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vali

Inquilino arrestato

Salve volevo, cortesemente, un chiarimento, un vostro parere su questo problema accaduto ad una mia amica.

Lei è proprietaria di un appartamento che, 10 mesi fa, lo ha concesso in locazione ad un cittadino romeno con regolare contratto 4+4 registrato.

L'intestatario del contratto è, appunto, questo cittadino romeno che, nel contratto di locazione chiese di inserire una clausola che prevedeva la convivenza, all'interno dell'appartamento, con una sua connazionale indicando il suo nome.

La mia amica ha acconsentito a questa richiesta.

Fatto sta che qualche giorno fa, dopo una lite furibonda, questo viene arrestato perchè accoltella la sua convivente.

La convivente è attualmente ricoverata in ospedale e lui è detenuto, purtroppo però, l'appartamento è stato messo sotto sequestro dall'autorità giudiziaria intervenuta dopo il fatto criminoso.

A questo punto la mia amica, proprietaria dell'appartamento, avvisata del fatto accaduto soltanto 3 giorni dopo da un condomino del palazzo che ha avuto la gentilezza di chiamarla al telefono, come si dovrà regolare?

Che cosa deve fare per rientrare in possesso dell'appartamento visto che è stato sottosposto a sequestro e che il conduttore è in galera?

Chi gli pagherà il canone?

Secondo voi che procedure deve adottare?

Grazie a chi vorrà indicarmi qualche soluzione.

...niente eh!?

Forse dovrà rientrare in possesso dell'appartamento dopo che l'autore del reato ha scontato la sua pena?

4/8 anni?.....

Ringrazio sempre chi sarà in grado di rispondermi.

Non pensavo che questo quisito fosse senza soluzioni o consigli. Pazienza!

Grazie lo stesso.

Scritto da vali il 13 Feb 2013 - 08:35:36: Non pensavo che questo quisito fosse senza soluzioni o consigli. Pazienza!

Grazie lo stesso.

Beh deve ammettere che il suo non è un caso comune, magari nessun frequentatore del forum si è imbattuto in un caso simile.

Se la casa è sottoposta a sequestro giudiziario innanzitutto deve risolvere questo problema. Personalmente non ho altro consiglio che rivolgersi ad un legale (ma le forze dell'ordine che cosa le hanno detto a proposito del sequestro?).

La questione di chi pagherà l'affitto invece è molto più semplice. Dopo un ritardo di 20gg può iniziare la procedura di sfratto. Il problema è dove notificare la messa in mora, se nella sua residenza o in carcere, anche qui sarà il suo avvocato a dirle cosa fare. Insomma si tratterà di una normale procedura di sfratto.

 

Concordo in pieno con jerrySM.

Aggiungo soltanto che il problema del sequestro giudiziario è risolvibile, diciamo così, soltanto dalla vittima.

Tanto per essere chiari se la vittima, una volta guarita, chiederà di tornare all'interno dell'abitazione è ovvio che essa e soltanto essa, potrà fare istanza per il dissequestro, perchè soltanto essa può farlo in forza del contratto di locazione e della residenza che la portano ad avere quella facoltà di poter richiedere la rimozione del sigillo di sequestro, sempre che siano state concluse le indagini a riguardo perchè altrimenti neanche a lei si può concedere tale facoltà.

Infatti, ritengo che l'appartamento potrebbe essere stato sottoposto a sequestro ai sensi dell'art. 354 del C.P.P. e, se è così, soltanto il p.m. che ha agito in tal senso può farlo e, lo farà, soltanto se i reperti, gli oggetti e tutto ciò che serve per stabilire la chiusura di indagini preliminari saranno sufficienti.

Questo per quanto riguarda il sequestro dell'appartamento.

Invece, giustamente, quando jerrySM si riferisce all'eventualità di iniziare una azione di sfratto per una eventuale, quanto probabile, morosità dell'inquilino, tale azione, sarà posta in essere soltanto se non pagherà e, con l'eventuale sentenza del giudice, che dichiara la morosità non sanata, l'inquilina dovrà liberare l'appartamento ma soltanto da quel momento, non prima, purtroppo per la tua amica.

Salve.

Grazie delle risposte e delle spiegazioni sia a jerrySM che ad ale66.

Effettivamente sul foglio appiccicato dai carabinieri alla porta dell'appartamento c'è scritto, "sequestro ai sensi dell'art 354 Cpp".

Quindi mi sembra di capire che la mia amica dovrà, nel caso non percepisse il canone, iniziare una azione di sfratto nei confronti del detenuto perchè intestatario del contratto, giusto?

Grazie per l'eventuale ultima risposta.

Giusto per capire un pò più approfonditamente.

 

 

 

Ah! Scusate, dimenticavo di rispondere alla domanda fatta da jerrySM riguardo a domande poste ai carabinieri.

E bene, alla mia amica, hanno risposto che l'eliminazione dei sigilli di sequestro verranno tolti su ordine del giudice di competenza soltanto quando saranno finite le indagini preliminari e non conoscono i tempi ed è inutile produrre istanza di dissequestro, da parte della proprietaria, perchè la proprietaria non c'entra nulla a riguardo, non ha titolo per fare questa richiesta.

Mha! Certo che è strano però....

 

 

non ha titolo proprio perche'e' "in essere" un contratto di locazione ovvero ha ceduto l'utilizzo del proprio appartamento per cui e' l'inquilino che ha titolo per il dissequestro ovvero rientrare nel possesso dell'utilizzo dell appartamento in virtu' del contratto .

 

È difficile vedere un gatto nero in una stanza buia, specialmente quando il gatto non c'è.

Esatto, concordo con Peppe!

Scusa, vali, non è ciò che ti ho detto prima?

La convivente, qualora uscisse dall'ospedale e volesse rientrare dentro casa, dovrà chiedere al giudice il dissequestro.

Il dissequestro verrà eseguito soltanto se sono compiute le indagini preliminari.

 

 

Prima di tutto vi ringrazio ancora delle risposte che mi state dando.

Permettetemi di chiedervi un ulteriore chiarimento.

Ho, comunque, capito chi è che può chiedere il dissequestro, però, a questo punto mi sorge un altro dubbio, se la convivente è menzionata sul contratto soltanto come ospite, può pretendere di continuare ad abitare lì, nel caso ottenesse il dissequestro dell'appartamento, anche se il firmatario del contratto è in galera?

Cioè, voglio capire, se ha il titolo riconosciuto dalla legge di poter continuare ad abitare all'interno dell'appartamento pur non essendo lei l'intestataria del contratto di locazione.

La mia amica non avrebbe nulla in contrario a ciò, però, dovrà ovviamente continuare a pagare il canone perchè se lo occupasse senza pagare l'affitto e senza essere l'intestataria del contratto, come si dovrebbe regolare la mia amica?

Grazie ancora per l'interessamento e per gli ulteriori chiarimenti.

 

 

Scritto da vali il 14 Feb 2013 - 09:53:53: se lo occupasse senza pagare l'affitto e senza essere l'intestataria del contratto, come si dovrebbe regolare la mia amica?

da lo sfratto per morosità

 

 

Sì, ho capito ma a chi?

Gli atti vanno fatti all'intestatario del contratto che però è in galera?

Oppure vanno fatti all'occupante che sul contratto risulta come ospite?

Perdonami ma non mi è chiaro questo passaggio.

 

 

intestatario del contratto d'affitto .

 

È difficile vedere un gatto nero in una stanza buia, specialmente quando il gatto non c'è.

Grazie Peppe.

Lo immaginavo, però, scusami ma mi sorge un altro dubbio.

Quale sarebbe il diritto della convivente a rientrare dentro casa, una volta guarita?

E perchè, come mi è stato detto, la convivente che, comunque, ai fini contrattuali è soltanto un ospite, avrebbe pure facoltà a richiedere la rimozione dei sigilli del sequestro?

 

Ecco, questi dubbi nascono perchè se lo sfratto per morosità si può fare solo all'intestatario (tra l'altro in galera) non si capisce a che titolo la convivente può continuare ad abitare all'interno dell'appartamento.

Tutto questo lo chiedo perchè la mia amica (proprietaria) suppone che, una volta guarita la convivente (ospite sul contratto), chiederà, al 99%, di rientrare nell'appartamento ma senza avere un reddito e, senza reddito, niente canone, da qui la conclusione scontata e breve....

Grazie ancora per le ulteriori risposte.

 

 

in virtu' di cio' che hai scritto

 

"L'intestatario del contratto è, appunto, questo cittadino romeno che, nel contratto di locazione chiese di inserire una clausola che prevedeva la convivenza, all'interno dell'appartamento, con una sua connazionale indicando il suo nome.

La mia amica ha acconsentito a questa richiesta ".

 

È difficile vedere un gatto nero in una stanza buia, specialmente quando il gatto non c'è.

  • Confuso 1

Concordando nuovamente con Peppe, aggiungo soltanto, in poche spicciole parole, che la tua amica, proprietaria dell'appartamento, non si può opporre alla presenza all'interno dell'appartamento della convivente dell'arrestato, può pretendere il pagamento del canone e, qualora non avvenisse, dovrà fare una causa di sfratto per morosità nei confronti del carcerato, in quanto intestatario del contratto di locazione.

Quando il giudice sancirà l'effettiva morosità, emetterà sentenza esecutiva di sfratto, a quel punto l'ufficiale giudiziario, incaricato di eseguire lo sfratto, farà sloggiare la convivente che in quel momento, presumibilmente, sarà all'interno dell'appartamento.

Il procedimento non potrà che essere questo per la tua amica, purtroppo per lei, ahime....!

 

 

Grazie ancora delle spiegazioni, ancora una curiosità, viste le vostre risposte direi alquanto pertinente, se la mia amica non avesse inserito il nominativo della convivente, come ospite nel contratto di locazione (ma, ricordo, NON firmataria del contratto), essa potrebbe ugualmente accampare, lo stesso, il diritto di tornare nella abitazione una volta guarita?

Grazie molte per l'ennesima spiegazione che gentilmente potreste darmi.

 

 

Si ,se l,affittuario la ritiene ancora sua ospite

 

È difficile vedere un gatto nero in una stanza buia, specialmente quando il gatto non c'è.

In poche parole, mi stai dicendo che se anche non fosse inserito il suo nome come ospite sul contratto, la convivente potrebbe comunque rientrare in casa?

 

 

A mio modesto avviso, se non fosse stata menzionata nel contratto la sua convivente non poteva rientrare nell'appartamento, perchè non risulterebbe scritto da nessuna parte.

Infatti a che titolo abiterebbe nell'appartamento?

E' vero, però, quanto dice Peppe se l'intestatario del contratto affermasse che è sua ospite, nulla osta ma, questo caso, avviene in una situazione normale, invece, dal momento che l'intestatario si trova in carcere e la sua amica rientra nell'appartamento senza risultare sul contratto (nella ipotesi fatta da vali mi sembra di capire questo)non mi sembra fattibile, anche perchè se, l'intestatario del contratto, sta in carcere perchè accoltella la convivente, poniamo il caso di arresti domiciliari non credo proprio che ci sia un giudice che possa continuare a farli convivere.....sul luogo del dlitto, diciamo così....

Comunque, questo, giusto per rispondere alla tua ipotesi, perchè i fatti stanno in modo diverso e cioè che la convivente ha il nome sul contratto quindi le chiacchiere stanno a zero.

Se non ci fosse stato il suo nome, ripeto, sarebbe una persona sconosciuta ai fini contrattuali, in questo caso, solo in questo caso.

Saluti.

 

 

Grazie a tutti delle risposte.

Ale66, immaginavo che se non ci fosse scritto il suo nome sul contratto, la convivente non avrebbe potuto avere un titolo per poter rientrare nell'appartamento, però, purtroppo per la mia amica, i fatti, come dici te, stanno diversamente perchè sul contratto c'è il nome della convivente come ospite.

Di nuovo grazie a tutti per le spiegazioni.

 

 

 

Scritto da vali il 19 Feb 2013 - 07:41:07: immaginavo che se non ci fosse scritto il suo nome sul contratto, la convivente non avrebbe potuto avere un titolo per poter rientrare nell'appartamento

Mi dispiace ma immagini sbagliato. La convivente ha tutto il diritto ad usufruire dell'appartamento anche se il suo nome non compare nel contratto ...come del resto succede con una moglie. Tanto è vero che in caso di morte dell'intestatario il contratto di locazione, la convivente ha il diritto di subentrare nel contratto, questo anche in assenza di figli.

L'unica maniera quindi è un eventuale sfratto per morosità.

 

 

 

Modificato Da - jerrySM il 19 Feb 2013 10:15:27

Non e' vero che non ci sono vie d'uscita. Intanto qualora non vengano rispettati i pagamenti dopo il periodo previsto dalla legge si puo' chiedere lo sfratto per morosita', indipendentemente da dove si trovi l'inquilino, e' un suo problema pagare, se non lopuo' fare e' moroso. Una volta ottonuto lo sfratto, mezzo legale si provvede allo svuotamento dell'immobili, qualora non sia stato affittato arredato, e al deposito autorizzato dalle autorita' con costi a carico dell'inquilino.Fatto questo, e sempre meglio evitare di afittare a rumeni, albanesi, e ukraini,ricordatevi che se combinano dei guai, questi dalla sera alla mattina spariscono, tornano al paesello e non vedete piu' nemmeno loro e i soldi.

 

 

Un momento.

A ginaka51 dico che quello che è successo alla amica di vali potrebbe succedere a qualsiasi proprietario che affitta a rumeni, africani, ukraini, gialli, bianchi, rossi e, italiani, ebbene sì, anche agli italiani cara ginaka51, quindi lkasciamo perdere ste considerazioni e continuiamo sul piano tecnico e basta, almeno per me.

Quindi, da un punto di vista tecnico giuridico, io ritengo che, se l'amica di vali avesse stipulato un contratto di locazione con Tizio ed avesse inserito una clausola del tipo:

 

"l'immobile viene concesso in locazione solo ed esclusivamente a Tizio ed, il conduttore, non potrà sublocare o dare in comodato, in tutto o in parte, l'unità immobiliare a nessuna altra persona, pena la risoluzione del contratto"

 

ecco se ci fosse una clausola del genere, la amichetta del Tizio, che ritorna dall'ospedale x, a mio avviso, non ha nessun titolo per occupare l'appartamento in quanto, per me proprietario, è una illustre sconosciuta.

Che significa convivente?

Non significa niente, non è una moglie, non è una sorella, non è un parente stretto, anche se pure qui ci troverei l'appiglio, comunque, diciamo che fin quando è la moglie, ovviamente è come dice jerrySM, altrimenti dissento da quanto riporta jerrySM, non sono per niente d'accordo, tanto è vero che lo sfratto per morosità, che rimane la strada madre, va fatto solo al firmatario del contratto.

 

 

 

Scritto da ale66 il 19 Feb 2013 - 18:28:28: Che significa convivente?

Non significa niente, non è una moglie, non è una sorella, non è un parente stretto, anche se pure qui ci troverei l'appiglio, comunque, diciamo che fin quando è la moglie, ovviamente è come dice jerrySM, altrimenti dissento da quanto riporta jerrySM, non sono per niente d'accordo, tanto è vero che lo sfratto per morosità, che rimane la strada madre, va fatto solo al firmatario del contratto.

Forse sarà meglio che ti riguardi un po' la legislatura sui diritti delle coppie di fatto. Che in caso di morte dell'intestatario il contratto di locazione subentra il/la convivente non lo dico io, lo dice la legge. Addirittura, in presenza di figli il convivente ha diritto a continuare ad abitare nell'abitazione in affitto anche in caso cessi la convivenza (sentenza n. 166/1998 Corte Costituzionale).

La causa di sfratto in caso di morosità la si fa all'intestatario, sempre, indipendentemente se sia sposato, convivente, padre, madre o altro. E' lui il responsabile del rapporto locatizio verso il locatore (e la legge) mica chi abita con lui, il quale fino all'esezuzione stessa dello sfratto avrà lo stesso identico diritto ad abitarci ne più ne meno come l'intestatario stesso.

 

 

 

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