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Isolamento termico del tetto

Leggo vari pronunciamenti (anche della Cassazione) discordanti in materia, per cui mi piacerebbe avere un'indicazione chiara sulla ripartizione delle spese relativamente alla coibentazione termica del terrazzo di proprietà esclusiva di un condomino.

Nella fattispecie il terrazzo nacque senza coibentazione, poi il proprietario la fece posare di sua iniziativa autonoma non condivisa dal Condominio e a sue spese. Ora, dovendo rifare l'impermeabilizzazione del terrazzo, occorre rifare anche l'isolamento termico: il proprietario del terrazzo ne reclama il contributo alle spese anche da parte di tutti i condomini sottostanti, ex. comma 1 dell'art. 1123.

Ma in questo caso si deve applicare il comma 1 o il comma 2 dell'art. 1123? Grazie

Se si tratta di lastrico solare ad uso esclusivo, si deve usare l'art. 1126 cc perla partizione delle spese, 1/3 al proprietario esclusivo del lastrico e 2/3 a tutti quelli coperti dal lastrico stesso, però secondo me con una variante, la spesa per il ripristino della coibentazione sarà a carico del proprietario del lastrico, in quanto lui l'ha posata e lui la mantiene, mentre tutto il resto compresa la guaina le piastrelle ecc ecc segue partizione dell'art 1126 cc

Se si tratta di lastrico solare ad uso esclusivo, si deve usare l'art. 1126 cc perla partizione delle spese, 1/3 al proprietario esclusivo del lastrico e 2/3 a tutti quelli coperti dal lastrico stesso, però secondo me con una variante, la spesa per il ripristino della coibentazione sarà a carico del proprietario del lastrico, in quanto lui l'ha posata e lui la mantiene, mentre tutto il resto compresa la guaina le piastrelle ecc ecc segue partizione dell'art 1126 cc

Ti ringrazio della risposta. Il proprietario del terrazzo ad uso esclusivo sostiene però che per accedere alla guaina occorre rompere la coibentazione, e che ci sono varie sentenze della Cassazione che gli danno ragione (contributo dei sottostanti condomini anche per la coibentazione)....

Ti ringrazio della risposta. Il proprietario del terrazzo ad uso esclusivo sostiene però che per accedere alla guaina occorre rompere la coibentazione, e che ci sono varie sentenze della Cassazione che gli danno ragione (contributo dei sottostanti condomini anche per la coibentazione)....
Infatti, io ho espresso un mio personale parere, caso mai provate a sentire un legale e/o il mediatore.
Infatti, io ho espresso un mio personale parere, caso mai provate a sentire un legale e/o il mediatore.

Tu che sei così abile nel citare sentenze di Cassazione pertinenti all'argomento, non ne sei a conoscenza di qualcuna a riguardo?

Tu che sei così abile nel citare sentenze di Cassazione pertinenti all'argomento, non ne sei a conoscenza di qualcuna a riguardo?
Per dire la verità questa è la prima volta che sento un caso del genere, comunque ti posso dire cosa prevede il Codice Civile in caso di gestione privata

 

cc Art. 1134. Gestione di iniziativa individuale.

Il condomino che ha assunto la gestione delle parti comuni senza autorizzazione dell'amministratore o dell'assemblea non ha diritto al rimborso, salvo che si tratti di spesa urgente.

Per cui ho pensato alla risposta che ho postato in precedenza, ovvero nulla vieta l'iniziativa privata, ma ora non può costringere agli altri condomini di ripristinare una coibentazione non approvata in assemblea e che copre la guaina da cambiare, e tra l'altro chi mi garantisce che al momento della posa della coibentazione non sia data danneggiata la guaina?

Per cui o cercate un accordo, p.es. al 50% (o altre percentuali) della guaina e tutto il resto come previsto dall'art. 1124 cc, oppure sentite un legale o mediatore, ed aggiungo una cosa, le sentenze non fanno legge fanno solo giurisprudenza e non è detto che i casi siano identici, per cui sarebbe bene valutare caso per caso.

L'art. 1134 cita la "gestione di parti comuni"...il terrazzo di proprietà esclusiva lo è?

 

E quando dici che le sentenze (anche di Cassazione) fanno solo giurisprudenza intendi dire che possono solo essere prese a riferimento in una nuova specifica vertenza legale?

L'art. 1134 cita la "gestione di parti comuni"...il terrazzo di proprietà esclusiva lo è?

 

E quando dici che le sentenze (anche di Cassazione) fanno solo giurisprudenza intendi dire che possono solo essere prese a riferimento in una nuova specifica vertenza legale?

Non confondiamo la proprietà esclusiva con l'uso esclusivo, se fosse di proprietà esclusiva, tutte le spese ricadono sul proprietario (come nel caso dei balconi aggettanti), mentre l'uso esclusivo di un terrazzo vale solo per l'uso, perchè la soletta a protezione del condominio che sta al disotto è comune tra chi calpesta il lastrico e ne ha l'uso, ed i condomini sottostanti, ovvero il lastrico fa da tetto.

 

Le sentenze fanno giurisprudenza, cioè possono essere citate a sostegno della causa in corso, ma poi starà al Giudice valutare i contenuti ed a decidere valutando anche lo stato dei luoghi in discussione.

Hai ragione, è di USO esclusivo, quindi è da considerare proprietà comune.

La proprietà comune è soltanto la copertura, il lastrico in questo caso è una pertinenza;

Uso esclusivo - L’art. 1126 c.c. prevede l’ipotesi in cui il lastrico solare, o parte di esso, sia di uso esclusivo di uno o alcuni soltanto dei condòmini. Ciò si verifica quando al lastrico «può accedere solo il proprietario, mediante una scala interna dall’appartamento sottostante, oppure dalla scala comune con porta di accesso le cui chiavi siano solo in suo possesso» (TAMBORRINO).

Il lastrico solare posto al servizio di una proprietà esclusiva deve considerarsi pertinenza di quest’ultima, anche se nulla risulta dai titoli di acquisto (Cass. 22-4-1994, n. 3832). Nulla osta, tuttavia, a che parti di esso siano attratte al regime di proprietà comune (si pensi, ad esempio, ai passaggi per accedere agli impianti comuni).

In ogni caso il fatto che il lastrico solare sia di uso esclusivo di uno o alcuni soltanto dei condòmini non fa venir meno la sua funzione fondamentale che è quella di fornire copertura e protezione all’intero edificio, con la conseguenza che il diritto dell’usuario deve ritenersi senz’altro limitato da tale destinazione.

Fonte simone.it

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