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Mari_85

Impugnazione tabelle millesimali

Ciao a tutti!

Sono nuova in questo forum e da qualche tempo svolgo la professione di amministratore di condominio a tempo pieno.

Ho sempre seguito i vostri suggerimenti leggendo i vari post...:encouragement:ma adesso mi ritrovo ad affrontare una questione di cui non ho trovato nulla nello specifico...o forse non ho cercato bene. 🙂

Il condomino non può più impugnare se sono trascorsi più di 30 giorni da quando è stato messo al corrente della delibera

Se la delibera e' approvata con il quorum previsto, non è carta straccia ed il condomino deve pagare (art. 1137 cc)

Grazie tante per la risposta!

Anch'io ero di questo avviso...ma il fatto che mancava del tutto la sua convocazione mi aveva fatto venire qualche dubbio.

Secondo me, è vero che una delibera assembleare si prescrive in 30 giorni. Tuttavia il condomino dissenziente, può dimostrare di non essere stato convocato? Sempre secondo il mio modesto parere, se non lo può dimostrare, le tabelle sono operative anche se "assembleari" cioè non "contrattuali". Se, viceversa, dimostrasse la non convocazione, non rimane altro che una convocazione straordinaria per la ratifica. In questo caso basterebbe la maggioranza qualificata. Penso che comunque sceglierei quest'ultima soluzione.

Esiste ua sentenza della Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite che afferma che se un condomino non viene convocato non si annulla la delibera fatto salvo non venga impugnata nel tempo prescritto dall'art 1137 cc, 30 gg per gli assenti non convocati dal momento in cui sono resi a conoscenza della delibera.

In pratica è annullabile e non nulla

La sentenza purtroppo non la posso postare ma so che è del 2005 (spero di non errare l'anno)

vorrei fare una precisazione...le nuove tabelle sono state approvate nel gennaio 2013 e il condomino (o meglio il suo inquilino) ha pagato le spese di ordinaria amministrazione sino ad oggi con tali tabelle. Adesso, a causa dei lavori straordinari è diretto interessato e quindi (a mio parere) si sta attaccando ad un pretesto.

Ho voluto fare questa precisazione per dire che il condomino era a conoscenza della modifica delle tabelle, anche se non convocato, ma non aveva mai posto alcun dissenso.

Accertati che il condòmino "contestatore" abbia ricevuto il verbale dell'assemblea nella quale si approvavano le tabelle millesimali e in che data. se non lo ha ricevuto, potrebbe avere una chance per impugnare. Infatti, le delibere possono essere impugnate anche dal momento in cui se ne è avuta notizia, per gli assenti.

Se sei sicura che lo abbia ricevuto, allora non ci sono problemi. i termini per impugnare sono abbondantemente scaduti.

Credo proprio che non l'abbia ricevuto...l'amministrazione era affidata agli stessi condomini quindi avveniva in maniera del tutto "amichevole". Il fatto di aver pagato le quote ordinarie con le nuove tabelle non potrebbe costituire una presunzione di conoscenza?

Intendi dire che le abbia accettate per "fatti concludenti"? potrebbe essere una ipotesi valida ma non essendo avvocato, in merito, non posso darti un'indicazione certa.

Esiste ua sentenza della Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite che afferma che se un condomino non viene convocato non si annulla la delibera fatto salvo non venga impugnata nel tempo prescritto dall'art 1137 cc, 30 gg per gli assenti non convocati dal momento in cui sono resi a conoscenza della delibera.

In pratica è annullabile e non nulla

La sentenza purtroppo non la posso postare ma so che è del 2005 (spero di non errare l'anno)

Grande Tullio ormai le sai a memoria le sentenze Cass. Civ. Sezioni Unite 4806 del 2005

Per quanto concerne il problema esposto dall'utente direi che con il pagamento delle rate è palese la facta concludentia del condomino contestatore.

Visto che lo stesso condomino considera le stesse carta straccia tu attieni a quanto stabilito dall'art 63 disp.att.c.c. ed procedi con l'eventuale recupero del credito starà allo stesso fare opposizione ad un eventuale decreto.

Sinceramente se detto condomino continua ad avallare le Sue ipotesi una lettera da un legale dovrebbe bastare.

Per quanto concerne il problema esposto dall'utente direi che con il pagamento delle rate è palese la facta concludentia del condomino contestatore.
Concordo infatti anche in questo caso esiste una sentenza che parla di facta concludentia, ossia se un condomino versa le quote diciamo errate per diversi anni, queste non vengono modificate se trascorso diverso tempo questo condomino eccepisce l'errore.

Se non ricordo male il succo della sentenza era questo.

Eccola quà:

 

Cassazione sez. civile n. 1367/1994

accettazione delle tabelle millesimali - desumibile anche da fatti concludenti, come il costante pagamento delle quote condominiali in base ad esse dovuta - non ne esclude l' impugnabilità, ex art. 69, n. 1, disp. att. cod. civ., per obiettiva divergenza del valore considerato rispetto a quello reale, sempre che questa discenda da errori di fatto, attinenti alle caratteristiche degli elementi necessari, ex art. 68 disp. att. cod. civ., per la valutazione, o di diritto, in ordine alla identificazione degli elementi stessi, restando, di conseguenza, esclusa la rilevanza di apprezzamenti soggettivi nella stima commerciale di questi ultimi, con la conseguenza che non costituisce errore idoneo a fondare la suddetta impugnativa l' attribuzione alle unità immobiliari del piano terreno - obiettivamente destinate, per conformazione strutturale ad attività commerciali - di un valore più elevato rispetto a quello derivante dal mero calcolo della superficie o della cubatura.

Grazie Giovanni e tutti i forumisti che hanno trovato e postato le sentenze che citavo e purtroppo non potevo postare.

 

Grazie Amici, Tullio

Grazie a tutti per la disponibilità e soprattutto per le risposte esaustive!

Mi avete chiarito le idee 🙂

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