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stefanoseme

Locale enoteca al piano terra dell'edificio su cortile interno

Abito in un condominio a milano, una casa di ringhiera con cortili interni.

Essendo case di ringhiera, tutti gli appartamenti affacciano su almeno un cortile.

Gli spazi al piano terra sono sempre stati occupati da uffici e studi professionali di un'unica proprietà

La proprietà adesso ha intenzione di avviare un'attività commerciale, nello specifico un'enoteca.

L'attività verrà avviata nel giro di pochi giorni senza aver chiesto alcuna autorizzazione al condominio.

Inoltre l'accesso all'enoteca avverrà dall'ingresso al condominio, garantendo praticamente l'accesso a tutti i clienti a qualunque spazio condominiale.

E' lecito tutto questo?

Come si può procedere per evitare ingresso di estranei al condominio e rumori molesti conseguenti all'attività?

E comunque l'attività non avrebbe bisogno di un'autorizzazione dell'assemblea condominiale?

Ringrazio per l'attenzione

Quanto all'autorizzazione dell'assemblea, solamente un regolamento di origine e natura contrattuale potrebbe prevederla. Quanto al passaggio per l'accesso all'attività commerciale: non era lo stesso per gli studi professionali? Quello che voglio dire è che salvo diverse disposizioni del regolamento e ferme restando le doverose autorizzazione comunali, l'uso del locale commerciale non può essere vietato, poiché il cortile è anche di comproprietà del titolare di quei locali.

Quoto in toto il Collega Gallucci.

 

L'unica strada in astratto percorribile potrebbe essere un'azione volta ad accertare l'eventuale intollerabilità di immissioni di calore, fumi, rumori... e chiederne l'inibizione (e l'eventuale risarcimento del danno).

Ringrazio per l'attenzione.

L'orario di esercizio pare sia limitato alle ore 20, di conseguenza preoccupazioni per rumori molesti e altro non rientra nelle ns immediate preoccupazioni, per quello ci attiveremo in un secondo momento, se ce ne sarà bisogno.

Contrariamente siamo seriamente preoccupati per quanto riguarda il fattore sicurezza.

Trattandosi di un'attività commerciale è aperta al pubblico; l'accesso al locale enoteca avviene dal portone di ingresso del condominio. Essendo case di ringhiera si accede a tutti gli appartamenti, così che i clienti pubblici dell'enoteca, ossia persone estranee al condominio, possono arrivare esattamente "dietro la porta di ingresso" di ogni appartamento.

E se un cliente dell'enoteca recasse danne al condominio e a chi ci abita? di chi è la responsabilità? E viceversa, se un cliente dell'enoteca subisse un danno in corrispondenza di una parte comune del condomino (magari lontana dall'enoteca) su chi ricadrebbe la responsabilità?

Come può il condominio essere tutelato nei confronti di questa attività?

Grazie per il supporto

In generale chi cagiona un danno è obbligato a risarcirlo.

Con l'unico limite, rispetto ai casi prospettati, che nulla sarebbe dovuto ad un cliente dell'enoteca (ma anche ad un qualsiasi terzo) che si auto-cagionasse un danno facendo un uso improprio o scorretto delle parti comuni condominiali.

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