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missanajs

Motivo recesso anticipato contratto di locazione

Buongiorno, circa sei mesi fa ho stipulato un contratto di affitto ad uso abitativo per un appartamento sito a ridosso di una ferrovia. Ovviamente al momento della stipula del contratto ero al corrente del fatto che la casa si trovasse nelle vicinanze di una ferrovia in cui passano in media 5/6 treni all'ora. Nel frattempo sono nati i miei due figli che ogni volta che passa un treno si svegliano, iniziano a piangere e non c'è verso di calmarli, sennonchè quando ci si riesce ripassa un altro treno e la storia ricomincia da capo. Ovviamente la situazione sta diventando frustrante, sia per loro che sono continuamente nervosi e non riescono a riposare se non quando esco a far fare loro lunghi giri lontano da ferrovie, sia per noi che ormai non riusciamo più a gestire la situazione.

In aggiunta, con l'arrivo dei due pargoli, abbiamo dovuto far fronte a spese che non avevamo preventivato nel momento della firma del contratto e, siccome è solo mio marito a lavorare, inizia a esserci difficile pagare l'affitto.

La mia domanda è: può essere uno dei due motivi considerato come "grave motivo" per la recessione anticipata del contratto di affitto?

Grazie

ciao

 

ma cosa hai scritto in contratto ? Dai con i sei mesi di preavviso la disdetta ( o quelli minori del contratto) senza preoccuparti se il proprietario li considererà gravi o meno. Non compete a lui tale valutazione, ma al Giudice cui eventualmente vorrà adire, ma il buon senso e le scarse possibilità di aver ragione, gli consiglieranno di accettare.

Ciao Giovanni

 

hai ragione, ma forse il gioco non vale la candela. Vedo che comunque tutti accettano il preavviso dei sei mesi abbastanza regolarmente e senza particolari storie.

Anch’io concordo con Camillo, anche se personalmente, al di là di ogni valutazione (evidentemente, extragiuridica) e di una eventuale richiesta di rinegoziazione/riduzione del canone, nutro qualche dubbio circa la legittimità del recesso del conduttore per gravi motivi in un contenzioso giudiziario (e, dunque, di una previa contestazione da parte del locatore del recesso). Il fatto di abitare in adiacenza di una rete ferroviaria e la nascita di due figli e un'unica fonte di reddito di per sé non costituiscono gravi motivi che giustificano il recesso, a norma dell’articolo 3, ultimo comma della legge 431/1998.

 

In tema, la giurisprudenza ha avuto modo di puntualizzare che i gravi motivi, in presenza dei quali si consente il recesso del conduttore dal contratto devono collegarsi a fatti estranei alla volontà del conduttore che, imprevedibilmente e sopravvenuti alla costituzione del rapporto locativo, siano tali da rendere oltremodo gravosa la prosecuzione della locazione stessa.

 

Nell’atto di recesso devono, perciò, essere indicati i motivi imprevedibili, oltre che sopravvenuti rispetto alla costituzione iniziale del rapporto, oltre che obiettivi, gravi a tal punto da impedire la prosecuzione della locazione. Il rumore determinato dal passaggio dei treni e il reddito del conduttore non costituiscono né motivi sopravvenuti, né imprevedibili ai fini della previsione in oggetto. Nel caso di specie potrebbero, invece sussistere i presupposti che, secondo giurisprudenza prevalente, legittimerebbero il recesso per gravi motivi qualora il conduttore evidenzi, nella lettera di recesso, la necessità di maggiori spazi per nuove esigenze familiari: questo evento, poiché estraneo all’iniziale volontà del conduttore medesimo, fermo il preavviso contrattualmente previsto, può essere legittimo e potrebbe essere avanzato davanti ai giudici che in materia di recesso dal vincolo negoziale riconoscono la rilevanza dei soli motivi di natura oggettiva (nella specie, nascita di un bambino), non dando rilevanza alcuna ai motivi soggettivi del conduttore (non dipendono da una sua libera valutazione, basata sulla convenienza o meno di continuare il rapporto e, quindi, sono fuori dal suo controllo).

Se il gioco non vale la candela, eventualmente, lo deciderà il locatore che avrà la scelta di opporsi o meno alla risoluzione contrattuale..

Se il gioco non vale la candela, eventualmente, lo deciderà il locatore che avrà la scelta di opporsi o meno alla risoluzione contrattuale..

ciao

 

Al di la delle clausole contrattuali, mi fai un esempio dove il gioco vale la candela. Se si tratta solo di far valere un principio, non c'è storia, ma economicamente non è mai conveniente. In caso di valore basso dell'affitto, la spesa per ottenere il tutto potrebbe completamente assorbire quanto ottenuto, magari con locali sfitti certamente per mesi. In caso di valore alto della locazione, è facile sostenere la indisponibilità economica a sostenere ancora tale spesa. Quindi è il portafoglio che mi suggerisce di non ricorrere per far valutare al Giudice se i motivi addotti sono gravi o meno per la risoluzione col preavviso di 6 mesi.

Appunto .. è il portafoglio oppure il libero arbitrio che il locatore ha di agire o meno. Non si può escludere alcune delle ipotesi.

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