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Lorenzo93

Iva agevolata sulla fornitura di energia elettrica del condominio

istrice41 dice:

L'interpretazione dell'AdE è un poco fumosa in "legalese". Tuttavia io capisco, ed è scritto, che l'USO DOMESTICO si realizza quando "nelle somministrazioni rese nei confronti di soggetti che, in qualità di consumatori finali, impiegano l’energia elettrica o termica nella propria abitazione, a carattere familiare o in analoghe strutture a carattere collettivo e che non utilizzano l’energia nell’esercizio di imprese o per effettuare prestazioni di servizi rilevanti ai fini IVA, anche se in regime di esenzione."

Quindi se il condominio è 100% residenziale l'iva è 10%. Se invece il condominio è prevalentemente residenziale l'iva è il 22%. (a meno che esistano contatori a sottrazione utili a determinare quanto è usato dai domestici e quanto dagli impresari).

Il quesito posto era SOLO per i condomini che hanno una presenza di unità immobiliari destinate ad esercizio di impresa. La risposta data dall'AdE è data ESCLUSIVAMENTE "con riferimento alla fattispecie in esame".

 

In buona sostanza non è cambiato NIENTE. Se l'amministratore dichiara che il condominio è 100% residenziale iva 10%. Se l'amministratore dichiara che il condominio è 100% residenziale ma c'è anche una sola UI "commerciale", l'amministratore non può pretendere iva al 10%..

 

Ora il difficile sarà farlo capire ai fornitori di energia (anche loro forse analfabeti funzionali?) ciao ciao

 

fonti: 

http://www.finanzaefisco.it/agenziaentrate/cir_ris_2004/ris150-04.htm

https://www.agenziaentrate.gov.it/wps/wcm/connect/9967f461-695c-4cd2-9132-d6a1aa208a1e/Risposte+alle+istanze+di+consulenza+giuridica+n+3+del+2018.pdf?MOD=AJPERES&CACHEID=9967f461-695c-4cd2-9132-d6a1aa208a1e

beh, se l'associazione alfa invece di chiedere interpretazione giuridica all'ade si fosse fatta i fatti propri, noi continueremmo a pagare iva al 10% ... e chi la pagava al 22 poteva chiedere di pagarla al 10 ...

 

ora a me sembra proprio che l'ade sia stata chiara (purtroppo) nello specificare che l'uso domestico si realizza solo in ambito di ambiente familiare e non in ambienti diversi da quello familiare.

e onestamente mi sembra che l'utilizzo del servizio del gestore elettrico per agire sulla serratura del portone o per illuminare le scale non sia proprio un ambito familiare ma diverso.

paul_cayard dice:

 

ora a me sembra proprio che l'ade sia stata chiara (purtroppo) nello specificare che l'uso domestico si realizza solo in ambito di ambiente familiare e non in ambienti diversi da quello familiare.

e onestamente mi sembra che l'utilizzo del servizio del gestore elettrico per agire sulla serratura del portone o per illuminare le scale non sia proprio un ambito familiare ma diverso.

mettiamo che la tua interpretazione sia corretta: allora anche l'apertura del cancello elettrico della casetta o l'illuminazione del giardino privato unifamiliare è un uso della corrente diverso dall'ambito familiare? ovviamente no.

Se il condominio è 100% residenziale vale la regola della villetta/casetta. Iva 10%.

Sarà opportuno che qualcuno di noi aministratori chieda ad AdE di meglio specificare che il 10% vale ancora, come sempre e come già detto nelle precedenti circolari.

istrice41 dice:

allora anche l'apertura del cancello elettrico della casetta o l'illuminazione del giardino privato unifamiliare è un uso della corrente diverso dall'ambito familiare? ovviamente no.

infatti.

l'illuminazione del giardino di proprietà individuale è a vantaggio del godimento "familiare" dei propri beni.

quindi è un uso "familiare" del servizio del gestore (come aprire il cancello elettrico di casa "mia").

 

... insisto col dire "purtroppo".

 

Paolino45 dice:

Il mio condominio, solo abitazioni, sconta l'IVA al 10%.

fornitore ?

 

anche il mio condominio, ma le bollette ricevute a gennaio e marzo sono passate dal 10 al 22 dopo circa due lustri.

paul_cayard dice:

infatti.

l'illuminazione del giardino di proprietà individuale è a vantaggio del godimento "familiare" dei propri beni.

quindi è un uso "familiare" del servizio del gestore (come aprire il cancello elettrico di casa "mia").

 

... insisto col dire "purtroppo".

 

fornitore ?

 

anche il mio condominio, ma le bollette ricevute a gennaio e marzo sono passate dal 10 al 22 dopo circa due lustri.

ENI, mercato libero,free luce condominio, altri usi bassa tensione

ex art. 1 D.M. 370 DEL 24/10/2000

ULTIMA BOLLETTA 19/02/2019

 

Paolino45 dice:

ENI, mercato libero,free luce condominio, altri usi bassa tensione

ex art. 1 D.M. 370 DEL 24/10/2000

ULTIMA BOLLETTA 19/02/2019

 

... secondo me ancora non si sono accorti del cambiamento ...

 

enel energia (bollette di gennaio e marzo):

 

image.png.7819f17298c580ddb90ad918ece8306e.png

paul_cayard dice:

... secondo me ancora non si sono accorti del cambiamento ...

 

enel energia (bollette di gennaio e marzo):

 

image.png.7819f17298c580ddb90ad918ece8306e.png

Anch'io ho dei gestori privati che sono ancora al 10%, ma sono convinto che arriverà prossimamente il passaggio al 22% con il recupero IVA per i mesi passati dopo l'interpello di dicembre 2018 e fatturati con IVA al 10%.

davidino1978 dice:

Anch'io ho dei gestori privati che sono ancora al 10%, ma sono convinto che arriverà prossimamente il passaggio al 22% con il recupero IVA per i mesi passati dopo l'interpello di dicembre 2018 e fatturati con IVA al 10%.

penso anch'io, e questa è una bella fregatura perchè l'esborso sarà concentrato (a meno di dilazioni decise per non far incavolare troppo i clienti).

 

istrice41 dice:

In buona sostanza non è cambiato NIENTE.

Come già fatto notare da Paul_Cayard, è cambiato tutto!

 

AdE nella risoluzione, cita "analoghe strutture" che, oltre alle abitazioni, possono fruire dell'iva agevolata; tali strutture sono elencate nella circolare 82/1999 e sono:... omissis....anche negli impieghi diretti a soddisfare i fabbisogni di ambienti quali caserme, scuole, asili, case di riposo, conventi, orfanotrofi, brefotrofi, carceri mandamentali, eccetera, che ospitano collettivita', si ravvisa "l'uso domestico" dei prodotti in esame da parte degli enti gestori. 

Quindi il riferimento non è la prevalenza abitativa, ma il fatto che nello stesso edificio vi sia "l'abitazione" di una collettività, che nulla ha a che fare con le parti comuni condominiali.

Allora:  La fornitura di energia elettrica necessaria per il funzionamento delle parti comuni dei condomini, pertanto, non soddisfa il requisito dell’uso domestico, in quanto è finalizzata ad essere impiegata esclusivamente in luoghi diversi dall’abitazione.

In una abitazione privata il giardino o altre parti simili sono considerate pertinenziali all'abitazione, come tali, fiscalmente, seguono "le sorti" del bene principale, cioè l'abitazione; di conseguenza l'iva sulla fornitura elettrica di tali parti è soggetta al 10%, come sulla fornitura dell'abitazione. Le parti comuni non sono pertinenziali, in quanto proprietà indivisa di proprietari diversi.

Direi che quanto ha voluto sostenere AdE è chiaro: le bollette elettriche delle parti comuni sono soggette all'aliquota iva ordinaria.

 

Il gestore "piu' o meno" statale (Enel), ovviamente si è dovuto adeguare subito, gli altri dovranno farlo; peraltro, in base al testo integrato in materia di fatturazione di ARERA, i venditori su mercato libero possono, in deroga a quanto previsto per l'ancora vigente mercato di tutela,  emettere la fattura che contabilizzi i consumi effettivi una volta ogni 12 mesi, puo' essere che stiano ancora fatturando acconti  e che calcoleranno la differenza iva in sede di conguaglio.

Insomma, forse per ora tutto tace, ma prima o poi la bolletta al 22% vi arriva!! Date tempo al tempo.....😊

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Danielabi dice:

Come già fatto notare da Paul_Cayard, è cambiato tutto!

 

AdE nella risoluzione, cita "analoghe strutture" che, oltre alle abitazioni, possono fruire dell'iva agevolata; tali strutture sono elencate nella circolare 82/1999 e sono:... omissis....anche negli impieghi diretti a soddisfare i fabbisogni di ambienti quali caserme, scuole, asili, case di riposo, conventi, orfanotrofi, brefotrofi, carceri mandamentali, eccetera, che ospitano collettivita', si ravvisa "l'uso domestico" dei prodotti in esame da parte degli enti gestori. 

Quindi il riferimento non è la prevalenza abitativa, ma il fatto che nello stesso edificio vi sia "l'abitazione" di una collettività, che nulla ha a che fare con le parti comuni condominiali.

Allora:  La fornitura di energia elettrica necessaria per il funzionamento delle parti comuni dei condomini, pertanto, non soddisfa il requisito dell’uso domestico, in quanto è finalizzata ad essere impiegata esclusivamente in luoghi diversi dall’abitazione.

In una abitazione privata il giardino o altre parti simili sono considerate pertinenziali all'abitazione, come tali, fiscalmente, seguono "le sorti" del bene principale, cioè l'abitazione; di conseguenza l'iva sulla fornitura elettrica di tali parti è soggetta al 10%, come sulla fornitura dell'abitazione. Le parti comuni non sono pertinenziali, in quanto proprietà indivisa di proprietari diversi.

Direi che quanto ha voluto sostenere AdE è chiaro: le bollette elettriche delle parti comuni sono soggette all'aliquota iva ordinaria.

 

Il gestore "piu' o meno" statale (Enel), ovviamente si è dovuto adeguare subito, gli altri dovranno farlo; peraltro, in base al testo integrato in materia di fatturazione di ARERA, i venditori su mercato libero possono, in deroga a quanto previsto per l'ancora vigente mercato di tutela,  emettere la fattura che contabilizzi i consumi effettivi una volta ogni 12 mesi, puo' essere che stiano ancora fatturando acconti  e che calcoleranno la differenza iva in sede di conguaglio.

Insomma, forse per ora tutto tace, ma prima o poi la bolletta al 22% vi arriva!! Date tempo al tempo.....😊

👍

  • Grazie 1
Danielabi dice:

Anche nei condomìni da me gestiti c'è enel servizio elettrico, ma l'iva è al 22%.....

peraltro quella dichiarazione è sibillina, nel senso che Enel declina ogni responsabilità, e fa fare una dichiarazione richiamando una circolare del 1999 di AdE, che è un contorcimento.....

Se avete inviato una dichiarazione tipo quella postata, penso che non abbiate nulla da fare, se non inviare una nuova dichiarazione, anche se il gestore dovrebbe allinearsi spontaneamente a quanto precisato da AdE.

Potrebbe contenere qualche informazione utile :

https://luce-gas.it/guida/bolletta/luce/imposte

Vito46 dice:

Potrebbe contenere qualche informazione utile :

https://luce-gas.it/guida/bolletta/luce/imposte

grazie Vito, sempre pronto a dare una mano!! 👍

Di fatto nell'articolo si ribadisce che l'uso domestico è al 10% e quello non domestico al 22%, non c'è alcuna contraddizione, anche se l'articolo risale al 2017.

Danielabi dice:

grazie Vito, sempre pronto a dare una mano!! 👍

Di fatto nell'articolo si ribadisce che l'uso domestico è al 10% e quello non domestico al 22%, non c'è alcuna contraddizione, anche se l'articolo risale al 2017.

Ciao Daniela, 

L'articolo è abbastanza sostanzioso. È una guida e dopo quei pochi commenti ci sono un'infinità di notizie. 

Spero solo che sia utile. 

Ciao. 😄👍

  • Grazie 1
Danielabi dice:

Come già fatto notare da Paul_Cayard, è cambiato tutto!

 

Carissima Daniela e Paul, non sono d'accordo perché continuate a dimenticare le premesse della risposta AdE.

"riferimento alla fattispecie in esame", "Con riferimento al quesito posto dall’Associazione istante".... L'AdE sta rispondendo solo per  i condomini a prevalente uso residenziale. Sia la risposta 3/2018 sia la circolare del 1998 sia la circolare del 1999 e la risoluzione del 2004 (tutte citate nella risposta 3/2018) avevano già detto la stessa cosa. 

Semmai non si capisce come mai ad un certo punto è stata applicata iva agevolata per i condomini non totalmente abitativi. L'unica spiegazione una erronea comprensione delle precedenti note AdE….. come sta avvenendo ora per questa.

 

Girerò il quesito all'AdE. Sono fiducioso che mi daranno ragione ☺️

istrice41 dice:

Girerò il quesito all'AdE. Sono fiducioso che mi daranno ragione

Carissimo Istrice, benissimo, ti sarei grata se poi ci rendessi nota la risposta.

 

Temo che la tua lettura sia ottimista, nel senso che è vero che l'istante ha inserito nel quesito la questione "a prevalente destinazione abitativa", ma Alfa ha cercato le motivazioni per l'applicazione dell'aliquota agevolata non nella "destinazione", ma relativamente all'assenza di prestazioni rilevanti ai fini iva e l'applicazione pregiudizievole a chi esercitasse attività. La risposta di AdE è, comunque, semplice, nel senso che ha chiaramente sostenuto che le parti comuni non sono da considerarsi alla stregua di abitazioni, per cui non hanno diritto all'applicazione dell'aliquota agevolata; senza se e senza ma.

Ovviamente io sono nessuno, quindi ti posto l'articolo riportato da questo sito a firma dell'avv. Malvestiti:

https://www.condominioweb.com/fornitura-elettrica-parti-condominiali.15378

che, mi sembra, ripete quanto già detto.

In ogni caso, restiamo in attesa dei chiarimenti di Ade. 😊

Grazie.

Danielabi dice:

In ogni caso, restiamo in attesa dei chiarimenti di Ade. 😊

Facciamo proprio parte della Repubblica delle banane.

Il condominio è a tutti gli effetti un consumatore finale anche se non è persona fisica ma è l'insieme di persone fisiche tanto è vero che non è considerato entità giuridica

pertanto l'IVA applicata dovrebbe essere quella agevolata. 

 

https://www.condominioweb.com/il-condominio-giuridicamente-non-esiste-deve-essere-considerato-un-consumatore-con-i.798

 

Modificato da Vito46
Vito46 dice:

Facciamo proprio parte della Repubblica delle banane.

Il condominio è a tutti gli effetti un consumatore finale anche se non è persona fisica ma è l'insieme di persone fisiche tanto è vero che non è considerato persona giuridica

pertanto l'IVA applicata dovrebbe essere quella agevolata. 

 

https://www.condominioweb.com/il-condominio-giuridicamente-non-esiste-deve-essere-considerato-un-consumatore-con-i.798

 

Vedi Vito, la risoluzione di AdE si basa su altri presupposti, che partono dalla considerazione di quanto previsto per l'applicazione dell'aliquota al 10%, Tabella A, parte III, numero 103, DPR 633/72; tale numero indica al 10%:

103) enegia elettrica per uso domestico

 

Le parti comuni condominiali non hanno utilizzo domestico, non sono pertinenziali alle singole abitazioni, per cui non rispettano quanto previsto dal detto punto n. 103. L'argomentazione di AdE verte su questo.

Peraltro, il condomìnio è consumatore finale per alcuni aspetti, ma trattato come ente giuridico per altri; come piu' volte detto, il condomìnio è utilizzato in base a "necessità".

Sono la prima ad auspicare che si decida una volta per tutte dove collocare, in quanto a personalità giuridica, i condomìni.

Danielabi dice:

Vedi Vito, la risoluzione di AdE si basa su altri presupposti, che partono dalla considerazione di quanto previsto per l'applicazione dell'aliquota al 10%, Tabella A, parte III, numero 103, DPR 633/72; tale numero indica al 10%:

103) enegia elettrica per uso domestico

 

Le parti comuni condominiali non hanno utilizzo domestico, non sono pertinenziali alle singole abitazioni, per cui non rispettano quanto previsto dal detto punto n. 103. L'argomentazione di AdE verte su questo.

Peraltro, il condomìnio è consumatore finale per alcuni aspetti, ma trattato come ente giuridico per altri; come piu' volte detto, il condomìnio è utilizzato in base a "necessità".

Sono la prima ad auspicare che si decida una volta per tutte dove collocare, in quanto a personalità giuridica, i condomìni.

Siamo sempre alle solite. 

Due apparati dello Stato, su uno stesso argomento, parlano due linguaggi differenti. 

L'Ade e la Cassazione si contraddicono. Mah... 🤔

Vito46 dice:

Siamo sempre alle solite. 

Due apparati dello Stato, su uno stesso argomento, parlano due linguaggi differenti. 

L'Ade e la Cassazione si contraddicono. Mah... 🤔

Si, hai ragione...siamo alle solite: in mancanza di una normativa specifica a cui fare riferimento, ognuno dice la sua......🙄

Buongiorno,

premesso che ho fatto ripetute telefonate sia all'AdE che al fornitore di energia elettrica e nessuno è riuscito ancora a dare informazioni chiare ed esaustive, vi sottopongo un ulteriore questione relativa all'iva sui consumi di un impianto geotermico centralizzato per riscaldamento e produzione ACS a servizio di sole unità abitative residenziali.

A buon senso riterrei che tali consumi siano assimilabili a quelli che ciascun condomino avrebbe se fosse dotato di impianto autonomo. Se così non fosse ci sarebbe una penalizzazione nel realizzare impianti centralizzati con ricaduta sulla valutazione di convenienza economica e contraddicendo i criteri di efficienza e rispetto ambientale propri di sistemi centralizzati.

Essendo le bollette mensili dell'ordine delle migliaia di euro, capirete che un aumento del 12% incide sensibilmente sulle spese condominiali. Vi chiedo gentilmente un parere a riguardo ed eventuali riferimenti da cui si possa evincere l'ammissibilità di iva ridotta.

Segnalo inoltre che sia sul sito di A2A che di Enel Energia è possibile scaricare il modulo (forse ora obsoleto ma tuttavia ancora disponibile) per richiedere iva agevolata in qualità di condominio con sole unità abitative.

Grazie

... il tutto si riduce a "uso domestico" e "uso diverso da quello domestico".

per "uso domestico si intende ... concernente chiarimenti in merito all'aliquota IVA da applicare ai contratti di servizio energia per uso domestico, è stato precisato, tra l'altro, che "l'uso domestico non si realizza con la destinazione ad ambienti diversi da quelli familiari".

 

di conseguenza ai consumi di un contatore che misure l'energia erogata per un contratto "non di uso domestico" non si applica l'iva agevolata.

 

il contatore che misura i consumi dell'energia dell'ascensore o della illuminazione delle scale non avrà un contratto di tipo "uso domestico".

 

http://fire-italia.org/wp-content/uploads/2014/04/Circolare-Ministero-delle-Finanze-n.pdf

Comunque il passaggio all'IVA al 22% da parte del Servizio Elettrico Nazionale per il mercato tutelato lascia poche speranze di interpretazioni favorevoli. Finché si parla di interpretazioni da parte di gestori privati è una cosa, nel momento in cui viene adeguato dal gestore pubblico l'aliquota per il mercato tutelato direi che le chiacchiere stanno a zero.

 

Mirkoboy dice:

sottopongo un ulteriore questione relativa all'iva sui consumi di un impianto geotermico centralizzato per riscaldamento e produzione ACS a servizio di sole unità abitative residenziali.

Non penso che un impianto geotermico centralizzato abbia problemi di iva, nel senso che si tratta di produzione di energia per uso domestico, tipologia rientrante nelle previsioni della Tabella A, parte III, numero 103, DPR 633/72 che indica l'iva al 10%.

Il problema è relativo solo all'uso dell'energia sulle parti comuni, che non si possono considerare ne' equiparare a "domestiche", quindi l'uso dell'energia per queste parti, in qualsiasi modo approvvigionata (anche da sistema geotermico) è soggetta all'iva normale, 22%. AdE dixit

 

davidino1978 dice:

Finché si parla di interpretazioni da parte di gestori privati è una cosa, nel momento in cui viene adeguato dal gestore pubblico l'aliquota per il mercato tutelato direi che le chiacchiere stanno a zero

...penso anch'io, per quanto possa valere. 😊

 

4.gif

Grazie per le vostre considerazioni.

Mi chiedo se avere un contatore dedicato per i consumi elettrici della pompa di calore che serve solo unità abitative (che quindi esclude ogni altro consumo assimilabile a ‘comune’) come nel caso del mio condominio possa godere dell’iva agevolata.

Il contratto attuale è per 80KW in BTA6 Altri Usi. 

Non credo esista un equivalente contratto per uso domestico giusto?

As ogni modo, nel caso specifico in cui i consumi siano ad esclusivo servizio di unità abitative non vedo alcuna ragione plausibile per non godere di iva agevolata.

Grazie

Mirkoboy dice:

As ogni modo, nel caso specifico in cui i consumi siano ad esclusivo servizio di unità abitative non vedo alcuna ragione plausibile per non godere di iva agevolata.

Su questo concordiamo tutti, AdE compresa.

🙄 quindi essendo "altri usi" ti viene applicata l'aliquota al 22% (o temi che così accadrà?). Spesso "altri usi" non è sinonimo di "non domestico", ma è ovvio che sia da verificare cosa intende il gestore.

Se "altri usi " è non domestico.....meglio i due contatori, ma gli aspetti tecnici devi discuterli con chi ha sottoscritto il contratto.

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