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Mosquiton

Maggioranza per deroga UNI 10200?

Anch'io posso condividerlo, ma se si deroga, la legge lascia la scelta al condominio.

 

Poi il condominio e' libero di consultare un tecnico o no.

Lascia la scelta al condominio previa perizia tecnica, visto che condividi l'incompetenza dell'assemblea.

Ripeto, dato che forse non l'hai capito, senza perizia la delibera sarebbe facilmente impugnabile ed annullabile, ovvero solo all'unanimità viene scongiurata una qualche azione da parte dei condomini.

Lascia la scelta al condominio previa perizia tecnica, visto che condividi l'incompetenza dell'assemblea.

Ripeto, dato che forse non l'hai capito, senza perizia la delibera sarebbe facilmente impugnabile ed annullabile, ovvero solo all'unanimità viene scongiurata una qualche azione da parte dei condomini.

E' inutile che continui a fare confusione.

 

Nessuno ha mai detto che non si fa la perizia.

 

Io ho chiesto con quale maggioranza si puo' chiedere la perizia per derogare alla uni 10200 e la risposta e' 500 + 1 e NON L'UNANIMITA' COME ASSERIVI TU!!!

E' inutile che continui a fare confusione.

 

Nessuno ha mai detto che non si fa la perizia.

 

Io ho chiesto con quale maggioranza si puo' chiedere la perizia per derogare alla uni 10200 e la risposta e' 500 + 1 e NON L'UNANIMITA' COME ASSERIVI TU!!!

La tua prima domanda non prevedeva la perizia, per quello ti ho detto che è necessaria l'unanimità.

 

Per favore non girare la frittata

E' inutile che continui a fare confusione.

 

Nessuno ha mai detto che non si fa la perizia.

 

Io ho chiesto con quale maggioranza si puo' chiedere la perizia per derogare alla uni 10200 e la risposta e' 500 + 1 e NON L'UNANIMITA' COME ASSERIVI TU!!!

Il tecnico se effettua una perizia a norma della UNI 10200 non può derogare, e se lui stabilisce 30% e 70%, l'assemblea non può che prendere atto di questi valori, e non decidere a maggioranza per esempio a 10% e 90%

L'assemblea potrà approvare a maggioranza 30% e 70%, cioè quanto il tecnico a norma UNI 10200 (e non in deroga) ha calcolato, oppure non approvare e cercarsi un altro tecnico.

Il tecnico se effettua una perizia a norma della UNI 10200 non può derogare e se lui stabilisce 30% e 70%, l'assemblea non può che prendere atto di questi valori, e non decidere a maggioranza per esempio a 10% e 90%

L'assemblea potrà approvare a maggioranza 30% e 70%, cioè quanto il tecnico a norma UNI 10200 (e non in deroga) ha calcolato.

Vedi che non hai capito nulla?

 

Qui non si parla di un tecnico che fa una perizia a norma della uni 10200, MA DI UN TECNICO CHE FA UNA PERIZIA PER DEROGARE ALLA UNI 10200!!!

😂

Vedi che non hai capito nulla?

 

Qui non si parla di un tecnico che fa una perizia a norma della uni 10200, MA DI UN TECNICO CHE FA UNA PERIZIA PER DEROGARE ALLA UNI 10200!!!

😂

Io parto dal presupposto che tutto sia a norma e non ci siano inciuci o per meglio direi imbrogli, se invece hai trovato un perito di parte che non fa il lavoro come previsto dalle norme, è tutto un altro discorso.

E se è così, la parte soccombente (la minoranza) potrà far effettuare una contro perizia dove si potrà dimostrare con ricorso la malafede del perito e far annullare la delibera.

Adesso stai anche facendo insinuazioni fuori luogo, oltre a dire sciocchezze.

 

Ho gia' detto che si tratta di un edificio anni '60 non coibentato, per il quale il tecnico ha asserito che ci sono squilibri in base ai quali si puo' derogare alla uni 10200!

Ho gia' detto che si tratta di un edificio anni '60 non coibentato, per il quale il tecnico ha asserito che ci sono squilibri in base ai quali si puo' derogare alla uni 10200!
Allora le cose sono totalmente diverse da come l'avevi messa al 1° post dove dicevi;

 

- circa la metà dei proprietari presenti in assemblea vuole far calcolare i nuovi millesimi per applicare la UNI 10200 e un'altra metà, invece, vuole richiedere la perizia per derogare alla UNI 1200 e utilizzare le quote fissa/variabile decise dall'assemblea?

E si trattava di due diverse fazioni di condomini e nessun accenno all'inapplicabilità della UNI 10200, e se la UNI 10200 è inapplicabile c'è un'altra procedura, la trovi descritta in questo Link;

http://www.informaimpresa.it/item/cambiano-le-regole-per-la-contabilizzazione-degli-impianti-termici;

 

Applicazione e casi in deroga alla UNI 10200

A conti fatti il nuovo Decreto tiene ancora valida la UNI 10200 come strumento obbligatorio a meno che non si verifichi una delle seguenti condizioni:

  1. la 10200 non sia applicabile;
  2. siano comprovate differenze di fabbisogno termico per metro quadro tra le unità immobiliari superiori al 50%.

In presenza di una di queste due condizioni, il legislatore autorizza il condominio ad accantonare la UNI 10200 e a ripartire le spese secondo percentuali fisse: almeno il 70% per il consumo volontario e la rimanenza come quota fissa da suddividere sulla base di millesimi, metri quadri, metri cubi o potenze installate. In pratica, il tradizionale riparto 70-30 ma senza alcun fattore correttivo.

Come vedi se eri chiaro all'inizio tutto si risolveva in pochi post.

Allora le cose sono totalmente diverse da come l'avevi messa al 1° post dove dicevi;

 

- circa la metà dei proprietari presenti in assemblea vuole far calcolare i nuovi millesimi per applicare la UNI 10200 e un'altra metà, invece, vuole richiedere la perizia per derogare alla UNI 1200 e utilizzare le quote fissa/variabile decise dall'assemblea?

E si trattava di due diverse fazioni di condomini e nessun accenno all'inapplicabilità della UNI 10200, e se la UNI 10200 è inapplicabile c'è un'altra procedura, la trovi descritta in questo Link;

http://www.informaimpresa.it/item/cambiano-le-regole-per-la-contabilizzazione-degli-impianti-termici;

 

Applicazione e casi in deroga alla UNI 10200

A conti fatti il nuovo Decreto tiene ancora valida la UNI 10200 come strumento obbligatorio a meno che non si verifichi una delle seguenti condizioni:

  1. la 10200 non sia applicabile;
  2. siano comprovate differenze di fabbisogno termico per metro quadro tra le unità immobiliari superiori al 50%.

In presenza di una di queste due condizioni, il legislatore autorizza il condominio ad accantonare la UNI 10200 e a ripartire le spese secondo percentuali fisse: almeno il 70% per il consumo volontario e la rimanenza come quota fissa da suddividere sulla base di millesimi, metri quadri, metri cubi o potenze installate. In pratica, il tradizionale riparto 70-30 ma senza alcun fattore correttivo.

Come vedi se eri chiaro all'inizio tutto si risolveva in pochi post.

No, e' esattamente come dicevo.

 

Il tecnico ha detto che ci sono squilibri e, quindi, si puo' derogare, ma siccome e' facolta' del condominio decidere se applicare ugualmente la uni 10200 o derogare a essa, usufruendo della perizia, IL CONDOMINIO DEVE DECIDERE TRA LE DUE ALTERNATIVE E IO CHIEDEVO SEMPLICEMENTE CHE MAGGIORANZA CI VUOLE PER PRENDERE QUESTA DECISIONE!!!

No, e' esattamente come dicevo.

 

Il tecnico ha detto che ci sono squilibri e, quindi, si puo' derogare, ma siccome e' facolta' del condominio decidere se applicare ugualmente la uni 10200 o derogare a essa, usufruendo della perizia, IL CONDOMINIO DEVE DECIDERE TRA LE DUE ALTERNATIVE E IO CHIEDEVO SEMPLICEMENTE CHE MAGGIORANZA CI VUOLE PER PRENDERE QUESTA DECISIONE!!!

Il condominio, o per meglio dire l'assemblea non ha le cognizioni tecniche per decidere, ma si dovrà affidare all'esperienza del tecnico, per cui se esistono comprovate differenze di fabbisogno termico per metro quadro tra le unità immobiliari superiori al 50%, le quali possono essere rilevate solo da una perizia (e non dall'assemblea) si dovrà approvare ciò che il tecnico stabilirà.
No, e' esattamente come dicevo.

 

Il tecnico ha detto che ci sono squilibri e, quindi, si puo' derogare, ma siccome e' facolta' del condominio decidere se applicare ugualmente la uni 10200 o derogare a essa, usufruendo della perizia, IL CONDOMINIO DEVE DECIDERE TRA LE DUE ALTERNATIVE E IO CHIEDEVO SEMPLICEMENTE CHE MAGGIORANZA CI VUOLE PER PRENDERE QUESTA DECISIONE!!!

Una volta derogato alla UNI 10200 il condominio può, in autonomia, adottare la quota fissa che più gli aggrada, avvalendosi o meno dell'aiuto di un tecnico. L'unico vincolo imposto dal d.lgs 141/2016 è che la quota fissa non può superare il 30% del totale.

Una volta derogato alla UNI 10200 il condominio può, in autonomia, adottare la quota fissa che più gli aggrada, avvalendosi o meno dell'aiuto di un tecnico. L'unico vincolo imposto dal d.lgs 141/2016 è che la quota fissa non può superare il 30% del totale.
Secondo il mio parere l'assemblea non è competente per stabilire la quota fissa e variabile, appunto perchè non ha le competenze tecniche, ma dovrà affidarsi all'esperienza e competena di un tecnico, esiste una sentenza che afferma la nullità di una delibera che non è di competenza dell'assemblea ed a quanto pare in questo caso l'incompetenza assembleare è evidente;

 

La Cassazione civile a Sezioni Unite, con sentenza 4806 del 7 marzo 2005, è intervenuta a comporre il contrasto insorto in seno alla seconda sezione in materia di nullità ed annullabilità delle deliberazioni condominiali.In primo luogo la Corte ha affermato che sono da ritenersi nulle le delibere prive degli elementi essenziali, con oggetto impossibile o illecito (contrario all'ordine pubblico, alla morale e al buon costume), con oggetto che non rientra nella competenza dell'assemblea,

Per cui i condomini contrari, astenuti ed assenti avranno l'opportunità d'impugnare la decisione richiedendone la nullità.

Una volta derogato alla UNI 10200 il condominio può, in autonomia, adottare la quota fissa che più gli aggrada, avvalendosi o meno dell'aiuto di un tecnico. L'unico vincolo imposto dal d.lgs 141/2016 è che la quota fissa non può superare il 30% del totale.

Sono d'accordo, non c'è più nulla da dire.

 

E' Tullio che continua a pretendere di aver ragione, anche se ha TORTO.

Sono d'accordo, non c'è più nulla da dire.

 

E' Tullio che continua a pretendere di aver ragione, anche se ha TORTO.

Ok, sarà per te, ma l'assemblea non possiede le cognizioni tecniche per stabilire ne se si può derogare ne quanto possono essere le quote variabile/fisso (delibera nulla --> Cassazione civile a Sezioni Unite, sentenza 4806 del 7 marzo 2005), pensa un po, se fosse così direi che tutti i condomini si autodeterminerebbero senza perizia tecnica ed impossibilitati alla UNI 12000 e quindi potranno derogare.

Meravigliosa soluzione per fare ciò che si vuole in barba alle norme.

Non ti rendi neppure conto di quanti ricorsi ci sarebbero.

Ok, sarà per te, ma l'assemblea non possiede le cognizioni tecniche per stabilire ne se si può derogare ne quanto possono essere le quote variabile/fisso (delibera nulla --> Cassazione civile a Sezioni Unite, sentenza 4806 del 7 marzo 2005), pensa un po, se fosse così direi che tutti i condomini si autodeterminerebbero senza perizia tecnica ed impossibilitati alla UNI 12000 e quindi potranno derogare.

Meravigliosa soluzione per fare ciò che si vuole in barba alle norme.

Non ti rendi neppure conto di quanti ricorsi ci sarebbero.

Continui a sostenere sciocchezze...

 

LE ASSEMBLEE HANNO SEMPRE DECISO LE RIPARTIZIONI DELLE SPESE DI RISCALDAMENTO A PROPRIO PIACIMENTO SENZA AVERE ALCUNA COMPETENZA TECNICA (anche prima che la UNI 10200 fosse inventata)!!!

 

Non ti rendi neppure conto di quanti ricorsi ci sarebbero.

I ricorsi non ci sono, perché vince LA MAGGIORANZA, come in tutte le delibere in cui è previsto che sia così.

Continui a sostenere sciocchezze...

 

LE ASSEMBLEA HANNO SEMPRE DECISO LE RIPARTIZIONI DELLE SPESE DI RISCALDAMENTO A PROPRIO PIACIMENTO SENZA AVERE ALCUNA COMPETENZA TECNICA (anche prima che la UNI 10200 fosse inventata)!!!

Nossignore, mi spiace per te la tabella di riscaldamento si basava sempre su fattori fissi, potenze dei termoradianti, volumi o metri quadrati da riscaldare, la tabella, che era preparata da uno che ci capiva di termotecnica e non dall'assemblea, l'assemblea si limitava ad approvare ciò che il tecnico con competenza ed esperienza stabiliva.

Ora le cose sono cambiate con la UNI 10200, intanto l'assemblea non può decidere che può derogare senza un parere tecnico, e lo stesso vale per il proseguo della UNI 10200 i rapporti fisso/variabile sia che la UNI sia derogabile o no.

 

p.s. sarebbe meglio non scrivere in maiuscolo, perchè nel Forum vale gridare e chi grida non sempre ha ragione 🙂I ricorsi non ci sono, forse perchè le cose sono state stabilite dal Tecnico e non dall'assemblea incompetente in materia termotecnica.

Nossignore, mi spiace per te la tabella di riscaldamento si basava sempre su fattori fissi, potenze dei termoradianti, volumi o metri quadrati da riscaldare, la tabella, che era preparata da uno che ci capiva di termotecnica e non dall'assemblea, l'assemblea si limitava ad approvare ciò che il tecnico con competenza ed esperienza stabiliva.

Ora le cose sono cambiate, intento l'assemblea non può decidere che può derogare senza un parere tecnico, e lo stesso vale per il proseguo della UNI 10200 i rapporti fisso/variabile sia che la UNI sia derogabile o no.

 

p.s. sarebbe meglio non scrivere in maiuscolo, perchè nel Forum vale gridare e chi grida non sempre ha ragione 🙂

In ogni caso, il post è esaurito, perché io volevo sapere la MAGGIORANZA NECESSARIA per derogare alla UNI 10200 e tale maggioranza è 500 + 1, contrariamente a quanto sostenevi tu (UNANIMITA').
Ripeto perchè mi sembra che non vuoi intendere ne capire ciò che ho sempre sostenuto (e continui a gridare), l'assemblea non può decidere autonomamente di derogare alla UNI 10200.

La deroga deve essere stabilita da un tecnico e l'assemblea ne prenderà atto.

 

Per cui se l'assemblea decide di derogare alla UNI 10200 senza il pericolo di ricorsi, devono essere d'accordi tutti i condomini all'unanimità, comunque sempre con il pericolo che l'organo competente per il controllo sulla UNI 10200 non rilevi l'irregolarità della deroga ovvero senza ci siano le reali condizioni:

  1. la 10200 non sia applicabile;
  2. siano comprovate differenze di fabbisogno termico per metro quadro tra le unità immobiliari superiori al 50%. --> http://www.informaimpresa.it/item/cambiano-le-regole-per-la-contabilizzazione-degli-impianti-termici

Buongiorno,

 

Mi sembra chiaro che Tullio Ts e Mosquiton sono quasi d'accordo su tutto. La vertenza riguarda, pare, su di chi sia competenza la decisione sulla percentuale di suddivisione tra spese volontarie ed involontarie nel caso di possibilità di applicazione del D.Lsg 141/2016.

Il decreto si può consultare sul sito di Confedilizia: https://www.confedilizia.it//wp-content/uploads/2016/07/D.Lgs_18.7.16.pdf.

La parte che interessa la discussione è inserita sotto l'art. 5 del disposto: "Ove tale norma (UNI 10200) non sia applicabile o laddove siano comprovate, tramite apposita relazione tecnica asseverata, differenze di fabbisogno termico per metro quadro tra le unità immobiliari costituenti il condominio o l’edificio polifunzionale superiori al 50 per cento, è possibile suddividere l’importo complessivo tra gli utenti finali attribuendo una quota di almeno il 70 per cento agli effettivi prelievi volontari di energia termica......"

Quindi sembra che la asseverazione è esplicitamente richiesta per la attestazione dell'esistenza della differenza di fabbisogno termico.

Ma non è chiarito, altrettanto esplicitamente, a chi spetti l'onore (e l'onere...) di individuare la benedetta quota dei prelievi volontari.

Ora, alcuni autori (si veda ad esempio http://www.ediltecnico.it/48653/termoregolazione-modifiche-del-dlgs-141-2016/) ritengono che tale volontà sia espressione della assemblea. Lo stesso chiarimento del Ministero dello Sviluppo Economico postato da Mosquiton non chiarisce a fondo questo aspetto. Si può solo, a mio avviso, interpretare dalla lettura dei primi due punti "domanda-risposta" che un deliberazione in tema di riparto degli importi possa essere assunta dalla assemblea. E' comunque da notare che questa nota del Ministero riguarda il D.Lgs 102/2014, come scritto chiaramente sul frontespizio, e non il D.Lsg 141/2016...

Pertanto come si concilia ?

Per quanto mi riguarda, come mia esperienza personale, i termotecnici con cui mi sono confrontato (almeno tre studi di ingegneria nel bolognese) hanno prima di tutto calcolato i fabbisogni energetici delle varie u.i. condominiali. La asseverazione del tecnico può anche terminare qui visto che come dice la norma stessa "il comprovare" l'esistenza di differenze di fabbisogno termico per metro quadro superiori al 50% lo può fare chiunque MA SULLA BASE DEI DATI ASSEVERATI. Il conteggio che "comprova" lo può fare uno studente di 3° media...anche sulla scorta del "chiarimento" del Ministero, già postato da Mosquiton.

A questo punto, ripeto, nei casi da me testimoniati ha deciso la assemblea la famosa percentuale e con il doppio quorum 2° comma 1136 CC. Solo il tempo dirà se questo metodo è corretto (ulteriori chiarimenti e/o cause di tribunale...).

Vogliamo tagliare la testa la toro ? E se il termotecnico aggiungesse due righe nella sua "asseverazione" scrivendo una cosa tipo: "il calcolo mostra che secondo il D.Lsg 141/2016 è possibile.....ecc..ecc... e quindi si LASCIA ALLA ASSEMBLEA DEI CONDOMINI LA DETERMINAZIONE DELLA PERCENTUALE DI SUDDIVISIONE TRA CONSUMI VOLONTARI ED INVOLONTARI..."

E' solo un suggerimento.....ma mi sembra del tutto legittimo anche in considerazione del fatto che fino a qualche mese fa nei condomini che già avevano la contabilizzazione prima del caos causato da tutto questo impianto normativo, la percentuale era GIA' decisa dalla assemblea sulla base di specifica delibera.

Buongiorno,

 

Mi sembra chiaro che Tullio Ts e Mosquiton sono quasi d'accordo su tutto. La vertenza riguarda, pare, su di chi sia competenza la decisione sulla percentuale di suddivisione tra spese volontarie ed involontarie nel caso di possibilità di applicazione del D.Lsg 141/2016.

Il decreto si può consultare sul sito di Confedilizia: https://www.confedilizia.it//wp-content/uploads/2016/07/D.Lgs_18.7.16.pdf.

La parte che interessa la discussione è inserita sotto l'art. 5 del disposto: "Ove tale norma (UNI 10200) non sia applicabile o laddove siano comprovate, tramite apposita relazione tecnica asseverata, differenze di fabbisogno termico per metro quadro tra le unità immobiliari costituenti il condominio o l’edificio polifunzionale superiori al 50 per cento, è possibile suddividere l’importo complessivo tra gli utenti finali attribuendo una quota di almeno il 70 per cento agli effettivi prelievi volontari di energia termica......"

Quindi sembra che la asseverazione è esplicitamente richiesta per la attestazione dell'esistenza della differenza di fabbisogno termico.

Ma non è chiarito, altrettanto esplicitamente, a chi spetti l'onore (e l'onere...) di individuare la benedetta quota dei prelievi volontari.

Ora, alcuni autori (si veda ad esempio http://www.ediltecnico.it/48653/termoregolazione-modifiche-del-dlgs-141-2016/) ritengono che tale volontà sia espressione della assemblea. Lo stesso chiarimento del Ministero dello Sviluppo Economico postato da Mosquiton non chiarisce a fondo questo aspetto. Si può solo, a mio avviso, interpretare dalla lettura dei primi due punti "domanda-risposta" che un deliberazione in tema di riparto degli importi possa essere assunta dalla assemblea. E' comunque da notare che questa nota del Ministero riguarda il D.Lgs 102/2014, come scritto chiaramente sul frontespizio, e non il D.Lsg 141/2016...

Pertanto come si concilia ?

Per quanto mi riguarda, come mia esperienza personale, i termotecnici con cui mi sono confrontato (almeno tre studi di ingegneria nel bolognese) hanno prima di tutto calcolato i fabbisogni energetici delle varie u.i. condominiali. La asseverazione del tecnico può anche terminare qui visto che come dice la norma stessa "il comprovare" l'esistenza di differenze di fabbisogno termico per metro quadro superiori al 50% lo può fare chiunque MA SULLA BASE DEI DATI ASSEVERATI. Il conteggio che "comprova" lo può fare uno studente di 3° media...anche sulla scorta del "chiarimento" del Ministero, già postato da Mosquiton.

A questo punto, ripeto, nei casi da me testimoniati ha deciso la assemblea la famosa percentuale e con il doppio quorum 2° comma 1136 CC. Solo il tempo dirà se questo metodo è corretto (ulteriori chiarimenti e/o cause di tribunale...).

Vogliamo tagliare la testa la toro ? E se il termotecnico aggiungesse due righe nella sua "asseverazione" scrivendo una cosa tipo: "il calcolo mostra che secondo il D.Lsg 141/2016 è possibile.....ecc..ecc... e quindi si LASCIA ALLA ASSEMBLEA DEI CONDOMINI LA DETERMINAZIONE DELLA PERCENTUALE DI SUDDIVISIONE TRA CONSUMI VOLONTARI ED INVOLONTARI..."

E' solo un suggerimento.....ma mi sembra del tutto legittimo anche in considerazione del fatto che fino a qualche mese fa nei condomini che già avevano la contabilizzazione prima del caos causato da tutto questo impianto normativo, la percentuale era GIA' decisa dalla assemblea sulla base di specifica delibera.

Son parzialmente d'accordo eccetto che l'assemblea possa decidere le percentuali, infatti non ha le competenze tecniche, vogliamo equiparare l'approvazione della tabella millesimale con il rapporto fisso/variabile?

Allora la tabella viene preparata da una persona anche non tecnico e l'assemblea approva a maggioranza 2°c.art 1136 cc però se ci sono degli errori è possibile la modifica oppure se l'assemblea non accetta ci potrà essere il ricorso.

Lo stesso si potrebbe fare con il rapporto fisso/variabile, una persona anche non tecnica preparare questo rapporto e l'assembla approva, ma ci sarà sempre il rischio di un ricorso, cosa che difficilmente sarà possibile se a preparare questo rapporto fisso/variabile sarà un tecnico termotecnico

Buongiorno,

 

Mi sembra chiaro che Tullio Ts e Mosquiton sono quasi d'accordo su tutto. La vertenza riguarda, pare, su di chi sia competenza la decisione sulla percentuale di suddivisione tra spese volontarie ed involontarie nel caso di possibilità di applicazione del D.Lsg 141/2016.

Il decreto si può consultare sul sito di Confedilizia: https://www.confedilizia.it//wp-content/uploads/2016/07/D.Lgs_18.7.16.pdf.

La parte che interessa la discussione è inserita sotto l'art. 5 del disposto: "Ove tale norma (UNI 10200) non sia applicabile o laddove siano comprovate, tramite apposita relazione tecnica asseverata, differenze di fabbisogno termico per metro quadro tra le unità immobiliari costituenti il condominio o l’edificio polifunzionale superiori al 50 per cento, è possibile suddividere l’importo complessivo tra gli utenti finali attribuendo una quota di almeno il 70 per cento agli effettivi prelievi volontari di energia termica......"

Quindi sembra che la asseverazione è esplicitamente richiesta per la attestazione dell'esistenza della differenza di fabbisogno termico.

Ma non è chiarito, altrettanto esplicitamente, a chi spetti l'onore (e l'onere...) di individuare la benedetta quota dei prelievi volontari.

Ora, alcuni autori (si veda ad esempio http://www.ediltecnico.it/48653/termoregolazione-modifiche-del-dlgs-141-2016/) ritengono che tale volontà sia espressione della assemblea. Lo stesso chiarimento del Ministero dello Sviluppo Economico postato da Mosquiton non chiarisce a fondo questo aspetto. Si può solo, a mio avviso, interpretare dalla lettura dei primi due punti "domanda-risposta" che un deliberazione in tema di riparto degli importi possa essere assunta dalla assemblea. E' comunque da notare che questa nota del Ministero riguarda il D.Lgs 102/2014, come scritto chiaramente sul frontespizio, e non il D.Lsg 141/2016...

Pertanto come si concilia ?

Per quanto mi riguarda, come mia esperienza personale, i termotecnici con cui mi sono confrontato (almeno tre studi di ingegneria nel bolognese) hanno prima di tutto calcolato i fabbisogni energetici delle varie u.i. condominiali. La asseverazione del tecnico può anche terminare qui visto che come dice la norma stessa "il comprovare" l'esistenza di differenze di fabbisogno termico per metro quadro superiori al 50% lo può fare chiunque MA SULLA BASE DEI DATI ASSEVERATI. Il conteggio che "comprova" lo può fare uno studente di 3° media...anche sulla scorta del "chiarimento" del Ministero, già postato da Mosquiton.

A questo punto, ripeto, nei casi da me testimoniati ha deciso la assemblea la famosa percentuale e con il doppio quorum 2° comma 1136 CC. Solo il tempo dirà se questo metodo è corretto (ulteriori chiarimenti e/o cause di tribunale...).

Vogliamo tagliare la testa la toro ? E se il termotecnico aggiungesse due righe nella sua "asseverazione" scrivendo una cosa tipo: "il calcolo mostra che secondo il D.Lsg 141/2016 è possibile.....ecc..ecc... e quindi si LASCIA ALLA ASSEMBLEA DEI CONDOMINI LA DETERMINAZIONE DELLA PERCENTUALE DI SUDDIVISIONE TRA CONSUMI VOLONTARI ED INVOLONTARI..."

E' solo un suggerimento.....ma mi sembra del tutto legittimo anche in considerazione del fatto che fino a qualche mese fa nei condomini che già avevano la contabilizzazione prima del caos causato da tutto questo impianto normativo, la percentuale era GIA' decisa dalla assemblea sulla base di specifica delibera.

Perfettamente d'accordo.... in tutti i casi che conosco, i condomini con deroga alla UNI 10200, DECIDONO AUTONOMAMENTE LE QUOTE, in base al vincolo di legge (almeno il 70% di quota variabile).

 

Ripeto perchè mi sembra che non vuoi intendere ne capire ciò che ho sempre sostenuto (e continui a gridare), l'assemblea non può decidere autonomamente di derogare alla UNI 10200.

La deroga deve essere stabilita da un tecnico e l'assemblea ne prenderà atto.

Vedi che continui a fare confusione?

 

Ho già detto nel post #71 che è chiaro che l'asseverazione la fa il tecnico, io parlavo delle maggioranza richiesta per dargli l'incarico per fare l'asseverazione che consente di derogare.

Son parzialmente d'accordo eccetto che l'assemblea possa decidere le percentuali, infatti non ha le competenze tecniche, vogliamo equiparare l'approvazione della tabella millesimale con il rapporto fisso/variabile?

Allora la tabella viene preparata da una persona anche non tecnico e l'assemblea approva a maggioranza 2°c.art 1136 cc però se ci sono degli errori è possibile la modifica oppure se l'assemblea non accetta ci potrà essere il ricorso.

Lo stesso si potrebbe fare con il rapporto fisso/variabile, una persona anche non tecnica preparare questo rapporto e l'assembla approva, ma ci sarà sempre il rischio di un ricorso, cosa che difficilmente sarà possibile se a preparare questo rapporto fisso/variabile sarà un tecnico termotecnico

Salve Tullio TS,

è verissimo che la assemblea non ha competenze tecniche ma allora che dire di tutti quei condomini già dotati di contabilizzazione e che fino a qualche mese fa hanno deliberato il classico 70/30 come quota volontaria/involontaria ? La tua obbiezione deve essere valida anche in quei casi determinando la nullità di dette delibere. Non si è detto che la tabella sia preparata da persona NON competente. Si è detto che i fabbisogni DEVONO essere valutati da un tecnico qualificato. La "verifica" sul famoso scostamento del 50% può essere fatta anche da un ragazzo di terza media...tutto qui. Poi, ripeto, se ci saranno delle liti allora la sede di trattazione sono i Tribunali, aihmè...Allo stato attuale delle cose non è chiarito al 100 % da una qualsivolgia Autorità se la competenza di tale scelta sia della assemblea o del termotecnico.

Mi sono solo slanciato nel tentativo di suggerire un metodo per gestire questa situazione.

Salve Tullio TS,

è verissimo che la assemblea non ha competenze tecniche ma allora che dire di tutti quei condomini già dotati di contabilizzazione e che fino a qualche mese fa hanno deliberato il classico 70/30 come quota volontaria/involontaria ? La tua obbiezione deve essere valida anche in quei casi determinando la nullità di dette delibere. Non si è detto che la tabella sia preparata da persona NON competente. Si è detto che i fabbisogni DEVONO essere valutati da un tecnico qualificato. La "verifica" sul famoso scostamento del 50% può essere fatta anche da un ragazzo di terza media...tutto qui. Poi, ripeto, se ci saranno delle liti allora la sede di trattazione sono i Tribunali, aihmè...Allo stato attuale delle cose non è chiarito al 100 % da una qualsivolgia Autorità se la competenza di tale scelta sia della assemblea o del termotecnico.

Mi sono solo slanciato nel tentativo di suggerire un metodo per gestire questa situazione.

La nullità può essere fatta valere in qualsiasi tempo, ma se ai condomini va bene e non impugnano non posso mica intervenire io, eventualmente potrei farlo nel condominio dove vivo, ma non c'è nessuna irregolarità perchè la stima e i rapporti sono stati effettuati da un Ingegnere Termotecnico misurando appartamento per appartamento i caloriferi e verificando le finestre e relazionando per scritto, ovvero nulla da eccepire e l'assemblea non ha approvato perchè non c'era alcun bisogno ma ha preso atto tacitamente della relazione tecnica.
Salve Tullio TS,

è verissimo che la assemblea non ha competenze tecniche ma allora che dire di tutti quei condomini già dotati di contabilizzazione e che fino a qualche mese fa hanno deliberato il classico 70/30 come quota volontaria/involontaria ? La tua obbiezione deve essere valida anche in quei casi determinando la nullità di dette delibere. Non si è detto che la tabella sia preparata da persona NON competente. Si è detto che i fabbisogni DEVONO essere valutati da un tecnico qualificato. La "verifica" sul famoso scostamento del 50% può essere fatta anche da un ragazzo di terza media...tutto qui. Poi, ripeto, se ci saranno delle liti allora la sede di trattazione sono i Tribunali, aihmè...Allo stato attuale delle cose non è chiarito al 100 % da una qualsivolgia Autorità se la competenza di tale scelta sia della assemblea o del termotecnico.

Mi sono solo slanciato nel tentativo di suggerire un metodo per gestire questa situazione.

FERMI TUTTI, HO TROVATO LA SOLUZIONE!!!

 

PUNTO 11 DELLA SEGUENTE FAQ:

http://www.ordineingegneri.genova.it/documenti/Documentazione/20160924MaterialeSeminarioMM/2016-10-05%20-%20DLgs%20102-2014%20-%20domande%20e%20risposte.pdf

 

VEDI IN PARTICOLARE:

"La norma UNI 10200 può non essere applicata se l’immobile presenta caratteristiche da essa non previste o se un professionista abilitato assevera che sussistono differenze di fabbisogno termico per metro quadro tra le unità

immobiliari superiori al 50 % (accade, tipicamente, negli edifici non coibentati, tra ultimo piano e piano intermedio).

In questi casi,l’assemblea può applicare il metodo semplificato, attribuendo una quota di almeno il 70% a gli effettivi prelievi volontari di energia termica (quelli misurati dai sistemi di contabilizzazione) e, il resto, a scelta dell’assemblea, secondo criteri di ragionevolezza ed equità (ad esempio, applicando i vecchi millesimi del riscaldamento)."

 

Quindi, se si deroga, LE QUOTE LE DECIDE L'ASSEMBLEA!!!

😂

FERMI TUTTI, HO TROVATO LA SOLUZIONE!!!

 

PUNTO 11 DELLA SEGUENTE FAQ:

http://www.ordineingegneri.genova.it/documenti/Documentazione/20160924MaterialeSeminarioMM/2016-10-05%20-%20DLgs%20102-2014%20-%20domande%20e%20risposte.pdf

 

VEDI IN PARTICOLARE:

"La norma UNI 10200 può non essere applicata se l’immobile presenta caratteristiche da essa non previste o se un professionista abilitato assevera che sussistono differenze di fabbisogno termico per metro quadro tra le unità

immobiliari superiori al 50 % (accade, tipicamente, negli edifici non coibentati, tra ultimo piano e piano intermedio).

In questi casi,l’assemblea può applicare il metodo semplificato, attribuendo una quota di almeno il 70% a gli effettivi prelievi volontari di energia termica (quelli misurati dai sistemi di contabilizzazione) e, il resto, a scelta dell’assemblea, secondo criteri di ragionevolezza ed equità (ad esempio, applicando i vecchi millesimi del riscaldamento)."

 

Quindi, se si deroga, LE QUOTE LE DECIDE L'ASSEMBLEA!!!

😂

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