci la tua interpretazione addosso al caso concreto. Se parti dalla giurisprudenza, senza prima vagliare le peculiarità del caso, è come prendere la prima taglia sullo scaffale senza sapere, non tanto la taglia, ma neppure se è un abito da uomo o da donna.

 

Guarda, personalmente è un errore che fanno spesso anche alcuni colleghi. Io personalmente, poi, mal digerisco anche gli articoli che commentano il singolo caso del G.d.P. di Vatellapesca costruendoci sopra non so quale giurisprudenza. Ma anche fosse di cassazione... se le premesse del caso che sto esaminando sono diverse, probabilmente non è detto che quella pronuncia, per quanto autorevole, si attagli perfettamente al mio caso.

 

Concludendo... non puoi fornire un parere dicendo: la giurisprudenza dice... se prima non spieghi perché quella giurisprudenza si riferisce al caso concreto.

Oimmena dice:

@Tullio Ts non hai capito l'intervento. Come ho detto, la giurisprudenza è molto importante se è pertinente. Ma se non c'entra con il caso di specie non serve a nulla e rischia di essere fuorviante. Purtroppo, peraltro, per un non addetto al settore, il rischio è quello di fermarsi all'affermazione di principio, senza verificare se i presupposti in base al quale tale principio è stato sancito (o ribadito) sussistono nel caso ca si osserva in quel preciso momento.

 

E poi le sentenze e le massime andrebbero anche lette (e capite) prima di essere citate... ad esempio;

 

Vedi... la tua prima affermazione "il CdS vale anche nelle zone private" non vuol dire un bel nulla... e, messo in relazione con il quesito posto dall'utente, è fuorviante oltreché sbagliato. Il perché lo dice la stessa massima che citi, secondo la tua opinione a sostegno di quanto detto in precedenza, ma che in verità da torto al tuo pensiero.

 

Infatti G.d.P. di Prato che il C.d.S. si applica solo "quando queste sono destinate alla libera circolazione" capisci bene che non può rilevare nel caso posto dall'opener che si ritrova a dover risolvere il problema del se può parcheggiare nel proprio resede o meno che di certo non è destinato alla libera circolazione di pedoni, veicoli e animali...

 

Quello che dico è che il punto di partenza è il caso specifico da cui devo trarre gli elementi base per ricostruire la disciplina applicabile e solo successivamente verificare se c'è della giurisprudenza che da sostegno alla mia ricostruzione.

 

Questo è il modo corretto di procedere... un modo sartoriale in cui cuci la tua interpretazione addosso al caso concreto. Se parti dalla giurisprudenza, senza prima vagliare le peculiarità del caso, è come prendere la prima taglia sullo scaffale senza sapere, non tanto la taglia, ma neppure se è un abito da uomo o da donna.

 

Guarda, personalmente è un errore che fanno spesso anche alcuni colleghi. Io personalmente, poi, mal digerisco anche gli articoli che commentano il singolo caso del G.d.P. di Vatellapesca costruendoci sopra non so quale giurisprudenza. Ma anche fosse di cassazione... se le premesse del caso che sto esaminando sono diverse, probabilmente non è detto che quella pronuncia, per quanto autorevole, si attagli perfettamente al mio caso.

 

Concludendo... non puoi fornire un parere dicendo: la giurisprudenza dice... se prima non spieghi perché quella giurisprudenza si riferisce al caso concreto.

Il mio riferimento al CdS era stato citato per avvolorare la distanza minima di un metro per permettere il passaggio delle persone in mancanza di marciapiede, ammettendo che in questo caso il CdS non possa essere citato come norma, allora ancora meglio per chi ha posto la domanda @platus83, e lui parcheggiando a 117 cm dalla finesta (post #8) potrebbe adirittura non tener conto di questo limite del metro e avvicinarsi ancor di più al muro del condominio costruito vicino alla sua proprietà, non tenendo conto neppure del minimo del metro previsto dal CdS, ovvero potrebbe sfruttare appieno la sua proprietà e parcheggiare al limite, ma lui persona corretta si mantiene alla distanza ben superiore, per cui nessuno potrà eccepire alcunchè.

Modificato da Tullio Ts
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