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gio08

Luci e vedute - acquisto di appartamento che non rispetta art. di luci e vedute del codice civile

Buongiorno

 

La situazione è un appartamento acquistato ove su un lato della terrazza di proprietà esiste un muro che divide la terrazza da un altro appartamento. In tale muro è presente una finestra che non rispetta le condizioni previste per le "luci".

 

La domanda è se avendo acquistato l'appartamento in questa condizione sono obbligato ad accettare la presenza di tale finestra ovvero posso richiedere che sia messa a norma (rispetto c.c.)?

 

Il problema è l'occasione per parlare di una questione più generica. L'immobiliare impresa costruisce un condominio, presenta un permesso di costruire in cui ho diverse unità ma il proprietario è unico. In quel momento la verifica urbanistica è soddisfatta poichè l'edificio è unico. Finito i lavori si presenta l'accatastamento ove il proprietario è ancora l'immobiliare.

 

Ipotizziamo che un appartamento ha un portico a distanza inferiore a 3m dal muro dell'altro appartamento ovvero si hanno finestre (come nel caso in esame) che non rispettano il codice civile perchè permettono la vista su altre proprietà.

 

Se si acquista gli appartamenti in queste condizioni si accetta lo stato di fatto? Ovvero è possibile chiedere di regolarizzare (quindi demolire il portico: MA QUALE??? - chiudere le finestre????) - sembra questa una condizione NON PERCORRIBILE

Ovvero c'è un errore nel frazionamento che NON POTEVA ESSERE ESEGUITO in questo modo?

 

grazie mille

Marco

Al momento dell'acquisto è possibile prendere visione della situazione costruttiva dello stabile e nel momento che si acquista" nonostante tutto" si accettano le condizioni e si istituiscono le servitù "per padre di famiglia"; l'unica eccezione riguarda una eventuale servitù occulta ( quindi non visibile) non dichiarata al momento dell'acquisto e istituita nel rogito. Le distanze stabilite dalla legge riguardano due edifici distinti ma non lo stesso edificio inizialmente indiviso e successivamente diviso al momento della vendita ai diversi acquirenti

Al momento dell'acquisto è possibile prendere visione della situazione costruttiva dello stabile e nel momento che si acquista" nonostante tutto" si accettano le condizioni e si istituiscono le servitù "per padre di famiglia"; l'unica eccezione riguarda una eventuale servitù occulta ( quindi non visibile) non dichiarata al momento dell'acquisto e istituita nel rogito. Le distanze stabilite dalla legge riguardano due edifici distinti ma non lo stesso edificio inizialmente indiviso e successivamente diviso al momento della vendita ai diversi acquirenti

Grazie mille della risposta.

 

Mi sai dare dei riferimenti circa:

- "nel momento che si acquista" nonostante tutto" si accettano le condizioni e si istituiscono le servitù "per padre di famiglia""

- "Le distanze stabilite dalla legge riguardano due edifici distinti ma non lo stesso edificio inizialmente indiviso e successivamente diviso al momento della vendita ai diversi acquirenti"

 

E' per me fondamentale poterlo dimostrare.

 

grazie

Marco

In altre parole la domanda può anche essere così posta: quando le finestre sono state realizzate il proprietario, cioè l'impressa immobiliare, era unico e quindi non si è infranto alcun articolo del cc.

 

Quindi in quel momento la finestra era in regola.

 

Posso dire che i gli articoli del codice si riferiscono al fatto di realizzare una nuova apertura e non si riferiscono a quelle già esistenti se tali lo erano al momento dell'acquisto?

 

grazie

M.

Ho trovato quanto sotto che incollo

 

"La costituzione di una servitù per destinazione del padre di famiglia presuppone che l’originario unico proprietario abbia posto in essere tra due fondi o due parti dello stesso fondo a lui appartenenti una situazione soggettiva di subordinazione o servizio, corrispondente al contenuto di una servitù, ma che non rileva come tale finché i fondi siano nella titolarità dell’unico soggetto proprietario (in base al principio nemini res sua servit). Nel momento in cui i due fondi o le due parti del fondo vengono divise, ossia vengono ad appartenere a diversi soggetti, proprietari ciascuno di una parte, tale situazione soggettiva si pone di per sé come fatto costitutivo di una servitù avente contenuto corrispondente all’utilità già garantita di fatto a uno dei due fondi o delle due parti dello stesso fondo. Naturalmente ai fini della costituzione della servitù è necessario che non risulti espressamente una volontà contraria del proprietario dei fondi al momento della loro separazione. Difatti il c.d. silentium si configura come elemento della fattispecie costitutiva. La manifestazione contraria di volontà può essere contenuta in una specifica clausola negoziale, con cui si esclude espressamente il sorgere della servitù ovvero può essere desunta indirettamente da altra clausola, il cui contenuto sia incompatibile con la volontà di lasciare immutata la situazione di fatto che verrebbe a determinare la nascita della servitù. La costituzione di una servitù prediale (nella specie, di veduta) per destinazione del padre di famiglia postula che le opere permanenti (nella specie, l'apertura e le opere di asservimento) destinate al suo esercizio, predisposte dall'unico proprietario, preesistano al momento il cui il fondo viene diviso fra più proprietari."

 

Quindi quanto detto da Maila trova completa conferma! Grazie mille

Mi sono connessa solo ora e ho visto che hai già trovato le risposte. Contenta di esserti stata utile:o

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