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sgnao

Info per spese su diritto di passo e cambio dei codici del cancello.

Buonasera a tutti,

 

la faccenda non è delle + semplici.

I fatti sono questi siamo un condominio e i proprietari della strada per accedervi e del relativo cancello automatizzato.

Una casa vicino, che era la casa del custode è stata acquistata e restrutturata nel 1995, per accedere alla proprietà usa la nostra strada sulla quale ha diritto di passo.

Nel 1996 si pattuisce con la proprietaria della casa un compenso relativo come partecipazione spese per il cancello e la plizia della strada pari a 150.000 lire dell'epoca.

Da tale data non è MAI stato versato nulla, benchè la proprietaria sia stata informata della spesa sia in via bonaria da parte nostra sia dall'ammistratore senza mai avere un riscontro, e tengo a precisare che negli anni stati sostituiti 2 motori del cancello sempre pagati da noi.

Insomma la "signora" scoccava allegramente, oltretutto si è collegata alla centralina che aziona il cancello perchè se lo apriva anche da casa, senza aver chiesto nulla a nessuno.

Finchè quest'anno ci siamo decisi a cambiare i codici del cancello, e magicamente ha trovato il tempo ed il modo di andare dall'ammistratore per capire cosa fosse successo...

Ve la faccio breve perchè altrimenti diventa lunga, comunque quello che vi chiedo una risposta a 2 domande:

 

1) Io preferirei che la signora non ci pagasse nulla come ha sempre fatto negli ultimi 20 anni, ma che per aprire il cancello usasse SOLO la chiave, così ha il suo diritto di passo, si tiene i suoi soldi e noi la nostra comodità di aprire il cancello con i telecomandi.

 

2) Nell'eventualità che non si possa privare dei codici visto che ha deciso di pagare, io vorrei oltre che gli arretrati anche gli interessi legali dal 1996 ad oggi e stabilire un importo congruo, visto che l'ultima barzelletta è che ci offrono 35 euro.

 

Ma la cosa importante è questa: posso rifuitarmi di dargli i codici ed obbligarli ad usare solo la chiave per aprire e chiudere il cancello???

 

Grazie

Buonasera a tutti,

 

la faccenda non è delle + semplici.

I fatti sono questi siamo un condominio e i proprietari della strada per accedervi e del relativo cancello automatizzato.

Una casa vicino, che era la casa del custode è stata acquistata e restrutturata nel 1995, per accedere alla proprietà usa la nostra strada sulla quale ha diritto di passo.

Nel 1996 si pattuisce con la proprietaria della casa un compenso relativo come partecipazione spese per il cancello e la plizia della strada pari a 150.000 lire dell'epoca.

Da tale data non è MAI stato versato nulla, benchè la proprietaria sia stata informata della spesa sia in via bonaria da parte nostra sia dall'ammistratore senza mai avere un riscontro, e tengo a precisare che negli anni stati sostituiti 2 motori del cancello sempre pagati da noi.

Insomma la "signora" scoccava allegramente, oltretutto si è collegata alla centralina che aziona il cancello perchè se lo apriva anche da casa, senza aver chiesto nulla a nessuno.

Finchè quest'anno ci siamo decisi a cambiare i codici del cancello, e magicamente ha trovato il tempo ed il modo di andare dall'ammistratore per capire cosa fosse successo...

Ve la faccio breve perchè altrimenti diventa lunga, comunque quello che vi chiedo una risposta a 2 domande:

 

1) Io preferirei che la signora non ci pagasse nulla come ha sempre fatto negli ultimi 20 anni, ma che per aprire il cancello usasse SOLO la chiave, così ha il suo diritto di passo, si tiene i suoi soldi e noi la nostra comodità di aprire il cancello con i telecomandi.

 

2) Nell'eventualità che non si possa privare dei codici visto che ha deciso di pagare, io vorrei oltre che gli arretrati anche gli interessi legali dal 1996 ad oggi e stabilire un importo congruo, visto che l'ultima barzelletta è che ci offrono 35 euro.

 

Ma la cosa importante è questa: posso rifuitarmi di dargli i codici ed obbligarli ad usare solo la chiave per aprire e chiudere il cancello???

 

Grazie

Salve,

questa è sicuramente una delle situazioni più interessanti per una consulenza. Perchè rientrano diverse fattispecie che devono essere regolate in maniera chiara.

Iniziamo dal chiarire cos'è la servitù di passaggio. Essa non è altro che un diritto che viene concesso dal proprietario del fondo servente nei confronti del fondo dominante. Essa si costituisce quando l'immobile o il fondo non hanno accesso alla via pubblica.

Quindi da qui si può avere subito una immediata risposta. Se la casa del vecchio custode, ora di proprietà di un altro soggetto ha un altra o altre vie d'accesso, non c'è obbligo di consentire il transito attraverso la vostra via.

 

Qualora invece tale immobile non abbia altre vie di accesso occorrerà concedere obbligatoriamente il transito. La legge infatti stabilisce che qualunque immobile (fondo ecc..) debba avere un accesso alla via pubblica, per questo esiste l'istituto della servitù di passaggio. Al tempo stesso chiarito tale obbligo, la cassazione ha più volte stabilito che le metodologie di esercizio di tale diritto da parte del proprietario del fondo dominante avvengono attraverso il mero passaggio pedonale (o per come era nata la norma il semplice passaggio di un piccolo carretto).

Ciò che dunque importa che la servitù di passaggio senza specifica indicazione a tal riguardo consente il passaggio unicamente a piedi. Quindi si risponde così in parte alla sua prima domanda. Se il cancello consente l'accesso laterale tramite un piccolo cancelletto pedonale, alla signora si consegneranno le chiavi di questo cancelletto. Qualora non vi fosse tale passaggio si dovrà consegnare alla signora le chiavi del cancello elettrico per consentirle l'esercizio del diritto.

 

Poichè siamo in ambito condominiale (essendovi una o più parti in comune) l'eventuale utilizzo di tale bene comune ed i relativi costi dovranno essere sostenuti da tutte le parti, a norma dell'art 1123, la signora dunque parteciperà alle spese di esercizio e manutenzione del cancello.

 

Per gli eventuali arretrati ed i relativi interessi si agirà attraverso decreto ingiuntivo per il soddisfacimento del debito vantato.

 

Per quanto riguarda le chiavi o i codici, si può decidere in base all'utilizzo che vorrà fare la signora. Sempre se esiste un cancelletto laterale per il passaggio pedonale. Se non esiste non dare i codici sarebbe un comportamento ritorsivo ed inutile (del tutto ininfluente a tal riguardo sarebbe la concessione del passaggio con auto, poichè i codici servono per il telecomando che comunque agevolano l'esercizio e non sono indicativi di uso specifico per transito con auto).

 

Cordiali saluti.

Buonasera Avvocato,

 

la ringrazio molto per la riposta, allora giustamente cercherò di chiarire meglio la situazione.

Non c'è un' altra strada per accedere ad entrambe le proprietà, il cancello è solo uno sia per uso pedonale che per le auto.

Lei ha perfettamente ragione a dire che sia ritorisivo, ed è proprio quello che voglio visto che la signora non ha mai pagato un centesimo, e avendo fatto a meno per 20 anni, e grazie a Dio non mi mancano i suoi soldi, ne posso fare a meno anche per il futuro, e trovo offensivo che si sia degnata di porsi il problema solo dal momento che abbiamo cambiato i codici.

Quello che non capisco il passaggio in cui è la signora a dover scegliere se avere la chiave o il telecomando o entrambi, visto che il cancello è nostro e comunque lei non ha mai parteciapto in alcun modo alle spese sia di manutenzione che utilizzo.

 

Ripeto la domanda: non posso rifiutarmi di darle i codici dei telecomandi ed assicurare alla signora il passaggio sia con l'auto che a piedi con relativa apertura del cancello, con la sola chiave?

 

Grazie in ancipo

Chiarisco,

la partecipazione alle spese garantisce diritto di usare il bene in tutte le sue forme (chiavi, codici ecc..).

Poi lei potrà decidere di darle solo le chiavi, ma qualora la signora lo richiedesse avrà diritto anche ai codici. Comprendo l'astio verso qualcuno che si è approfittato negli anni della bontà del vicinato, ma riscuotendo il credito che si vanta tutto si risolve. Poi se vi sono antipatie personali questo è tutto un altro discorso.

 

Cordiali saluti.

Perfetto, ora è chiara la questione se lei paga su cosa acquisisce dei diritti.

Beh, a dire che c'è un pò di astio è un eufemismo.....

Mi scusi se insisto, ma io posso rifiutare i suoi soldi, come abbiamo fatto da 20 anni a questa parte del resto, e se non avessimo cambiato i codici la signora non si sarebbe MAI preoccupata di regolarizzare la sua posiizone nei nostri confronti, e rifiutare di darle la comodità del telecomando? Ma garantirle il diritto di passo e la relativa apertura del cancello SOLO con la chiave?

Visto che è stato questo e SOLO questo, che l'ha svegliata dal suo torpore!

Le dirò che la signora è insieme ad un avvocato il quale minacciava di fare una possessoria (o una cosa del genere.....) nei nostri confronti.

Grazie ancora

Perfetto, ora è chiara la questione se lei paga su cosa acquisisce dei diritti.

Beh, a dire che c'è un pò di astio è un eufemismo.....

Mi scusi se insisto, ma io posso rifiutare i suoi soldi, come abbiamo fatto da 20 anni a questa parte del resto, e se non avessimo cambiato i codici la signora non si sarebbe MAI preoccupata di regolarizzare la sua posiizone nei nostri confronti, e rifiutare di darle la comodità del telecomando? Ma garantirle il diritto di passo e la relativa apertura del cancello SOLO con la chiave?

Visto che è stato questo e SOLO questo, che l'ha svegliata dal suo torpore!

Le dirò che la signora è insieme ad un avvocato il quale minacciava di fare una possessoria (o una cosa del genere.....) nei nostri confronti.

Grazie ancora

Si mi scusi perchè cercando di dare una risposta esauriente ed avendo problemi con la modifica del messaggio ho forse chiarito poco o dimenticato che chi usufruisce di una servitù di passaggio di regola deve contribuire alle spese, tranne ed ecco forse la cosa importante che non ho chiarito, tranne se non è pattuito diversamente tra le parti.

Lei e la signora potete quindi giungere ad un accordo secondo il quale si concede la servitù gratuitamente, in questo caso si potrà dare solo la chiave, sempre se la signora è concorde, perchè di fatto stipulate un contratto dove vi deve essere il consenso di entrambe le parti. Però se la signora vuole partecipare alle spese si rientrerà nella fattispecie del precedente post, quindi chiavi e codici.

 

Guardi riguardo all'azione possessoria, è assolutamente impraticabile, in quanto è un'azione volta a tutelare sì il possesso am che non ricada su beni di proprietà altrui ed il cui utilizzo sia di fatto tollerato. Rientriamo nella casistica classica.

 

Cordiali saluti.

Capisco la sua posizione mediatoria avvocato, ma io con la signora non vorrei più avere nulla a che fare, visto e considerato che così è stato negli ultimi 20 anni, visto che lei ha scroccato allegramente e non si è mai preoccupata di rispettare le persone che abitano nel condominio.

Io non vorrei mediare, la mia è un vera e propria presa di posizione, ed ovviamente visto che è stata la molla che ha fatto scattare la sua reazione, sicuramente la signora non vorrà rinunciare alla comodità del telecomando.

Ma vorrei sapere se è nel mio diritto rifiutarmi di darle i codici, e ripeto per quel che mi riguarda non vorrei raggiungere alcun accordo.

Lei si tiene i suoi soldi, ed io le mie comodità visto che il cancello è mio, e la signora non si è mai preoccupata di versare un centesimo, cosa che ritengo molto ma molto offensiva, diciamo pure che è una questione di principio.

IO non mi sarei MAI permesso di comportarmi così, io ho dei principi e mi reputo una persona rispettosa e corretta nei confronti degli altri.

La ringrazio molto avvocato del tempo che mi dedica, non avrei potuto chidere un parere migliore.

Capisco la sua posizione mediatoria avvocato, ma io con la signora non vorrei più avere nulla a che fare, visto e considerato che così è stato negli ultimi 20 anni, visto che lei ha scroccato allegramente e non si è mai preoccupata di rispettare le persone che abitano nel condominio.

Io non vorrei mediare, la mia è un vera e propria presa di posizione, ed ovviamente visto che è stata la molla che ha fatto scattare la sua reazione, sicuramente la signora non vorrà rinunciare alla comodità del telecomando.

Ma vorrei sapere se è nel mio diritto rifiutarmi di darle i codici, e ripeto per quel che mi riguarda non vorrei raggiungere alcun accordo.

Lei si tiene i suoi soldi, ed io le mie comodità visto che il cancello è mio, e la signora non si è mai preoccupata di versare un centesimo, cosa che ritengo molto ma molto offensiva, diciamo pure che è una questione di principio.

IO non mi sarei MAI permesso di comportarmi così, io ho dei principi e mi reputo una persona rispettosa e corretta nei confronti degli altri.

La ringrazio molto avvocato del tempo che mi dedica, non avrei potuto chidere un parere migliore.

Salve,

voglio chiarire che il Contratto che si andrebbe a stipulare non è una mediazione. Il contratto è un accordo vincolante tra le parti su un determinato (o determinabile) oggetto. La mediazione invece pur essendo assimilabile come istituto giuridico cerca di far venire incontro opposti interessi tramite concessioni reciproche.

La signora ha diritto alla servitù di passaggio, ora voi potrete regolare tramite contratto le forme di tale diritto.

 

Cordiali saluti.

Avvocato mi scusi, abbia pazienza, probabilmente non riesco a spiegarmi.

Senza stipulare nessun contratto, posso rifiutarmi di dare i codici del cancello, ma dando la sola chiave alla signora assicurarle comunque la serivtù di passaggio?

La mia vuole essere una presa di posizione, solo che non vorrei passare dalla parte del torto, facendo una cosa non corretta.

Avvocato mi scusi, abbia pazienza, probabilmente non riesco a spiegarmi.

Senza stipulare nessun contratto, posso rifiutarmi di dare i codici del cancello, ma dando la sola chiave alla signora assicurarle comunque la serivtù di passaggio?

La mia vuole essere una presa di posizione, solo che non vorrei passare dalla parte del torto, facendo una cosa non corretta.

Salve,

trattandosi di diritti reali che si costituiscono su beni immobili la forma non può che essere quella scritta. Capisco a cosa lei miri, l'unico modo per ottenere ciò è mettere tutto nero su bianco.

Le voglio chiarire anche che l'istituto della servitù può essere caratterizzato da un "pati" (obbligo di sopportazione), da un "non facere" (obbligo di non fare), mai da un "facere" (appunto fare).

Nel caso di servitù di passaggio siamo nell'ambito del "pati", lei non può in alcun modo rifiutarsi di fornire i codici, a meno che la signora non decide lei stessa nel contratto che si "accontenta" delle mere chiavi. In questo caso infatti rientreremmo nell'ambito della disposizione di un diritto e le pattuizioni stabilite sarebbero valide.

 

 

Cordiali saluti.

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