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carlamaria

Pagamento bollette acqua uso privato

Sono proprietario di due appartamenti in un condominio di 9 unità abitative. Per motivi di famiglia i due alloggi rimangono vuoti per 10 mesi l'anno. C'è da dire che il condominio non dispone di contatori di sottrazione per cui i consumi idrici domestici, per delibera assembleare sinora, sono stati suddivisi in parti uguali tra 8 condomini escludendone uno perché unità non abitata. All'ennesima richiesta di versamento di alcune migliaia di euro ho dichiarato la mia indisponibilità richiedendo di versare in quota tenendo conto della mia permanenza nelle due unità abitative e al trattamento di esenzione riservato ad un condomino.

Ho la possibilità di vedere riconosciuto, in sede legale, quanto ho richiesto?

Un'ultima considerazione mi sento truffato e sottoposto ad una vera e propria estorsione perché, di fatto, mi viene intimato di pagare consumi idrici di altri in nome del "condominio".

Si li abbiamo messi da una settimana dopo che ho insistito, per mesi, richiedendo al capocondomino di mettere i contatori per ogni abitazione, agli altri condomini faceva comodo continuare con il vecchio metodo di ripartizione che stabiliva il pagamento dei consumi altrui diviso 7 ( uno era stato esentato perché non ci vive) . sono costretto a questo punto a pagare queste bollette? le bollette risalgono a un anno fa… e sono parecchio esose.

dal momento in cui un condomino era stato esentato perché non c'è, perché io che ci vivo esagerando due mesi l'anno devo pagare i consumi come tutti gli altri e di tutti gli altri quando i miei di consumi ammonterebbero a un 10% del totale, visto che le case sono chiuse? specifico che dal momento in cui sono stati installati i contatori i miei consumi al momento sono a zero. visto che non ci vivo. quelli degli altri no…io sono disposto a pagare in percentuale ma non le somme intere. quest'acqua è sempre stata usata per fini domestici privati. non sono bollette di acqua per il giardino ecc.

Il principio è lo stesso... per poter esentare un condòmino dal pagamento della sua quota è necessaria l'unanimità. Ancora non ho capito se questa ci sia stata o meno.

Se c'è stata, non c'è nulla da fare... avete deciso così, almeno per il passato.

Visto che avete i contatori a defalco, ognuno pagherà in funzione dei consumi mentre per il condòmino esentato sarebbe opportuno che pagasse almeno la quota fissa.

non esiste una delibera che riguarda il ripartimento delle bollette dei consumi d'acqua. la decisione che uno dei condomini non paga perché non abita l'appartamento è stata presa a voce.. nessuno ha firmato nulla. almeno che mi ricordi io è così.

non esiste una delibera che riguarda il ripartimento delle bollette dei consumi d'acqua. la decisione che uno dei condomini non paga perché non abita l'appartamento è stata presa a voce.. nessuno ha firmato nulla. almeno che mi ricordi io è così.

In assenza di convenzione (delibera all'unanimità) ed in assenza di subcontatori individuali, il CRITERIO LEGALE di riparto è per millesimi di proprietà (art. 1123 c.c.).

Non è valido nemmeno il criterio di riparto in parti uguali.

Tu sarai obbligato a pagare la tua quota con i tuoi millesimi di prorpietà, ma allo stesso modo sarà obbligato a pagare per millesimi di proprietà chi non vive nell'appartamento.

Se l'assemblea approverà un riparti diverso dal criterio legale dovrai impugnarlo entro 30 giorni in Tribunale, cominciando con la mediazione obbligatoria. Ti servirà un avvocato.

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