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Stellamia

Normativa piscina condominiale regione veneto

Buongiorno,sono proprietaria di un appartamento in un condominio in una zona di mare della regione Veneto in cui vi è una piscina condominiale(uso esclusivo per i condomini e i loro ospiti).

A seguito di una denuncia di un condomino è stata chiusa perchè non rispondente alla normativa di sicurezza.

Volevo sapere quale fosse la normativa di riferimento sia per quanto riguarda la sicurezza che per le norme igienico-sanitarie e se vi fossero deroghe per le piscine "storiche" (anni 70)

Vi ringrazio.

La Regione Veneto non ha una legge e quindi non esistono riferimenti precisi a cui rifarsi. Se non succede nulla va tutto bene com'è. Il problema è se succede un incidente e qui sarà il tribunale, a seconda di cosa e come è accaduto, a prendere una decisione. La sicurezza massima è quella di dotarsi di un bagnino (la piscina non è piccola ed i condomini sono tanti) e di adeguare l'impianto alla Norma UNI 10637. La sicurezza minima è lasciare tutto com'è. Di posizioni intermedie purtroppo, in questo caso, non ne vedo molte...

Per il bagnino ci sono molte cooperative che offrono questo tipo di servizio, forse è meglio piuttosto che assumerne uno direttamente.

– CONTROLLI INTERNI 20

 

6.1 - Ai fini di garantire il rispetto dei requisiti di cui all’ALLEGATO 1 e il

mantenimento delle condizioni di sicurezza igienico sanitaria a tutela degli utenti, ogni

piscina deve essere dotata di un piano di autocontrollo che, mediante analisi e

monitoraggio dei processi e dei punti critici, 21 assicuri il costante rispetto delle

condizioni richieste e consenta l’attuazione degli interventi correttivi previsti in modo

rapido ed efficace

 

controlli interni devono soddisfare l’esigenza della valutazione dei rischi presenti

in ogni fase della gestione dell’attività. 22 Il documento deve essere redatto secondo i

seguenti principi:

a) analisi dei potenziali pericoli igienico - sanitari per la piscina;

b) individuazione dei punti o delle fasi in cui possono verificarsi tali pericoli e

definizione delle relative misure preventive da adottare;

c) individuazione dei punti critici e definizione dei limiti critici degli stessi;

d) definizione del sistema di monitoraggio;

e) individuazione delle azioni correttive;

f) verifiche del piano e riesame periodico, anche in relazione al variare delle

condizioni iniziali, delle analisi dei rischi, dei punti critici, e delle procedure in

materia di controllo e sorveglianza.

 

6.3 - Il piano di autocontrollo deve essere predisposto secondo le indicazioni delle

disposizioni regionali; esso deve altresì contenere le misure correttive da adottarsi a

seguito del mancato rispetto delle condizioni prefissate per ciascun punto critico. 23

 

6.4 – Il responsabile della piscina deve mantenere costantemente aggiornata la

documentazione e le registrazioni delle attività compiute in applicazione del piano di

autocontrollo. ciao

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