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lortan

Impianto idrico in comune

Chiedo scusa se apro una nuova discussione, ma ho trovato solo una vecchia identica dove non ho capito l esito della vicenda.

Una proprietà (appartenenti e locale sottostante) viene divisa e una parte venduta (un locale) 30 anni fa. Nell'atto viene indicato che le spese idriche sono comuni. Successivamente viene venduto l'appartamento per due volte, ma senza menzione di tale situazione per chi compra l'appartamento. Le bollette dell acqua sono salate ed il proprietario ultimo chiude il contatore momentaneamente, per verificare la situazione. Scopre che fornisce l acqua al locale sottostante. Nascono i problemi. Il proprietario vanta il diritto alla fornitura in forza di un atto. Il proprietario si oppone. Come se ne esce?

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Che ciascuno presenti il titolo in virtù del quale uno dei due vanta il "diritto di fornitura". Fino a prova contraria (titolo) l'impianto idrico se serve entrambe le unità immobiliari è di proprietà comune, e le spese devono essere ripartite secondo i rispettivi consumi.

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Chiedo scusa se apro una nuova discussione, ma ho trovato solo una vecchia identica dove non ho capito l esito della vicenda.

Una proprietà (appartenenti e locale sottostante) viene divisa e una parte venduta (un locale) 30 anni fa. Nell'atto viene indicato che le spese idriche sono comuni. Successivamente viene venduto l'appartamento per due volte, ma senza menzione di tale situazione per chi compra l'appartamento. Le bollette dell acqua sono salate ed il proprietario ultimo chiude il contatore momentaneamente, per verificare la situazione. Scopre che fornisce l acqua al locale sottostante. Nascono i problemi. Il proprietario vanta il diritto alla fornitura in forza di un atto. Il proprietario si oppone. Come se ne esce?

Dal momento che l'unica proprietà è stata divisa e venduta, essendoci almeno 2 proprietario si è costituito il condominio di fatto.

Il condominio dovrà chiedere un codice fiscale (se non lo ha già) e l'intestatorio del contratto con l'acquedotto lo deve volturare al condominio.

Dovranno essere installati di contatori a defalco a monte di ogni unità immobiliare e l'unica fattura di consumo generale emessa dall'acquedotto dovrà essere ripartita tra tutte le unità immobiliari in proporzione ai relativi consumi.

Il tutto come già avviene in edifici con 20 condòmini dove c'è un unoco contatore generale, una unica fattura, ed un riparto tra i 20 consumatori in proporzione al consumo.

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Ma un condominio di fatto, con due condomini si verifica quando essi siano tali in un immobile. Ora l'immobile e diviso. Con accesso separato, due civici differenti e muro divisorio dove passano i tubi dell'acqua. Ognuno può dotarsi di suo contratto di fornitura. Specifico che il venditore dell appartamento dichiarò nei confronti dell acquirente, che il bene era libero da pesi e gravami.

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Sono unità immobiliari in uno stesso fabbricato? Quindi avranno uniche fondamenta, tetto, muri maestri, travi, suolo, insomma ... parti comuni, così come l'impianto idrico e probabilmente quello fognario. Poco conta che abbiano ingressi differenti. Anche le villette a schiera formano necessariamente un condominio.

 

Inoltre per peso e gravami si intendono normalmente ipoteche, servitù o altri titoli che possano limitare il diritto reale sul bene, e non gli obblighi di spesa derivanti dalla condizione di condominio.

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Ma un condominio di fatto, con due condomini si verifica quando essi siano tali in un immobile. Ora l'immobile e diviso. Con accesso separato, due civici differenti e muro divisorio dove passano i tubi dell'acqua. Ognuno può dotarsi di suo contratto di fornitura. Specifico che il venditore dell appartamento dichiarò nei confronti dell acquirente, che il bene era libero da pesi e gravami.

Ci sono due impianti idrici indipendenti che si allacciano al contatore generale?

Se la risposta è positiva si potrà fare un altro contratto ed ognuno avrà il suo contratto con il fornitore.

 

Se l'impianto si dirama per un tratto comune dal contatore alle due unità immobiliari bisognerà trasformare l'impianto idrico in due impianti idrici indipendenti fino al punto di fornitura in strada oppure si dovrà considerare un condominio avente in comune l'impianto idrico.

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L'impianto si dirama per un tratto comune dal contatore che è presente nella esclusiva proprietà (vano scala dell'appartamento) alle due unità immobiliari. Come fare ad esigere la divisione dell'impianto idrico al proprietario del locale il quale dice di avere in comune il diritto all'impianto?

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L'impianto si dirama per un tratto comune dal contatore che è presente nella esclusiva proprietà (vano scala dell'appartamento) alle due unità immobiliari. Come fare ad esigere la divisione dell'impianto idrico al proprietario del locale il quale dice di avere in comune il diritto all'impianto?

Infatti il proprietario del locale ha diritto all'uso dell'impianto perchè l'impianto è comune (condominio) ma ha anche il dovere di contribuire alla spesa dell'utenza comune (condominio).

 

Diritto d'uso dell'impianto non significa diritto all'erogazione gratuita dell'acqua.

Il proprietario dell'appartamento potrebbe anche farsi una nuova conduttura idrica dal punto di fornitura acquedotto in strada fino al suo tubo esclusivo che porta l'acqua in casa e lasciare la vecchia tubazione in uso al locale che però dovrà farsi un proprio contratto se vuole che per quel tubo passi l'acqua.

 

Un nuovo allaccio con acquedotto pugliese costa non meno di mille euro per cui o vi accordate per dividere la spesa oppure ognuno dei due dovrà mettere mani al portafoglio.

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