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Antonio222

Mancaa corrispondenza tra Estratto Conto e registro di contabilità

Salve,

sono entrato in possesso della copia dell' estratto conto corrente del mio condominio relativa all'anno di operato del mio amministratore, e con molta fatica del registro di contabilità, da quest'ultimo si evince che la maggior parte delle spese ( innumerovoli pagamenti) non sono transitate per il conto, anche con quietanze fatture anche dell'ordine di 400, 700 euro, vi chiedo se la presentazione di tali spese in bilancio sono impugnabili, e se tale comportamento costitutisce una grave irregolarità amministrativa.

Si, la mancata utilizzazione del C/C da parte dell'amministratore è una grave irregolarità che può portare alla revoca;

 

cc art 1129;

...

- Costituiscono, tra le altre, gravi irregolarità:...

3) la mancata apertura ed utilizzazione del conto di cui al settimo comma;

può darsi che, visti gli importi inferiori a 1000.00 euro, dette fatture siano state pagate in contanti magari con prelievi al bancomat o contestuali a versamento di assegni (dovrebbe evincersi dall'e/c) oppure con contanti ricevuti a pagamento di quote condominiali che l'amministratore ha tenuto a casa senza versarli in banca (proprio per far fronte a pagamenti estemporanei in contanti).

comunque tutto dovrebbe transitare sul c/c

può darsi che, visti gli importi inferiori a 1000.00 euro, dette fatture siano state pagate in contanti magari con prelievi al bancomat o contestuali a versamento di assegni (dovrebbe evincersi dall'e/c) oppure con contanti ricevuti a pagamento di quote condominiali che l'amministratore ha tenuto a casa senza versarli in banca (proprio per far fronte a pagamenti estemporanei in contanti).

comunque tutto dovrebbe transitare sul c/c

Non è possibile, qualsiasi cifra deve transitare per il conto corrente condominiale, anche se inferiore ai 1000,00 euro;

 

cc art. 1129

...

- L'amministratore è obbligato a far transitare le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini o da terzi, nonché quelle a qualsiasi titolo erogate per conto del condominio, su uno specifico conto corrente, postale o bancario, ....

Salve,

sono entrato in possesso della copia dell' estratto conto corrente del mio condominio relativa all'anno di operato del mio amministratore, e con molta fatica del registro di contabilità, da quest'ultimo si evince che la maggior parte delle spese ( innumerovoli pagamenti) non sono transitate per il conto, anche con quietanze fatture anche dell'ordine di 400, 700 euro, vi chiedo se la presentazione di tali spese in bilancio sono impugnabili, e se tale comportamento costitutisce una grave irregolarità amministrativa.

Devi controllare che tutto il denaro ricevuto sia "TRANSITATO" dal c/c nonostante ci siano stati pagamenti in contanti.

Ecco un esempio in cui l'estratto conto corrente non coincide con il registro di contabilità ma è tutto regolare.

28at45t.jpg

escludo prelievi bancomat in quanto non sono riportati sull'estratto conto, il 60% delle spese riportate nel registro cronologico di contabilità non risultano dall'estratto del conto corrente, e neanche una parte dei versamenti delle quote condominiali.

 

- - - Aggiornato - - -

 

Non ci sono uscite bancomat dall'estratto conto.

Non è possibile, qualsiasi cifra deve transitare per il conto corrente condominiale, anche se inferiore ai 1000,00 euro;

 

cc art. 1129

...

- L'amministratore è obbligato a far transitare le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini o da terzi, nonché quelle a qualsiasi titolo erogate per conto del condominio, su uno specifico conto corrente, postale o bancario, ....

infatti sono d'accordo (come ho anche scritto) ed è per questo che non accetto versamenti condominiali in contanti; però a volte prelievo contanti dal conto e pago le piccole spese (le fotocopie per le convocazioni o i verbali ad esempio o i blocchetti delle ricevute). tutto ha una ricevuta e tutto a fine anno quadra.

però se per alcune spese non esiste un bonifico che genera un movimento specifico sul conto è possibile che siano state prelevate alcune somme in contanti dal conto (bancomat o prelievo contante contestuale ad un versamento di assegni) e utilizzate per pagamenti di varie fatture inferiori a 1000 euro.

certo che la somma di questi prelievi deve corrispondere alla somma di spese senza movimento diretto specifico dal conto.

volevo far pensare ad antonio 222 dove andare eventualmente a cercare.

i pagamenti verso ditte e persone che non corrispondono in conto sono di circa 14000 euro, non ci sono prelievi bancomat, e circa 3000 euro di pagamenti con assegni.

 

- - - Aggiornato - - -

 

ok nello schema riportato è ben chiaro il passsaggio degli 800 euro in pagamento in contanti al fabbro, ma nel mio caso tale movimntazione non c'è, e non esiste nessuna voce giroconto da c/c a cassa

... il 60% delle spese riportate nel registro cronologico di contabilità non risultano dall'estratto del conto corrente, e neanche una parte dei versamenti delle quote condominiali...

La prima cosa da verificare e se c'è la disponibilità del denaro "contabile".

Indipendentemente che si sia movimentato in contanti o tramite banca, nel registro di contabilità sono riportatati analiticamente i singoli movimenti in entrata ed in uscita.

La differenza tra entrate ed uscite dà il "saldo contabile".

Al saldo contabile deve corrispondere un "saldo fisico" che è dato dalla somma del saldo c/c + saldo cassa contanti.

 

La differenza tra quanto risulta dalla cassa contabile ed il saldo c/c indica quanto è disponibile nella cassaforte dell'amministratore.

Se la cifra disponibile nella cassaforte dell'amministratore è considerevole cominciati a preoccupare e pretendi che il denaro in cassaforte sia trasferito in banca.

 

Se più o meno tutto quadra, significa solo che l'amministratore non rispetta alla lettera quanto indicato dalla Norma (per sua comodità o perchè è un contabile pasticcione) ed usa il denaro incassato da eventuali versamenti di quote contanti dei condòmini direttamente per pagare i fornitori senza prima farlo transitare dal c/c.

Se è così fagli notare che non sta ottemperando a quanto disposto dalla Norma ed in caso di perseveranza dell'amministratore sta a te decidere se rivolgerti al Tribunale per chiedere la revoca giudiziale per inadempienza.

... però a volte prelievo contanti dal conto e pago le piccole spese (le fotocopie per le convocazioni o i verbali ad esempio o i blocchetti delle ricevute). tutto ha una ricevuta e tutto a fine anno quadra.

però se per alcune spese non esiste un bonifico che genera un movimento specifico sul conto è possibile che siano state prelevate alcune somme in contanti dal conto (bancomat o prelievo contante contestuale ad un versamento di assegni) e utilizzate per pagamenti di varie fatture inferiori a 1000 euro.

Scusami, avevo capito che un condomino pagante in contanti la sua quota, la lasci nel cassetto per pagare in contanti alcune spese.
oppure con contanti ricevuti a pagamento di quote condominiali che l'amministratore ha tenuto a casa senza versarli in banca (proprio per far fronte a pagamenti estemporanei in contanti).
Scusami, avevo capito che un condomino pagante in contanti la sua quota, la lasci nel cassetto per pagare in contanti alcune spese.

no, no, hai ragione, hai capito proprio ciò che ho scritto, ma l'intenzione (evidentemente non passata) era quella di rimarcare una mancanza dell'amministratore che "per praticità" non ha fatto quello che è obbligato a fare (far transitare anche i contanti che gli entrano sul c/c/ condominiale)

... ma l'intenzione (evidentemente non passata) era quella di rimarcare una mancanza
E infatti ho scritto che non è possibile ... post #4

riporto dal punto di vista pratico alcune voci scritte:

Registro contabilità Fattura Avvocato xxxxx 13/02/2014 uscita 500/00

c/c 13/02/2014 bonifico euro 500

Registro di contabilità Fattura impresa pulizie 15/02/2014 uscita 600/00

c/c non risulta

riporto dal punto di vista pratico alcune voci scritte:

Registro contabilità Fattura Avvocato xxxxx 13/02/2014 uscita 500/00

c/c 13/02/2014 bonifico euro 500

Registro di contabilità Fattura impresa pulizie 15/02/2014 uscita 600/00

c/c non risulta

Si vede che la spesa per l'impresa di pulizie non è transitata per il C/C , chiedi spiegazioni all'amministratore.
riporto dal punto di vista pratico alcune voci scritte:

Registro contabilità Fattura Avvocato xxxxx 13/02/2014 uscita 500/00

c/c 13/02/2014 bonifico euro 500

Registro di contabilità Fattura impresa pulizie 15/02/2014 uscita 600/00

c/c non risulta

può darsi che sia stata pagata in contanti.

dall' e/c non risulta nessun prelievo di contante ?

ci sono versamenti di contante ?

se non c'è nè l'uno nè l'altro, allora non ha fatto transitare per il conto alcuni versamenti condominiali in contanti tenendoli in cassaforte (... per dire ...) e pagando poi qualche fattura.

o ancora ha versato solo il rimanente contante dopo aver pagato quacosa o fatto qualche spesa (che però deve risultare dal giornale dei movimenti)

ok nello schema riportato è ben chiaro il passsaggio degli 800 euro in pagamento in contanti al fabbro, ma nel mio caso tale movimntazione non c'è, e non esiste nessuna voce giroconto da c/c a cassa

ok. può darsi che lui non tenga un registro di contabilità così preciso (e sbaglia), però alla fine il saldo finale tra l'avanzo di cassa dell'anno precedente più le entrate e meno le uscite così come scritte nel giornale dei movimenti (saldo di cassa) deve essere uguale al saldo del c/c più i contanti più gli eventuali assegni non versati in banca.

non so però se hai questi elementi

non risultano prelievi, ci sono dei versamenti sul conto necessari per pagare altre fatture, quindi ritengo che il pagamento è stato effetuato in contanti senza transitare il relativo importo sul conto.

non risultano prelievi, ci sono dei versamenti sul conto necessari per pagare altre fatture, quindi ritengo che il pagamento è stato effetuato in contanti senza transitare il relativo importo sul conto.

A volte i condòmini pretendono sia la comodità di pagare contanti, sia la fiscalità dell'amministratore ma pretendono il tutto senza ulteriori spese.

Dovrebbero essere i condòmini per prima a non permettere all'amministratore di maneggiare contanti senza che siano prima transitati dal c/c.

In che modo? Eliminando i pagamenti quote contanti e versando le quote in banca.

 

Mettiti nei panni dell'amministratore:

un condomio paga in contanti il giorno 1

un altro paga in contanti il giorno 2

un altro paga in contanti il giorno 5

L'amministratore dovrebbe recarsi ogni giorno in banca oppure tenere il denaro in cassa con i rischi che comporta avere tanta liquidità in ufficio ed andare in banca una volta al mese.

Certamente non è fiscalmente corretto ma l'amministratore evidentemente quando accumula una certa cifra, anzichè andare a fare la fila in banca per versare chiama il fornitore e lo paga in contanti, riducendo drasticamente il numero delle "passeggiate" in banca.

 

Se l'amministratore nel suo preventivo di compenso inserisse 10 euro per ogni versamento contanti da "trasportare" in banca forse si riuscirebbe a rispettare la NORMA.

Devono essere i condòmini a non mettere l'amministratore in condizioni di sbagliare; eliminate il pagamento contanti delle quote.

Riporto i seguenti dati :

1)registro di contabilità totale entrate/anno 48674,08 totale uscite/anno 86121,18

2) c/c totale entrate/anno 40640,51 totale uscite/ anno 77643,24

quindi il totale delle uscite ed entrate riportate nel registro sullo stesso periodo di riferimento è maggiore del c/c.

Riporto i seguenti dati :

1)registro di contabilità totale entrate/anno 48674,08 totale uscite/anno 86121,18

2) c/c totale entrate/anno 40640,51 totale uscite/ anno 77643,24

quindi il totale delle uscite ed entrate riportate nel registro sullo stesso periodo di riferimento è maggiore del c/c.

Se contabilmente sono entrate 48.674,08 ma nel c/c ne sono state versate solo 40.640,51 significa che, nel corso dell'anno, sono rimaste in cassa circa 8.000,00 euro.

 

Se contabilmente sono uscite 86.121,18 ma dal c/c ne sono uscite solo 77.643,24 significa che, nel corso dell'anno, sono state pagate dalla cassa circa 8.000,00 euro.

 

I conti tornano, nonostante i circa 8.000 euro non siano mai transitati dal c/c.

Fate come ho detto.

Deliberate il divieto di pagare per contanti anche a costo di spendere qualcosa in più e dotare l'amministratore di un POS specifico abbinato al conto corrente del condominio affinchè un condòmino possa andare a pagare presso l'ufficio dell'amministratore anche con il BANCOMAT o con la carta POSTEPAY.

 

I servizi e le comodità hanno un costo.

Cosa ne pensano gli altri condòmini sul divieto di andare a pagare in contanti?

Se gli altri condòmini non vogliono rinunciare al pagamento contanti, tu te la senti di andare a riscuotere dai condòmini ed andare a versare tu per loro, direttamente in banca?

Non è necessario che un condomino si impegni ad andare a versare le quote degli altri in banca e neppure inserire nel RdC il divieto di versare in contanti, è compito dell'amministratore far transitare tutte le quote in entrata ed uscita nel conto correte, faccia lui come vuole a sua discrezione e decisione, pena la revoca. Non credo ci sia altro da aggiungere, c'è un preciso comma di Legge inderogabile da osservare.

A volte i condòmini pretendono sia la comodità di pagare contanti, sia la fiscalità dell'amministratore ma pretendono il tutto senza ulteriori spese.

Dovrebbero essere i condòmini per prima a non permettere all'amministratore di maneggiare contanti senza che siano prima transitati dal c/c.

In che modo? Eliminando i pagamenti quote contanti e versando le quote in banca.

 

Mettiti nei panni dell'amministratore:

un condomio paga in contanti il giorno 1

un altro paga in contanti il giorno 2

un altro paga in contanti il giorno 5

L'amministratore dovrebbe recarsi ogni giorno in banca oppure tenere il denaro in cassa con i rischi che comporta avere tanta liquidità in ufficio ed andare in banca una volta al mese.

Certamente non è fiscalmente corretto ma l'amministratore evidentemente quando accumula una certa cifra, anzichè andare a fare la fila in banca per versare chiama il fornitore e lo paga in contanti, riducendo drasticamente il numero delle "passeggiate" in banca.

 

Se l'amministratore nel suo preventivo di compenso inserisse 10 euro per ogni versamento contanti da "trasportare" in banca forse si riuscirebbe a rispettare la NORMA.

Devono essere i condòmini a non mettere l'amministratore in condizioni di sbagliare; eliminate il pagamento contanti delle quote.

mamma mia come mi trovi d'accordo !

ed è per questo che ho informato quelli che ancora mi vogliono pagare in contanti che accetterò solamente versamenti tracciabikli per la trasparenza contabile amministrativa.

 

👏

Non è necessario che un condomino si impegni ad andare a versare le quote degli altri in banca e neppure inserire nel RdC il divieto di versare in contanti, è compito dell'amministratore far transitare tutte le quote in entrata ed uscita nel conto correte, faccia lui come vuole a sua discrezione e decisione, pena la revoca. Non credo ci sia altro da aggiungere, c'è un preciso comma di Legge inderogabile da osservare.

Certo ma nel post n. 9 erà già stato suggerito:

"fagli notare che non sta ottemperando a quanto disposto dalla Norma ed in caso di perseveranza dell'amministratore sta a te decidere se rivolgerti al Tribunale per chiedere la revoca giudiziale per inadempienza."

Con gli ultimi dati postati da Antonio 222 è stato ancor maggiormente accertato che l'amministratore non ottempera alla Norma, ma se non ricorre lui (Antonio) in Tribunale (cominciando a consultare un avvocato di sua fiducia) non possiamo mica ricorrere noi.

Le informazione le ha avute.

Cosa farà ora?

Lamentarsi senza agire non porta da nessuna parte se non essere additato dai suoi stessi colleghi condòmini come il classico condòmino "precisino e rompino"

Lamentarsi senza agire non porta da nessuna parte se non essere additato dai suoi stessi colleghi condòmini come il classico condòmino "precisino e rompino"
Concordo :thumbup:
La prima cosa da verificare e se c'è la disponibilità del denaro "contabile".

Indipendentemente che si sia movimentato in contanti o tramite banca, nel registro di contabilità sono riportatati analiticamente i singoli movimenti in entrata ed in uscita.

La differenza tra entrate ed uscite dà il "saldo contabile".

Al saldo contabile deve corrispondere un "saldo fisico" che è dato dalla somma del saldo c/c + saldo cassa contanti.

 

La differenza tra quanto risulta dalla cassa contabile ed il saldo c/c indica quanto è disponibile nella cassaforte dell'amministratore.

Se la cifra disponibile nella cassaforte dell'amministratore è considerevole cominciati a preoccupare e pretendi che il denaro in cassaforte sia trasferito in banca.

 

Se più o meno tutto quadra, significa solo che l'amministratore non rispetta alla lettera quanto indicato dalla Norma (per sua comodità o perchè è un contabile pasticcione) ed usa il denaro incassato da eventuali versamenti di quote contanti dei condòmini direttamente per pagare i fornitori senza prima farlo transitare dal c/c.

Se è così fagli notare che non sta ottemperando a quanto disposto dalla Norma ed in caso di perseveranza dell'amministratore sta a te decidere se rivolgerti al Tribunale per chiedere la revoca giudiziale per inadempienza.

Ma per un registro di contabilità per competenza, la tabella esposta come diventa ?

 

Grazie

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