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daniele.moccia

Modifica Impianto Riscaldamento

Buonasera a tutti gli utenti.

Ho una questione un pochino complessa da sottoporre per la quale avrei bisogno di pareri tecnici, se possibile documentati.

 

In sede di assemblea di un supercondominio (per comodità civici 107 e 113) alcuni condòmini del 107 hanno proposto di separare l'impianto di riscaldamento creandone due distinti, uno per il 107 e uno per il 113.

Allo stato attuale, ai fini di chiarire le norme giurisprudenziali in materia e stabilire i criteri tecnici di fattibilità, si rappresenta che sia la caldaia, sia l'unica canna fumaria, sono collocate nei locali del civico 113, e, a titolo informativo, il civico 107 non è immediatamente adiacente il 113.

La situazione che si prospetta è la seguente:

 

- Civico 113 sostituzione caldaia esistente con una dimensionata solo per detta palazzina, utilizzo canna fumaria già esistente;

- Civico 107 installazione ulteriore nuova caldaia nello stesso locale del 113 (il 107 non ha locali propri adatti) con ausilio della canna fumaria del 113.

 

I due fabbricati possiedono un regolamento contrattuale che li vincola ad avere in comune portierato e riscaldamento.

Alla luce di quanto sopra chiedo:

 

1) Esistono riferimenti giurisprudenziali e tecnici che consentano e/o regolino la trasformazione di predetto impianto? In caso affermativo avrei cortesemente bisogno di fonti;

 

2) Gli oneri derivanti (notarili per quanto riguarda l'eventuale modifica del regolamento, allaccio nuove utenze luce, gas e acqua, CPI locale caldaia conseguente alla trasformazione, spese di adattamento infrastrutture, ricalcolo millesimi riscaldamento) a carico di quale condominio sarebbero;

 

3) Come regolarsi con la canna fumaria? 

A tal proposito, come accennato sopra, attualmente è presente una sola canna fumaria, che peraltro, compie il suo percorso attraversando una proprietà esclusiva del 113 (servitù);

 

4) Ai fini del diniego alla citata proposta di separazione dell'impianto di riscaldamento, quale quorum deliberativo sarebbe opportuno adottare?

 

5) Gli oneri derivanti dalle parcelle professionisti legali e tecnici, ancorché non autorizzati mediante delibera, a chi dovrebbero essere imputati? 

E nel caso i condòmini dissenzienti intendessero dissociarsi dal pagamento, cosa potranno fare?

 

6) Nel caso di specie, in cui l'Amministratore del Supercondominio non ottemperasse a quanto deliberato in assemblea a tal proposito, a cosa va in contro?

 

Chiedo scusa per il post molto lungo, ma volevo rappresentare il più fedelmente possibile la situazione.

Grazie a tutti coloro che potranno/sapranno rispondere.

 

 

 

Alcuni condomini sono un pò pochi.

 

L'impianto centralizzato è proprietà comune e per dismetterlo e/o modificarlo è necessaria l'unanimità dei consensi dei proprietari delle due palazzine (1000/1000).

 

 

 

 

Modificato da Mosquiton
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