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QueenCrimson

Mancata accettazione disdetta anticipata contratto locazione per gravi motivi

Buongiorno, vi scrivo per un problema di recesso contratto di locazione.

 

Ho stipulato nel 2011 un contratto di locazione per studenti della durata di 3 anni che si è rinnovato automaticamente per lo stesso periodo nel 2014.

 

Ora per alcuni motivi tra cui la fine degli studi universitari e la necessità di trasferirsi in modo da essere piu vicino ad un parente di primo grado gravemente malato (paziente oncologico con invalidità civile del 100%) ho mandato regolare raccomandata per esercitare il mio diritto di recesso per gravi motivi, la lettera è arrivata il 23/07/2015.

 

Il mio proprietario di casa in seguito alla lettera è venuto a vedere lo stato della casa e si è detto d'accordo, ha inoltre negli scorsi mesi fatto venire tramite agenzia immobiliare per due volte gente a vedere la casa per affittarla (non è questo accettamento implicito della mia disdetta?)

 

Nonostante ciò, e nonostante il fatto che io mi sia già trasferita con il mio compagno in un'altra casa, l'8/10/2015 mi è arrivata raccomandata in cui dice di non accettare la nostra disdetta perchè la fine degli studi universitari è un motivo non grave e il paziente gravemente malato è di uno solo dei due e non di entrambi...e quindi pretende che l'affitto rimanga attivo per il mio compagno. Ciò è assurdo dato che conviviamo e il mio compagno ha a sua volta motivazioni valide per trasferirsi in altro luogo (inizio di un tirocinio formativo in alta città).

 

Ho fatto mandare una lettera dal mio avvocato spiegando le mie motivazioni.

Ciò che mi fa molto arrabbiare è il fatto che all'inizio non siano stati fatti problemi di sorta, la casa sia stata visitata e dato che non è riuscito ad affittarla ora voglia obbligarci a pagare il canone fino alla conclusione del contratto (2017).

Le mie ragioni sono gravi e dimostrabili, in quanto ho anche un documento INPS attestante la completa invalidità del mio parente, il punto è che che non mi piace in alcun modo essere costretta a mettere al corrente in modo così completo (visione del certificato di invalidità e menzione del tipo di patologia) un completo estraneo, ci sono i margini per chiedere danni morali a riguardo?

 

Vi ringrazio.,

Ti ringrazio.

 

Avendo come gravi motivazioni io la necessità di andare in luogo che mi permetta di raggiungere più agevolmente il parente malato e il mio compagno l'inizio di un'attività lavorativa (cosa non prevedibile) in altra città, sussistono, come io credo le basi per le quali la mia disdetta anticipata può essere ritenuta valida?

 

Purtroppo la bassezza morale del mio padrone di casa è lampante, quindi abbiamo già provveduto a tutelarci facendo visionare l'appartamento dall'amministratore in modo che non possa inventarsi danni inesistenti o chissà che altro pur di trattenersi la cauzione data al momento della stipulazione del contratto.

 

Il fastidio come ripeto è il fatto che la mancata accettazione e la lettera di diffida arrivino dopo quasi 3 mesi dopo un comportamento di accettazione implicita. questo, oltre alla dimostrabilità dei motivi, può valere per rendere legittima la mia disdetta?

Spero che non si arrivi davanti ad un giudice, ma conoscendo il soggetto non so cosa aspettarmi, di certo non ho intenzione di dargliela vinta perchè credo che i miei motivi siano assolutamente validi, ma non so se la legge è dalla mia parte effettivamente.

Sesto comma art. 3 legge n. 431/98:

 

"Il conduttore, qualora ricorrano gravi motivi, può recedere in qualsiasi momento dal contratto, dando comunicazione al locatore con preavviso di sei mesi"

 

Lei ha dato/sta dando le mensilità di preavviso?

verifichi in contratto se puo' recedere dando preavviso e che preavviso è richiesto.

 

I "gravi motivi" non sono a mio avviso ravvisabile nella fine degli studi, poichè non sono un fatto "imprevedibile e indipendente" dalla sua volontà. Quando ci si iscrive ad una scuola, si sa quale sia il percorso scolastico (3 anni, 5 anni) per cui in effetti se inizio oggi so che tra 4 anni avrò finito. Non c'è nulla di imprevedibile.. Potrebbe essere imprevedibile invece la rinuncia agli studi... inizio la facoltà X, scopro che non fa per me o che non riesco ad andare avanti e lascio..

E' un grave motivo essere trasferiti di lavoro, poichè il trasferimento non è dal soggetto prevedibile al momento della stipula del contratto.

 

Nel suo recesso anticipato cosa ha menzionato quale grave motivo? la fine degli studi? o la malattia del parente?

 

In effetti se anche un parente è bisognevole di cure, è il parente di uno dei due..(qui mi pare che vi sia un contratto intestato a due soggetti)

 

Trovo strano che il proprietario rifiuti il recesso, solitamente gli basta ricevere le 6 mensilità.

 

Se lei ottempera a questo, io non credo che lui la chiamerà in causa,

ma nel caso sarà lei a dover dimostrare la reale fondatezza dei gravi motivi.

In se' il parente malato non dimostra un grave motivo, lo sarebbe se lei sola dovesse o potesse occuparsi di questa persona (penso a una figlia che si trasferisce vicino o a casa della madre perchè questa ha avuto una grave diagnosi e non puo' badare a se stessa. Non, ad esempio, ad un fratello che pur nelle condizioni di invalidità ha una moglie che bada a lui e che vive con lui, ad un padre che ha accanto la moglie bastevole all'assistenza). Insomma...fatti da valutarsi nel singolo caso, e in cui non posso entrare non conoscendoli.

 

Inoltre nel primo post sostiene di aver lei mandato lettera di recesso. Ma poi si capisce che il contratto era intestato anche al suo compagno e se è così pure lui doveva aver inviato recesso motivato (anche stessa lettera, ma a nome di entrambi) .

 

Io proverei a parlare con il proprietario: date i 6 mesi di preavviso e chiudete tutto.. mi sembre conveniente per tutti

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La ringrazio. Essendo ub contratto per studenti è ben specificato che il preavviso dovesse essere di tre e non sei mesi, quindi da luglio a fine ottobre. La nostra raccomandata (firmata da entrambi) è arrivata il 23 luglio 2015 e abbiamo indicato come data in cui avremmo lasciato libero l'appartamento il 1 novembre. Abbiamo regolarmente pagato i tre mesi di canone.

 

Il proprietario ha fatto spedire solo l'8 ottobre una lettera dall'avvocato in cui dice di non accettare il nostro recesso perchè i nostri motivi non sono gravi.

 

Le motivazioni apportate erano la fine degli studi e la conseguente necessità di trasferirsi in altro luogo (e cercare lavoro) in modo da poter essere piu vicino a parente gravemente malato.

 

Nello specifico io mio compagno ha necessità di iniziare un tirocinio formativo in altrs città (non previsto al momento della stipula del contratto) e io ho ne essità di andare piu vicino a mio padre malato e 100% invalido inps.

 

Il proprietario dopo la ricezione della lettera è venuto a vedere la casa, si era detto accettante e ha anche fatto venire a vedere la casa affinchè fosse affittata per ben due volte, tramite agenzia immobiliare.

 

Dato che non è riuscito ad affittare la casa solo ora, dopo piu di due mesi ci dice di non accettare il recesso contestando i gravi motivi.

 

La bassezza morale del soggetto è risaputa e quindi dubito si riuscirà a farlo ragionare, ho pertanto dato incarico ad un avvocato a rispondere alla lettera specificando nuovamente la evidente gravità e inaspettatezza dei motivi riportati (forse non la conclusione degli studi..ma sicuramente il lavoro in altra citta e il parente malato).

 

Il proprietario vuole che paghiamo l'affitto fino ad agosto 2017 ma questo è impossibile. Abbiamo sempre pagato e anche i mesi di preavviso sono stati pagati.

 

Il fatto he il proprietario abbia fatto visitare la casa cob lo scopo di affittarla può costituire di fatto un accettazione implicita del recesso? Nel senso, con il suo comportamento lui ha di fatto accettato il nostro recesso (oltre che verbalmente) applicandosi per trovare altri inquilini, il fatto che solo ora dica di non accettare il nostro recesso è perche non avendo trovato nuovi affittuari non vuole andarci in perdita, è possibile una cosa del genere?

 

Dopo la lettera del mio avvocato in cui facciamo presente sia i gravi motivi che l'avcettazione implicita come devo comportarmi? Il proprietario si rifiuta di ricevere le chiavi e quindi il mio avvocato ci ha detto di spedirle alla sua residenza mediante raccomandata con ricevuta, cosa che ho fatto dopo aver fatto visionare l'appartamento all'amministratore in modo che possa testimoniare che è stato lasciato nello stesso stato in cui l'abbiamo trovato.

 

Come dobbiamo muoverci per riavere i 1700€ di cauzione verdati? Ho paura che voglia tenerseli...ma non c'è alcun motivo per il quale possa farlo....

Nel caso dopo la lettera non rispondesse piu posso far

Mandare un'altra lettera in cui lo sollecito alla restituzione della cauzione visto che le chiavi sono gia state restituite via raccomandata dato che lui non ha risposto ai nostri ripetuti tentativi di contatto per restituirle di persona?

 

Grazie

Dopo la lettera del mio avvocato in cui facciamo presente sia i gravi motivi che l'avcettazione implicita come devo comportarmi? Il proprietario si rifiuta di ricevere le chiavi e quindi il mio avvocato ci ha detto di spedirle alla sua residenza mediante raccomandata con ricevuta, cosa che ho fatto dopo aver fatto visionare l'appartamento all'amministratore in modo che possa testimoniare che è stato lasciato nello stesso stato in cui l'abbiamo trovato.

 

Come dobbiamo muoverci per riavere i 1700€ di cauzione verdati? Ho paura che voglia tenerseli...ma non c'è alcun motivo per il quale possa farlo....

Nel caso dopo la lettera non rispondesse piu posso far

Mandare un'altra lettera in cui lo sollecito alla restituzione della cauzione visto che le chiavi sono gia state restituite via raccomandata dato che lui non ha risposto ai nostri ripetuti tentativi di contatto per restituirle di persona?

Il quesito proposto richiederebbe una vera e propria consulenza. In ogni caso, come sottolineato, il fatto di aver terminato il corso di studi, di per sé non costituisce un grave motivo che giustifica il recesso, a norma dell’articolo 9 dell’allegato E al DM 30/12/2002, in genere ripreso dagli accordi territoriali dei Comuni.

 

Il richiamato articolo 9 dispone infatti che “il conduttore ha facoltà di recedere dal contratto per gravi motivi previo avviso da recapitarsi mediante lettera raccomandata almeno tre mesi prima della scadenza” (il preavviso di sei mesi, previsto dall’articolo 3, ultimo comma della legge 431/98, viene richiamato nei contratti concordati e in quelli liberi) e “che tale facoltà è consentita anche ad uno o più dei conduttori firmatari” (nei contratti plurilaterali per studenti universitari, articolo 5, comma 2 della legge 431/98, il recesso non è in solido, ma individuale: ogni studente può recedere singolarmente).

 

In tema, la giurisprudenza ha puntualizzato che i gravi motivi (che devono, appunto, essere consistenti), in presenza dei quali si concede il recesso del conduttore dal contratto, devono collegarsi a fatti imprevedibili, estranei alla sua volontà, gravi a tal punto da rendere oltremodo gravosa (in termini materiali, economici e, perché no, anche psicologici) la prosecuzione del rapporto locatizio.

 

Non si vede, pertanto, la ragione per cui tali motivi non possano toccare anche la sfera dei familiari del conduttore, motivi che possono assumere, in questa prospettiva, certamente connotazione soggettiva (il conduttore potrebbe incaricare un soggetto terzo a occuparsi del padre gravemente malato), tuttavia, pur sempre caratterizzati dall’elemento della gravità, in quanto ostativi alla persistenza del rapporto.

 

In quest’ottica, come anticipato, la fine degli studi non costituisce né un motivo sopravvenuto né imprevedibile per rompere il vincolo negoziale. Pertanto, ove nella lettera di recesso, il recedente abbia evidenziato la reale e inaspettata necessità di accudire il genitore invalido, in seguito ad esempio ad un aggravamento delle sue condizioni di salute (in tale fase non ha particolari obblighi di provare le ragioni che lo inducono a lasciare anticipatamente i locali) che gli impone un trasferimento per avvicinarsi a lui (aiutare il padre gravemente ammalatosi non è certamente un fatto che poteva essere prevedibile al tempo in cui fu stipulato il contratto, né deriva dal mero e capriccioso arbitrio del conduttore), a giudizio di chi scrive, il recesso, fermo il preavviso di tre mesi, può essere legittimo.

 

Atteso che la modalità (lettera raccomandata) e i tempi (tre mesi) sono stati rispettati, il locatore potrà contestare il recesso davanti ad un giudice, dopo il passaggio obbligatorio in sede conciliativa (mediazione), solo per l’insussistenza dei gravi motivi. E’ possibile che il locatore accetti la riconsegna dell’immobile con riserva, in modo da non liberarti dall’obbligo di pagare i canoni. In questa fase è anche possibile che il locatore ritardi la restituzione del deposito cauzionale per vedere come ti muovi (benché la sua funzione di mera garanzia ne escluda l’assimilabilità al canone o, comunque, ad un corrispettivo della locazione). In questo caso, se non propone domanda giudiziale per l’attribuzione, in tutto o in parte, del deposito a copertura di specifici danni subiti, potrai pretendere l’immediata restituzione ottenendo un decreto ingiuntivo. Il locatore risponderà, a sua volta, proponendo opposizione al tuo decreto ingiuntivo solo dimostrando il suo diritto a trattenere detta somma. Un componimento stragiudiziale, sempre possibile (prova a reperire in tempi rapidi due altri studenti da proporre al locatore), con spese meno gravose, metterebbe fine a questa assurda contesa.

Visto che sei seguita da un legale nella risposta al proprietario, credo potrà e dovrà essere richiesto al legale che hai scelto come procedere su tutta la linea..

 

Hai trovato un proprietario "preciso", mentre molti si accontentano del pagamento del preavviso, lasciando perdere le motivazioni

ma a norma di legge occorrono i gravi motivi. La fine degli studi non lo è poichè il percorso di studio è predeterminato sin dall'iscrizione, non è un fatto che capiti imprevedibilmente

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