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Adry

Obbligo cappotto termico

Buonasera a tutti.

Il mio condominio sta discutendo l'eventualità di effettuare lavori di manutenzione straordinaria delle facciate. In questo ambito, per rientrare nel 65% di detrazione (risparmio energetico), c'è la proposta di effettuare il cosiddetto "cappotto termico".

Da semplice proposta, un tecnico intervenuto in assemblea ci ha riferito che per rimozione di porzioni superiori al 10% degli intonaci, il cappotto termico diventa addirittura un obbligo di legge. Tutto questo in base ad un decreto recentissimo di giugno 2015.

Spulciando su internet, ho notato che in Lombardia è entrata effettivamente in vigore questa norma, ma la domanda è se la stessa riguarda tutto il territorio nazionale (vi scrivo dalla Campania).

Il tecnico diceva con convinzione di si, ma ho trovato conferme solo per una regione.

Qualcuno ne sa di più?

Buonasera a tutti.

Il mio condominio sta discutendo l'eventualità di effettuare lavori di manutenzione straordinaria delle facciate. In questo ambito, per rientrare nel 65% di detrazione (risparmio energetico), c'è la proposta di effettuare il cosiddetto "cappotto termico".

Da semplice proposta, un tecnico intervenuto in assemblea ci ha riferito che per rimozione di porzioni superiori al 10% degli intonaci, il cappotto termico diventa addirittura un obbligo di legge. Tutto questo in base ad un decreto recentissimo di giugno 2015.

Spulciando su internet, ho notato che in Lombardia è entrata effettivamente in vigore questa norma, ma la domanda è se la stessa riguarda tutto il territorio nazionale (vi scrivo dalla Campania).

Il tecnico diceva con convinzione di si, ma ho trovato conferme solo per una regione.

Qualcuno ne sa di più?

Si effettivamente la norma esiste ed è il DM 26 giugno 2015 dove all'allegato 1, paragrafo 1.4 specifica quanto afferma il tecnico. Vale in tutta l'Italia e quindi anche in Campania, la Lombardia è un caso a parte ha sempre avuto una normativa particolare autonoma, in questo caso si è dovuta adeguare alla norma nazionale per questo hai trovato un esplicita adozione della norma stessa e quindi degli obblighi richiesti.

Per tuo approfondimento, ti segnalo il documento dell'ANACI - associazione nazionale amministratori condominiali immobiliari

http://www.anaciemiliaromagna.it/documenti/Circolare_Centro_Studi_11_12_2015_isolamento.pdf

che spiega bene (un po' meno la copertura) con esempi.

Saluti

DM 26 GIU 2015

Art 1) c.1.... il presente decreto si pone la finalità di favorire l’applicazione omogenea e coordinata dell’attestazione della prestazione energetica degli edifici e delle unità immobiliari, nel seguito, per brevità, solamente edifici o immobili, su tutto il territorio nazionale. Il presente decreto definisce:

a) le Linee guida nazionali per l’attestazione della prestazione energetica degli edifici;

b) gli strumenti di raccordo, concertazione e cooperazione tra lo Stato e le regioni;

c) la realizzazione di un sistema informativo comune per tutto il territorio nazionale per la gestione di un catasto nazionale degli attestati di prestazione energetica e degli impianti termici.

Art. 3 (Linee guida nazionali per l’attestazione della prestazione energetica degli edifici)

1. L’Allegato 1 al presente decreto costituisce le Linee guida nazionali per l’attestazione della prestazione energetica degli edifici.

Nell'allegato 1 non trovo il paragrafo 1.4 formulato con le indicazioni evidenziate da Consulente Tecnico circa l'obbligatorieta del cappotto termico per "rimozioni di porzioni superiori al 10% degli intonaci". Cosa invece espressamente indicata dal DGR 967/2015 richiamato nella nota che alleghi. Ma che, secondo me vale solo in Emilia Romagna e non certo per Campania o Sicilia, se non altro per differenti parametri climatici di cui tener conto per i calcolo ai fini dell'A.P.E.

Puoi chirarire meglio? Ti ringrazio anticipatamente.

Buongiorno GIME, lei ha estrapolato la parte relativa agli APE.

Il DM 26 giugno 2015 tratta con documenti separati, la prestazione energetica (APE, la ex certificazione energetica dei fabbricati, ex ACE) e la parte di progettazione energetica (ex legge 10/91). Nello specifico in questa seconda e nel file DM_requisiti_minimi_allegato1

si riscontrano quanto anticipato.

 

ALLEGATO 1 (Articoli 3 e 4)

CRITERI GENERALI E REQUISITI DELLE PRESTAZIONI ENERGETICHE DEGLI EDIFICI

 

1.4 Ristrutturazioni importanti e riqualificazioni

 

1.4.1 Ristrutturazioni importanti

1. Ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera l-vicies quater) del decreto legislativo 192/2005, si definisce ristrutturazione importante l’intervento che interessa gli elementi e i componenti integrati costituenti l’involucro edilizio che delimitano un volume a temperatura controllata dall’ambiente esterno e da ambienti non climatizzati, con un incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio.

 

2. Ai fini della determinazione di tale soglia di incidenza, sono da considerarsi unicamente gli elementi edilizi opachi e trasparenti che delimitano il volume a temperatura controllata dall’ambiente esterno e da ambienti non climatizzati quali le pareti verticali, i solai contro terra e su spazi aperti, i tetti e le coperture (solo quando delimitanti volumi climatizzati)...

 

Fermo restando quanto disposto ai commi 1 e 2, per consentire una graduale applicazione dei requisiti minimi di prestazione energetica, nel rispetto di quanto previsto all’articolo 4, comma 1, lettera b) del decreto legislativo, con particolare riferimento alle valutazioni tecniche ed economiche di convenienza, gli interventi di “ristrutturazione importante” si distinguono in:

 

a) ristrutturazioni importanti di primo livello: l’intervento, oltre a interessare l’involucro edilizio con un’incidenza superiore al 50 per cento della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, comprende anche la ristrutturazione dell’impianto termico per il servizio di climatizzazione invernale e/o estiva asservito all’intero edificio. In tali casi i requisiti di prestazione energetica si applicano all’intero edificio e si riferiscono alla sua prestazione energetica relativa al servizio o servizi interessati;

 

b) ristrutturazioni importanti di secondo livello: l’intervento interessa l’involucro edilizio con un incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio e può interessare l’impianto termico per il servizio di climatizzazione invernale e/o estiva. In tali casi, i requisiti di prestazione energetica da verificare riguardano le caratteristiche termo-fisiche delle sole porzioni e delle quote di elementi e componenti dell’involucro dell’edificio interessati dai lavori di riqualificazione energetica e il coefficiente globale di scambio termico per trasmissione (H’T) determinato per l’intera parete, comprensiva di tutti i componenti su cui si è intervenuti. A titolo esemplificativo e non esaustivo:

- se l’intervento riguarda una porzione della copertura dell’edificio, la verifica del coefficiente globale di scambio termico per trasmissione (H’T) si effettua per la medesima porzione della copertura;

- se l’intervento riguarda una porzione della parete verticale opaca dell’edificio esposta a nord, la verifica del coefficiente globale di scambio termico per trasmissione (H’T) si effettua per l’intera parete verticale opaca esposta a nord.

 

Per gli impianti oggetto di eventuale intervento sono comunque rispettate le prescrizioni di cui al capitolo 5.

 

1.4.2 Riqualificazioni energetiche

1. Ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera l-vicies ter) del decreto legislativo, si definiscono interventi di “riqualificazione energetica di un edificio” quelli non riconducibili ai casi di cui al paragrafo 1.4.1 e che hanno, comunque, un impatto sulla prestazione energetica dell’edificio. Tali interventi coinvolgono quindi una superficie inferiore o uguale al 25 per cento della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio e/o consistono nella nuova installazione, nella ristrutturazione di un impianto termico asservito all’edificio o di altri interventi parziali, ivi compresa la sostituzione del generatore. In tali casi i requisiti di prestazione energetica richiesti si applicano ai soli componenti edilizi e impianti oggetto di intervento, e si riferiscono alle loro relative caratteristiche termo-fisiche o di efficienza.

 

1.4.3 Deroghe

2. In caso di interventi di riqualificazione energetica dell’involucro opaco che prevedano l’isolamento termico dall’interno o l’isolamento termico in intercapedine, indipendentemente dall’entità della superficie coinvolta, i valori delle trasmittanze di cui alle tabelle da 1 a 4 dell’Appendice B, sono incrementati del 30%.1. Risultano esclusi dall’applicazione dei requisiti minimi di prestazione energetica:

a) gli interventi di ripristino dell’involucro edilizio che coinvolgono unicamente strati di finitura, interni o esterni, ininfluenti dal punto di vista termico (quali la tinteggiatura), o rifacimento di porzioni di intonaco che interessino una superficie inferiore al 10 per cento della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio;

b) gli interventi di manutenzione ordinaria sugli impianti termici esistenti.

 

5 REQUISITI E PRESCRIZIONI SPECIFICI PER GLI EDIFICI ESISTENTI SOTTOPOSTI A RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA

 

5.1 Ambito di applicazione

1. Le disposizioni di cui al presente Capitolo 5 si applicano agli edifici esistenti sottoposti a riqualificazione energetica come definita all’articolo 2, comma 1, lettere l-vicies ter) del decreto legislativo, appartenenti alle categorie definite in base alla destinazione d’uso di cui al paragrafo 1.2 del Capitolo 1, fatte salve le eccezioni espressamente indicate.

 

5.2 Requisiti e prescrizioni per gli interventi sull’involucro

1. Per gli interventi sugli edifici esistenti compresi nel campo di applicazione di cui al paragrafo 5.1, si applicano i requisiti e le prescrizioni seguenti, fatte salve le specifiche eccezioni puntualmente indicate.

a) Il valore della trasmittanza termica (U) per le strutture opache verticali delimitanti il volume climatizzato verso l’esterno e verso locali non climatizzati, deve essere inferiore o uguale a quello riportato nella Tabella 1 dell’Appendice B.

b) Il valore della trasmittanza termica (U) per le strutture opache orizzontali o inclinate, delimitanti il volume climatizzato verso l’esterno, deve essere inferiore o uguale a quello riportato, in funzione della fascia climatica di riferimento, nelle seguenti tabelle dell’Appendice B:

- nella Tabella 2, con l’eccezione per la categoria E.8, se si tratta di strutture di copertura;

- nella Tabella 3, se si tratta di strutture di pavimento.

c) Con l’eccezione per la categoria E.8, il valore massimo della trasmittanza (U) delle chiusure tecniche trasparenti e opache, apribili e assimilabili, delimitanti il volume climatizzato verso l’esterno, ovvero verso ambienti non dotati di impianto di condizionamento, comprensive degli infissi e non tenendo conto della componente oscurante, deve essere inferiore o uguale a quello riportato nella Tabella 4 dell’Appendice B, in funzione della fascia climatica di riferimento.

d) Con l’eccezione per la categoria E.8, per le chiusure tecniche trasparenti di cui alla lettera c), delimitanti il volume climatizzato verso l’esterno con orientamento da Est a Ovest, passando per Sud, il valore del fattore di trasmissione solare totale (ggl+sh) della componente finestrata, deve essere inferiore o uguale a quello riportato nella Tabella 5 dell’Appendice B.

 

2. Per gli edifici dotati di impianto termico non a servizio di singola unità immobiliare residenziale o assimilata, in caso di riqualificazione energetica dell’involucro edilizio, coibentazioni delle pareti o l’installazione di nuove chiusure tecniche trasparenti, apribili e assimilabili, delimitanti il volume climatizzato verso l’esterno, ovvero verso ambienti non dotati di impianto di climatizzazione, al rispetto dei requisiti di cui alle lettere da a) a d), si aggiunge l’obbligo di installazione di valvole termostatiche, ovvero di altro sistema di termoregolazione per singolo ambiente o singola unità immobiliare, assistita da compensazione climatica del generatore, quest’ultima può essere omessa ove la tecnologia impiantistica preveda sistemi di controllo equivalenti o di maggiore efficienza o qualora non sia tecnicamente realizzabile.

 

Per quanto riguarda la validità del DM 26 giugno 2015, lo stesso vale sul tutto il territorio NAZIONALE a partire dal 1° ottobre 2015. Le regioni che hanno già una normativa autonoma energetica debbono adeguarsi al testo NAZIONALE, difatti Lombardi ed Emilia Romagna si sono adeguate. Per le altre regioni la norma è AUTOMATICAMENTE in vigore dal 1° ottobre 2015. La Campania come tante altre Regioni senza norma specifica devono rispettare questa normativa.

 

Articolo 6

(Funzioni delle Regioni e delle Province autonome)

1. Le disposizioni di cui al presente decreto si applicano alle Regioni e alle Province autonome che non abbiano ancora adottato provvedimenti di recepimento della direttiva 2010/31/UE.

2. Per promuovere una applicazione omogenea del presente decreto sull'intero territorio nazionale, nel disciplinare la materia, nel rispetto dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario nonché dei principi fondamentali della direttiva 2010/31/UE e del decreto legislativo, le Regioni, le Province autonome, il Ministero dello sviluppo economico e il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare collaborano e concorrono per la definizione e l’aggiornamento:

Penso che cosi sia più chiaro, ovviamente va letta tutta la legge e bisogna rivolgersi a tecnici specializzati.

Saluti

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