Vai al contenuto
Condominio Web: Il condominio, gli Immobili e le locazioni
syborg

Installazione piattaforma elevatrice

Buonasera a tutti

ho un quesito da porvi che sicuramente è oggetto di discordie comuni.

All'interno del condominio in cui vivo composto da 6 abitazioni 2 per piano (pt,p1,p2)essendo privo di ascensore un condomino portatore di handicap ha proposto l'installazione di una piattaforma elevatrice su vano scala condominiale.

sottolineo il fatto che la piattaforma che potrebbe essere installata non rispetta i requisiti definiti dalla legge sull'abbatimento delle barriere architettoniche essendo di dimensioni ridotte per salvaguardare gli 80 cm minimi richiesti dalla legge per la larghezza della rampa che dovrà essere mantenuta.

non avendo riscontrato consensi oltre lui stesso o comunque non superando la maggioranza dei millesimi può installare a spese sue la piattaforma? Senza avere il consenso da parte degli altri condomini? E ancora, per una possibile pratica edilizia da presentare non necessita l, autorizzazione di tutti intervenendo sulle parti comuni? Inoltre non dovrebbe essere comunque a servizio di tutti le legge una volta installata?

grazie anticipatamente per la vs disponibilità

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

Essendo un innovazione chi paga l' istallazione usa la piattaforma , gli altri vanno a piedi. ( a meno che paghino quota di partecipazione)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

Ringrazio peppe per la risposta. Ora non mi è chiara solamente coma faccia l, invalido a presentare una pratica edilizia per la piattaforma dovendo intervenire su parti comuni non avendo altre firme

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

Trattandosi di abbattimento delle barriere architettoniche (mi sembra di ricordare Legge 183/89) è ininfluente l'autorizzazione o meno dei condomini; in ogni caso ai sensi dell'art. 1120-1121 può realizzare tale piattaforma...con o senza autorizzazione dei condomini

Sconsigliabile l'opposizione e l'eventuale ricorso in tribunale.. vi vedrebbe soccombenti con pesanti risarcimenti spese..

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

si sostanzialmente è un abbattimento delle barriere ma la piattaforma non ha le richieste dimensionali o gli spazi di manovra per la carrozzina contenute nella legge dell'89. Io personalmente non sono contrario all'installazione e se dovesse montarla non avrei alcuna perplessità purchè per l'utilizzo e i pagamenti ci pensi lui. Ma la domanda è; vale lo stesso installarla senza approvazioni anche se non è possibile aderire ai contenuti della legge sulle barriere architettoniche?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
... Ma la domanda è; vale lo stesso installarla senza approvazioni anche se non è possibile aderire ai contenuti della legge sulle barriere architettoniche?
Si, è possibile anche in virtù dell'art 1102 cc

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

grazie a tutti quanti per le delucidazioni...

Cordialmente porgo i miei saluti:)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
grazie a tutti quanti per le delucidazioni...

Cordialmente porgo i miei saluti:)

No serve una delibera assembleare!!!

 

allego a seguito i riferimenti normativi aggiornati alla legge 220/2012 entrata in vigore il 18/06/13:

 

Art 1120 c.c. comma 1°. I condomini, con la maggioranza indicata dal quinto comma dell'articolo 1136, possono disporre tutte le innovazioni dirette al miglioramento o all'uso più comodo o al maggior rendimento delle cose comuni.

comma 2. I condomini, con la maggioranza indicata dal secondo comma dell'articolo 1136, possono disporre le innovazioni che, nel rispetto della normativa di settore, hanno ad oggetto:

1) le opere e gli interventi volti a migliorare la sicurezza e la salubrità degli edifici e degli impianti;

2) le opere e gli interventi previsti per eliminare le barriere architettoniche, per il contenimento del consumo energetico degli edifici e per realizzare parcheggi destinati a servizio delle unità immobiliari o dell'edificio, nonché per la produzione di energia mediante l'utilizzo di impianti di cogenerazione, fonti eoliche, solari o comunque rinnovabili da parte del condominio o di terzi che conseguano a titolo oneroso un diritto reale o personale di godimento del lastrico solare o di altra idonea superficie comune

 

Art 1136 c.c. comma 2° Sono valide le deliberazioni approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell'edificio.

 

Art. 1121 c.c. comma 1° Qualora l’innovazione importi una spesa molto gravosa o abbia carattere voluttuario rispetto alle particolari condizioni e all’importanza dell’edificio, e consista in opere, impianti o manufatti suscettibili di utilizzazione separata, i condomini che non intendono trarne vantaggio sono esonerati da qualsiasi contributo nella spesa.

Art. 1121 c.c comma 3° Nel caso previsto dal primo comma i condomini e i loro eredi o aventi causa possono tuttavia, in qualunque tempo, partecipare ai vantaggi dell’innovazione, contribuendo nelle spese di esecuzione e di manutenzione dell’opera.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

Due sentenze della seconda sezione civile della Corte di Cassazione, la n. 2156/2012 e la n. 14096/2012, meritano di essere portate all’attenzione. Entrambe riguardano l’installazione di un ascensore in un edificio condominiale come opera finalizzata all’abbattimento delle barriere architettoniche.

Premesso che l’art. 2 della L. n.13/1989 stabilisce che le deliberazioni condominiali che riguardano le innovazioni da eseguire negli edifici privati allo scopo di eliminare le barriere architettoniche, nonché la realizzazione di percorsi attrezzati e l’installazione di dispositivi di segnalazione che favoriscano la mobilità dei non vedenti all’interno degli edifici privati, sono valide se approvate dall’assemblea di condominio, in prima o in seconda convocazione, con le maggioranze previste dall’art. 1136 del C.C., vale a dire in prima convocazione i due terzi del valore dell’intero edificio e i due terzi dei partecipanti al condominio, quindi sono valide le delibere approvate con la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio; nel caso di seconda convocazione (il giorno successivo della prima e non oltre dieci giorni) la delibera è valida se riporta i voti di un terzo dei partecipanti al condominio e almeno un terzo del valore dell’edificio. Nel caso in cui il condominio rifiuti di deliberare, il disabile, o chi ne esercita la tutela o potestà può installare le strutture a proprie spese. Gli unici limiti da rispettare sono quelli previsti dall’art. 1120 del C.C. e cioè, che gli interventi non possono recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato, non ne devono alterare il decoro architettonico e non devono rendere alcune parti comuni dell’edificio inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino.

Con la sentenza n. 2156/2012, la Cassazione ha deliberato che nel caso in cui un condomino disabile si trovi ad abitare un piano alto e sia impossibilitato a raggiungere la propria abitazione se non con evidenti difficoltà, mancando un ascensore, costui potrà far installare a sue spese un ascensore anche se ciò causa la restrizione della scala. Tale installazione dovrà essere consentita dagli altri condomini anche qualora dovesse concretizzarsi per costoro un disagio nell'uso di questa parte comune.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Due sentenze della seconda sezione civile della Corte di Cassazione, la n. 2156/2012 e la n. 14096/2012, meritano di essere portate all’attenzione. Entrambe riguardano l’installazione di un ascensore in un edificio condominiale come opera finalizzata all’abbattimento delle barriere architettoniche.

Premesso che l’art. 2 della L. n.13/1989 stabilisce che le deliberazioni condominiali che riguardano le innovazioni da eseguire negli edifici privati allo scopo di eliminare le barriere architettoniche, nonché la realizzazione di percorsi attrezzati e l’installazione di dispositivi di segnalazione che favoriscano la mobilità dei non vedenti all’interno degli edifici privati, sono valide se approvate dall’assemblea di condominio, in prima o in seconda convocazione, con le maggioranze previste dall’art. 1136 del C.C., vale a dire in prima convocazione i due terzi del valore dell’intero edificio e i due terzi dei partecipanti al condominio, quindi sono valide le delibere approvate con la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio; nel caso di seconda convocazione (il giorno successivo della prima e non oltre dieci giorni) la delibera è valida se riporta i voti di un terzo dei partecipanti al condominio e almeno un terzo del valore dell’edificio. Nel caso in cui il condominio rifiuti di deliberare, il disabile, o chi ne esercita la tutela o potestà può installare le strutture a proprie spese. Gli unici limiti da rispettare sono quelli previsti dall’art. 1120 del C.C. e cioè, che gli interventi non possono recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato, non ne devono alterare il decoro architettonico e non devono rendere alcune parti comuni dell’edificio inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino.

Con la sentenza n. 2156/2012, la Cassazione ha deliberato che nel caso in cui un condomino disabile si trovi ad abitare un piano alto e sia impossibilitato a raggiungere la propria abitazione se non con evidenti difficoltà, mancando un ascensore, costui potrà far installare a sue spese un ascensore anche se ciò causa la restrizione della scala. Tale installazione dovrà essere consentita dagli altri condomini anche qualora dovesse concretizzarsi per costoro un disagio nell'uso di questa parte comune.

Ciao Tullio, guarda che dette sentenze sono ante riforma, con la legge 220/2012 si è infatti voluto dare una disciplinazione definitiva sulla questione introducendo le modifica all'articolo di cui sopra.........difatti mi sembrano molto chiari i dettati dell'art. 1120 c.c. ed in ogni caso le sentenze non fanno legge ma danno un orientamento interpretativo, che in questo caso è stato superato con un articolo di legge

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Ciao Tullio, guarda che dette sentenze sono ante riforma, con la legge 220/2012 si è infatti voluto dare una disciplinazione definitiva sulla questione introducendo le modifica all'articolo di cui sopra.........difatti mi sembrano molto chiari i dettati dell'art. 1120 c.c. ed in ogni caso le sentenze non fanno legge ma danno un orientamento interpretativo, che in questo caso è stato superato con un articolo di legge
Nulla vieta che dette sentenze si ripetano, oppure nulla vieta di applicare il 1° comma dell'art. 1121 cc;

 

- Qualora l’innovazione importi una spesa molto gravosa o abbia carattere voluttuario rispetto alle particolari condizioni e all’importanza dell’edificio, e consista in opere, impianti o manufatti suscettibili di utilizzazione separata, i condomini che non intendono trarne vantaggio sono esonerati da qualsiasi contributo nella spesa.

Per cui a spese del solo disabile è possibile abbattere le barriere architettoniche, poi un po di umanità non sta mai male, ossia perchè costringere questa persona disabile a non uscire di casa usando un impianto idoneo e poi installato a sole spese del disabile, senza chiedere nemmeno un centesimo agli altri condomini?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Nulla vieta che dette sentenze si ripetano, oppure nulla vieta di applicare il 1° comma dell'art. 1121 cc;

 

- Qualora l’innovazione importi una spesa molto gravosa o abbia carattere voluttuario rispetto alle particolari condizioni e all’importanza dell’edificio, e consista in opere, impianti o manufatti suscettibili di utilizzazione separata, i condomini che non intendono trarne vantaggio sono esonerati da qualsiasi contributo nella spesa.

Per cui a spese del solo disabile è possibile abbattere le barriere architettoniche, poi un po di umanità non sta mai male, ossia perchè costringere questa persona disabile a non uscire di casa usando un impianto idoneo?

In questo caso vi un dettato legge chiarissimo (stranamente) art. 1120 c.c. comma 2

I condomini, con la maggioranza indicata dal secondo comma dell'articolo 1136, possono disporre le innovazioni che, nel rispetto della normativa di settore, hanno ad oggetto:

 

1) le opere e gli interventi volti a migliorare la sicurezza e la salubrità degli edifici e degli impianti;

 

2) le opere e gli interventi previsti per eliminare le barriere architettoniche, per il contenimento del consumo energetico degli edifici e per realizzare parcheggi destinati a servizio delle unità immobiliari o dell'edificio, nonché per la produzione di energia mediante l'utilizzo di impianti di cogenerazione, fonti eoliche, solari o comunque rinnovabili da parte del condominio o di terzi che conseguano a titolo oneroso un diritto reale o personale di godimento del lastrico solare o di altra idonea superficie comune;

 

Non c'è bisogno d'interpretazioni particolari e non si sta discutendo sulla correttezza della stessa dal punto di vista umano ma della correttezza dal punto di vista legale.

 

Quindi alla domanda dell'utente: "non avendo riscontrato consensi oltre lui stesso o comunque non superando la maggioranza dei millesimi può installare a spese sue la piattaforma? Senza avere il consenso da parte degli altri condomini?"

 

La risposta è no!! può comunque installare un apparecchio removibile senza il consenso assembleare ossia il classico servoscala.......

 

N:b. poi il mio parere personale/umano visto che è un argomento che conosco bene, è che la modifica all'articolo di cui sopra è abbastanza una cazzata vorrei fare andare loro sul servoscala fino magari al 6°/7° p visto il senso di vuoto che da anche per un solo piano, i tempi per raggiungere il piano (si parla anche di 5 minuti a piano) i costi per la manutenzione ed il fatto che comunque hai bisogno di qualcuno che sia vicino e non da una completa indipendenza.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

Il fatto di poter fare tali opere se vi è l'accordo non preclude automaticamente al singolo di poter effettuare tale opera (se l'accordo non c'è).

Dove vedi scritto che è "VIETATO" farlo a proprie spese?

Non mi pare di leggerlo.....quindi può, anche da solo, farlo a proprie spese, anche perchè appare evidente che non possano permanere delle barriere architettoniche se in un condominio non si trova accordo.

Secondo te allora la legge, oggi, sarebbe stata peggiorativa in quanto non da via di scampo se in assemblea non c'è accordo?

Non mi pare.....almeno io così lo interpreto.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

Infatti la legge 9 gennaio 1989, n. 13 è stata aggiornata con le modifiche previste della legge 220/2012, ma non è stato tolto il punto 2. del'art 2.

 

2.

1. Le deliberazioni che hanno per oggetto le innovazioni da attuare negli edifici privati dirette ad eliminare le barriere architettoniche di cui all'articolo 27, primo comma, della legge 30 marzo 1971, n. 118, ed all'articolo 1, primo comma, del d.P.R. 27 aprile 1978, n. 384 (orad.P.R. 24 luglio 1996, n. 503- n.d.r.), nonché la realizzazione di percorsi attrezzati e la installazione di dispositivi di segnalazione atti a favorire la mobilità dei ciechi all'interno degli edifici privati, sono approvate dall'assemblea del condominio, in prima o in seconda convocazione, con le maggioranze previste dal secondo comma dell'articolo 1120 del codice civile.

(comma così modificato dall'art. 27 della legge n. 220 del 2012)

1. All'articolo 2, comma 1, della legge 9 gennaio 1989, n. 13, le parole: «con le maggioranze previste dall'articolo 1136, secondo e terzo comma, del codice civile» sono sostituite dalle seguenti: «con le maggioranze previste dal secondo comma dell'articolo 1120 del codice civile

2. Nel caso in cui il condominio rifiuti di assumere, o non assuma entro tre mesi dalla richiesta fatta per iscritto, le deliberazioni di cui al comma 1, i portatori di handicap, ovvero chi ne esercita la tutela o la potestà, possono installare, a proprie spese, servoscala nonché strutture mobili e facilmente rimovibili e possono anche modificare l'ampiezza delle porte d'accesso, al fine di rendere più agevole l'accesso agli edifici, agli ascensori e alle rampe dei garages.

3. Resta fermo quanto disposto dagli articoli 1120, secondo comma, e 1121, terzo comma, del codice civile.

http://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/1989_0013.htm

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

aggiungo una piccola parentesi personale, è davvero una situazione ridicola che un disabile pur volendosi sobbarcare tutte le spese per l'installazione della piattaforma non riesca a vederla costruita! si sta parlando di una somma di circa 40mila €. fra tutto e personalmente non credo che lui stesso sia contento di affrontare tale spesa se non per una situazione disagiata la da ciò deduco che ci sia un interesse davvero notevole...e nei miei limiti vorrei aiutare a risolvere la problematica...

Allora comunque tornando al discorso principale, quanti presunti millesimi servono per aver questo permesso nella peggiore dei casi? e se un condominio ragionasse potrebbe dare il proprio consenso senza partecipare alla spesa in modo da far figurare la maggioranza o almeno cercare di avvicinarsi? ri-sottolineo comunque che la piattaforma non ha le dimensioni da quanto è deliberato nella 236/89, può essere un problema in più?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Infatti la legge 9 gennaio 1989, n. 13 è stata aggiornata con le modifiche previste della legge 220/2012, ma non è stato tolto il punto 2. del'art 2.

 

2.

1. Le deliberazioni che hanno per oggetto le innovazioni da attuare negli edifici privati dirette ad eliminare le barriere architettoniche di cui all'articolo 27, primo comma, della legge 30 marzo 1971, n. 118, ed all'articolo 1, primo comma, del d.P.R. 27 aprile 1978, n. 384 (orad.P.R. 24 luglio 1996, n. 503- n.d.r.), nonché la realizzazione di percorsi attrezzati e la installazione di dispositivi di segnalazione atti a favorire la mobilità dei ciechi all'interno degli edifici privati, sono approvate dall'assemblea del condominio, in prima o in seconda convocazione, con le maggioranze previste dal secondo comma dell'articolo 1120 del codice civile.

(comma così modificato dall'art. 27 della legge n. 220 del 2012)

1. All'articolo 2, comma 1, della legge 9 gennaio 1989, n. 13, le parole: «con le maggioranze previste dall'articolo 1136, secondo e terzo comma, del codice civile» sono sostituite dalle seguenti: «con le maggioranze previste dal secondo comma dell'articolo 1120 del codice civile

2. Nel caso in cui il condominio rifiuti di assumere, o non assuma entro tre mesi dalla richiesta fatta per iscritto, le deliberazioni di cui al comma 1, i portatori di handicap, ovvero chi ne esercita la tutela o la potestà, possono installare, a proprie spese, servoscala nonché strutture mobili e facilmente rimovibili e possono anche modificare l'ampiezza delle porte d'accesso, al fine di rendere più agevole l'accesso agli edifici, agli ascensori e alle rampe dei garages.

3. Resta fermo quanto disposto dagli articoli 1120, secondo comma, e 1121, terzo comma, del codice civile.

http://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/1989_0013.htm

 

Ma scusatemi ma è la stessa cosa che sto dicendo io..........l'utente non sta parlando di un servoscala che come dall'articolo che hai citato si può fare a proprie spese senza autorizzazione alcuna ma bensì di una piattaforma elevatrice su vano scala condominiale che non mi sembra proprio sia una struttura mobile e facilmente rimovibile.

 

Per una volta che vi è dettato di legge chiaro ci si complica la vita inutilmente.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

Ma neppure il servoscala è una struttura mobile e facilmente removibile.

 

Da cui è la stessa legge che complica le cose. perchè il servoscala (struttura fissa) si, e la piattaforma (struttura fissa) no?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Ma neppure il servoscala è una struttura mobile e facilmente removibile.

 

Da cui è la stessa legge che complica le cose. perchè il servoscala (struttura fissa) si, e la piattaforma (struttura fissa) no?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

Facilmente removibile significa che si può smontare e riporlo in poco tempo (5 - 10 minuti c.a.), quanto tempo ci metti per smontare questo servoscala?

 

Impianti_per_disabili1.jpg

 

servoscala31.jpg

 

servoscala-curvilineo-7.jpg

 

Facilmente removibile potrebbe essere questo piano inclinato;

 

mobile-ponte-carrello.jpg

 

Ma non credo proprio che un servoscala sia facilmente rimovibile

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Facilmente removibile significa che si può smontare e riporlo in poco tempo (5 - 10 minuti c.a.), quanto tempo ci metti per smontare questo servoscala?

 

Impianti_per_disabili1.jpg

 

servoscala31.jpg

 

servoscala-curvilineo-7.jpg

 

Facilmente removibile potrebbe essere questo piano inclinato;

 

mobile-ponte-carrello.jpg

 

Ma non credo proprio che un servoscala sia facilmente rimovibile

No Tullio facilmente removibile come da articolo che hai citato precedentemente e che riporto nuovamente:

2. Nel caso in cui il condominio rifiuti di assumere, o non assuma entro tre mesi dalla richiesta fatta per iscritto, le deliberazioni di cui al comma 1, i portatori di handicap, ovvero chi ne esercita la tutela o la potestà, possono installare, a proprie spese, servoscala nonché strutture mobili e facilmente rimovibili e possono anche modificare l'ampiezza delle porte d'accesso, al fine di rendere più agevole l'accesso agli edifici, agli ascensori e alle rampe dei garages.

 

significa che sono facilmente removibili........rimuovere l'intera struttura che hai postato nelle foto richiede 1/2 giornate di lavoro, rimuovere questo:

Piattaforme-elevatrici.jpg

big-7718_piattaforma_elevatrice_passenger_seniorlife_montascalecastelletto per interni_grande.jpg

piattaforma-elevatrice-disabile-65745-1871807.jpg

 

può anche non essere fattibile in quanto per la posa come diceva anche l'utente bisogna fare modifiche strutturali (tagliare scale, rinforzare muri, posare un motore ecc).......come già detto la non lascia interpretazione alcuna, in questo caso è chiara ed esaustiva,

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

Mha, personalmente non sono d'accordo, così si costringe a rimanere segregato in casa un povero disabile, per questo motivo non sono d'accordo e ritengo che se questa persona si rivolge al Giudice iniziando dalla mediazione avrà soddisfazione, e potrà installare il suo elevatore anche senza permesso assembleare, cioè si rinnoveranno le sentenze che avevo postato in precedenza.

 

La riforma della disciplina condominiale contenuta nella legge n. 220/’12,in vigore dal prossimo 18 giugno, riserva alcune sorprese che davvero sifa fatica a comprendere. Tra queste vi è senz’altro – ne abbiamo già più volte accennato - l’innalzamento della maggioranza prevista dall’attuale normativa per deliberare le opere dirette a eliminare le barriere architettoniche ...

... A parziale consolazione delle persone affette da disabilità motorie, segnaliamo, comunque, che resta ancora in vigore (e ci mancherebbe altro!) il meccanismo previsto sempre dall’art. 2 della legge n.13/’89 nei casi in cui l’assemblea non deliberi(o comunque resti inerte) in ordine alla richiesta da parte di un singolo condominio di installare un servoscala o un ascensore. La norma, infatti, continua a disporre che nel caso in cui il condominio rifiuti di assumere o non assuma entro tre mesi dalla richiesta fatta per iscritto ...

http://www.sulpm.net/wp-content/uploads/2013/05/5.2013.pdf

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

Concordo in pieno con Tullio. Sorvolando poi sul lato umano....davvero siamo alla frutta se nonostante l'accollo delle spese ci sia anche chi abbia il coraggio di opporsi.

A tali persone, a titolo personale, ricordo sempre che il mondo è una ruota che gira e non sai mai cosa possa succederti nell'arco della vita. Il male non si augura a nessuno, per carità, ma con certe persone ci vuole solo la mazza.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

concordo pienamente con l'intervento di wolverine non è possible che si riesca a vietare una cosa del genere considerando il fatto che in un futuro probabilmente almeno l'80 percento del condominio chiederà di poter usufruire del servizio che ora non è o sembrerebbe concesso, non dovendo nemmeno partecipare alla spesa....

comunque scusatemi se riposto le domande fondamentali che a me interessano:

quanti presunti millesimi servono per aver questo permesso nella peggiore dei casi? e se un condominio ragionasse potrebbe dare il proprio consenso senza partecipare alla spesa in modo da far figurare la maggioranza o almeno cercare di avvicinarsi? ri-sottolineo comunque che la piattaforma non ha le dimensioni da quanto è deliberato nella 236/89, può essere un problema in più?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

La maggioranza richiesta in assemblea è questa;

 

La maggioranza delle teste presenti in assemblea rappresentanti almeno 500 mlm

però come si è visto il meccanismo previsto sempre dall’art. 2 della legge n.13/’89 nei casi in cui l’assemblea non deliberi (o comunque resti inerte) in ordine alla richiesta da parte di un singolo condominio di installare un servoscala o un ascensore. La norma, infatti, continua a disporre che nel caso in cui il condominio rifiuti di assumere o non assuma entro tre mesi dalla richiesta fatta per iscritto ...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

Art. 1136. Costituzione dell'assemblea e validità delle deliberazioni. (Inderogabile)

L'assemblea in prima convocazione è regolarmente costituita con l'intervento di tanti condomini che rappresentino i due terzi del valore dell'intero edificio e la maggioranza dei partecipanti al condominio.

Sono valide le deliberazioni approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell'edificio.

cito ancora:

1121. Innovazioni gravose o voluttuarie. (Derogabile)

Qualora l'innovazione importi una spesa molto gravosa o abbia carattere voluttuario rispetto alle particolari condizioni e all'importanza dell'edificio, e consista in opere, impianti o manufatti suscettibili di utilizzazione separata, i condomini che non intendono trarne vantaggio sono esonerati da qualsiasi contributo nella spesa.

Se l'utilizzazione separata non è possibile, l'innovazione non è consentita, salvo che la maggioranza dei condomini che l'ha deliberata o accettata intenda sopportarne integralmente la spesa.

Nel caso previsto dal primo comma i condomini e i loro eredi o aventi causa possono tuttavia, in qualunque tempo, partecipare ai vantaggi dell'innovazione, contribuendo nelle spese di esecuzione e di manutenzione dell'opera.

 

alla luce di quanto esposto in questi articoli, è da considerarsi una spesa gravosa avendo un portatore di handicap??(a parere mio una spesa piu' che giustificata)

E se per assurdo si raggiungessero i 500 mlm e non considerando la spesa gravosa come definito nell'art. 1121, i sig. condomini dovranno partecipare per forza alle spese??

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
×