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Mosquiton

Maggioranza per deroga UNI 10200?

Ho due esperienze da portare.

 

Nel condominio dove ho abitato finora (casa di mio padre), abbiamo montato le valvole termostatiche quasi 3 anni fa.

All'assemblea di condominio andai io, e l'amministratore suggerì sulla scorta di una perizia tecnica di ripartire le spese 30-70. Così facemmo il primo anno, mentre all'assemblea dell'anno seguente decidemmo di modificare la ripartizione 20-80, senza alcuna perizia tecnica. Semplicemente ci sembrava più giusto così.

Fu una cosa fatta bene, cioè legale? Non lo so. Non ci sono stati ricorsi e quindi avanti così.

Nella prossima riunione di condominio dovremo votare il rifacimento della tabella dei millesimi di riscaldamento, ma non credo che questo incida pure sulla percentuale di ripartizione dei costi.

 

L'anno scorso ho comprato un appartamento per me in altro condominio. Ci fu un'assemblea di condominio in cui votammo l'installazione dei contabilizzatori e delle valvole termostatiche, rimandando alla fine del periodo successivo la decisione su come ripartire i costi tra fisso e variabile.

Qualche giorno fa è venuto un tecnico in ogni appartamento per il rifacimento della tabella dei millesimi di riscaldamento.

Mi aspetto che nella prossima riunione di condominio verrà presentata questa nuova tabella e, suppongo, anche una perizia asseverata su come ripartire i costi (a meno che non ci siano disparità tra appartamenti superiori al 50%).

Concordo col fatto che in presenza di una perizia tecnica ben difficilmente l'assemblea potrà decidere qualcosa di diverso, salvo esporsi a eventuali ricorsi in tribunale. E questo a parer mio vale sia che si applichi una norma che l'altra.

Peraltro, anche nel caso la legge non obbligasse a richiedere una perizia tecnica e che quindi non venga presentata in assemblea, ritengo che per stare tranquilli serva l'unanimità. Altrimenti anche in questo caso, pur se la delibera risulti valida, immagino che qualche condomino possa impugnarla avendo più di qualche ragione.

Ho già detto nel post #71 che è chiaro che l'asseverazione la fa il tecnico, io parlavo delle maggioranza richiesta per dargli l'incarico per fare l'asseverazione che consente di derogare.
Ho già detto più volte che il tecnico, se applica le norme come vanno interpretate non consentirà mai alla deroga se questa non è possibile, se invece la deroga è possibile lo stabilirà il tecnico e non l'assemblea.

Mi sembrate dei bambini.....

 

stiamo parlando di leggi e norme.... che sono chiare ed univoche...

 

allora.. la diagnosi del tecnico E SOLO QUELLA può stabilire se è possibile derogare la 10200, il tecnico DEVE scrivere su una relazione a parte " il sottoscritto tecnoco asserverante, preso atto di assumere la qualità di persona esercente un servizio di pubblica necessità ai sensi degli articoli 359 e 481 del CC, consapevole che le dichiarazioni false, la falsità negli atti e l'uso di atti falsi comportano applicazione delle sanzioni penali previste dagli artt. 75 e 76 del d.PR n. 445/2000 sotto la propria responsabilità ASSEVERA chetra le unità immobiliari costituenti il condominio sussiste una differenza di......"

 

Dopo di che LUI stabilisce le quote che, ovviamente, saranno 70% volontaria e 30% involontaria (non si usano più i termini fissa e variabile) ..... poi l'assemblea con i 501 millesimi PUO' variare questa quota....

Ma ha senso variarla??? si deroga perchè questo schifo di norma penalizza enormemente i condomini dell'ultimo piano..... la dispersione del tetto, un bene comune, viene attribuita la solo condomino dell'ultimo piano ingiustamente, anche perchè quest'ultimo non puo coibentare a sue spese una parte comune.....

variare al 90% volontario e 10% involontario significa ricadere nella 10200 appena derogata e forse peggiorarla..... (maggior consumo volontario lo hanno quelli dell'ultimo piano perche il tetto CONDOMINIALE disperde piu calore)

Si deroga perche iniqua..... anzi forse bisognerebbe scendere sotto al 70% per bilanciare

variare al 90% volontario e 10% involontario significa ricadere nella 10200 appena derogata e forse peggiorarla.....
Quoto in toto :thumbup:
Mi sembrate dei bambini.....

 

stiamo parlando di leggi e norme.... che sono chiare ed univoche...

 

allora.. la diagnosi del tecnico E SOLO QUELLA può stabilire se è possibile derogare la 10200, il tecnico DEVE scrivere su una relazione a parte " il sottoscritto tecnoco asserverante, preso atto di assumere la qualità di persona esercente un servizio di pubblica necessità ai sensi degli articoli 359 e 481 del CC, consapevole che le dichiarazioni false, la falsità negli atti e l'uso di atti falsi comportano applicazione delle sanzioni penali previste dagli artt. 75 e 76 del d.PR n. 445/2000 sotto la propria responsabilità ASSEVERA chetra le unità immobiliari costituenti il condominio sussiste una differenza di......"

 

Dopo di che LUI stabilisce le quote che, ovviamente, saranno 70% volontaria e 30% involontaria (non si usano più i termini fissa e variabile) ..... poi l'assemblea con i 501 millesimi PUO' variare questa quota....

Ma ha senso variarla??? si deroga perchè questo schifo di norma penalizza enormemente i condomini dell'ultimo piano..... la dispersione del tetto, un bene comune, viene attribuita la solo condomino dell'ultimo piano ingiustamente, anche perchè quest'ultimo non puo coibentare a sue spese una parte comune.....

variare al 90% volontario e 10% involontario significa ricadere nella 10200 appena derogata e forse peggiorarla..... (maggior consumo volontario lo hanno quelli dell'ultimo piano perche il tetto CONDOMINIALE disperde piu calore)

Si deroga perche iniqua..... anzi forse bisognerebbe scendere sotto al 70% per bilanciare

 

Tutto corretto... e soprattutto, come dici anche tu, l'assemblea puo' variare a proprio piacimento le quote proposte dal tecnico!

 

Se poi questo ha senso o no, non ha importanza, sono osservazioni inutili.

 

Invece, Tullio sosteneva ERRONEAMENTE che l'assemblea non puo' cambiare le quote.

 

E insisteva ERRONEAMENTE anche sul fatto che ci volesse l'unanimita', anziche' 500 + 1 millesimi!!!

😂

Qualcuno ha scritto che bisognerebbe aumentare quel 30% di quota attribuita al consumo involontario ed ha proprio ragione. Purtroppo derogando alla 10200 ci si può sottrarre alla stupidità delle nuove tabelle sul fabbisogno termico ma si cade nella stupidità del limite al 30%. Ed in determinati casi la deroga potrebbe essere per alcuni ancora più penalizzante. Poichè la legge non lo vieta io proporrei in caso di deroga almeno la divisione dei consumi involontari in parti uguali .

qualcun altro si preoccupa di delibere ad minchiam, io sono molto più preoccupato di relazioni copia ed incolla .

Mi ripeto questo è proprio un bel sito , i partecipanti dovrebbero solo essere maggiormente disposti a cambiare idea e qualche volta a dire forse hai ragione tu >

 

Se poi questo ha senso o no, non ha importanza, sono osservazioni inutili.

veramente no..... perchè deroghi la norma? perchè iniqua e se vari le percentuali torni nello stesso errore... allora che deroghi a fare.... tieniti la 10200

veramente no..... perchè deroghi la norma? perchè iniqua e se vari le percentuali torni nello stesso errore... allora che deroghi a fare.... tieniti la 10200

Scusa ma secondo te cosa è giusto e cosa non lo è.

Che quelli degli ultimi piani paghino il doppio o più rispetto a prima, ma che è solo qualcosa in più di quello che pagherebbero se avessero un autonomo è giusto o ingiusto.

Queste non sono scelte tecniche ma politiche .

Sfe prima pagavano in meno rispetto a quello che consumavano era giusto o no

Non esiste una percentuale corretta da applicare nnon esiste formula o tabella. Sagge decisioni assembleari potrebbero solo mitigare i casini fatti dai tecnici e politica negli ultimi anni

Tutto corretto... e soprattutto, come dici anche tu, l'assemblea puo' variare a proprio piacimento le quote proposte dal tecnico!

 

Se poi questo ha senso o no, non ha importanza, sono osservazioni inutili.

 

Invece, Tullio sosteneva ERRONEAMENTE che l'assemblea non puo' cambiare le quote.

 

E insisteva ERRONEAMENTE anche sul fatto che ci volesse l'unanimita', anziche' 500 + 1 millesimi!!!

😂Sono scelte tecniche se lo farà il Tecnico, ossia lo stesso che stabilisce che la UNI 10200 non è applicabile.

Scusa ma secondo te cosa è giusto e cosa non lo è.

Che quelli degli ultimi piani paghino il doppio o più rispetto a prima, ma che è solo qualcosa in più di quello che pagherebbero se avessero un autonomo è giusto o ingiusto.

Queste non sono scelte tecniche ma politiche .

Sfe prima pagavano in meno rispetto a quello che consumavano era giusto o no

Non esiste una percentuale corretta da applicare nnon esiste formula o tabella. Sagge decisioni assembleari potrebbero solo mitigare i casini fatti dai tecnici e politica negli ultimi anni

Forse non riesco a farmi capire.....

 

Questa norma, così come è al momento (e ricordo che è in fase di revisione), attribuisce al condomino dell'ultimo piano, e solo a lui, la dispersione di un bene CONDOMINIALE il tetto (se di proprietà allora è giusta).... se ti sembra giusto.. abbiamo un concetto diverso del giusto.. tanto più che il povero condomino non può effettuare lavori per la coibentazione (ed abbassare il fabbisogno), perche parte comune....

 

è talmente ingiusta che considera lo stato dell'edificio all'origine..quindi se io ho speso 30000€ per mettere infissi isolanti o fare il cappotto termico, per la norma dovro pagare come se non avessi fatto niente...

 

nella nuova revisione si considereranno le superfici orizzontali come parti comuni (speranza di tutti e ampiamente chiesta) e le migliorie apportate...

 

ed è solo perche si sono accorti di queste ingiustizie che hanno dato possibilità di derogare la norma.... altrimenti sarebbe " così e basta"

Però tutto questo è curioso. La settimana scorsa è venuto un tecnico per visionare ogni appartamento e calcolare la nuova tabella millesimale di riscaldamento. Io abito all'ultimo piano e sopra c'è il terrazzo condominiale. Rientro quindi proprio nel caso più sfortunato.

Il tecnico ha segnato l'altezza del soffitto, ha visto che ho realizzato un controsoffitto con isolante termico, fatto certi lavori, finestre a doppio infisso. Ha segnato tutto, controsoffitto compreso e anzi ha voluto sapere quanti centimetri di isolante ho messo, perché avrebbe concorso al calcolo. Quindi certi lavori di coibentazione, sia pure minimi nel mio caso specifico, sono presi in considerazione. O magari è stato un errore tecnico?

 

Che poi, a dirla tutta, io non uso i riscaldamenti e quindi se i consumi volontari fossero al 90% a me andrebbe solo bene. Ma questa è una considerazione personale che nulla toglie all'ingiustizia della legge.

Che poi, a dirla tutta, io non uso i riscaldamenti e quindi se i consumi volontari fossero al 90% a me andrebbe solo bene. Ma questa è una considerazione personale che nulla toglie all'ingiustizia della legge.
Per te andrebbe bene perchè sei coibentato, ma metti i caso dell'ultimo piano non coibentato con dispersione alta rispetto ai piani intermedi, tu dovresti tenere i radiatori più accesi di quelli degli altri piani e se il volontario sarebbe al 90% pagheresti molto di più rispetto agli altri.
Che vuol dire? Hai trovato un'altra interpretazione diversa da quanto scritto nel post #22 di binary11

Tra l'altro gran parte di Forumisti hanno detto che è necessario il tecnico per stabilire se la UNI 10200 sia applicabile o no e rimango dalle mia opinione (e non solo mia) l'assemblea è incompetente in materia termotecnica.

In questo caso la precisazione dell'ordine degli ingegneri ( tecnici) è solo un'interpretazione. Poi li riabiliti quando sostieni che sono indispensabili nella decisione delle percentuali. Coerenza prego

In questo caso la precisazione dell'ordine degli ingegneri ( tecnici) è solo un'interpretazione. Poi li riabiliti quando sostieni che sono indispensabili nella decisione delle percentuali. Coerenza prego
Infatti anche i tecnici potrebbero non essere d'accordo, vuoi che in un Forum si risolva tutto? Magari potessimo.
In questo caso la precisazione dell'ordine degli ingegneri ( tecnici) è solo un'interpretazione. Poi li riabiliti quando sostieni che sono indispensabili nella decisione delle percentuali. Coerenza prego
Loro ingeneri hanno detto che è l'assemblea che deve decidere (una loro interpretazione), invece io dico (mia interpretazione) che dato che loro, tecnici hanno fatto i calcoli devono indicare i due valori, la cosa è leggermente diversa.
Però tutto questo è curioso. La settimana scorsa è venuto un tecnico per visionare ogni appartamento e calcolare la nuova tabella millesimale di riscaldamento. Io abito all'ultimo piano e sopra c'è il terrazzo condominiale. Rientro quindi proprio nel caso più sfortunato.

Il tecnico ha segnato l'altezza del soffitto, ha visto che ho realizzato un controsoffitto con isolante termico, fatto certi lavori, finestre a doppio infisso. Ha segnato tutto, controsoffitto compreso e anzi ha voluto sapere quanti centimetri di isolante ho messo, perché avrebbe concorso al calcolo. Quindi certi lavori di coibentazione, sia pure minimi nel mio caso specifico, sono presi in considerazione. O magari è stato un errore tecnico?

 

Che poi, a dirla tutta, io non uso i riscaldamenti e quindi se i consumi volontari fossero al 90% a me andrebbe solo bene. Ma questa è una considerazione personale che nulla toglie all'ingiustizia della legge.

Guarda, per esperienza posso dirti che questa UNI 10200 ognuno l'ha capita come gli pare... e ogni tecnico fa in modo diverso... c'è chi considera lo stato di fatto, chi non entra neanche in casa e guarda le piantine, chi deroga lasciando la scelta delle quota ai condomini e chi deroga stabilendo lui le quote!!!

 

E questa è la prova che tale norma fa pena!

Guarda, per esperienza posso dirti che questa UNI 10200 ognuno l'ha capita come gli pare... e ogni tecnico fa in modo diverso... c'è chi considera lo stato di fatto, chi non entra neanche in casa e guarda le piantine, chi deroga lasciando la scelta delle quota ai condomini e chi deroga stabilendo lui le quote!!!

 

E questa è la prova che tale norma fa pena!

Per esperienza personale, nello stabile dove abito con tetto piatto e non coibentato, l'ingegnere è entrato in tutti gli appartamenti ha effettuato le misurazioni dei radiatori, ha controllato l'efficienza delle finestre, ed ha effettuato la relazione tecnica e la diagnosi energetica, per cui per quanto mi riguarda nulla da eccepire, la UNI 10200 è stata applicata regolarmente e tutti hanno i contabilizzatori e valvole termoregolatrici, insomma tutto nella norma.
Forse non riesco a farmi capire.....

 

Questa norma, così come è al momento (e ricordo che è in fase di revisione), attribuisce al condomino dell'ultimo piano, e solo a lui, la dispersione di un bene CONDOMINIALE il tetto (se di proprietà allora è giusta).... se ti sembra giusto.. abbiamo un concetto diverso del giusto.. tanto più che il povero condomino non può effettuare lavori per la coibentazione (ed abbassare il fabbisogno), perche parte comune....

 

è talmente ingiusta che considera lo stato dell'edificio all'origine..quindi se io ho speso 30000€ per mettere infissi isolanti o fare il cappotto termico, per la norma dovro pagare come se non avessi fatto niente...

 

nella nuova revisione si considereranno le superfici orizzontali come parti comuni (speranza di tutti e ampiamente chiesta) e le migliorie apportate...

 

ed è solo perche si sono accorti di queste ingiustizie che hanno dato possibilità di derogare la norma.... altrimenti sarebbe " così e basta"

Che sia ingiusta e fatta male l'hanno capito tutti ormai.

 

E' per questo che, in caso di vecchi edifici con forti squilibri, si dà la possibilità al condominio di derogare (tramite perizia asseverata) e di stabilire liberamente le quote fissa e variabile (con il solo vincolo che la spesa per i consumi involontari siano almeno il 70% del totale).

 

D'altra parte, fino a qualche anno fa, il condominio ha sempre deciso le quote di ripartizione a proprio piacimento!

D'altra parte, fino a qualche anno fa, il condominio ha sempre deciso le quote di ripartizione a proprio piacimento!
Assolutamente falso, era un tecnico che preparava la tabella del riscaldamento sulla base dei metri quadrati o cubi da riscaldare e potenza dei radiatori, l'assemblea si limitava ad approvare perchè non aveva (e non ha ancora oggi) la cognizione termotecnica necessaria per stabilire una tabella del riscaldamento.

Mi sembra che già qualcuno ti ha detto che un salumiere, un panettiere, un artigiano, un impiegato ecc ecc (senza togliere nulla a loro) non hanno la capacità per stabilire la tabella del riscaldamento.

Ma infatti Tullio hai ragione, il tecnico seguiva un criterio. La cubatura o potenza termica che in genere sono correlate. E adesso quando ai applica la norma è lui che applica i principi in essa contenuti , anche se sono contestabili dal punto divista logico.

Cosa diversa e atipica è invece quello che accade con il decreto 141.

È un po come se il legislatore avesse voluto dire in queste condizioni nulla più può il tecnico quindi a questo punto fate voi ( si salviichi può)

È un po come se il legislatore avesse voluto dire in queste condizioni nulla più può il tecnico quindi a questo punto fate voi ( si salviichi può)
Non credo che il legislatore avesse voluto dire arrangiatevi, e se l'ha fatto probabilmente darà da lavorare ad avvocati e giudici, sai in tempi di crisi un po di lavoro in più risolve dei problemi (rispondo ironicamente, ma non credo sia così)

Buongiorno,

 

Ho partecipato a molti convegni organizzate da varie associazioni di proprietà e di amministrazioni immobiliari. Molti amministratori, in passato, nei condomini da essi amministrati e dove già si faceva la contabilizzazione del calore lasciavano decidere alla assemblea la percentuale di ripartizione tra consumi volontari ed involontari. Non si tratta di lasciare alla assemblea la determinazione dei millesimi di riscaldamento. A quelli ci pensa un tecnico, su questo non ci sono dubbi...ma la la percentuale di riparto tra le due tipologie di consumo la può decidere la assemblea. Oggi rimane vero se l'asseverazione del tecnico consente di derogare alla UNI 10200 invocando il D.Lgs 141/2016. In un altro post ho citato alla "lettera" il testo di legge da cui NON si evince che sia necessariamente il termotecnico a determinare la quota tra consumo volontario ed involontario. Ergo si può desumere che la decisione sia meramente assembleare. Che poi la assemblea non abbia le competenze sono d'accordo ma il legislatore non ha fatto sufficiente chiarezza. O forse decine di amministratori, ingegneri e termotecnici hanno sempre sbagliato e determinato la nullità di migliaia di rendiconti ?

Voglio anche osservare che tutto quesllo che concerne il condominio crea sempre e sempre creerà disuguaglianze e ci sarà sempre chi ci rimette e chi si avvantaggia. Il condominio è una cosa creata dall'uomo e non sarà mai perfetto. Se poi il legislatore come succede spesso in Italia scrive le norme stando sul vago e creando volutamente (che ci siano dietro oscuri interessi ? Mah..) confusione allora se le cose comunque "funzionano" è un miracolo. Il famoso miracolo italiano...

Buongiorno,

 

Ho partecipato a molti convegni organizzate da varie associazioni di proprietà e di amministrazioni immobiliari. Molti amministratori, in passato, nei condomini da essi amministrati e dove già si faceva la contabilizzazione del calore lasciavano decidere alla assemblea la percentuale di ripartizione tra consumi volontari ed involontari. Non si tratta di lasciare alla assemblea la determinazione dei millesimi di riscaldamento. A quelli ci pensa un tecnico, su questo non ci sono dubbi...ma la la percentuale di riparto tra le due tipologie di consumo la può decidere la assemblea. Oggi rimane vero se l'asseverazione del tecnico consente di derogare alla UNI 10200 invocando il D.Lgs 141/2016. In un altro post ho citato alla "lettera" il testo di legge da cui NON si evince che sia necessariamente il termotecnico a determinare la quota tra consumo volontario ed involontario. Ergo si può desumere che la decisione sia meramente assembleare. Che poi la assemblea non abbia le competenze sono d'accordo ma il legislatore non ha fatto sufficiente chiarezza. O forse decine di amministratori, ingegneri e termotecnici hanno sempre sbagliato e determinato la nullità di migliaia di rendiconti ?

Voglio anche osservare che tutto quesllo che concerne il condominio crea sempre e sempre creerà disuguaglianze e ci sarà sempre chi ci rimette e chi si avvantaggia. Il condominio è una cosa creata dall'uomo e non sarà mai perfetto. Se poi il legislatore come succede spesso in Italia scrive le norme stando sul vago e creando volutamente (che ci siano dietro oscuri interessi ? Mah..) confusione allora se le cose comunque "funzionano" è un miracolo. Il famoso miracolo italiano...

Bene, mi fa piacere che ci sia ancora qualcuno che riconosca che se si deroga alla UNI 10200, le quote fissa e variabile può sceglierle liberamente il condominio!

🙂

Non si tratta di lasciare alla assemblea la determinazione dei millesimi di riscaldamento. A quelli ci pensa un tecnico, su questo non ci sono dubbi...ma la la percentuale di riparto tra le due tipologie di consumo la può decidere la assemblea..
Non mi stancherò mai di dire che se l'assemblea delibera sulle percentuali chi ci rimetterà saranno proprio i condomini che hanno fatto scattare l'inapplicabilità della UNI 10200 avendo magari un fabbisogno superiore al 50% agli altri, pensiamo al caso del condominio di 5 piani, i condomini del primo e dell’ultimo piano voteranno in assemblea a favore del 30% fisso 70% volontario, ma i condomini del secondo, terzo e quarto piano (quasi sicuramente la maggioranza) potrebbero votare per consumo volontario del 90% e una quota fissa del 10%, ed avendo dispersioni molto ridotte, infatti, queste unità immobiliari centrali avranno tutto l’interesse a ridurre al minimo la quota fissa, per cui tutto a discapito dei condomini già svantaggiati.

Per cui torno a ripetere, queste due percentuali fisso e volontario dovrebbero essere decise da chi sa e conosce la termotecnica e non dall'assemblea di operai, ciabattini, commessi, impiegati, che senza togliere nulla a loro ma non hanno esperienza per calcolare queste percentuali.

Ovvero l'assemblea SI delibererà, ma quello calcolato da un termotecnico e non a capocchiam.

Non mi stancherò mai di dire che se l'assemblea delibera sulle percentuali chi ci rimetterà saranno proprio i condomini che hanno fatto scattare l'inapplicabilità della UNI 10200 avendo magari un fabbisogno superiore al 50% agli altri, pensiamo al caso del condominio di 5 piani, i condomini del primo e dell’ultimo piano voteranno in assemblea a favore del 30% fisso 70% volontario, ma i condomini del secondo, terzo e quarto piano (quasi sicuramente la maggioranza) potrebbero votare per consumo volontario del 90% e una quota fissa del 10%, ed avendo dispersioni molto ridotte, infatti, queste unità immobiliari centrali avranno tutto l’interesse a ridurre al minimo la quota fissa, per cui tutto a discapito dei condomini già svantaggiati.

Per cui torno a ripetere, queste due percentuali fisso e volontario dovrebbero essere decise da chi sa e conosce la termotecnica e non dall'assemblea di operai, ciabattini, commessi, impiegati, che senza togliere nulla a loro ma non hanno esperienza per calcolare queste percentuali.

Ovvero l'assemblea SI delibererà, ma quello calcolato da un termotecnico e non a capocchiam.

Salve Tullio Ts, guarda che sono d'accordo su quanto hai scritto nel tuo ultimo post. Ma io non ho detto che è meglio una cosa piuttosto che l'altra. Un bravo termotecnico sa il fatto suo e tale personaggio dovrebbe presenziare alla assemblea (quella dopo la prima stagione con i contacalorie e la UNI 10200) in modo da spiegare e confrontarsi con condomini ed amministratore. La mia era una discussione sull'aspetto normativo che mi ha portato a quelle conclusioni. A me risulta che ciò che non sia espressamente vietato sia permesso, quindi se la legge non vieta o nulla dice a riguardo allora si può fare con buona pace di ogni critica a riguardo sul fatto che la assemblea sia (nella gran parte dei casi..) incompetente sul tema.

In tutti quei casi di mia conoscenza dove si è andato in deroga alla UNI 10200 è avvenuto proprio questo e sempre con la massima disponibilità dei tecnici. E ciò è sempre avvenuto con soddisfazione di tutte le parti. Poi, ripeto, i contestatori o quelli che non sono d'accordo ci saranno sempre...

saluti e grazie per il confronto che deve rimanere sempre sereno e costruttivo.

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