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michylino

Legittimazione a transigere dell'amministratore

Buongiorno,

 

stavo cercando di capire se l'amministratore, nelle materie di propria competenza, abbia il potere di concludere una transazione, senza bisogno di apposita delibera assembleare. Nello specifico, nel caso in cui un condomino moroso voglia stipulare una dilazione nel pagamento delle rate arretrate (senza stralciare quindi alcuna somma). Voi che dite?

 

Grazie a chi vorrà rispondermi

Dici un piano di rientro? Si credo sia possibile che l'amministratore, il quale conosce la situazione di cassa del condominio, possa programmare con il moroso la rateizzazione, senza però compromettere il regolare andamento della cassa.

Concordo, se ci sono i presupposti,la dilazione può essere anche concessa direttamente dall'amministratore, cosa diversa è la transazione che deve passare per il consenso dall'assemblea

A mio avviso è necessaria la delibera assembleare per il semplice fatto che, di norma, l'amministratore potrebbe chiedere il rientro immediato della somma ed eventualmente procedere per via legale. Un allungamento dei tempi, scavalcherebbe questa possibilità allungando i tempi per il rientro.

A mio avviso è necessaria la delibera assembleare per il semplice fatto che, di norma, l'amministratore potrebbe chiedere il rientro immediato della somma ed eventualmente procedere per via legale. Un allungamento dei tempi, scavalcherebbe questa possibilità allungando i tempi per il rientro.
Giovanni, ho effettuato una ricerca, e risulta che hai ragione, prima della riforma era possibile un accordo con l'amministratore, ma ora non più;

 

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Per meglio spiegarci: se prima un Condòmino che non si riteneva in grado di affrontare le rate come approvate dall’Assemblea proponeva, in alcuni casi, piani di versamento diversi da quelli deliberati e l’amministratore spesso li accettava pur di incassare qualcosa e sperare di riuscire a pagare le bollette, seppur in ritardo; ora l’amministratore non potrà più farlo (visto l’obbligo invece di intraprendere una causa), dovrà al contrario convocare un’Assemblea straordinaria (con spese probabilmente a carico di chi avrà chiesto la concessione del piano di rientro) e probabilmente in tale caso, qualora il medesimo piano risulterà accettabile, l’Assemblea potrebbe sollevare l’amministratore dall’obbligo dell’azione legale, come previsto dalle prime parole del Comma 9 dell’Art. 1129; un’alternativa alla costosa Assemblea Straordinaria potrebbe essere quella, magari dinanzi alla deliberazione di spese straordinarie particolarmente alte, di pre-concedere, da parte dell’Assemblea (tenendo comunque conto di quanto tratteremo più avanti), all’amministratore la possibilità di accettare piani di rientro che siano comunque compatibili con le spese da affrontarsi e le sempre più diffuse e probabili detrazioni fiscali inerenti. Occorrerà comunque da parte della medesima Assemblea porre molta attenzione all’utilizzo della “dispensa” dall’azione legale, molti amministratori potrebbero infatti cercare di utilizzarla per i soliti motivi e con le scuse più varie, con il rischio di porre l’edificio ed i Condòmini più ligi al dovere in situazione di grave imbarazzo legale ed eventuale distacco delle utenze, rendendo così vano l’intento del legislatore.

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Fonte: StudioCataldi

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