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Installazione LINEE VITA su parte tetto di proprietà e non considerata parte comune del corpo condominio

Buongiorno,

presento il seguente caso.

 

Abito in un immobile di mia proprietà giacente in un corpo case (villette a schiera) a se stante, ma comunque annesso in conformazione di cosi chiamato "SUPERCONDOMINIO".

 

Tale entità di Supercondominio è così suddivisa in:

A) nr 1 corpo case costituito da nr 9 Villette a schiera (dove io abito). In termini di quote millesimali, questo apporta e pesa per equivalente di 306,110 millesimi vs totale del Supercondominio.

B) nr 1 mega corpo costituito da nr 49 Appartamenti. In termini di quote millesimali, questo pesa per un subtotale di 639,889 (vs totale del Supercond.)

Ad una recente assemblea di detto Supercondominio che è intercorsa (al quale il sottoscritto non ha partecipato), è stata deliberata opera straordinaria di ingente importo relativo all'installazione delle "LINEE VITA", applicate però in maniera distinta in relazione ai corpi casa separati di cui sopra.

Ovvero un un preventivo e costo opera per il corpo A (votati dai soli proprietari dell corpo A, che erano presenti all'assemblea) ed un'altro per il corpo B (anche qui votato dai soli proprietari del corpo B che sono stati presenti all'assemblea) siccome, all'atto pratico, i due corpi casa sono separati ed indipendenti ...

 

Ora, sulla base che il corpo A è costituito da villette a schiera che da un punto di vista di parti comuni e non, hanno delle peculiarità proprie, ossia, ad esempio il tetto non è parte comune ma collegato ad ogni singola proprietà, in relazione alla realizzazione di un opera straordinaria come lo è l'installazione delle "LINEE VITA", non sarebbe obbligatorio avere il consenso da parte di TUTTI i singoli proprietari?

Voglio dire, nel caso del corpo villette a schiera, per poter avvallare un opera straordinaria come l'installazione delle linee vita (e tutto ad esso collegato, in quanto la stesura dei cavi, paletti, e quant'altro verrebbero fatti anche sul mio tetto...) un'assemblea così costituita può deliberare ed effettuare una forzatura verso la proprietà privata (il mio tetto appunto)?

Se io mi opponessi alla realizzazione di tale linea vita per quanto riguarda il mio tetto, sarei nel giusto ed avrei argomenti che mi proteggono (mi riferisco da un punto di vista del codice civile) ?

E di conseguenza, nel caso che le altre villette a schiera volessero proseguire ed effettuare la posa delle linee vita, io non sarei chiamato a pagare nulla, in quanto gli altri pagherebbero per la loro parte...

Grazie, saluti.

Ti puoi opporre all'installazione della linea vita sul tuo tetto, ma tieni presente che la linea vita è obbligatoria per legge in tutte le nuove costruzioni ed è obbligatoria la sua preventiva installazione in caso di accesso al tetto (antennista, muratore, lattoniere, ...). In sua assenza l'unico modo per intervenire sul tetto è con l'ausilio di un cestello, che ti costerebbe assai di più. Se fate il lavoro come condominio ti costerebbe meno di quello che pagheresti in futuro. Poi ognuno fa i conti nelle proprie tasche... Saluti.

Buonasera, ringrazio del riscontro attraverso il quale ricevo uno spunto sicuramente interessante...

 

La legge regionale (almeno ho visto quella della Regione Lombardia dove la casa è ubicata), parla di obbligatorietà di installazione solo nel caso di nuove costruzioni (e non è il caso mio in quanto costruzione del 2006) oppure nel caso di rifacimento tetto (che anch'esso esula dal mio caso ...).

 

Pertanto, la decisione di procedere con l'installazione di dette Linee Vita è solamente uno scrupolo...

 

Ma sulla base di quanto lei dice, vorrei quindi approfondire:

-quindi, se non è presente una "Linea Vita", chiunque (operatore che sia) non accede più al tetto come si faceva fino a poco tempo orsono (ossia senza farsi problemi...) ma ti chiede/impone l'una o l'altra condizione?

Questo anche quando ad esempio, l'operazione è quella di rimozione da ostruzione delle foglie secche dai pluviali?

Oppure per visionare una presa d'aria scarico fumi?

 

E nel caso che io invece avessi installato la linea vita: mettiamo il caso di un operatore che sale sul mio tetto, e comunque si fa male e quindi infortunio: chi è il responsabile e/o ne risponde?

 

Grazie il dettagliamento delucidazioni.

 

Cordialmente.

Se qualcuno salendo sul tetto ove è installata la linea vita si fa male comunque, chi ne risponde ?

Formulata in questo modo, è una domanda a cui si può rispondere in molti modi diversi.

Prima di tutto, probabilmente intendi che la persona salita sul tetto si fa male cadendo dal tetto stesso...

visto che potrebbe scivolare, urtare, schiacciarsi un arto, ecc....ma senza cadere dal tetto.

La caduta dal tetto sarebbe quasi senz'altro l'evento più grave....

In tal caso bisogna verificare se: l'operatore salito sul tetto si era agganciato alla linea vita ? Ha usato una imbracatura certificata ? Ha correttamente indossato la imbracatura ?

Ma non solo: la linea vita è stata regolarmente montata e certificata ?

Insomma....di sicuro ci sarebbe una indagine il cui scopo è quello di accertare, appunto, le cause dell'infortunio e le relative responsabilità.

E' certo comunque che avere una linea vita sul tetto, regolare e certificata e già molto. Ma non è tutto...Bisogna anche verificare che coloro che vengono mandati sul tetto (già...mandati...) abbiano fatto il corso sulla sicurezza, indossino la imbracatura, si aggancino alla linea vita, ecc...

Se poi nonostante tutto qualcuno si fa male lo stesso....beh..almeno noi potremo dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare infortuni.

Valutate bene il progetto prima di mettere una linea vita unica sul tetto di una serie di villette in linea... perché la linea vita avrà un punto di accesso, nel punto ove si può mettere una scala, ponteggino, trabattello, ecc. per cui per andare a lavorare in ogni villetta, ogni operatore dovrà accedere da questo punto... che sarà a casa di chi? E passerà sui tetti di tutte le villetet che stanno in mezzo...

Se invece l'accesso lo fate ognuno dalla propria botola e velux, direi che è perfettamente inutile avere una linea vita unica per tutti, perché il tuo operatore accederà da casa tua e non dovrà fare nulla sul tetto dei tuoi vicini...

 

Inoltre considerate che la linea vita va verificata ed eventualmente manutenzionata ogni 1 o 2 anni, a seconda di quanto scritto nel libretto, altrimenti non può essere usata. Per cui va benissimo decidere di metterla anzi, tanto di cappello a chi decide di metterla non essendo obbligato per legge, ma se non obbligate poi l'amministratore a tenerla controllata (pagando ovviamente le manutenzioni), sono soldi buttati.

Gent.mo Davide,

innanzitutto la ringrazio per il suo cortese intervento.

 

Attraverso la sua risposta, in relazione al mio primo punto, ovvero:

 

-quindi, se non è presente una "Linea Vita", chiunque (operatore che sia) non accede più al tetto come si faceva fino a poco tempo orsono (ossia senza farsi problemi...) ma ti chiede/impone l'una o l'altra condizione?

Questo anche quando ad esempio, l'operazione è quella di rimozione da ostruzione delle foglie secche dai pluviali?

Oppure per visionare una presa d'aria scarico fumi?

 

Evinco dunque che anche se non presente la linea vita, il professionista o addetto impresa che dovrà recarsi sul tetto, lo potrà comunque fare e non vi è l'obbligo preventivo di avere installato la linea vita come "conditio-si-ne-qua-non" ...!

Ovvero egli non potrà esimersi di farlo e mettere quella come condizione ai fini di effettuare il determinato lavoro...

In caso di incidente, la responsabilità di chi va sul tetto, rimane comunque e sempre uguale ...

E' corretto?

Ringrazio anche lei per la cortesia ed intervento.

Questa angolatura contribuisce a chiarirmi meglio.

Mi sono letto il DL119 Regionale Lombardia (in merito all'installazione della sicurezza e linee vita) cosi come il DL81 ed aggiornamento ma nulla pone obbligo di installare e/o avere le linee vita ai fini di poter effettuare lavori (di qualsiasi tipo) sul tetto. L'addetto che si reca sul tetto, lo farà sempre e comunque rispettando i crismi in sicurezza e se non ci sono le linee vita, fa come sempre si è fatto nel tempo, ovvero imbragatura ad un qualcosa che costituisce riferimento fisso (comignolo, lucernario).

L'anno scorso il mio vicino ha effettuato l'installazione dei pannelli solari, e l'impresa che ha effettuato i lavori non si è formalizzata e stop perchè non vi erano le linee vita... Hanno fatto il lavoro imbragandosi in sicurezza e finita li ...

Pertanto, ritengo che in queste attuali condizioni di legge, occorre valutare per bene l'installazione delle linee vita, in quanto costo alto per un beneficio quasi nullo ...

E' corretta la mia conclusione?

Ringrazio anche lei per la cortesia ed intervento.

Questa angolatura contribuisce a chiarirmi meglio.

Mi sono letto il DL119 Regionale Lombardia (in merito all'installazione della sicurezza e linee vita) cosi come il DL81 ed aggiornamento ma nulla pone obbligo di installare e/o avere le linee vita ai fini di poter effettuare lavori (di qualsiasi tipo) sul tetto. L'addetto che si reca sul tetto, lo farà sempre e comunque rispettando i crismi in sicurezza e se non ci sono le linee vita, fa come sempre si è fatto nel tempo, ovvero imbragatura ad un qualcosa che costituisce riferimento fisso (comignolo, lucernario).

L'anno scorso il mio vicino ha effettuato l'installazione dei pannelli solari, e l'impresa che ha effettuato i lavori non si è formalizzata e stop perchè non vi erano le linee vita... Hanno fatto il lavoro imbragandosi in sicurezza e finita li ...

Pertanto, ritengo che in queste attuali condizioni di legge, occorre valutare per bene l'installazione delle linee vita, in quanto costo alto per un beneficio quasi nullo ...

E' corretta la mia conclusione?

Per me assolutamente no: l'assenza di un sistema di ancoraggio fisso sul tetto "linea vita" automaticamente ne impedisce l'accesso in sicurezza e pertanto la proprietà/condomino/Amministratore saranno responsabili civilmente e penalmente di eventuali infortuni da caduta a meno che non venga presentato regolare "documento unico valutazione rischi" nel quale verranno descritti gli aspetti dell'intervento, i relativi rischi di infortunio (in questo caso quelli dei lavori in quota) e le "precauzioni" che verranno prese (ponteggi/parapetti/cestelli). Per entrare in casi specifici, ad esempio, per pulire una grondaia puo' essere sufficiente un cestello e non necessaria una linea vita ma per riparare un'antenna o un velux magari collocati in una zona della copertura "centrale o semi centrale del tetto", occorrono o un sistema di ancoraggio fisso certificato (linea vita) o un ponteggio con parapetti che possa evitare la caduta dal lato in cui si opera ecc...Unico dubbio che ho (e se troverò risposta da qualcuno ne sarò ben lieto) è: ESISTONO DELLE LINEE VITA provvisorie certificate che possano sopperire alla mancanza di quella fissa?

Salve,

 

dunque se si potesse evitare di mettere linee vita sui tetti, potendosi ancorare a camini o quant'altro allora non si spiegherebbero tutte le linee vita che oggi si installano sui tetti di Italia....

non mi sono fatto delle letture enciclopediche sui testi di sicurezza, norme e compagnia bella ma probabilmente non si troverà scritto in modo esplicito che la linea vita è obbligatoria e quindi che la si deve installare. Come al solito è tutto frutto di valutazioni che partono dalla necessità di garantire la sicurezza degli operatori che, a vario titolo, salgono sul tetto. Un comignolo non nasce allo scopo di fornire un ancoraggio per un operatore che dovesse salire sul tetto. Chi lo ha realizzato non ha pensato in quel momento a fare una struttura che fornisse la necessaria resistenza ad evitare una caduta dall'alto. Le linee vita moderne sono dotate anche di ammortizzatori e dispositivi che, in caso di caduta, evitano strappi e dondolamenti pericolosi del malcapitato. Sono fatte apposta per proteggere gli operatori dalle cadute....Pertanto come già ho scritto se un'impresa accetta di fare sul lavori sul tetto di un edificio senza linea vita può andare bene lo stesso: magari realizzano un parapetto che gira attorno al coperto e in quel caso cosa serve la linea vita ? Ma finito il lavoro ovviamente il parapetto viene smontato e quindi dopo non ci sono più dispositivi di protezione. Per cui un antennista che dovesse salire sul tetto poi come si protegge ? Una impresa che deve pulire le gronde quali protezioni adotterà ? Magari potrebbe noleggiare un cestello per lavorare in sicurezza (con un certo costo in più proprio per il noleggio del mezzo). Poi si potrà dire che gli antennisti non si fanno scrupoli di salire sui tetti anche quelli messi peggio...figurarci le linee vita! Ovviamente tutto va bene fino a che non ci sono infortuni o disgrazie. Dovesse succedere qualcosa ovviamente poi scattano le varie denunce e poi qualcuno (chissà chi) dovrà raccontare al magistrato che ha ritenuto inutile la costruzione della linea vita....

Come dicevo prima, inoltre, non è che la fatta la linea vita dopo abbiamo finito il nostro "compitino" e non dobbiamo più pensare a nulla.

La linea vita va regolarmente manutenuta come un qualunque altro impianto. E' necessario verificare che chi sale sul tetto la utilizzi.

Verificare che gli operatori che salgono sul tetto abbiano fatto corsi per lavorare in quota....che si imbrachino....normalmente il committente e l'appaltatore firmano un contratto dove sono previste tutte queste cose...Il proprietario privato nella sua villetta esclusiva magari non starà a fare un contratto di appalto (anche se sarebbe meglio e tutelante in ogni caso) però almeno che verifichi che l'appaltatore usi i dispositivi di protezione (classico è sentirsi dire: "ahh oggi ho dimenticato l'imbracatura...ma domani la prendo eh ?)

Per rispondere ad un altro quesito: esistono linee vita provvisorie che finito il lavoro (esempio: sostituzione di coppi o rifacimento di pezzi di guaina) vengono smontate. Bisogna valutare se ne vale la pena, valutando la frequenza di interventi sul tetto rispetto al costo di un sistema provvisorio rispetto ad uno definitivo.

Carissimo davidebo, ringraziando per le precisazioni aggiungerei

 

Riguardo a "Dovesse succedere qualcosa ovviamente poi scattano le varie denunce e poi qualcuno (chissà chi) dovrà raccontare al magistrato che ha ritenuto inutile la costruzione della linea vita...." gli eventuali strumenti da utilizzare per identificare le responsabilità in caso di manutenzioni straordinarie ci sono sia in caso di manutenzioni straordinarie (es rifacimento tetto), che in caso di manutenzioni ordinarie (es. Antennista, tegole rotte, velux ecc...) Nel primo caso ci saranno le varie figure previste fra cui il Responsabile Sicurezza, nel secondo caso (se sale il classico Antennista o operatore per riparare un Velux o sistemare qualche tegola) se manca la "Linea Vita" o parapetto ecc... e se non si puo intervenire con un cestello perchè l'antenna o le tegole o altro non sono raggiungibili, sul tetto non si dovrebbe transitare e se chi transita lo fa con l'autorizzazione dell'Amministratore o del Condominio essi sono responsabili civilmente e penalmente in caso di infortunio. Il mio dubbio è se c'è lìobbligo o meno di esporre idonei avvisi sul divieto di accesso al tetto senza autorizzazione.

 

Riguardo a "probabilmente non si troverà scritto in modo esplicito che la linea vita è obbligatoria e quindi che la si deve installare" per utilità allego in citazione quanto qui sotto (sperando di non annoiare nessuno

 

IX LEGISLATURA ‐ SEDUTA N. 161 DELIBERAZIONE ASSEMBLEARE PROGR. N. 149

DEL 17 DICEMBRE 2013

Assemblea legislativa della Regione Emilia‐Romagna

OGGETTO n. 4654

Atto di indirizzo e coordinamento per la prevenzione delle cadute dall'alto nei lavori

in quota nei cantieri edili e di ingegneria civile, ai sensi dell'art. 6 della L.R. 2 marzo

2009, n. 2; dell'articolo 16 della legge regionale 24 marzo 2000, n. 20. (Proposta della

Giunta regionale in data 21 ottobre 2013, n. 1485). (Prot. n. 50973 del 18/12/2013)

1.1 In attuazione a quanto disciplinato all’art. 6 della legge regionale 2/2009 “Tutela e sicurezza

del lavoro nei cantieri edili e di ingegneria civile”, il presente atto di indirizzo e coordinamento

introduce l’obbligo d’installazione dei dispositivi permanenti di ancoraggio, sulle coperture e sulle

ampie e/o continue pareti a specchio, degli edifici, con lo scopo di ridurre i rischi d’infortunio in

occasione di accesso, transito, esecuzione di lavori futuri.

1.2 L’installazione dei dispositivi di ancoraggio di cui al punto precedente non esonera il

committente dei lavori ed il datore di lavoro dell’impresa esecutrice dalla valutazione dei rischi

tenendo conto della priorità dell’utilizzo delle misure di protezione collettive rispetto a quelle

individuali ai sensi dell’art. 15 del D.Lgs. 81/08.

Bene Grande Mela,

Interessante quanto hai riportato.

Ho due osservazioni a riguardo.

 

Credo sia del tutto preferibile mettere dei cartelli di "obbligo" in prossimità delle botole (quelle che consentono l'accesso al tetto dalle parti comuni. Se vi sono botole in proprietà esclusive, io metterei comunque un cartello nell'androne, magari all'interno di una bacheca). Ce ne sono vari...

L'obbligo è relativo al fatto che, appunto, l'accesso al tetto può avvenire solo da parte di personale opportunamente formato e che indossi i prescritti DPI (imbracatura con apposito cordino). In questo modo è assai difficile poter sostenere la tesi che il personale esterno "non era stato avvertito"...

Sul secondo punto, la legge/delibera regionale citata si riferisce a dei cantieri. Quindi riguarda disposizioni da applicarsi per la sicurezza degli operatori. Pensiamo ad una impresa che deve rifare un tetto. Quando ci sono diversi operai, la prima cosa che si fa è un parapetto che in gergo è un "dispositivo di protezione collettivo" rispetto ad una linea vita che differentemente può essere usata contemporaneamente da un numero limitato di operatori (non certo una moltitudine..).

In questo post credo si parlasse dell'utilizzo "civile" della linea vita nel senso di suo utilizzo durante la vita normale del fabbricato. Pensiamo cioè alle classiche operazioni di manutenzione che si faranno decine di volte durante la vita di un edificio: pulizia delle grondaie, installazione antenna parabolica, sostituzione coppi/tegole rotte, manutenzione canna fumaria, riparazione da infiltrazioni, installazione impianto fotovoltaico o solare termico, ecc...

In questo senso non ho visto, nella mia limitata conoscenza dell'argomento, obblighi specifici (sto parlando di costruzioni vecchie, non quelle nuove) riguardo installazione della linea vita. Altrimenti la stragrande maggioranza degli edifici sarebbe fuori legge.

saluti

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