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Luspi

Parcheggi - cosa si deve fare per evitare il sorgere di liti?

E' la prima volta che scrivo, ma leggo da molti anno le Vs. New.

In un condominio, al piano interrato, sono stati assegnati in proprietà dei posti macchina. Ora avviene che l'utente di un posto mette nello stesso anche due macchine impedendo così ad altro utente le normali manovre per entrare ed uscire dal suo posto macchina. Cosa si deve fare per evitare il sorgere di liti? L'Amministratore ha poteri per intervenire o si deve, purtroppo, adire alle vie legali? Grazie Luspi

L'articolo 1130 c.c. stabilisce quali compiti l'amministratore , tra questi disciplinare l'uso della cosa comune e curare l'osservanza del regolamento di condominio.

La buona convivenza di qualsiasi gruppo sociale, più o meno grande, e la sua organizzazione si basano su norme e leggi, ognuna con una chiara e definita scala gerarchica in funzione dell’importanza dall’ente approvante. Anche nella “comunità condominio” coesistono norme con differenti “pesi”; evidente che siano quelle leggi emanate dall’Stato ( in sub-ordine regione,comune) ad avere la prelazione, dopo queste si possono individuare disposizioni con tre differenti livelli di importanza, in ordine:

1) il regolamento di condominio di natura contrattuale

2) delibere assembleari

3) provvedimenti presi in autonomia dall’amministratore in capo alle sue prerogative.

 

ciao

C'è da considerare anche il permesso dei Vigili del Fuoco.

Nei locali interni di parcheggio, box ecc, viene data una concessione per un numero preciso di autovetture.

Se il numero risulta superiore può essere revocato e non solo a chi ha messo due macchine al posto di una, ma viene revocato a tutto il parcheggio.

Esperienza personale

Io non sono un avvocato però il sito http://www.altalex.com a proposito del reato di violenza privata (art. 610 cod. penale) dice quanto segue. "Il bene giuridico tutelato è la libertà morale intesa come facoltà di determinarsi in maniera spontanea, in base a processi di motivazione autonomi (Messina – Spinnato). Osserva la giurisprudenza che il delitto di violenza privata tende a garantire la libertà psichica dell’individuo, realizzandosi quando l’agente, con il suo comportamento violento e intimidatorio, eserciti una coartazione, diretta o indiretta, sulla libertà di volere o di agire del soggetto passivo, in modo da costringerlo a una certa azione, tolleranza od omissione." Io procederei tramite un avvocato di una delle associazioni consumatori che si occupano di condominio.

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