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Ospite MM2012

MEDIAZIONE PER Risarcimento DANNI rigurgito fortuito eccezzionale

Durante una tempestata violenta è avvenuto un rigurgito in tre abitazioni del mio condominio.

Non si sono rotte le condutture ma la grandine è uscita dai water ed è penetrata nell'appartamento sottostante bagnando la camera da letto e una parete. Pertanto il condominio non ha riparato nulla. Non c'erano tubazioni rotte e nessuna occlusione.

L'assicurazione del condominio ha risarcito circa € 2.000 quali danni per l'arredamento e la tinteggiatura.

Il perito fermamente sostiene che il risarcimento è congruo.

Il danneggiato sostiene che i danni ammontavano a € 7.500 e ha chiamato il condominio presso un istituto di mediazione in quanto ritenuto colpevole e vuole il risarcimento della differenza di € 5.500.

 

La maggior parte dei Residenti non voterà per la partecipazione in mediazione in quanto ritiene il sinistro un evento fortuito ed eccezionale.

 

Cosa mi consigliate prima dell'assemblea ?

 

Grazie mille

Secondo me,il condomino danneggiato avrebbe dovuto attivare una procedura di negoziazione assistita, ma questo è un aspetto che valutato con il legale del condominio.

Se l'assemblea non delibera in merito all'invito a partecipare alla procedura di mediazione, si avrà una mancata adesione, con possibilità di agire in via giudiziale per il condòmino danneggiato.

Grazie Avv. Gallucci,

ma il Condominio è responsabile per un danno atmosferico ? Che colpa ne ha ?

Non c'erano tubazioni guaste. Non sono state eseguite riparazioni o pulizie..

E' stato un ritorno di grandine transitato dalle fognatura del Comune che è arrivata addirittura nei bagni dei Residenti.

Buon Anno e Grazie per la costante collaborazione

ciao

 

la responsabilità del danno arrecato dalle parti comuni è del condominio, e quindi, per la parte che non è stata risarcita dall'assicurazione, andrà risarcita dai condomini allacciati a quella tubazione.

Non hanno colpe dirette, ma .... sono responsabili dei danni causati dall'insufficiente smaltimento ( anche se eccezionale) di tale tubazione.

D'accordo con la responsabilità sempre e comunque. In caso di prosecusione giudiziale e condanna, il condominio potrà decidere di rivalersi sul comune, qualora venisse accertata una corresponsabilità. Tale eccezione potrà anche essere sollevata in sede di giudizio.

 

Certo che la differenza tra 2000 e 7500 è un tantino strana. A quanto ammonta il massimale per questo tipo di sinistro? A mio avviso, se fosse superiore a 7500 e il condomino avesse firmato l'atto di quietanza per incassare i 2000, non vedo come possa ora citare il condominio.

 

Spiegati meglio MM2012: i 2000 euro erano complessivi per tutti e tre i sinistri, o no?

Parli di incasso, ma come è avvenuto? Ha incassato l'amministratore per tutti e tre, o parziale? In tali casi, chi ha firmato le quietanze?

Hanno riscosso e firmato i singoli condomini?

Dimenticavo: richiederei (importante farlo per iscritto), all'amministratore di denunciare immediatamente il sinistro presso l'ufficio tecnico del comune, od altro preposto, al fine di attivare l'eventuale tutela assicurativa comunale. Se, come sembrerebbe di capire dal post, vi potrebbe essere un rigurgito dalla fogna comunale.

Ricordo che l'art. 2051 esclude il caso fortuito e una forte grandinata potrebbe esserlo. La mia domanda è: l'assicurazione per quale garanzia prevista nella polizza ha risarcito il danno? eventi atmosferici?

Nel ringraziarvi, informo che l'assicurazione vorrebbe rimborsare al condominio € 700 per il ripristino delle tinteggiature. Al momento non è stato firmato l'atto di liquidazione. Ed ha già liquidato al Residente i rimanti € 1.300 per i danni ai suoi beni personali Camera da Letto.

 

Non essendoci riparazioni il perito ha concordato che il danno è stato dovuto a rigurgito / occlusione e il massimale in polizza è di € 2.500.

 

Grazie

ciao

 

a parte che non è chiaro cosa abbia fatto l'assicurazione a mezzo perito, e pechè abbia liquidato solo a qualcuno....

 

In primis, la richiesta del danneggiato va bene, ma è stato accertato che tale effettivamente è il danno ?

 

Se l'assicurazione copre solo una parte del danno, il rimanente, se riconosciuto, rimane sul groppone dei condomini ( o comunque di chi è proprietario di tale scarico)

ciao

 

a parte che non è chiaro cosa abbia fatto l'assicurazione a mezzo perito, e pechè abbia liquidato solo a qualcuno....

 

In primis, la richiesta del danneggiato va bene, ma è stato accertato che tale effettivamente è il danno ?

 

Se l'assicurazione copre solo una parte del danno, il rimanente, se riconosciuto, rimane sul groppone dei condomini ( o comunque di chi è proprietario di tale scarico)

Almeno che il condominio non riesca a dimostrare il caso fortuito la qual cosa se si finisce in tribunale sarà il giudice a valutarla. Se il danno che il condomino lamenta è superiore a quello rimborsabile dall'assicurazione per il massimale stabilito in essa che è comunque di €2500,00 si dovrebbe comunque arrivare a quel massimale mi sembra strana una discrepanza così rilevante tra quanto chiesto dal condomino e quanto stabilito dal perito che tende naturalmente a fare gli interessi dell'agenzia assicurativa. Comunque conviene andare in mediazione per capire quale è la situazione e magari chiedere preventivamente un parere ad un tecnico relativamente alla causa del danno ( fortuito o meno) così da arrivarci preparati; se la causa non è fortuita conviene arrivare ad un accordo riguardo il risarcimento onde evitare di andare in tribunale ed affrontare oltretutto le spese di una causa

ciao

 

ribadisco che il danno va comunque risarcito al danneggiato se causato dal condominio, e non ha nessuna importanza se fortuito o meno. L'assicurazione manleva il condominio e quindi è un rapporto tra condominio e assicurazione, e quindi quanto da loro concordato ( e se coperto solo in parte) riguarda solo loro. Il condominio, di fronte alla pretesa di € 7.500 ha accertato se il danno è effettivamente tale ? Quindi l'accordo è tra il condominio ed il danneggiato e rimarrà sul groppone dei condomini la differenza tra quanto rimborsato dall'assicurazione e la cifra definita con il danneggiato. Solo se non si trova un accordo si va alla mediazione. Penso però che un perito serio incaricato in comune possa definire l'esatto ammontare del danno da liquidare.

ciao

 

ribadisco che il danno va comunque risarcito al danneggiato se causato dal condominio, e non ha nessuna importanza se fortuito o meno. L'assicurazione manleva il condominio e quindi è un rapporto tra condominio e assicurazione, e quindi quanto da loro concordato ( e se coperto solo in parte) riguarda solo loro. Il condominio, di fronte alla pretesa di € 7.500 ha accertato se il danno è effettivamente tale ? Quindi l'accordo è tra il condominio ed il danneggiato e rimarrà sul groppone dei condomini la differenza tra quanto rimborsato dall'assicurazione e la cifra definita con il danneggiato. Solo se non si trova un accordo si va alla mediazione. Penso però che un perito serio incaricato in comune possa definire l'esatto ammontare del danno da liquidare.

Ciao

certo che ha importanza: l'unico caso in cui il custode non è responsabile del danno causato dalla cosa in custodia è per il caso fortuito art. 2051 c.c.

 

Articolo 2051.c.c. Ciascuno e responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito

 

(1218,1256).

 

Quindi se il condominio riesce a dimostrare il caso fortuito nulla deve risarcire ; se il danneggiato inizia una causa rischia di perderla se il giudice accoglie il caso fortuito. Potrebbe essere che la causa sia stata l'eccezionale grandinata ( caso fortuito) e che le tubazioni siano state il tramite con cui il danno è stato cagionato ma non la causa diretta

ciao

 

ribadisco che il danno va comunque risarcito al danneggiato se causato dal condominio, e non ha nessuna importanza se fortuito o meno. L'assicurazione manleva il condominio e quindi è un rapporto tra condominio e assicurazione, e quindi quanto da loro concordato ( e se coperto solo in parte) riguarda solo loro. Il condominio, di fronte alla pretesa di € 7.500 ha accertato se il danno è effettivamente tale ? Quindi l'accordo è tra il condominio ed il danneggiato e rimarrà sul groppone dei condomini la differenza tra quanto rimborsato dall'assicurazione e la cifra definita con il danneggiato. Solo se non si trova un accordo si va alla mediazione. Penso però che un perito serio incaricato in comune possa definire l'esatto ammontare del danno da liquidare.

Non entrando nel merito del caso fortuito, non mi pare così per la RC che ritorna in capo il condominio, se il danneggiato pretende una cifra superiore a quanto riconosciuto dalla compagnia assicuratrice.

 

Se un condominio paga fior di soldi all'anno di premio, è perchè vuol essere sollevato da tali rischi. Se un danneggiato ritiene basso il risarcimento, non firma e va in mediazione. Poi se la vedrà di nuovo con l'assicurazione che il condominio chiamerà in causa. Ma no che firma e poi chiede altro al condominio. Tale ipotesi può essere valida solo se quanto chiede supera il massimale, oppure se il condominio ha già superato un tetto stabilito di risarcimenti in un x periodo.

 

Se un condominio ritorna a doversi assumere la RC a che serve essere assicurati?

ciao

 

chiariamo bene la cosa.

 

Chi stipula il contratto con l'assicurazione è il condominio, e quel contratto contiene i reciproci obblighi.

 

Chi subisce un danno, ha diritto al risarcimento del danno da chi lo ha causato.

 

Posto ciò, se ho subito un danno che io stimo in 7.500 €, a me poco interessa che il perito dell'assicurazione stimi il risarcimento in 2.500 €, in quanto tale somma viene liquidata al contraente( salvo accordi) in forza ed in base alle clausole contrattuali.

 

Quindi se io che ho subito il danno non accetto una liquidazione inferiore a 7.500, procedo per averli e se tu resisti e poi mi vengono riconosciuti, ho diritto di averli da te e che l'assicurazioni non ti manlevi è un problema tuo..

La liquidazione dell'assicurazione anche se inferiore alla pretesa va comunque accettata come acconto e per la differenza dovrebbe interviene il "custode del bene" che ha causato il danno sempre che non si tratti di caso fortuito come detto

Non entrando nel merito del caso fortuito, non mi pare così per la RC che ritorna in capo il condominio, se il danneggiato pretende una cifra superiore a quanto riconosciuto dalla compagnia assicuratrice.

 

Se un condominio paga fior di soldi all'anno di premio, è perchè vuol essere sollevato da tali rischi. Se un danneggiato ritiene basso il risarcimento, non firma e va in mediazione. Poi se la vedrà di nuovo con l'assicurazione che il condominio chiamerà in causa. Ma no che firma e poi chiede altro al condominio. Tale ipotesi può essere valida solo se quanto chiede supera il massimale, oppure se il condominio ha già superato un tetto stabilito di risarcimenti in un x periodo.

 

Se un condominio ritorna a doversi assumere la RC a che serve essere assicurati?

Il massimale risarcito dipende da quanto si paga. La copertura e il massimale fanno parte di un contratto tra assicurazione e assicurato, il danneggiato a copertura del danno si rivolge a chi lo ha cagionato. La grandine per entrare dentro casa certamente ha trovato una via, questa via è stata individuata negli scarichi comuni condominiali a questo punto il condominio è tenuto a coprire la differenza da quanto liquidato dall'assicurazione e il totale in fattura.

La fattura deve riportare dettagliatamente i costi per il ripristino.

Si sposta tutto sulla validità della fattura, tutto il resto è out.

La liquidazione dell'assicurazione anche se inferiore alla pretesa va comunque accettata come acconto e per la differenza dovrebbe interviene il "custode del bene" che ha causato il danno sempre che non si tratti di caso fortuito come detto

Si, ma in genere firmi un atto di quietanza, non un acconto. Siglando quello, non vedo come puoi considerarlo acconto. Prova a scriverlo sopra l'atto e vedi se ti danno l'assegno.

ciao

 

chiariamo bene la cosa.

 

Chi stipula il contratto con l'assicurazione è il condominio, e quel contratto contiene i reciproci obblighi.

 

Chi subisce un danno, ha diritto al risarcimento del danno da chi lo ha causato.

 

Posto ciò, se ho subito un danno che io stimo in 7.500 €, a me poco interessa che il perito dell'assicurazione stimi il risarcimento in 2.500 €, in quanto tale somma viene liquidata al contraente( salvo accordi) in forza ed in base alle clausole contrattuali.

 

Quindi se io che ho subito il danno non accetto una liquidazione inferiore a 7.500, procedo per averli e se tu resisti e poi mi vengono riconosciuti, ho diritto di averli da te e che l'assicurazioni non ti manlevi è un problema tuo..

Non avviene esattamente così e te lo posso dire per esperienza diretta. Se il danneggiato "procede", con la compagnia assicuratrice se la vede già in corso di giudizio e non a seguito di eventuali "manleve".

Inoltre, se la mancata accettazione avviene dopo l'incasso da parte dell'amministratore, il danneggiato rischia di doversela vedere personalmente solo con l'amministratore per non averlo diffidato dall'incassare e firmare atti di quietanza per il suo danno. E specialmente se la perizia del danneggiato è di molto precedente.

 

La questione non è così scientifica, dato che a complicarla ci potrebbe essere il ruolo dell'amministratore che firma e incassa senza chiedere prima nulla al danneggiato.

Si, ma in genere firmi un atto di quietanza, non un acconto. Siglando quello, non vedo come puoi considerarlo acconto. Prova a scriverlo sopra l'atto e vedi se ti danno l'assegno.

ciao

 

hai perfettamente ragione. Il tentativo di acquisire l'assegno quale acconto è solo un tenetativo in quanto anche se non firmi, l'incasso dell'assegno è accettazione ( del resto chiaramente indicato nel foglio con cui ti inviano l'assegno, che è considerato a liberatoria.

ciao

 

hai perfettamente ragione. Il tentativo di acquisire l'assegno quale acconto è solo un tenetativo in quanto anche se non firmi, l'incasso dell'assegno è accettazione ( del resto chiaramente indicato nel foglio con cui ti inviano l'assegno, che è considerato a liberatoria.

Mi fa piacere, perchè questa è una mia battaglia personale. Probabilmente, una maggiore cautela contribuirebbe forse a generare meno contenzioso che poi ingolfa i tribunali.

Personalmente, non ho mai capito gli amministratori che pigliano e incassano, ma poi magari sollevano un polverone per una richiesta di accesso al registro di anagrafe condominiale, adducendo motivi di privacy. A mio avviso, l'atto di quietanza si firma solo in presenza di significazione scritta del beneficiario, a riprova dell'acquiescenza di quest'ultimo.

Si, ma in genere firmi un atto di quietanza, non un acconto. Siglando quello, non vedo come puoi considerarlo acconto. Prova a scriverlo sopra l'atto e vedi se ti danno l'assegno.

L' assicurazione condominiale liquida il danno all'amministratore il quale lo gira al danneggiato: nel momento che quest' ultimo lo riceve (anche bonificato sul c/c condominiale ) scriverà dicendo che lo trattiene a titolo di acconto. Sto seguendo da più di un anno il caso di una mia carissima amica( lei ha un grave problema di salute per questo la sto aiutando) che ha ricevuto un danno da infiltrazione in condominio, caso molto complesso perché il tubo è risultato essere di un solo condomino e tra l'altro servitù occulta ed illecita e per il quale l'assicurazione ha risarcito solo 1/4 del danno e nulla il condomino danneggiante per cui si è aperta una causa . A seguito di questo ho imparato molto di queste pratiche assicurative e di risarcimento danni e spero di poter trasmettere la mia esperienza in aiuto agli amici del forum

ciaohai perfettamente ragione. Il tentativo di acquisire l'assegno quale acconto è solo un tenetativo in quanto anche se non firmi, l'incasso dell'assegno è accettazione ( del resto chiaramente indicato nel foglio con cui ti inviano l'assegno, che è considerato a liberatoria.

L'incasso dell' assegno non è liberatoria lo è solo la firma della quietanza . Tra l' altro il rifiuto di ricevere una somma anche se non congrua può costituire una MORA CREDENDI

 

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Mi fa piacere, perchè questa è una mia battaglia personale. Probabilmente, una maggiore cautela contribuirebbe forse a generare meno contenzioso che poi ingolfa i tribunali.

Personalmente, non ho mai capito gli amministratori che pigliano e incassano, ma poi magari sollevano un polverone per una richiesta di accesso al registro di anagrafe condominiale, adducendo motivi di privacy. A mio avviso, l'atto di quietanza si firma solo in presenza di significazione scritta del beneficiario, a riprova dell'acquiescenza di quest'ultimo.

Quello che ingolfa i tribunali è che chi ha causato un danno non lo risarcisca senza finire in tribunale. Chiaro che l' amministratore di condominio che in qualità di rappresentante dello stesso deve firmare la quietanza, deve prestare molta attenzione a firmare solo se la cifra è congrua alla richiesta di risarcimento richiesta dal danneggiato o se l'assicurazione ha validi e comprovati motivi ( massimali, franchigia, garanzie non contemplate nella polizza) per non risarcire interamente il sinistro.

Il massimale risarcito dipende da quanto si paga. La copertura e il massimale fanno parte di un contratto tra assicurazione e assicurato, il danneggiato a copertura del danno si rivolge a chi lo ha cagionato. La grandine per entrare dentro casa certamente ha trovato una via, questa via è stata individuata negli scarichi comuni condominiali a questo punto il condominio è tenuto a coprire la differenza da quanto liquidato dall'assicurazione e il totale in fattura.

La fattura deve riportare dettagliatamente i costi per il ripristino.

Si sposta tutto sulla validità della fattura, tutto il resto è out.

Per un risarcimento danni del tipo di cui si sta parlando non serve una fattura ma è sufficiente anche solo un preventivo che il danneggiato deve farsi fare da un tecnico preposto e da questo sottoscritto. Se tale preventivo viene considerato gonfiato dalla controparte e quindi non pagato o pagato in parte, il danneggiante potrà citarlo in giudizio e sarà il giudice a decidere la somma da risarcire tenuto conto del preventivo e viste le verifiche da parte di un CTU

L' assicurazione condominiale liquida il danno all'amministratore il quale lo gira al danneggiato: nel momento che quest' ultimo lo riceve (anche bonificato sul c/c condominiale ) scriverà dicendo che lo trattiene a titolo di acconto. ...

Con tutto il rispetto per le situazioni personali che descrivi, ma tale comunicazione non serve a nulla perchè c'è un'asimmetria tra ciò che ha firmato l'amministratore e tale comunicazione.

 

Infatti, l'amministratore ha firmato ben altro, ovvero una quietanza. E un amministratore serio, non firma una quietanza se il condomino gli ha scritto che è un acconto.

Se il condomino pretende altro oltre quanto già ricevuto, il condominio girerà la pretesa alla compagnia assicuratrice, che ovviamente tirerà fuori la quietanza siglata dall'amministratore.

 

A quel punto, probabilmente inizierà a fare la lagna in assemblea, magari con l'appoggio dell'amministratore che teme di essere accusato di aver firmato senza chiedere prima. Se l'assemblea non guarda in faccia a nessuno, nega l'intrgrazione. Se verrà citato il condominio, questi non farà altro che chiamare in causa l'assicurazione, qualora il massimale non sia raggiunto. Facile intuire quale documento tirerà fuori. A quel punto, a colui che magari si credeva un furbo pesce in barile resta la facoltà di fare causa all'amministratore per aver firmato senza interpellarlo prima in merito alla misura del risarcimento.

 

Fidati, nel mio condominio ci siamo passati ed è così. Se in altri condomini pagano senza batter ciglio ciò che i vicini evitano accuratamente di chiedere alle assicurazioni perchè sanno che queste ultime hanno fior di avvocati, è un problema loro.

Con tutto il rispetto per le situazioni personali che descrivi, ma tale comunicazione non serve a nulla perchè c'è un'asimmetria tra ciò che ha firmato l'amministratore e tale comunicazione.

 

Infatti, l'amministratore ha firmato ben altro, ovvero una quietanza. E un amministratore serio, non firma una quietanza se il condomino gli ha scritto che è un acconto.

Se il condomino pretende altro oltre quanto già ricevuto, il condominio girerà la pretesa alla compagnia assicuratrice, che ovviamente tirerà fuori la quietanza siglata dall'amministratore.

 

A quel punto, probabilmente inizierà a fare la lagna in assemblea, magari con l'appoggio dell'amministratore che teme di essere accusato di aver firmato senza chiedere prima. Se l'assemblea non guarda in faccia a nessuno, nega l'intrgrazione. Se verrà citato il condominio, questi non farà altro che chiamare in causa l'assicurazione, qualora il massimale non sia raggiunto. Facile intuire quale documento tirerà fuori. A quel punto, a colui che magari si credeva un furbo pesce in barile resta la facoltà di fare causa all'amministratore per aver firmato senza interpellarlo prima in merito alla misura del risarcimento.

 

Fidati, nel mio condominio ci siamo passati ed è così. Se in altri condomini pagano senza batter ciglio ciò che i vicini evitano accuratamente di chiedere alle assicurazioni perchè sanno che queste ultime hanno fior di avvocati, è un problema loro.

Alla parte evidenziata in neretto ho già risposto al mio post22 seconda parte. Se non vi è modo di ricevere più soldi per validi motivi l' amministratore firmerà la quietanza e il danneggiato per la parte rimanente si rivarrà sui danneggianti. I danneggianti che dovranno sborsare i rimanente del risarcimento ( e non il danneggiato)si potranno rivalere efficacemente sull' amministratore solo se potranno dimostrare che questi ha firmato una quietanza senza un valido motivo per accettare la cifra proposta dall'assicurazione. Il danneggiato non dovrà rivalersi sull' amministratore me solo nei confronti del custode della cosa che gli ha causato il danno sempre che quest'ultimo non dimostri il caso fortuito ( art. 2051 c.c.) infatti ricordiamolo che il responsabile del danno è sempre il custode che può anche avere sottoscritto una polizza privata che interviene come seconda assicurazione perché quella condominiale è quella prevalente

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