Vai al contenuto
piemag73

Nomina amministratore di condominio - come è possibile verificare le competenze, richieste dalla legge, in capo all'amministratore

Salve, sono nuovo su questo forum e mi scuserete per domande, probabilmente, banali.

Ho acquistato da poco un appartamento in un condominio e mi chiedevo se, nella nomina dell'amministratore, prevale la scelta dell'amministratore esterno o interno ...qualora fossi stato poco chiaro vorrei sapere se tra un candidato interno ed uno esterno, esista una qualche priorità nella decisione.

Come è possibile verificare le competenze, richieste dalla legge, in capo all'amministratore esterno?

Requisiti dell’amministratore

• a) deve avere il godimento dei diritti civili;

• b) che non sia stato condannato per delitti contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio o per ogni altro delitto non colposo per il quale la legge commini la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a due anni e, nel massimo, a cinque anni;

• c) che non sia stato sottoposto a misure di prevenzione definitive, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione;

• d) che non sia interdetto o inabilitato;

• e) il cui nome non risulti annotato nell’elenco dei protesti cambiari;

• f) che abbia conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado;

• g) che abbia frequentato un corso di formazione iniziale e svolgano attività di formazione periodica in materia di amministrazione condominiale.

Se l'amministratore vive nello stabile non dovrà avere i requisiti ai punti f) e g).

 

E' possibile verificare i dati richiesti tramite la dichiarazione dell'amministratore e/o meglio ancora tramite l'esibizione dello stesso dell'attestato di frequenza del corso obbligatorio, dei corsi di aggiornamento, del diploma di scuola superiore per quanto riguarda la formazione, tramite l'esibizione del certificato dei carichi pendenti e similari per quanto attiene ai requisiti di onorabilità, questi ultimi necessari anche per gli interni al condominio.

Per quanto riguarda il diritto di preferenza tra interni ed esterni, questo non esiste, ambedue sono sullo stesso piano, è sufficiente che ottengano la necessaria doppia maggioranza di teste e millesimi, può essere determinante l'opportunità di presenza all'interno del condominio (con tutto ciò che comporta per il candidato) e l'eventuale gratuità offerta dal condomino-candidato qualora non sia in grado di fatturare il proprio compenso

Salve, sono nuovo su questo forum e mi scuserete per domande, probabilmente, banali.

Ho acquistato da poco un appartamento in un condominio e mi chiedevo se, nella nomina dell'amministratore, prevale la scelta dell'amministratore esterno o interno ...qualora fossi stato poco chiaro vorrei sapere se tra un candidato interno ed uno esterno, esista una qualche priorità nella decisione.

Come è possibile verificare le competenze, richieste dalla legge, in capo all'amministratore esterno?

L'amministratore esterno deve avere i requisiti professionali richiesti dall'art. 71 bis c.c.

L'amministratore interno deve avere solo i requisiti di onorabilità.

 

Non ci sono priorità di scelta tra amministratore interno o esterno se non la decisione della maggioranza dell'assemblea.

 

Art. 71-bis.

Possono svolgere l’incarico di amministratore di condominio coloro:

a) che hanno il godimento dei diritti civili;

b) che non sono stati condannati per delitti contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio e per ogni altro delitto non colposo per il quale la legge commina la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a due anni e, nel massimo, a cinque anni;

c) che non sono stati sottoposti a misure di prevenzione divenute definitive, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione;

d) che non sono interdetti o inabilitati;

e) il cui nome non risulta annotato nell’elenco dei protesti cambiari;

f) che hanno conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado;

g) che hanno frequentato un corso di formazione iniziale e svolgono attività di formazione periodica in materia di amministrazione condominiale.

I requisiti di cui alle lettere f) e g) del primo comma non sono necessari qualora l’amministratore sia nominato tra i condomini dello stabile.

Possono svolgere l’incarico di amministratore di condominio anche società di cui al titolo V del libro V del codice. In tal caso, i requisiti devono essere posseduti dai soci illimitatamente responsabili, dagli amministratori e dai dipendenti incaricati di svolgere le funzioni di amministrazione dei condomini a favore dei quali la società presta i servizi.

La perdita dei requisiti di cui alle lettere a), b), c), d) ed e) del primo comma comporta la cessazione dall’incarico. In tale evenienza ciascun condomino può convocare senza formalità l’assemblea per la nomina del nuovo amministratore.

A quanti hanno svolto attività di amministrazione di condominio per almeno un anno nell’arco dei tre anni precedenti alla data di entrata in vigore della presente disposizione, è consentito lo svolgimento dell’attività di amministratore anche in mancanza dei requisiti di cui alle lettere f) e g) del primo comma. Resta salvo l’obbligo di formazione periodica.

... vorrei sapere se tra un candidato interno ed uno esterno, esista una qualche priorità nella decisione.
Non esistono priorità, ossia chi dei due candidati aventi i requisiti richiesti, ben spiegati da chi mi ha preceduto, raggiunge il quorum della doppia maggioranza rappresentata dalle teste presenti in assemblea e almeno 500 mlm diviene amministratore, difficilmente si avrà una parità di teste e millesimi, nel qual caso (rarissimo) si avrà uno stallo e nessuno dei due sarà nominato.
×