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loryli

ISO 10200/2018

Salve.

1) Nel condominio dove abito quest'anno è stata effettuata una nuova perizia per il calcolo dei millesimi energetici per il riscaldamento. Viene precisato che la norma in oggetto, all'Appendice D4, stabilisce che NON SI TIENE CONTO della sostituzione degli infissi (il che mi pare assurdo) e che il rapporto da utilizzare per la divisione delle spese di consumo energetico per il riscaldamento è pari al 25%. Cosa significa? 

2) Abito in Lombardia e dal 2012 pago la quota fissa del riscaldamento (30%) anche sul garage, nel quale ovviamente non c'è calorifero. L'amministratore dice che ha applicato una L.R. del 2011 che prevede che i millesimi da considerare per il riscaldamento sono I MILLESIMI DI PROPRIETA'. Nessuno dei miei amici e parenti in condominio paga secondo questo criterio. E' corretto?

Grazie in anticipo 

Modificato da loryli

ammesso che la legge regionale parli di millesimi di proprieta, penso che si riferisca ai

millesimi dell'alloggio.  In effetti la ISO 10200, in continua evoluzione stabiliva che

si tiene conto della situazioneiniziale dell'edificio e  così è un sisincentivo a fare

migliorie..ma non sono un tecnico del settore e mi tengo i miei dubbi e le mie

perplessità sulle norme,, e non solo quelle ''calorose''

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loryli dice:

1) Nel condominio dove abito quest'anno è stata effettuata una nuova perizia per il calcolo dei millesimi energetici per il riscaldamento.

perchè nuova perizia? era già stato fatto uno studio? oppure eravate in deroga (..sigh...) dal calcolo UNI10200?

 

loryli dice:

Viene precisato che la norma in oggetto, all'Appendice D4, stabilisce che NON SI TIENE CONTO della sostituzione degli infissi (il che mi pare assurdo)

La norma non premia per il calcolo del consumo involontario le azioni individuali, ma quelle collettive. L'intervento macroscopico collettivo ha sicuramente più efficacia sotto il profilo dei costi nel sistema edificio impianto rispetto al micro intervento individuale. In ogni caso la miglioria d'isolamento individuale consente un risparmio sulla quota volontaria che è preponderante rispetto alla involontaria, quindi offre sicuramente un valido e concreto beneficio sulla spesa globale.

Non facciamoci ingannare dal valore percentuale della quota involontaria, badiamo invece al sodo.....cioè a quanto si spende!

La quota involontaria diviene funzione in pratica della volontaria che è legata all'isolamento termico.....

Non facciamoci confondere dai discorsi "da bar" sulle percentuali più o meno "inventate" da "ingegneri di condominio" che dicono di andare in deroga alla UNI10200......

 

loryli dice:

e che il rapporto da utilizzare per la divisione delle spese di consumo energetico per il riscaldamento è pari al 25%. Cosa significa? 

Significa forse percentuale del consumo involontario? se cosi fosse, un numero tondo tondo, avrei perplessità sulla perizia....

 

loryli dice:

2) Abito in Lombardia e dal 2012 pago la quota fissa del riscaldamento (30%) anche sul garage, nel quale ovviamente non c'è calorifero. L'amministratore dice che ha applicato una L.R. del 2011 che prevede che i millesimi da considerare per il riscaldamento sono I MILLESIMI DI PROPRIETA'. Nessuno dei miei amici e parenti in condominio paga secondo questo criterio. E' corretto?

Ma sembra strano, in Lombardia con la Legge Regionale 11 dicembre 2006 , N. 24 si è posto veto al riscaldamento box, quindi parecchio antecedente alla sua situazione. Mi sembra molto, ma molto strano che il suo amministratore consideri la quota box nelle sue spese per il riscaldamento.

Se così fosse qualcosa non va sicuramente....

In ogni caso le spese per la climatizzazione vanno suddivise in funzione della quota riscaldamento/climatizzazione, a meno che ....(AHIME!!!!....) non abbiate applicato la deroga dal calcolo UNI10200.

 

Modificato da Nanojoule
Nanojoule dice:

..(AHIME!!!!....) non abbiate applicato la deroga dal calcolo UNI10200.

come mai è così catastrofico non applicare la uni 10200?

Da noi fanno di peggio, oltre ad andare in deroga solo perchè c'erano i ripartitori 

12 anni addietro (e ci sono senza dubbio alloggi con divario superiore al 50%,

applicano anche un tetto massimo per cui, chi tiene le valvole a livelli bassi, 

paga poco meno di chi li tiene sul massimo, ha una superficie radiante ben

superiore (P:T: e ultimo piano) ed in più, uno di questi, moroso insolvibile, per 

dispetto tiene pure le finestre aperte.

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Giova-over dice:

come mai è così catastrofico non applicare la uni 10200?

se si applica incoscientemente la deroga dalla UNI10200, cioè si usa con i paraocchi quindi la deroga del 50% di differenza consumo, si impediscono di fatto gli interventi di isolamento termico.

Questo penalizza la maggioranza degli utenti, cioè quelli posti ai piano medi e fa consumare tanto quanto prima.

Non credo sia corretto continuare a spendere tanto quanto prima,  facendo pagare quote non di competenza ai piani medi....

La UNI10200 chiede di eseguire la diagnosi energetica, madre del risparmio di calore e fautrice di isolamenti termici......

Confermo che la non applicazione del sistema di calcolo della UNI10200 è catastrofico perché non evidenzia le lacune di impianto e obera di spese i condomini.....

la UNI10200 nasce per far consumare meno, non semplicemente per dividere le spese ......come credo, purtroppo, in molti pensano......

Modificato da Nanojoule

Gentile Nanojoule, nel mio condominio l'amministratore e un suo parente tecnico hanno approfittato della nostra ignoranza in materia e applicato la 10200 ( costo contabilizzazione e tecnico 12000 euro ). Il mio appartamento ultimo piano consuma il 50% in più ed è tetto di tutto il condominio. In sostanza metà del riscaldamento di tutto il condominio lo pago io insieme a un appartamento sopra i garage, gli altri 5 appartamenti pagano il resto. Noi saremmo disposti ad isolare il tetto ( si può fare solo dall'esterno - parere di due ingegneri ), cambiare finestre, fare anche il capotto termico e cambiare caldaia ma i 5 sotto non ci stanno. L'impianto è orizzontale e i tubi di andata e ritorno partono direttamente dalla caldaia per ogni appartamento e così i nostri due appartamenti hanno anche i millesimi/fabbisogni di metà del condominio. E' tutto.

  • Mi piace 1
pollo dice:

Gentile Nanojoule, nel mio condominio l'amministratore e un suo parente tecnico hanno approfittato della nostra ignoranza in materia e applicato la 10200 ( costo contabilizzazione e tecnico 12000 euro ). Il mio appartamento ultimo piano consuma il 50% in più ed è tetto di tutto il condominio. In sostanza metà del riscaldamento di tutto il condominio lo pago io insieme a un appartamento sopra i garage, gli altri 5 appartamenti pagano il resto. Noi saremmo disposti ad isolare il tetto ( si può fare solo dall'esterno - parere di due ingegneri ), cambiare finestre, fare anche il capotto termico e cambiare caldaia ma i 5 sotto non ci stanno. L'impianto è orizzontale e i tubi di andata e ritorno partono direttamente dalla caldaia per ogni appartamento e così i nostri due appartamenti hanno anche i millesimi/fabbisogni di metà del condominio. E' tutto.

Buongiorno,

Ritengo che una efficace diagnosi energetica possa indicare a tutti i componenti del condominio, piani estremi o meno, la validità dell'intervento di isolamento termico.

Se se ne parla semplicemente, senza valutare i numeri e il risparmio che l'isolamento termico porterebbe, non andrete mai da nessuna parte perché non avrete mai la corretta informazione.

Vi rammento che il succo base e la Uni 10200 è la diagnosi energetica, documento in cui si analizzano tutti i componenti del sistema edificio-impianto per ridurne il consumo.

Pensare semplicemente alla Uni 10200 come sistema per dividere i costi del riscaldamento è applicare in modo poco "intelligente" e riduttivo la normativa.

 

Ribadisco, utilizzate lo strumento diagnosi energetica per gestire al meglio la problematica in essere.

Fare una diagnosi energetica è semplicissimo.......

La soluzione al tuo problema è semplice, basta far capire agli altri che così è ingiusto, legale  ma ingiusto. Vedrai che non aspettano altro per darti una mano. Scusa l'ironia ma l'alternativa è piangere. 

  • Haha 1
salpa65 dice:

La soluzione al tuo problema è semplice, basta far capire agli altri che così è ingiusto, legale  ma ingiusto. Vedrai che non aspettano altro per darti una mano. Scusa l'ironia ma l'alternativa è piangere. 

Approfitto del simpatico intervento di salpa 65 per evidenziare una cosa che ho dimenticato.

Il sistema di pollo è a contabilizzazione diretta, quindi la quota di involontario è probabilmente superiore al 50%.

In questo modo l'utilizzo corretto della normativa consente di appianare le diversità di questo servizio.

Aumentare in termini percentuali la quota involontaria spalmare su tutti una buona parte del costo del riscaldamento.

Questo se ovviamente l'impianto è stato costruito correttamente, Quindi con contatore di calore all'uscita della caldaia, e utilizzo corretto del fattore d'uso per riproporzionare la quota involontaria.

 

Questa agevolazione nasce dalla corretta applicazione della uni 10200, quindi genera benefici.

Se invece si utilizza una incorretta applicazione della uni 10200 che tengono solo guai e danni, cosa che purtroppo accade molto spesso.

 

il sistema migliore per risolvere il problema in esame è l'applicazione integrale della uni 10200, inclusa la diagnosi energetica per convincere anche gli altri a investire sull'isolamento termico.

salpa65 dice:

La soluzione al tuo problema è semplice, basta far capire agli altri che così è ingiusto, legale  ma ingiusto. Vedrai che non aspettano altro per darti una mano. Scusa l'ironia ma l'alternativa è piangere. 

VERO.

Nanojoule dice:

Approfitto del simpatico intervento di salpa 65 per evidenziare una cosa che ho dimenticato.

Il sistema di pollo è a contabilizzazione diretta, quindi la quota di involontario è probabilmente superiore al 50%.

In questo modo l'utilizzo corretto della normativa consente di appianare le diversità di questo servizio.

Aumentare in termini percentuali la quota involontaria spalmare su tutti una buona parte del costo del riscaldamento.

Questo se ovviamente l'impianto è stato costruito correttamente, Quindi con contatore di calore all'uscita della caldaia, e utilizzo corretto del fattore d'uso per riproporzionare la quota involontaria.

 

Questa agevolazione nasce dalla corretta applicazione della uni 10200, quindi genera benefici.

Se invece si utilizza una incorretta applicazione della uni 10200 che tengono solo guai e danni, cosa che purtroppo accade molto spesso.

 

il sistema migliore per risolvere il problema in esame è l'applicazione integrale della uni 10200, inclusa la diagnosi energetica per convincere anche gli altri a investire sull'isolamento termico.

Gentile NanoJoule, Vero contabilizzazione diretta e la quota riscaldamento involontaria nell'anno 18/19 è stata 14%. L'ingegnere  ha fatto i calcoli allo stato di fatto del condominio ( con le nuove finestre e le pitture isolanti di un appartamento) e non ha misurato niente anzi dalla relazione tecnica si evince che non ha calcolato parecchie finestre e che la caldaia che ha 20 anni ha un rendimento di 0,65 sic! Io avevo chiesto la D.E. ma l'amministratore ha convinto gli altri che costava troppo.

pollo dice:

Vero contabilizzazione diretta e la quota riscaldamento involontaria nell'anno 18/19 è stata 14%.

INCREDIBILE ERRORE!

Probabilmente avete dei calcoli completamente sbagliati.....

Fate verificare da un tecnico esterno la vostra situazione, appare veramente disastrosa.....

Far capire agli altri che fare dei lavori volti al risparmio energetico, se non obbligati 

dalla legge, è impresa irrisolvibile.  Circa 40 anni addietro, senza uni 10200, si trattava

di stendere un tappetino di lana di roccia sul soffitto (circa 1000 mq).  A fatica si 

ottenne che tutti pagassero il materiale, ma la posa in opera fu fatta dai dieci

proprietari dell'ultimo piano.

Un paio di anni addietro  una coibentazione del pavimento del sottotetto fu

pagata dai 3 proprietari dell'ultimo piano più un solo condomino sottostante.

Anche se il risparmio ottenuto, riducendo la quota fissa, portava un parziale

beneficio anche agli altri.

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Giova-over dice:

Far capire agli altri che fare dei lavori volti al risparmio energetico, se non obbligati 

dalla legge, è impresa irrisolvibile.  Circa 40 anni addietro, senza uni 10200, si trattava

di stendere un tappetino di lana di roccia sul soffitto (circa 1000 mq).  A fatica si 

ottenne che tutti pagassero il materiale, ma la posa in opera fu fatta dai dieci

proprietari dell'ultimo piano.

Un paio di anni addietro  una coibentazione del pavimento del sottotetto fu

pagata dai 3 proprietari dell'ultimo piano più un solo condomino sottostante.

Anche se il risparmio ottenuto, riducendo la quota fissa, portava un parziale

beneficio anche agli altri.

L'obbligo di legge vi è, poiché il sistema edificio impianto del suo condominio ha un responsabile, sia Esso amministratore o terzo delegato.

il compito di questa figura e di incrementare il rendimento complessivo del sistema riducendone i consumi.

detto responsabile deve eseguire una diagnosi energetica e indicare ai condomini gli interventi da eseguire.

Segnalerà quindi il costo degli stessi e il tempo di ammortamento.

non credo che i condomini a fronte di investimenti a brevissimo termine con un rendimento sicuro possono dire no.

ovviamente se invece di applicare la normativa e regole tecniche si va avanti a blaterare in assemblea..... Non si cava un ragno da un buco.

Abbandonate il tradizionale pessimismo assembleare, utilizzate le regole tecniche in essere ed evidenziate del risparmio ottenibile con interventi a basso costo, anche frazionati nel tempo.

 

Utilizzate il sistema della diagnosi energetica, peraltro indicato dalla uni 10200.

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Nanojoule dice:

Abbandonate il tradizionale pessimismo assembleare, utilizzate le regole tecniche in essere ed evidenziate del risparmio ottenibile con interventi a basso costo, anche frazionati nel tempo.

 

nel nostro caso, 100 alloggi suddivisi in 10 scale, i serramenti esterni erano in sottile  profilato 

di ferro, nel tempo quasi tutti passati ai doppi vetri in alluminio o pvc. Le due caldaie sostituite

da 10 caldaie a condensazione in cascata. C'è ancora spazio per interventi ai piani bassi:

 metà sovrastanti autorimesse che da quando, adeguendole alle norme VVFF, sono state

dotate aperture di ventilazione, ovviamante fungono anche da raffreddamento del soffitto ;

L'altra metà sovrasta totalmente un porticato, protetto da una camera d'aria di una trentina

di centimetri.

Altri punti deboli  60 finestre sulle scale di circa un mq, in ferro e le ampie superfici vetrate

negli ingressi.

Premesso che non mi paiono interventi a basso costo, se indicati dalla diagnosi energetica

possono essere sottoposti all'assemblea con l'obbligo di adottarli? 

C'è anche da notare che i tubi che portano acqua ai radiatori scorrono sotto i pavimenti 

per cui gli alloggi dei piani intermedi, senza pareti verso l'esterno, ottengono circa 18

gradi chiudendo le valvole dei termosifoni.  Non sono molti, ma era anche il limite massimo

previsto dalla prima legge che fissò il massimo di 14 ore giornaliere di riscaldamento.

 

Ritorno ai quesiti da me posti:

2. la norma che mi ha dato l'amministratore è DELIBERAZIONE DI GIUNTA REGIONALE (LOMBARDIA) N. IX/2601 DEL 30/11/2011: DISPOSIZIONI PER L’ESERCIZIO, IL CONTROLLO, LA MANUTENZIONE E L’ISPEZIONE DEGLI IMPIANTI TERMICI NEL TERRITORIO REGIONALE. E da allora sto pagando anche per il garage.

1. La prima perizia - quella per l'installazione delle termovalvole - è del 2011. Adesso ne abbiamo fatta un'altra secondo la norma ISO in oggetto. A dicembre 2018 avevo 8,14 perché erano stati conteggiati gli infissi sostituiti, adesso con la perizia modificata ad aprile 2019 ho 11,34 millesimi.

Come interventi consigliati c'è il cappotto, spesa 500.000 €. Ritorno dell'investimento: 20 anni. NON CREDO PROPRIO CHE VERRA' ACCETTATO. Ma non capisco perché non si debba tener conto delle spese fatte dai singoli condomini per migliorare l'efficienza energetica. Es. nessuno degli attici ha rifatto gli infissi.

E non capisco cosa significhi quel 25%....

Intanto ringrazio per le risposte e saluto

loryli dice:

Come interventi consigliati c'è il cappotto, spesa 500.000 €. Ritorno dell'investimento: 20 anni. NON CREDO PROPRIO CHE VERRA' ACCETTATO

Anch'io pessimista.

 

loryli dice:

non capisco perché non si debba tener conto delle spese fatte dai singoli condomini per migliorare l'efficienza energetica

Forse in fondo non lo capisce nessuno. Non esiste una ragione per legare fabbisogno energetico e consumo involontario.  Il fatto che tu abbia cambiato gli infissi non ha influito in nessun modo sui consumi involontari e quindi rapportare essi al fabbisogno  attuale o a quello iniziale è solo una convenzione. Certo che il primo caso avrebbe stimolato comportamenti virtuosi ma il lavoro dei termotecnici sarebbe stato molto più complesso con delle revisioni periodiche.

 

loryli dice:

E non capisco cosa significhi quel 25%....

Prima era il 30 ora il 25. Io credo che anche la prima percentuale fosse sottostimata

Quando non si ragiona si dice anche che si danno i numeri..,.

Modificato da salpa65
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Giova-over dice:

Le due caldaie sostituite

da 10 caldaie a condensazione in cascata.

Probabilmente il progetto lo ha fatto l'idraulico installatore delle caldaie.

Una assurdità e soldi buttati via!!!

 

Giova-over dice:

nel nostro caso, 100 alloggi suddivisi in 10 scale, i serramenti esterni erano in sottile  profilato 

di ferro, nel tempo quasi tutti passati ai doppi vetri in alluminio o pvc. Le due caldaie sostituite

da 10 caldaie a condensazione in cascata. C'è ancora spazio per interventi ai piani bassi:

 metà sovrastanti autorimesse che da quando, adeguendole alle norme VVFF, sono state

dotate aperture di ventilazione, ovviamante fungono anche da raffreddamento del soffitto ;

L'altra metà sovrasta totalmente un porticato, protetto da una camera d'aria di una trentina

di centimetri.

Altri punti deboli  60 finestre sulle scale di circa un mq, in ferro e le ampie superfici vetrate

negli ingressi.

Premesso che non mi paiono interventi a basso costo, se indicati dalla diagnosi energetica

possono essere sottoposti all'assemblea con l'obbligo di adottarli? 

C'è anche da notare che i tubi che portano acqua ai radiatori scorrono sotto i pavimenti 

per cui gli alloggi dei piani intermedi, senza pareti verso l'esterno, ottengono circa 18

gradi chiudendo le valvole dei termosifoni.  Non sono molti, ma era anche il limite massimo

previsto dalla prima legge che fissò il massimo di 14 ore giornaliere di riscaldamento.

 

fate fare una diagnosi energetica, potrete capire quanto è facile risparmiare.

Da quanto mi sembra di capire il vs impianto non ha mai visto un progettista......

 

loryli dice:

2. la norma che mi ha dato l'amministratore è DELIBERAZIONE DI GIUNTA REGIONALE (LOMBARDIA) N. IX/2601 DEL 30/11/2011: DISPOSIZIONI PER L’ESERCIZIO, IL CONTROLLO, LA MANUTENZIONE E L’ISPEZIONE DEGLI IMPIANTI TERMICI NEL TERRITORIO REGIONALE. E da allora sto pagando anche per il garage.

questa norma è stata superata dalla DGR 1118 e dalla 3965, i garage fanno riferimento alla legge regionale 24 del 2006.

Dica al suo amministratore di aggiornarsi e seguire quello che la norma dice.

Vedo molta confusione nella cosa.....

Giova-over dice:

Premesso che non mi paiono interventi a basso costo, se indicati dalla diagnosi energetica

possono essere sottoposti all'assemblea con l'obbligo di adottarli? 

Gli interventi saranno evidenziati nella diagnosi energetica con sequenza consona all'efficacia sotto il profilo dei costi.

Potrebbe anche essere che risultino opere diverse da quelle che pensate.......non siete voi a fare la diagnosi energetica!

 

Ovviamente saranno proposti in assemblea, se vi saranno delle opposizioni a fronte di sicuri investimenti per tutti......mi sembra molto strano!

Colui che presenta la diagnosi energetica, peraltro chiaramente indicata dalla UNI10200, è il responsabile d'impianto che ha l'obbligo di ridurrei consumi della climatizzazione.

Questo avviene con gli investimenti evidenziati dalla diagnosi energetica.

 

Se invece volete fare la solita assemblea senza alcun suppotrto tecnico.......con buona probabilità non otterrete nulla, solo la realtà di spendere tanto prima con un impianto a basso rendimento e complessa manutenzione, abbinato alla carenza di sicurezza di regolare esercizio dei componenti dello stesso.

loryli dice:

Come interventi consigliati c'è il cappotto, spesa 500.000 €. Ritorno dell'investimento: 20 anni.

Una simile spesa si adatta ad un immobile di circa 120 appartamenti, di conseguenza il tempo di ritorno è inferiore di molto ai 20 anni......

 

loryli dice:

Ritorno ai quesiti da me posti:

2. la norma che mi ha dato l'amministratore è DELIBERAZIONE DI GIUNTA REGIONALE (LOMBARDIA) N. IX/2601 DEL 30/11/2011: DISPOSIZIONI PER L’ESERCIZIO, IL CONTROLLO, LA MANUTENZIONE E L’ISPEZIONE DEGLI IMPIANTI TERMICI NEL TERRITORIO REGIONALE. E da allora sto pagando anche per il garage.

1. La prima perizia - quella per l'installazione delle termovalvole - è del 2011. Adesso ne abbiamo fatta un'altra secondo la norma ISO in oggetto. A dicembre 2018 avevo 8,14 perché erano stati conteggiati gli infissi sostituiti, adesso con la perizia modificata ad aprile 2019 ho 11,34 millesimi.

Come interventi consigliati c'è il cappotto, spesa 500.000 €. Ritorno dell'investimento: 20 anni. NON CREDO PROPRIO CHE VERRA' ACCETTATO. Ma non capisco perché non si debba tener conto delle spese fatte dai singoli condomini per migliorare l'efficienza energetica. Es. nessuno degli attici ha rifatto gli infissi.

E non capisco cosa significhi quel 25%....

Intanto ringrazio per le risposte e saluto

Ti dirò la verità....

 

In realtà, non dovevate fare nulla.

 

Infatti:

"La suddivisione dei costi in base alla UNI 10200 è facoltativa se al 26 luglio 2016 si era già provveduto all’installazione dei dispositivi e alla relativa suddivisione delle spese, secondo quanto disposto dall’ultima parte dell’art. 9, 5° comma, lettera d) del Decreto Legislativo 18 luglio 2016 n. 141"

 

Vedi punto 2 del seguente link:

https://www.ancca.org/wp-content/uploads/2018/06/APPLICABILITA-RISTRETTA-10200-dopo-LLGS-141-2016_legal.pdf

 

Però, tecnici e amministratori fanno finta di nulla per prendersi i soldi dei lavori (redazione nuove tabelle millesimali, ecc).

 

Aggiungo che il criterio di ripartizione delle spese deve SEMPRE ESSERE VOTATO DALL'ASSEMBLEA  e non deciso dall'amministratore!

 

 

 

 

 

Modificato da Mosquiton
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pollo dice:

Gentile Nanojoule, nel mio condominio l'amministratore e un suo parente tecnico hanno approfittato della nostra ignoranza in materia e applicato la 10200 ( costo contabilizzazione e tecnico 12000 euro ). Il mio appartamento ultimo piano consuma il 50% in più ed è tetto di tutto il condominio. In sostanza metà del riscaldamento di tutto il condominio lo pago io insieme a un appartamento sopra i garage, gli altri 5 appartamenti pagano il resto. Noi saremmo disposti ad isolare il tetto ( si può fare solo dall'esterno - parere di due ingegneri ), cambiare finestre, fare anche il capotto termico e cambiare caldaia ma i 5 sotto non ci stanno. L'impianto è orizzontale e i tubi di andata e ritorno partono direttamente dalla caldaia per ogni appartamento e così i nostri due appartamenti hanno anche i millesimi/fabbisogni di metà del condominio. E' tutto.

A parte il fatto a dir poco ridicolo di, in base alla norma UNI 10200, dovere calcolare i millesimi per ripartire la quota involontaria in base ai fabbisogni teorici originari delle singole u.i., il vostro caso evidenzia un'altra chicca della norma.

 

Dicevi che avete le diramazioni delle tubazioni per i vostri appartamenti nella sala caldaia. Conseguentemente anche i sottocontatori che rilevano i consumi sono installati li e quindi questi misurano ovviamente come "consumo" anche tutta la quantità di calore che va "persa" nel viaggio dalla diramazione fino alla fonte di calore nell'appartamento.

 

È ovvio che per un appartamento situato lontano dalla sala caldaia, ad es. al 4°/5° piano dall'altra parte dell'edificio, queste tubazioni sono lunghissime in confronto ad un appartamento situato nelle vicinanze. In altre parole, quello del 4° piano si trova accollate come "consumi" anche tutte le "perdite" delle tubazioni che alimentano il suo appartamento. Per quello dell'appartamento vicino alla sala caldaia, queste "perdite" sono quasi inesistenti e probabilmente è anche fortunato di trovarsi riscaldato dalle tubazioni dell'appartamento del 4°/5° piano che passano attraverso il suo.

 

Ora, la UNI 10200 prevede che, in caso di contabilizzazione diretta, per determinare la quota involontaria, si deve sottrarre la somma dei consumi rilevati dai singoli sottocontatori dal calore totale prodotto dalla caldaia. In quanto le diramazioni e quindi i sottocontatori sono vicinissimi alla caldaia, in pratica la quota calcolata come "involontaria" con questo metodo per le peridte è quasi "0", a più forte ragione se i pochi metri di tubazioni fino alle diramazioni sono anche coibentati.

 

Onestamente non capisco come qualcuno in buona fede possa difendere una norma come la UNI 10200 per la contabilizzazione, a meno che non pensi ad usarla solo per fare analisi, calcoli, progetti e quant'altro nascondendosi sotto una fantomatica "obbligatorietà" inesistente.

Modificato da Rafa1
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Giova-over dice:

Premesso che non mi paiono interventi a basso costo, se indicati dalla diagnosi energetica

possono essere sottoposti all'assemblea con l'obbligo di adottarli? 

No!

Una diagnosi energetica ha il fine di analizzare l'efficacia di interventi al fine della efficienza energetica. In poche parole indica:

- lo stato di fatto dell'edificio (in termini energetici)

- proposta di intervento/i per l'efficientamento (ad es. coibentazione tetto)

- potenziale risparmio ottenibile con l'intervento proposto

 

Ovviamente rimane poi all'assamblea il dovere di decidere se ritiene utile investire per l'intervento(/i) proposto. 

Rafa1 dice:

No!

Una diagnosi energetica ha il fine di analizzare l'efficacia di interventi al fine della efficienza energetica. In poche parole indica:

- lo stato di fatto dell'edificio (in termini energetici)

- proposta di intervento/i per l'efficientamento (ad es. coibentazione tetto)

- potenziale risparmio ottenibile con l'intervento proposto

 

Ovviamente rimane poi all'assamblea il dovere di decidere se ritiene utile investire per l'intervento(/i) proposto. 

Aggiungo che non c'è alcun obbligo di effettuare una diagnosi energetica.

 

Per maggiori info, vedere FAQ 3 del MISE:

https://www.mise.gov.it/images/stories/documenti/FAQ-Termoregolazione-Giugno-2017.pdf

 

"E’ obbligatorio produrre una diagnosi energetica dell’edificio ai fini dell’attuazione delle disposizioni in materia di contabilizzazione del calore previstedall’articolo 9 del D.lgs. n. 102/2014? NO.

 

Però, molti non lo dicono, per 'spennare' i condomini.

 

 

 

 

 

 

 

Modificato da Mosquiton
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Loryli, scusa, come al solito siamo andati oltre la tua domanda iniziale 🙂

 

 

loryli dice:

Salve.

1) Nel condominio dove abito quest'anno è stata effettuata una nuova perizia per il calcolo dei millesimi energetici per il riscaldamento. Viene precisato che la norma in oggetto, all'Appendice D4, stabilisce che NON SI TIENE CONTO della sostituzione degli infissi (il che mi pare assurdo) e che il rapporto da utilizzare per la divisione delle spese di consumo energetico per il riscaldamento è pari al 25%. Cosa significa?

Si, confermo, se applichi la norma UNI 10200 i millesimi di riscaldamento si devono basare sui fabbisogni teorici delle singole u.i. allo stato originario dell'immobile. Quindi qualsiasi miglioramento in termini di effcientamento energetico fatto nelle singole u.i. (cambio infissi, coibentanzione interna mura, ecc..) non deve essere considerato. Concordo che sia più che assurdo, ma la norma è scritta così.

 

Per il resto concordo pienamento su quanto già scritto da Mosquiton.

 

loryli dice:

2) Abito in Lombardia e dal 2012 pago la quota fissa del riscaldamento (30%) anche sul garage, nel quale ovviamente non c'è calorifero. L'amministratore dice che ha applicato una L.R. del 2011 che prevede che i millesimi da considerare per il riscaldamento sono I MILLESIMI DI PROPRIETA'. Nessuno dei miei amici e parenti in condominio paga secondo questo criterio. E' corretto?

Grazie in anticipo 

Io gli chiederei di farmi vedere esattamente dove sta scritto.

I "millesimi di proprietà" possono comprendere tante cose, come parcheggi, giardini, aree comuni esterne, ecc. , ecc..

 

Ripartire i costi per riscaldamento considerando anche aree non riscaldate mi sembra assolutamente inconcepibile.

 

SEMMAI, se proprio si vogliono prendere in considerazione "millesimi di proprietà" (meglio m², m³) al massimo si possono prendere quelle delle "parti riscaldate". Qui non centra la contabilizzazione secondo i consumi, ma la semplice logica.

 

Ma dalle tue domande mi pare di vedere che comunque il vostro amministratore (o tecnico) sta facendo una grandissima confusione: se, come risulta dal tuo punto 1, avete fatto il progetto per i "millesimi energetici" e quindi presumo per applicare la UNI 10200 (altrimento non vedo alcun senso), questi sono basati sui fabbisogni teorici delle u.i. e per la ripartizione dei costi nessun'altra tabella può essere presa in considerazione, menchemeno quella "di proprietà". 

 

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