Vai al contenuto
ik4pne

Impianto di terra condominiale

Premetto che il condominio si compone di due scale distinte, nella prima il montante è dotato di conduttore di terra,

il secondo montante ne è sprovvisto. L'intero impianto di illuminazione scale ed esterno è privo della terra, le plaffoniere

in metallo hanno solo i conduttori di neutro e fase. La terra poi è costituita da un paletto murato nel pavimento.....

Gli appartamenti sprovvisti di terra in quanto non arriva ai piani hanno comunque una terra riportata dalla caldaia del

riscaldamento, togliendo la spina dall'impianto sparisce anche la terra riportata, molto probabilmente gli installatori hanno collegato

la terra al tubo dell'acqua fredda che è collegato alla caldaia stessa. Praticamente nella metà degli appartamenti c'e' una terra riportata sezionabile, l'impianto di illuminazione condominiale è privo di terra come del resto non sono collegati a terra gli infissi quali portoni d'entrata etc. che sono di alluminio. Sono anni che mando raccomandate all'amministratore che si rifiuta di far compiere lavori per altro nemmeno onerosi, quali portare la terra anche sul secondo montante del condominio e mettendo a norma

l'impianto comune. Qualche idea?

Premetto che il condominio si compone di due scale distinte, nella prima il montante è dotato di conduttore di terra,

il secondo montante ne è sprovvisto. L'intero impianto di illuminazione scale ed esterno è privo della terra, le plaffoniere

in metallo hanno solo i conduttori di neutro e fase. La terra poi è costituita da un paletto murato nel pavimento.....

Gli appartamenti sprovvisti di terra in quanto non arriva ai piani hanno comunque una terra riportata dalla caldaia del

riscaldamento, togliendo la spina dall'impianto sparisce anche la terra riportata, molto probabilmente gli installatori hanno collegato

la terra al tubo dell'acqua fredda che è collegato alla caldaia stessa. Praticamente nella metà degli appartamenti c'e' una terra riportata sezionabile, l'impianto di illuminazione condominiale è privo di terra come del resto non sono collegati a terra gli infissi quali portoni d'entrata etc. che sono di alluminio. Sono anni che mando raccomandate all'amministratore che si rifiuta di far compiere lavori per altro nemmeno onerosi, quali portare la terra anche sul secondo montante del condominio e mettendo a norma

l'impianto comune. Qualche idea?

Manda una raccomandata all'amministratore chiedendogli di intervenire e per copia all'ASL di competenza e al sindaco

Adeguare l'impianto elettrico condominiale al DM.37/08.Chiedi all'amministratore di convocare un'assemblea straordinaria con all'O.D.G "adeguamento impianto elettrico condominiale" e nel frattempo se hai la possibilità di farti fare un preventivo lavori da un'impresa elettrica - seria - portalo in riunione

L'amministratore in caso di incidenti che coinvolgono parti condominiali o parti private che coinvolgono parti condominiali non è esente da responsabilità anche di natura penale.

Ciao

Nicola.L

La terra collegata al tubo dell'acqua e, peggio ancora, alla caldaia, è di una pericolosità estrema. Provvedete quanto prima a rimuovere questa anomalia. Saluti.

Ho già mandato all'amministratore due raccomandate spiegandogli dettagliatamente il problema e chiedendogli di intervenire.

Un'anno fa ha indetto un'assemblea straordinaria ma poi alla fine ha insabbiato tutto. Ho presentato due preventivi di un'elettricista

per la messa in regola almeno della parte condominiale ma non si è mosso. Ho chiesto di mettere a verbele quanto sopra ma non l'ha fatto.

Direi che forse è veramente il caso di mandare una segnalazione all'ASL se è ancora competente per questo genere di problemi.

Grazie.

Gian Paolo

Ho già mandato all'amministratore due raccomandate spiegandogli dettagliatamente il problema e chiedendogli di intervenire.

Un'anno fa ha indetto un'assemblea straordinaria ma poi alla fine ha insabbiato tutto. Ho presentato due preventivi di un'elettricista

per la messa in regola almeno della parte condominiale ma non si è mosso. Ho chiesto di mettere a verbele quanto sopra ma non l'ha fatto.

Direi che forse è veramente il caso di mandare una segnalazione all'ASL se è ancora competente per questo genere di problemi.

Grazie.

Gian Paolo

Cambiate amministratore.

Ciao

Nicola.L

Ho già mandato all'amministratore due raccomandate spiegandogli dettagliatamente il problema e chiedendogli di intervenire.

Un'anno fa ha indetto un'assemblea straordinaria ma poi alla fine ha insabbiato tutto. Ho presentato due preventivi di un'elettricista

per la messa in regola almeno della parte condominiale ma non si è mosso. Ho chiesto di mettere a verbele quanto sopra ma non l'ha fatto.

Direi che forse è veramente il caso di mandare una segnalazione all'ASL se è ancora competente per questo genere di problemi.

Grazie.

Gian Paolo

Se il tuo condominio é stato realizzato prima del marzo 1990 allora secondo la ex 46/90 riconfermato poi dal DM 37/08, l'impianto elettrico risulta adeguato alla legge ed al DM anche se manca l'impianto di terra, purché ogni appartamento ed i servizi condominiali siano equipaggiati con un interruttore automatico , magnetoterminco ed un differenziale da 0,03A, oppure da un interruttore automatico magnetotermico differenziale da 0,03A.

 

Probabilmente il tuo amministratore é consapevole di questo fatto e non si preoccupa dell'impianto di terra.

 

Sul piano della sicurezza, poiché la protezione contro i contatti indiretti( folgorazione da contatto con una parte metallica in tensione) é data dal differenziale e non dall'impianto di terra, la legge , tenuto conto dall'onerosità ad intervenire sugli impianti realizzati prima del 1990 ritiene appunto sicuri anche tali impianti privi della terra.

 

Tieni presente che se viene realizzati l'impianto di terra condominiale tutto l'impianto elettrico condominiale dovrà essere rivisto ed adeguato alla normativa vigente all'atto della realizzazione dell'impianto di terra , perchè appunto viene messa mano ad ogni componente elettrico comune e nessun installatore rilascerà la dichiarazione di conformità per impianti vecchi e realizzati da altri, né può rilasciare la dichiarazione per il solo impianto di terra( conduttore) in quanto per portare la terra alle utenze ha dovuto necessariamente intervenire su ogni componente l'impianto elettrico condominiale, che appunto non avendolo installato lui non lo può poi garantire secondo legge(46/90 -DM 37/08).

 

 

Per quanto attiene alla messa a terra degli infissi , la legge non lo prevede se non nei locali a maggior rischio ( bagni - docce ecc.) e se non rappresentano grandi masse metalliche e dunque così facendo, si andrebbe a portare su di essi con la terra , una tensione pericolosa che diversamente mai vi sarebbe( a meno che vicino agli infissi, a distanza a rischio, non passino cavi elettrici nel qual caso é opportuno che siano collegato a terra)

Se il tuo condominio é stato realizzato prima del marzo 1990 allora secondo la ex 46/90 riconfermato poi dal DM 37/08, l'impianto elettrico risulta adeguato alla legge ed al DM anche se manca l'impianto di terra, purché ogni appartamento ed i servizi condominiali siano equipaggiati con un interruttore automatico , magnetoterminco ed un differenziale da 0,03A, oppure da un interruttore automatico magnetotermico differenziale da 0,03A.

 

Probabilmente il tuo amministratore é consapevole di questo fatto e non si preoccupa dell'impianto di terra.

 

Sul piano della sicurezza, poiché la protezione contro i contatti indiretti( folgorazione da contatto con una parte metallica in tensione) é data dal differenziale e non dall'impianto di terra, la legge , tenuto conto dall'onerosità ad intervenire sugli impianti realizzati prima del 1990 ritiene appunto sicuri anche tali impianti privi della terra.

 

Tieni presente che se viene realizzati l'impianto di terra condominiale tutto l'impianto elettrico condominiale dovrà essere rivisto ed adeguato alla normativa vigente all'atto della realizzazione dell'impianto di terra , perchè appunto viene messa mano ad ogni componente elettrico comune e nessun installatore rilascerà la dichiarazione di conformità per impianti vecchi e realizzati da altri, né può rilasciare la dichiarazione per il solo impianto di terra( conduttore) in quanto per portare la terra alle utenze ha dovuto necessariamente intervenire su ogni componente l'impianto elettrico condominiale, che appunto non avendolo installato lui non lo può poi garantire secondo legge(46/90 -DM 37/08).

 

 

Per quanto attiene alla messa a terra degli infissi , la legge non lo prevede se non nei locali a maggior rischio ( bagni - docce ecc.) e se non rappresentano grandi masse metalliche e dunque così facendo, si andrebbe a portare su di essi con la terra , una tensione pericolosa che diversamente mai vi sarebbe( a meno che vicino agli infissi, a distanza a rischio, non passino cavi elettrici nel qual caso é opportuno che siano collegato a terra)

Il DM 37/08 non esplicita più l'obbligo di adeguare i vecchi impianti; si limita ad affermare che risultano adeguati gli impianti che possiedono i requisiti da te postati.

Ma questo non significa che il nuovo DM consente di non adeguare i vecchi impianti per il solo fatto che la legge 46/90 è stata abrogata. Infatti,gli impianti non ancora adeguati risultano irregolari poiché l'ultimo termine per l'adeguamento degli impianti è scaduto il 31/12/1998,prima dell'abrogazione della legge 46/90.

Considerato che l'amministratore svolge un ufficio di diritto privato e non è una pubblica amministrazione, una mera " autocertificazione " del singoli non lo esonera da responsabilità anche di natura penale e per ogni inadempienza ai suoi obblighi l'amministratore può,da una parte,essere costretto a risarcire i danni ai condomini,ma non ai terzi,e,dall'altra,essere sanzionato se il suo comportamento o la sua omissione contestualmente violino anche leggi di natura amministrativa e/o penale.

Consiglierei una DI.RI - dichiarazione di rispondenza -

Ciao

Nicola.L

Interessante dilemma, il problema è che il condominio in questione è composto da due montanti (scale) nella prima tutte le scatole di derivazione hanno a disposizione

il conduttore di terra, dall'altra parte questo conduttore manca per cui in termine di sicurezza l'impianto elettrico non è equipotenziale, il fatto poi

che ci sia una terra riportata proveniente dall'impianto idraulico potrebbe causare seri inconvenienti se si effettuano riparazioni agli impianti in quanto si potrebbe avere

una tubazione collegata a terra ed un'altra che rimane sotto tensione. Le stesse plafoniere metalliche sono prive di collegamento a terra per cui

non è detto che il salvavita condominiale possa attivarsi in caso di perdita di isolamento da parte di un conduttore di fase schiacciato dalla plaffoniera stessa.

Io possiedo la certificazione da parte dell'elettricista che ha rifatto l'impianto elettrico il quale non si era accorto che disinserendo la spina della caldaia spariva la terra dall'impianto. Forse più che una normativa particolare andrebbe applicato il buon senso da parte dell'amministratore, il preventivo per rendere equipotenziale la terra nel condominio, portare il conduttore nel montante sprovvisto, la posa di un picchetto in terra e non murato nel cemento comporterebbe la spesa di 70 euro per famiglia...

Inoltre non so se in mancanza di tali accorgimenti l'assicurazione del fabbricato risponderebbe in caso di infortunio o problemi di corrosione dei tubi sottoposti al passaggio della corrente. Grazie per le risposte esaustive che mi sembra sottolineino la non adeguatezza della normativa che disciplina i condomini, mi sembra che si dia la massima attenzione alla sicurezza nei luoghi di lavoro ma si trascuri quella domestica. Eppure gli infortuni in casa sono in aumento.

Interessante dilemma, il problema è che il condominio in questione è composto da due montanti (scale) nella prima tutte le scatole di derivazione hanno a disposizione

il conduttore di terra, dall'altra parte questo conduttore manca per cui in termine di sicurezza l'impianto elettrico non è equipotenziale, il fatto poi

che ci sia una terra riportata proveniente dall'impianto idraulico potrebbe causare seri inconvenienti se si effettuano riparazioni agli impianti in quanto si potrebbe avere

una tubazione collegata a terra ed un'altra che rimane sotto tensione. Le stesse plafoniere metalliche sono prive di collegamento a terra per cui

non è detto che il salvavita condominiale possa attivarsi in caso di perdita di isolamento da parte di un conduttore di fase schiacciato dalla plaffoniera stessa.

Io possiedo la certificazione da parte dell'elettricista che ha rifatto l'impianto elettrico il quale non si era accorto che disinserendo la spina della caldaia spariva la terra dall'impianto. Forse più che una normativa particolare andrebbe applicato il buon senso da parte dell'amministratore, il preventivo per rendere equipotenziale la terra nel condominio, portare il conduttore nel montante sprovvisto, la posa di un picchetto in terra e non murato nel cemento comporterebbe la spesa di 70 euro per famiglia...

Inoltre non so se in mancanza di tali accorgimenti l'assicurazione del fabbricato risponderebbe in caso di infortunio o problemi di corrosione dei tubi sottoposti al passaggio della corrente. Grazie per le risposte esaustive che mi sembra sottolineino la non adeguatezza della normativa che disciplina i condomini, mi sembra che si dia la massima attenzione alla sicurezza nei luoghi di lavoro ma si trascuri quella domestica. Eppure gli infortuni in casa sono in aumento.

Le nuova regole in vigore dal 18 giugno 2013 (legge 220 del 11/12/2012) art.1130 comma 6.

Puoi leggerlo e vedrai che che si sta dando la massima attenzione alla sicurezza nei luoghi domestici. L'altro ieri ho finito di leggere una indagine Censis " Libro bianco sulla sicurezza domestica " In Italia avvengono 240 mila incidenti all'anno in ambito domestico originati da cause elettriche di cui circa 43 mila con infortuni alle persone,alcuni con conseguenze letali.

Ciao

Nicola.L

Facciamo (o meglio tentiamo di fare) chiarezza: la responsabilità penale della mancata sicurezza degli impianti comuni è in capo all'amministratore che, per questo, DEVE pretendere dai condomini una decisione assembleare che consenta di superare le situazioni anomale che impediscono la messa a norma e, di conseguenza, lo stato di rischio.

A proposito della rete di terra (conduttore di equipotenzialità che collega tutte le masse al dispersore, permettendo l'intervento dei dispositivi di protezione in caso di elettrofolgorazione e/o dispersione verso terra) per gli impianti elettrici preesistenti alla legge 46/90 è consentito considerare "A NORMA" gli impianti elettrici sprovvisti di questa rete (di terra) purché siano presenti i dispositivi che intervengano in caso di assorbimenti differenziali o di massima corrente (il primo garantisce il distacco dell'E.E. quando si verifica un contatto accidentale del corpo umano con parti in tensione) il secondo quando la corrente assorbita eccede quella ammissibile nei più piccoli conduttori dell'impianto protetto.

In questa logica introdurre conduttori di terra che non rispettino gli standard, come postato (collegati alle tubazioni idrauliche, picchetti non regolamentari, ecc. significa non aumentare la sicurezza elettrica ma ABBASSARNE PERICOLOSAMENTE il livello, per un motivo semplice ma, purtroppo comprensibile solo per gli addetti ai lavori; un conduttore di terra comune ai condomini impone che gli impianti interni di chi vi è allacciato siano CERTIFICATI e che il certificato venga acquisito agli atti del condominio. Il perché è presto detto: se per un guasto verso terra la protezione dell'impianto del condomino X non interviene (perché appunto, o non esiste, o non è dimensionata correttamente, o non è coordinata con la resistenza del dispersore) la tensione di rete si trasferisce sul conduttore di terra e, quindi, su tutte le masse ad esso connesse, in TUTTI gli appartamenti dello stabile che sono allacciati al conduttore comune; i quali nulla potranno per evitare la folgorazione, che non dipende dal loro impianto ma da altro ignoto ed ignaro condomino.

Quindi molto meglio eliminare ogni traccia di rete di terra e certificare gli impianti verificando che siano ben protetti ciascuno con il proprio differenziale ed il proprio dispositivo contro le sovracorrenti.

Sulla questione Amministratore, egli deve chiedere imperativamente all'assemblea di risolvere il problema, non potendo trasferire ai condomini la sua personale responsabilità penale. Se i condomini nicchiano non gli resta che dimettersi oppure accettare il rischio di beccarsi una denuncia che potrebbe anche evolversi in pesantissime conseguenze, se ci scappa il morto.

L'impianto di terra è necessario e aggiungo che l'amministratore "potrebbe" segnalare all'autorità le inadempienze ma è meglio risolvere il problema adeguando l'impianto.

I condomini dovrebbero fornire i "dati " delle certificazioni di adeguamento o di rispondenza ( anche ai requisiti minimi ) dei loro impianti. (leggi il post n.8)

Ciao

Nicola.L

... Infatti,gli impianti non ancora adeguati risultano irregolari poiché l'ultimo termine per l'adeguamento degli impianti è scaduto il 31/12/1998,prima dell'abrogazione della legge 46/90.

 

Che significa che gli impianti non ancora adeguati risultano irregolari? La 46/90 ed il DM 37/08 poi per gli ante 90 equipaggiati con differenziale ad alta sensibilità li ritengono conformi ai loro dettati e sicuri . Come possono ora imporre che gli impiamti ante 90 se corredati solo di differenziale ad alta sensibilità ma privi di terra devono essere ulteriormente adeguati , se prima e fino ad ora li hanno ritenuti adeguati.

Dove sta scritto tutto cio?

 

Considerato che l'amministratore svolge un ufficio di diritto privato e non è una pubblica amministrazione, una mera " autocertificazione " del singoli non lo esonera da responsabilità anche di natura penale e per ogni inadempienza ai suoi obblighi l'amministratore può,da una parte,essere costretto a risarcire i danni ai condomini,ma non ai terzi,e,dall'altra,essere sanzionato se il suo comportamento o la sua omissione contestualmente violino anche leggi di natura amministrativa e/o penale.

Se gli impianti condominiali sono ante 90 e dispongono di differenziale ad alta sensibilità, se non vi sono dipendenti del condominio, vale quanto spra detto e lui amministratore non dseve per questo rispondere di nulla.

Certo che in presenza di un incidente che coinvolga la magistratura, non si sa mai dove si va a parare anche se vi è la dichiarazione di conformità o DI.RI., perché il giudice va a carcare l'origine del problema e se chi era resposabile ha messo in atto tutto quanto la legge prevedeva.

 

 

Consiglierei una DI.RI - dichiarazione di rispondenza -

Ciao

Nicola.L

La DI.RI vale per gli impianti post 90 e privi della dichiarazione di conformità.

Per gli ante 90 con differenziale non é richiesta alcuna DI.RI ed é , a mio avviso, perfettamente inutile, ai fini legali , spendere soldi per una DI.RI

Interessante dilemma, il problema è che il condominio in questione è composto da due montanti (scale) nella prima tutte le scatole di derivazione hanno a disposizione il conduttore di terra, dall'altra parte questo conduttore manca per cui in termine di sicurezza l'impianto elettrico non è equipotenziale,

 

 

L'equipotenzialità serve affinché toccando due masse non vi sia differenza di potenziale e passaggio di corrente attraverso il corpo umano.

Ma se tocco la terra in tensione e il corpo metallico di una plafoniera isolato( non collegato a terra) che cosa deve succedere? E' isolato da terra e non succede nulla di diverso dal toccare la terra ed il muro.

 

QUOTE=ik4pne;389805]il fatto poi che ci sia una terra riportata proveniente dall'impianto idraulico potrebbe causare seri inconvenienti se si effettuano riparazioni agli impianti in quanto si potrebbe avere una tubazione collegata a terra ed un'altra che rimane sotto tensione.

 

Non capisco cosa intendi dire.

Tieni comunque conto che la tubazione idrica ha sempre una parte interrata e dunque non é mai isolata ma funge da terra.

 

 

Le stesse plafoniere metalliche sono prive di collegamento a terra per cui non è detto che il salvavita condominiale possa attivarsi in caso di perdita di isolamento da parte di un conduttore di fase schiacciato dalla plaffoniera stessa.

E ci mancherebbe pure che non intervenisse!!!. Allora é difettoso, ma questo sarebbe un guaio anche con l'impianto di terra.

 

Grazie per le risposte esaustive che mi sembra sottolineino la non adeguatezza della normativa che disciplina i condomini, mi sembra che si dia la massima attenzione alla sicurezza nei luoghi di lavoro ma si trascuri quella domestica. Eppure gli infortuni in casa sono in aumento.

Per la sicurezza era intervenuta prima la 46/90 ed ora il 37/08 e per gli ante 90 sono molto chiari.

Facciamo (o meglio tentiamo di fare) chiarezza: la responsabilità penale della mancata sicurezza degli impianti comuni è in capo all'amministratore che, per questo, DEVE pretendere dai condomini una decisione assembleare che consenta di superare le situazioni anomale che impediscono la messa a norma e, di conseguenza, lo stato di rischio.

Vale quanto ho detto sopra per gli ante 90 adeguati con il differenziale.

E l'amministratore secondo legge é nella posizione corretta.

 

 

In questa logica introdurre conduttori di terra che non rispettino gli standard, come postato (collegati alle tubazioni idrauliche, picchetti non regolamentari, ecc. significa non aumentare la sicurezza elettrica ma ABBASSARNE PERICOLOSAMENTE il livello, per un motivo semplice ma, purtroppo comprensibile solo per gli addetti ai lavori;

La sicurezza si abbassa pericolosamente , anzi la si VANIFICA totalmente , se non vi é il differenziale ad alta sensibilità; ed in questo caso un impianto di terra regolare non risolverebbe il problema della sicurezza ma la peggiorerebbe, perché trasporta il pericolo nella sua totale integrità!!.

 

Il perché è presto detto: se per un guasto verso terra la protezione dell'impianto del condomino X non interviene (perché appunto, o non esiste, o non è dimensionata correttamente, o non è coordinata con la resistenza del dispersore) la tensione di rete si trasferisce sul conduttore di terra e, quindi, su tutte le masse ad esso connesse, in TUTTI gli appartamenti dello stabile che sono allacciati al conduttore comune; i quali nulla potranno per evitare la folgorazione, che non dipende dal loro impianto ma da altro ignoto ed ignaro condomino.

Scusa se mi permetto.

 

1. Nei sistemi TT quali sono quelli delle civili abitazioni, non si coordina mai la protezione con la resistenza di terra del dispersore.

2. La tensione che assumono le masse non é la tensione di rete bensì la tensione di terra, ovvero quella che si misura sul dispersore e che é data dal prodotto della resistenza di terra per la corrente che vi si disperde.

Potrebbe essere uguale mo non é detto.

 

 

Quindi molto meglio eliminare ogni traccia di rete di terra e certificare gli impianti verificando che siano ben protetti ciascuno con il proprio differenziale ed il proprio dispositivo contro le sovracorrenti.

Concordo pienamente con te

 

Sulla questione Amministratore, egli deve chiedere imperativamente all'assemblea di risolvere il problema, non potendo trasferire ai condomini la sua personale responsabilità penale. Se i condomini nicchiano non gli resta che dimettersi oppure accettare il rischio di beccarsi una denuncia che potrebbe anche evolversi in pesantissime conseguenze, se ci scappa il morto.

Non concordo e rimando a quanto ho sopra detto

CiccioFranco:

1)negli impianti civili alimentati con sistema FASE-NEUTRO la tensione che si stabilisce sulla rete di terra, nel caso di guasto franco di fase a massa senza l'intervento delle protezioni, è ESATTAMENTE la tensione di fase, dal momento che nel nostro sistema di distribuzione il centro stella delle cabine di trasformazione di zona è connesso a terra. Può variare di qualche punto percentuale per la resistenza delle linee che conducono la corrente di guasto al dispersore, ma si tratta di valori strumentali.

2)L'amministratore è unico responsabile della sicurezza degli impianti comuni (non di quelli dei condomini). Quindi se questi, ante 46/90 non dispongono della messa a terra ma hanno tutti i dispositivi corretti (diff

Comunque, la situazione descritta, vale a dire tubature usate come dispersore di terra e impianto di terra ballerino (la terra passa tutta attraverso la spina della caldaia collegata alla sua presa) è di quanto più pericoloso ci possa essere. Piuttosto che una situazione del genere, è meglio togliere il collegamento al tubo dell'acqua, rinunciare alla terra e installare per ogni utenza un differenziale con sensibilità di 0,03 A. Il tubo dell'acqua non deve essere usato come dispersore perché non garantisce una corretta resistenza verso terra (oggi molti tratti di conduttura vengono realizzati in materiale plastico) e perché nei punti dove le correnti vaganti passano dal tubo al terreno si forma una differenza di potenziale che innesca una corrosione elettrochimica che alla lunga fa bucare il tubo. Proprio nel condominio dove abita mia madre, un idraulico che doveva intervenire sull'impianto idrico, ha rischiato la vita: nel momento in cui ha svitato una diramazione, il tratto a valle della stessa è andato in tensione dandogli una bella "sberla". Solo in quell'occasione i condomini si sono accorti con quanta incoscienza l'elettricista avesse realizzato l'impianto di terra (naturalmente pagato in nero e senza nessuna certificazione, per risparmiare). Ripeto: provvedete tempestivamente. Saluti.

Messaggio a Cicciofranco

1 - Il DM 37/08 non esplicita più l'obbligo di adeguare i vecchi impianti; si limita ad affermare che risultano adeguati se in possesso dei requisiti ( Differenziale ecc.ecc.).

Detto questo non si può dedurre che il nuovo DM consente di non adeguare i vecchi impianti per il solo fatto che la legge 46/90 è stata abrogata; infatti gli impianti non ancora adeguati risultano irregolari poichè l'ultimo termine è scaduto il 31/12/1998, prima dell'abrogazione della legge 46/90.

2 - Se riesci a trovare in giro dalle tue parti il testo commento giuridico di Gian Vincenzo Tortorici "Le leggi nel condominio" sesta edizione troverai le risposte giuridiche ai tuoi interrogativi.

3 - Se l'impianto ante 90 è stato adeguato successivamente la documentazione deve averla: dalle mie parti una DI.RI fatta in maniera professionale con gli strumenti adeguati costa 200 € iva compresa ( alcuni compilano solo il foglietto senza eseguire alcuna verifica con 80 €).

Infine in caso di incidente la scheda anagrafica è il documento che scagiona l'amministratore da responsabilità non sue ( Giulio Benedetti sostituto procuratore della repubblica ad un convegno ANACI a Stresa)

Ciao

Nicola.L

Messaggio a Cicciofranco

1 - Il DM 37/08 non esplicita più l'obbligo di adeguare i vecchi impianti; si limita ad affermare che risultano adeguati se in possesso dei requisiti ( Differenziale ecc.ecc.).

Detto questo non si può dedurre che il nuovo DM consente di non adeguare i vecchi impianti per il solo fatto che la legge 46/90 è stata abrogata; infatti gli impianti non ancora adeguati risultano irregolari poichè l'ultimo termine è scaduto il 31/12/1998, prima dell'abrogazione della legge 46/90.

2 - Se riesci a trovare in giro dalle tue parti il testo commento giuridico di Gian Vincenzo Tortorici "Le leggi nel condominio" sesta edizione troverai le risposte giuridiche ai tuoi interrogativi.

3 - Se l'impianto ante 90 è stato adeguato successivamente la documentazione deve averla: dalle mie parti una DI.RI fatta in maniera professionale con gli strumenti adeguati costa 200 € iva compresa ( alcuni compilano solo il foglietto senza eseguire alcuna verifica con 80 €).

Infine in caso di incidente la scheda anagrafica è il documento che scagiona l'amministratore da responsabilità non sue ( Giulio Benedetti sostituto procuratore della repubblica ad un convegno ANACI a Stresa)

Ciao

Nicola.L

Cosa c'entra la scheda anagrafica con le responsabilità dell'amministratore? Ripetiamo fino allo sfinimento, affinché i lettori di questo forum abbiano corrette informazioni; ebbene SI, mi ritengo depositario del VERBO. L'amministratore è IL SOLO e l'UNICO responsabile della sicurezza degli IMPIANTI COMUNI (illuminazione scale, casa portiere-se esiste- impianti ascensori, citofoni-antenne, allarmi, cancelli elettrificati e quant'altro di interesse comune). In caso di impianti NON ADEGUATI egli deve convocare un'assemblea con all'O.d.g. l'adeguamento alle norme, evidenziando come la responsabilità, in caso di incidente, sia SOLAMENTE ED ESCLUSIVAMENTE SUA E NON TRASFERIBILE ai condomini qualora gli stessi non intendano procedere ai lavori di adeguamento.

In tal caso, tutt'altro che infrequente, non gli resta che una sola strada: le dimissioni IRREVOCABILI e la consegna dei libri in Tribunale.

Cosa c'entra la scheda anagrafica con le responsabilità dell'amministratore? Ripetiamo fino allo sfinimento, affinché i lettori di questo forum abbiano corrette informazioni; ebbene SI, mi ritengo depositario del VERBO. L'amministratore è IL SOLO e l'UNICO responsabile della sicurezza degli IMPIANTI COMUNI (illuminazione scale, casa portiere-se esiste- impianti ascensori, citofoni-antenne, allarmi, cancelli elettrificati e quant'altro di interesse comune). In caso di impianti NON ADEGUATI egli deve convocare un'assemblea con all'O.d.g. l'adeguamento alle norme, evidenziando come la responsabilità, in caso di incidente, sia SOLAMENTE ED ESCLUSIVAMENTE SUA E NON TRASFERIBILE ai condomini qualora gli stessi non intendano procedere ai lavori di adeguamento.

In tal caso, tutt'altro che infrequente, non gli resta che una sola strada: le dimissioni IRREVOCABILI e la consegna dei libri in Tribunale.

La scheda anagrafica c'entra e non sono io a dirlo: lo ha detto Giulio Benedetti in un convegno di amministratori condominiali organizzati da ANACI ad aprile di quest'anno.

Se hai qualche dubbio sulla questione chiedi qualche chiarimento a Giulio Benedetti. Ti invito inoltre a riflettere bene a proposito delle corrette informazioni: cerca di documentarti a dovere poi magari sul forum ci si può anche confrontare,caro geometra.

Ciao

Nicola.L

Caro Nicola, io mi confronto tutti i giorni con avvocati amministratori di condominio, che affrontano DAL VIVO queste situazioni, ai quali presto consulenza in materia tecnica si ma che, bontà loro, ritengono di parteciparmi anche i loro dubbi e le conclusioni a cui si arriva, insieme, dopo studi approfonditi sulle vexate quaestiones, e perciò commento e scrivo con DATI DI FATTO E DI DIRITTO.

Caro Nicola, io mi confronto tutti i giorni con avvocati amministratori di condominio, che affrontano DAL VIVO queste situazioni, ai quali presto consulenza in materia tecnica si ma che, bontà loro, ritengono di parteciparmi anche i loro dubbi e le conclusioni a cui si arriva, insieme, dopo studi approfonditi sulle vexate quaestiones, e perciò commento e scrivo con DATI DI FATTO E DI DIRITTO.

Mi sono reso perfettamente conto di come sei informato in materia.

Ciao

Nicola.L

Diciamo che il problema della messa a terra sul sistema idraulico non è permesso, o perlomeno non era permesso quando

ero iscritto al collegio dei periti una decina di anni fa, se per un qualsiasi inconveniente c'e' una dispersione di corrente e noi interrompiamo

il circuito della terra (peraltro per legge non sezionabile) ci troveremmo ad avere una parte sotto tensione e l'altra a terra,

es. tocco un rubinetto con una mano per chiudere l'acqua e con l'altra mi appoggio alla lavatrice che ha una dispersione.

La presenza della messa a terra in un impianto di illuminazione permette l'immediato intervento dell'automatico quando una fase

per una qualche ragione va a toccare la carcassa metallica. Il problema sta nel fatto che un amministratore a mio parere

non si dovrebbe tirar fuori dal problema asserendo che lui è in regola in quanto non ci sono dipendenti oppure non esistono

locali commerciali nel condominio. I differenziali andrebbero provati a scadenze regolari, l'impianto di terra andrebbe almeno verificato

una volta nella vita.... Purtroppo la legislazione lascia ampi margini di dubbio, ho provato a fare un piccolo sondaggio fra vari condomini

della zona, il 70 % degli amministratori è ben attenta alla prevenzione, il restante 30% interpreta in maniera meno restirttiva la legge

e preferisce dare la precedenza a lavori di tinteggiatura piuttosto che favorire la sicurezza del fabbricato. Grazie a tutti per i pareri

espressi. Gian Paolo Bertelli

Diciamo che il problema della messa a terra sul sistema idraulico non è permesso, o perlomeno non era permesso quando

ero iscritto al collegio dei periti una decina di anni fa, se per un qualsiasi inconveniente c'e' una dispersione di corrente e noi interrompiamo

il circuito della terra (peraltro per legge non sezionabile) ci troveremmo ad avere una parte sotto tensione e l'altra a terra,

es. tocco un rubinetto con una mano per chiudere l'acqua e con l'altra mi appoggio alla lavatrice che ha una dispersione.

La presenza della messa a terra in un impianto di illuminazione permette l'immediato intervento dell'automatico quando una fase

per una qualche ragione va a toccare la carcassa metallica. Il problema sta nel fatto che un amministratore a mio parere

non si dovrebbe tirar fuori dal problema asserendo che lui è in regola in quanto non ci sono dipendenti oppure non esistono

locali commerciali nel condominio. I differenziali andrebbero provati a scadenze regolari, l'impianto di terra andrebbe almeno verificato

una volta nella vita.... Purtroppo la legislazione lascia ampi margini di dubbio, ho provato a fare un piccolo sondaggio fra vari condomini

della zona, il 70 % degli amministratori è ben attenta alla prevenzione, il restante 30% interpreta in maniera meno restirttiva la legge

e preferisce dare la precedenza a lavori di tinteggiatura piuttosto che favorire la sicurezza del fabbricato. Grazie a tutti per i pareri

espressi. Gian Paolo Bertelli

Mi fa piacere caro collega (ora pensionati) leggere cose importanti che tra l'altro erano già mie conoscenze.

Infatti se hai la possibilità di trovare il fascicolo di Tutto Normel n.ro 3/2007 pag. 12 e 13 troverai quanto mi hai appena postato con schemi elettrici e relativi calcoli.

Inoltre un maggior contributo ( una lettera a tutti gli amministratori di condominio) la potrai trovare su Tutto Normel n.ro 1 / 2000 pag. 1 e 2

Almeno qualcuno non potrà dire che sul forum vengono postate informazioni errate o campate in aria.

Ciao

Nicola.L

Allora sia Nicola che Ik4pne siete entrambi periti industriali, quindi miei colleghi; io, anche so ho 74 anni, sono ancora in onorata attività professionale con i miei tre diplomi presi per necessità e non per virtù. (edile-radiotecnica-aeronautica). Onore ai periti industriali italiani!!!

Ospite
Questa discussione è chiusa.
×