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dirrep

Labirinti mentali e clegislative

Il problema è singolare ed inverosimile.

Oggetto della compravendita una u.i. a destinazione abitativa, ancora ammobiliata.

Nel portarsi via il mobilio, il venditore vorrebbe portarsi via anche la caldaia a metano, necessaria all'abitazione per la produzione di acqua calda e riscaldamento.

La pretesa appare assurda, ma non riesco a dimostrarne l'illegittimità.

Sarebbe gradito un riferimento normativo.

Grazie.

Se nel contratto che vai a stipulare il notaio riporta che l'immobile viene ceduto completo di impianti esistenti, allora la caldaia rimane perché è parte degli impianti. Se non c'è scritto allora è bene mobile disponibile.

 

Ciao

Non lo dice nessuno: purtroppo. Meno che mai lo dice il legislatore (che paghiamo noi).

Trattandosi di u.i. a destinazione abitatitaviva, dovrebbe essere "abitabile".

Ma questo è solo il mio umile, modesto parere.

Ahimè, il venditore, temo possa portarsi via anche i frutti di interruttori e prese, nonché sanitari e la rubinetteria. E soprattutto i fili di rame... visto quanto costa.

Del resto un appartamento è un "immobile", pertanto, tutto ciò che è mobile si può asportare.

E, amen.

Non lo dice nessuno: purtroppo. Meno che mai lo dice il legislatore (che paghiamo noi).

Trattandosi di u.i. a destinazione abitatitaviva, dovrebbe essere "abitabile".

Ma questo è solo il mio umile, modesto parere.

Ahimè, il venditore, temo possa portarsi via anche i frutti di interruttori e prese, nonché sanitari e la rubinetteria. E soprattutto i fili di rame... visto quanto costa.

Del resto un appartamento è un "immobile", pertanto, tutto ciò che è mobile si può asportare.

E, amen.

normalmente nei contratti di compravendita c'è scritto che l'immobile viene venduto nello stato di fatto e di diritto in cui si trova, con ogni accessorio o pertinenza e servitù attive e passive, nell'attuale consistenza, .... ecc. ecc.

se questo è l'atto, lui non si porta via nulla, neanche frutti di interruttori e prese ...

Normalmente. Il rogito contiene tali e tante formule tecnico-giuridiche espresse in lingua di casta ( tutto interpretabile e per niente inequivocabile).

E se il venditore è in mala fede, l'acquirente è ... fritto.

Normalmente. Il rogito contiene tali e tante formule tecnico-giuridiche espresse in lingua di casta ( tutto interpretabile e per niente inequivocabile).

E se il venditore è in mala fede, l'acquirente è ... fritto.

Se temi qualche fregatura in sede di preliminare e poi nel rogito fai scrivere dal Notaio sull'atto che la caldaia è compresa nell'appartamento, se non sarà scritto rinunci all'acquisto.

Oppure se il venditore insiste e desidera portar via la caldaia, chiedi una riduzione del prezzo calcolando il costo di una nuova caldaia e quello della manodopera.

Normalmente. Il rogito contiene tali e tante formule tecnico-giuridiche espresse in lingua di casta ( tutto interpretabile e per niente inequivocabile).

E se il venditore è in mala fede, l'acquirente è ... fritto.

no guarda che sbagli. Nella compravendita, il Notaio lo sceglie il compratore, ergo il Notaio fa, di fatto, sempre gli interessi del compratore mai visto un Notaio fare interessi del venditore.

Dovevi chiarirti con il Notaio tu e specificare cosa compravi... Mi pare strano però che non sia inserito nulla a riguardo gli impianti

Vi ringrazio, ma il dubbio iniziale è aumentato.

In altre parole, la caldaia (che dovrebbe essere parte di impianto e non di arredamento) non è disciplinata da alcuna norma.

Poi, so bene che nel rogito è opportuno "contare" anche i peli e magari allegare anche un bel video autenticato (ovviamente) dal notaio.

Grazie ancora.

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