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Pagamenti per vari affitti sotto i mille euro

Vorrei sapere se un proprietario con almeno 7/8 appartamenti in affitto con canone sotto i 1000 euro può ancora ricevere il pagamento "brevi manu" oppure, data la somma globale che riceve ogni mese da ognuno di noi, deve comunicare il suo numero di c/c per ottenere il versamento del canone d'affitto. Io, visto che dà ricevute non regolari, ho scelto di pagare con vaglia finchè non si è deciso a darmi il numero di conto. Gli altri continuano a pagare in contanti e così a lui risulta sempre un modesto conto bancario dato che non rimane traccia di tutto il denaro che incassa ogni mese, circa 700 euro ad appartamento! Chi ha ragione? E come al solito, mai fatture quando esegue lavori, ma pretende pagamenti che io non gli pago più finchè non vedo fatture e così mi lascia in pace. Si può denunciare alla Finanza per affitti e mancate emissione fatture? E da anni che si comporta così. Mi sembra un pò troppo furbettto. Cosa possiamo fare?

La ricevuta per pagamenti del canone d'affitto deve essere munita di marca da bollo da 2,00 euro, sarà brevi manu ma con imposta di bollo e poi se il contratto è registrato, non credo si possa scappare fiscalmente.

Ancora non ho ricevuto risposta al mio quesito sul fatto che se un proprietario ha molti appartamenti affittati al di sotto dei 1000 euro deve comunicare il suo numero di c/c oppure può ricevere da ciascuno "brevi manu" il pagamento...incassa al mese circa 7000 euro e più, di cui non rimane traccia da nessuna parte...grazie!

Il contrordine è dei più autorevoli perché arriva direttamente dal ministero dell’Economia: gli affitti con importi fino a un massimo di 999,99 euro si potranno continuare a pagare anche in contante. E’ una notizia non da poco perché la decisione adottata dai tecnici di Via XX Settembre ribalta, o meglio reinterpreta, quanto espressamente previsto dall’ultima legge di stabilità al comma 50 dell’articolo 1. La disposizione in questione infatti, prevedeva, per ragioni di tracciabilità e quindi in ultima istanza di lotta all’evasione fiscale, che tutti i versamenti legati a un canone di locazione dovessero essere effettuati con modalità tracciabili, ossia con assegno, bonifico o carta di credito.

 

CONTANTE, ECCO LE TRANSAZIONI AMMESSE

 

Un obbligo, quest’ultimo, risparmiato solo per gli affittuari di alloggi di edilizia residenziale pubblica, e che valeva per qualsiasi importo, fosse stato esso di cento, mille o diecimila euro. Ed proprio su questo ultimo rilievo che si è inserita l’interpretazione del ministero dell’Economia, che ha portato sostanzialmente all’annullamento della norma. Le leggi antiriciclaggio, al momento, prevedono infatti che si possano comminare sanzioni pecuniarie solo a chi effettua transazioni in contanti superiori proprio alla soglia fatidica di 999,99 euro. In sostanza dunque, un affittuario che avesse pagato il proprio canone locativo in contanti per una cifra inferiore, non sarebbe comunque stato passibile di sanzione ai sensi della citata norma. Sanzione che lo ricordiamo va da un minimo dell’1% fino a un massimo del 40% del valore della transazione proibita messa in atto.

 

GLI AFFITTI DA PAGARE E IL VALZER DEL CONTANTE

 

Se dunque un affittuario non rischia questo tipo di sanzione, perché costringerlo a pagare con mezzi tracciabili il proprio canone? Restava però in sospeso l’obiettivo evidente della norma originaria, di voler comunque conservare delle tracce incontestabili dell’avvenuto pagamento dell’affitto. In questo senso, il ministero ha allora chiarito che per canoni inferiori alla citata cifra di 999,99 euro, sarà sufficiente che il locatore rilasci all’affittuario una ricevuta che attesti l’effettivo versamento del canone. Una procedura che d’altronde, verrebbe voglia di annotare, dovrebbe rappresentare già una prassi consolidata per tutte quei rapporti di locazione in cui sussista un regolare contratto firmato e registrato. Insomma, sembra che ancora una volta trionfi alla fine il buon senso, e si eviti a milioni di affittuari, di effettuare ad esempio bonifici bancari che, diciamolo francamente, avrebbero fatto solo la gioia delle banche, ben liete di incassare mensilmente i costi di commissione.

Ancora non ho ricevuto risposta al mio quesito sul fatto che se un proprietario ha molti appartamenti affittati al di sotto dei 1000 euro deve comunicare il suo numero di c/c oppure può ricevere da ciascuno "brevi manu" il pagamento...incassa al mese circa 7000 euro e più, di cui non rimane traccia da nessuna parte...grazie!

eccome che resta traccia! contanti o meno, i contratti sottintendono il corrispettivo in denaro, quindi lui ci paga le tasse fino all'ultimo cent. ergo, a te che importa se lui preferisce i soldi sotto al materasso piuttosto che in banca?

 

quanto al rimborso delle spese sostenute per riparazioni eseguite a tuo carico, chiedi fattura o ricevuta, altrimenti le fai intestare direttamente a te e sei a posto.

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