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Selva

Ore accensione caldaia e pareri discordanti chi ha ragione?

gianiges dice:

Guardi che, - ancora una volta non legge - è il suo imbonitore che prova ad offendere non io, si è perso.

Io letto bene il post 46 prima della correzione e attento  alle parole che usi con me. 

Questa  te la passo, ma la prossima non di certo. È  solo un cordiale avviso per i naviganti.

All'arma bianca, dietro al convento dei carmelitani scalzi.

Attenzione alle guardie del cardinale.

Ma soprattutto: uno per tutti, tutti per uno!

  • Haha 1
albano59 dice:

E quant'è il minimo dei gradi di temperatura ?

gianiges dice:

Penso siano 64,4 f

64,4° Fahrenheit  corrispondono a 18° Celsius : non è la temperatura minima da assicurarsi... perchè non esiste alcun obbligo di temperatura minima da rispettare. Per legge, non è mai stata definita una temperatura minima, ma sempre e solo una temperatura massima da non eccedersi.

Secondo la vigente normativa italiana per la stagione 2022-23 per gli edifici civili è stata definita quale temperatura massima non oltrepassabile la quota di 17°C (pari a 62,6° F , se lo preferisce) con più o meno due gradi Celsius di tolleranza.

Come già evidenziato in altra parte di questo topic potrebbero insorgere problemi di salubrità per carenza di riscaldamento: tale circostanza può esser segnalata e fatta rilevare dalle competenti autorità preposte. 

 

Scusi ma non capisco le strane.

Se

albano59 dice:

64,4° Fahrenheit  corrispondono a 18° Celsius : non è la temperatura minima da assicurarsi... perchè non esiste alcun obbligo di temperatura minima da rispettare. Per legge, non è mai stata definita una temperatura minima, ma sempre e solo una temperatura massima da non eccedersi.

Secondo la vigente normativa italiana per la stagione 2022-23 per gli edifici civili è stata definita quale temperatura massima non oltrepassabile la quota di 17°C (pari a 62,6° F , se lo preferisce) con più o meno due gradi Celsius di tolleranza.

Come già evidenziato in altra parte di questo topic potrebbero insorgere problemi di salubrità per carenza di riscaldamento: tale circostanza può esser segnalata e fatta rilevare dalle competenti autorità preposte. 

 

Appunto il divieto riguarda la temperatura massima e la definisce la Legge.

In un condominio, per evitare contestazioni io mi fermerei a 18°, poi valuterei, in

assemblea , perché è l'assemblea che decide, eventuali modifiche in merito alle

 per eliminare le ore si valuterà in assemblea con il voto degli inquilini.

La normativa è chiara, ma cosa andiamo a cercare.

Modificato da gianiges
albano59 dice:

E quant'è il minimo dei gradi di temperatura ?

Zero, semplice Watson 🙂

Si evitano sprechi e pessimi utilizzi dell'energia, penso sia garantito (sino a prova contraria)

 

ULISSSE dice:

Questa  te la passo, ma la prossima non di certo

E' ovvio che se si attacca qualcuno, questo qualcuno prima o poi reagisce.

Trovo sempre molto strano che non ve ne accorgiate; non credendo che non ve ne accorgiate, torno a dire a tutti i duellanti: la piantate, qui e ora?

Argomenti che possono essere di interesse finiscono sempre con attacchi personali che sviliscono ogni discussione, quindi BASTA!

 

Piuttosto, l'utente ha chiesto aiuto in concreto: la mandiamo in Comune a chiedere che sia rispettato il regolamento d'igiene? Dal Sindaco o da chi (a Milano...)?
Oppure è opportuno che si rivolga con richiesta d'urgenza (art. 700 cpc) ad un Giudice?

 

Riusciamo a darle intanto questa risposta?
Poi eventualmente si continuerà a discutere chi possa decidere e cosa.

 

Danielabi dice:

 Zero, semplice Watson 🙂

Eh mica tanto: e se scende sotto?

A meno che tu non intenda zero Kelvin, temperatura a cui si congelano anche bollette e bilanci.

Danielabi dice:

Riusciamo a darle intanto questa risposta?

L'unico consiglio sensato per risolvere definitvamente il problema prima di una sentenza della Cassazione in merito (e forse pure dopo, perché le capetoste esistono comunque) è probabilmente quella di staccarsi dal riscaldamento condominiale e riscaldarsi in autonomia e si gestiscano gli altri la temperatura che vogliono.

 

(Dovrà comunque pagare per riparazioni e simili, nonché la sua parte per le dispersioni, ma per il resto saranno solo fatti suoi.)

 

Altrimenti deve abbozzare e pagare, oltre il riscaldamento centralizzato, per il riscaldamento in proprio con dispositivi presumibilmente elettrici. Cosa, in questo momento, consigliata solo se hai uno di quei contratti a prezzo bloccato alla Paul_Cayard.

 

Danielabi dice:

Piuttosto, l'utente ha chiesto aiuto in concreto: la mandiamo in Comune a chiedere che sia rispettato il regolamento d'igiene?

Prima sarebbe bene consultare tale regolamento e poi sì, tra tanti post questa proposta di Albano mi pare la più promettente.

Sempre tenendo presente che la controparte dell'inquilino è il proprietario, a sua volta il proprietario si rivolgerà al condominio nel caso la temperatura sia effettivamente troppo bassa.

 

PS

Ho fatto confusione con altro thread, Selva è proprietaria, questione più semplice.

_GC_ dice:

L'unico consiglio sensato per risolvere definitvamente il problema prima di una sentenza della Cassazione in merito (e forse pure dopo, perché le capetoste esistono comunque) è probabilmente quella di staccarsi dal riscaldamento condominiale e riscaldarsi in autonomia e si gestiscano gli altri la temperatura che vogliono.

 

(Dovrà comunque pagare per riparazioni e simili, nonché la sua parte per le dispersioni, ma per il resto saranno solo fatti suoi.)

 

Altrimenti deve abbozzare e pagare, oltre il riscaldamento centralizzato, per il riscaldamento in proprio con dispositivi presumibilmente elettrici. Cosa, in questo momento, consigliata solo se hai uno di quei contratti a prezzo bloccato alla Paul_Cayard.

 

Se il dispositivo elettrico è una pompa di calore allora potrebbe essere competitivo con il riscaldamento a metano.

Modificato da condo77
_GC_ dice:

L'unico consiglio sensato per risolvere definitvamente il problema prima di una sentenza della Cassazione in merito (e forse pure dopo, perché le capetoste esistono comunque) è probabilmente quella di staccarsi dal riscaldamento condominiale e riscaldarsi in autonomia e si gestiscano gli altri la temperatura che vogliono.

 

(Dovrà comunque pagare per riparazioni e simili, nonché la sua parte per le dispersioni, ma per il resto saranno solo fatti suoi.)

 

Altrimenti deve abbozzare e pagare, oltre il riscaldamento centralizzato, per il riscaldamento in proprio con dispositivi presumibilmente elettrici. Cosa, in questo momento, consigliata solo se hai uno di quei contratti a prezzo bloccato alla Paul_Cayard.

 

C'è una sentenza della Cassazione sez. U,10492/1996  ma non la trovo e io delle massime non mi fido.

Modificato da gianiges
Danielabi dice:

Zero, semplice Watson 🙂

Ma mia cara... anche sottozero se stiamo con porte e finestre spalancate 😏
Purtroppo in troppi continuano a travisare sulla temperatura minima di riscaldamento (che non esiste) con il minimo della temperatura massima di riscaldamento ammessa (che esiste). 
Confondere la salubrità col riscaldamento è come mescolare le cipolle con le arance.

  • Mi piace 1
albano59 dice:

Ma mia cara... anche sottozero se stiamo con porte e finestre spalancate 😏
Purtroppo in troppi continuano a travisare sulla temperatura minima di riscaldamento (che non esiste) con il minimo della temperatura massima di riscaldamento ammessa (che esiste). 
Confondere la salubrità col riscaldamento è come mescolare le cipolle con le arance.

Esatto, non esiste un minimo codificato ma esistono certamente dei valori oltre i quali la salubrità non è più sostenibile.

Se posso tenere aperta la porta del frigorifero per scaldarmi c'è qlc che non va (e siamo sopra zero!)

condo77 dice:

All'arma bianca, dietro al convento dei carmelitani scalzi.

Mettersi in coda, per cortesia! Scelgo l'ascia che, nonostante l'età e la vista, maneggio ancora bene dato che uso un caminetto a legna come integrazione del riscaldamento, e spacco ancora, con un solo colpo, ceppi di faggio che sono assai più duri della testa di un asino patentato.

 

Il quesito posto dall'OP. è quanto hanno risposto Nanojoule e Condo77, risposte a cui io ed ULISSSE ci siamo schierati; dovrei essere io quello che ha problemi di vista, non il Vate Cassazionista Bergamasco che, come al solito, "ciurla nel manico" non sapendo o leggere, oppure che pesci pigliare.

 

albano59 dice:

Purtroppo in troppi continuano a travisare sulla temperatura minima di riscaldamento (che non esiste) con il minimo della temperatura massima di riscaldamento ammessa (che esiste). 
Confondere la salubrità col riscaldamento è come mescolare le cipolle con le arance.

Sante parole, tuttavia già avrei voluto sapere a quanto quotano le Pere per le Mele in quel di Orobia.

 

Alla fine della fiera: concordo con Nanojoule, Condo77, Albano59, ULISSSE; entro certi limiti l'assemblea dei condomini può deliberare "risparmi" (soprattutto nelle ore di accensione): oltrepassando il limite della salubrità anche per un singolo condomino si deve:

- O ricorrere ancora all'assemblea dei Condomini e ove non bastasse avanti Magistrato,

- Oppure interessare l'Asl competente per la per la verifica della insalubrità del bene dell'OP. supposta menomata dalle decisioni assembleari "al risparmio" e farsi rilasciare adeguata certificazione per il necessario ricorso avverso la delibera assunta.

 

Purtroppo prima Martin Lutero imperat per l'utente Cassazionista, poi lo stesso utente "ciurla nel manico".

 

Cambia emeroteca!!!

Modificato da cacallo
Danielabi dice:

Riusciamo a darle intanto questa risposta?

Noi c'avremmo anche tentato ma, come al solito .... "Raglio d'Asino (patentato) non sale in cielo".

 

Inutile usare frasi sibilline; non mi interessano le Pere per le Mele.

Modificato da cacallo
cacallo dice:

Noi c'avremmo anche tentato ma, come al solito ....

Direi che nell'ultimo intervento hai concretizzato, mi sembra che siano le uniche possibilità attuali per l'opener (escludendo il nuovo ricorso all'assemblea, che temo ribadirà quanto già deciso)

 

  • Grazie 1
Danielabi dice:

Direi che nell'ultimo intervento hai concretizzato, direi che siano le uniche possibilità attuali per l'opener

Ce ne sarebbero anche altre, tipo i pannelli ad ultravioletti che m'ha regalato un utente del Forum e che mi ha pure montato nella stanza più fredda di casa mia, oppure, se possibile, integrare o con un caminetto, oppure, sempre se possibile, installare un fotovoltaico "plug & play" da terrazzo per avere l'energia extra da usare per una pompa di calore (oppure per il condizionatore in funzione riscaldamento).

 

Certo che dover ricorrere avanti Magistrato è l'ultima ripicca fra le ripicche perché, anche se l'ASL rilasciasse la certificazione di insalubrità, nemmeno un ricorso ex art. 700 c.p.c. appare né semplice, né immediato di questi tempi di "bollette alle stelle".

 

Quando dicevo nella discussione Ucraina che sotto sotto c'era una palese speculazione sulle "terre rare" e sul costo del gas metano che importavamo dalla Russia, non è che mi fossi inventato una bestemmia, anzi e purtroppo.

cacallo dice:

Certo che dover ricorrere avanti Magistrato è l'ultima ripicca fra le ripicche perché, anche se l'ASL rilasciasse la certificazione di insalubrità, nemmeno un ricorso ex art. 700 c.p.c. appare né semplice, né immediato di questi tempi di "bollette alle stelle".

In effetti quest'anno mi sono posta la questione: chi "privilegiare"? Chi oppone i costi, oppure il disagio?

Mi spiego: grazie alle temperature miti si è potuta posticipare l'accensione della caldaia centralizzata, oltre la data fissata per legge (nessuna ordinanza sindacale)

Pero' un condòmino ha chiesto di rispettare la data legale, perchè alla sera aveva freddo. Consultati, tutti gli altri condòmini hanno preferito risparmiare.

Considerando che il condòmino che ha chiesto è persona anziana e non ha grandi mezzi economici, mi si è posta la questione: maggior tutela a lui, oppure maggior tutela alla maggioranza, formataanche  da altri anziani con pensioni non esattamente d'oro? Alla fine, mi sono limitata a considerare che a maggioranza mi era stato chiesto di posticipare, ma la questione morale resta.

Chi, ad esempio nell'ambito della Zona A, decide se il riscaldamento debba restare acceso per tutte e sei le ore consentite o di meno? Chi decide con quali modalità?

La risposta è duplice ed alternativa:

l'assemblea;

l'amministratore, in assenza di decisioni assembleari.

Il mandatario della compagine, è bene ricordarlo, è sempre tenuto a disciplinare l'uso dei beni e servizi comuni in modo che ne sia garantito il miglior godimento a tutti i condomini: decidere sull'orario di accensione di riscaldamento rientra in tale ambito. Il provvedimento dell'amministratore è sempre contestabile ai sensi dell'art. 1133 c.c.


Fonte: https://www.condominioweb.com/contrasti-sugli-orari-di-accensione-del-riscaldamento-centralizzato-chi-decide.1868

Danielabi dice:

a maggioranza

La democrazia, dove si decide a maggioranza, è due lupi ed un agnello che votano su cosa mangiare per cena.

(In genere non apprezzo Franklin, ma in questo caso è appropriata la simpatica osservazione).

 

Comunque, tornando all'ambito legale, se nel mio condominio la maggioranza dovesse decidere -per ragioni loro- di limitare l'uso dell'ascensore a determinate ore (ovvero, di toglierli l'alimentazione oltre quelle ore) lo potrebbero fare o ci vorrebbe l'unanimità? 🙂

 

  • Mi piace 1
Danielabi dice:

i si è posta la questione: maggior tutela a lui, oppure maggior tutela alla maggioranza, formata anche  da altri anziani con pensioni non esattamente d'oro?

Io avrei proposto una soluzione che vada bene a tutti.

Poichè tenendo acceso di più si spende di più, avrei proposto di tenere accesi i riscaldamenti centralizzati per un tempo ragionevole e per chi volesse ancora più caldo avrei proposto di acquistarsi qualche stufetta/pannello elettrico in mo do da integrare a proprie spese il maggior bisogno di calore.

P..S. Per fortuna nel mio condominio abbiamo il riscaldamento autonomo ed a seconda dell'età e della resistenza al freddo, ognuno decide come e quando accendere i propri riscaldamenti. 

Posso garantire che a parità di di posizione di appartamenti c'è chi consuma tanto e chi, come me, non consuma quasi niente.

_GC_ dice:

Comunque, tornando all'ambito legale, se nel mio condominio la maggioranza dovesse decidere -per ragioni loro- di limitare l'uso dell'ascensore a determinate ore (ovvero, di toglierli l'alimentazione oltre quelle ore) lo potrebbero fare o ci vorrebbe l'unanimità?

https://www.condominioweb.com/delibera-assembleare-e-limitazione-dellorario-di-funzionamento-dellimpianto-ascensore.19635

 

Leonardo53 dice:

Poichè tenendo acceso di più si spende di più, avrei proposto di tenere accesi i riscaldamenti centralizzati per un tempo ragionevole e per chi volesse ancora più caldo avrei proposto di acquistarsi qualche stufetta/pannello elettrico in mo do da integrare a proprie spese il maggior bisogno di calore.

Si, certamente, ma ho scritto che il pensionato non ha possibilità economiche per cui puo' fare affidamento solo sul riscaldamento condominiale.

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Danielabi dice:

Si, certamente, ma ho scritto che il pensionato non ha possibilità economiche per cui puo' fare affidamento solo sul riscaldamento condominiale.

Se si tiene acceso di più il riscaldamento condominiale si spenderà di più per scaldare un intero edificio che non ha necessità ed anche il pensionato con poche risorse economiche pagherà di più.

Tanto vale che il pensionato paghi solo l'integrazione alla sua bolletta elettrica per scaldare il suo maggiore fabbisogno. Una stufetta alogena o un termoconvettore che scalda una stanza in 5 minuti credo che costi 20/30 euro. 

Danielabi dice:

Eh, appunto. 🙂

Per quello continuo a dubitare della storia che sullo spegnimento della caldaia si decide a maggioranza.

 

(Peraltro nel caso specifico era un "secondo" ascensore di servizio, quindi non si toglieva neppure completamente il servizio, lo si rendeva solo un po' più scomodo.)

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_GC_ dice:

Per quello continuo a dubitare della storia che sullo spegnimento della caldaia si decide a maggioranza.

 

Già......quindi dovrebbe essere che si accende quando legge comanda e si spegne sempre quando legge comanda; i gradi, di nuovo, come legge comanda.

Oppure, unanimità, se il principio è lo stesso (si va ad incidere sui diritti individuali....)

 

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