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GAMPI

Impianti condominiali in proprietà privata

Buongiorno a tutti.

Sono divenuta comproprietaria, avendolo ereditato assieme a mio fratello, di un magazzino appartenente ad uno nostro zio. L'immobile fa parte di uno stabile con 11 appartamenti, ed è sito al piano terra. Nel cortile posto sul retro del magazzino, anche questo di nostra proprietà esclusiva e dunque non condominiale, sono sistemati gli impianti relativi alla autoclave condominiale (due motori, polmone, cisterna e tubature varie) nonché gli impianti del pozzetto di messa a terra dell’impianto elettrico condominiale. Tali impianti, a memoria mia, sono stati sistemati nel 1998 con il consenso bonario del precedente proprietario e, dunque, ritengo che non sia trascorso il tempo necessario perché il condominio usucapisca il diritto (ammesso che sia possibile usucapirlo). Ho chiesto all’assemblea di poter trasferire tali impianti in altra posizione, essendo disponibili spazi condominiali idonei, poiché risulta oltremodo difficoltosa la gestione degli stessi impianti in quanto vi si può accedere solo per il tramite del magazzino di nostra proprietà che io, invece, vorrei mettere a reddito dandolo in affitto. A tale richiesta si è opposta la maggioranza dei condomini. Le mie domande sono:

1) posso provvedere ad una rimozione “forzosa” degli impianti, o addirittura al loro distacco, considerata l’esistenza di altre aree idonee di proprietà condominiale ove collocarli?

2) se ciò non fosse possibile, posso chiedere un congruo indennizzo per l’onere che grava sulla mia proprietà? E come faccio a quantificarlo? Faccio presente che alcuni potenziali affittuari che abbiano visto i locali, in sede di trattative, ci hanno chiesto corpose riduzioni della nostra richiesta per pigione a causa della presenza degli impianti e delle condizioni poste per la loro manutenzione (ingombro, passaggio, ecc.) ed altri, addirittura, si sono totalmente disinteressati a causa della presenza di tali strutture.

3) Non avendo certezze sulla data di sistemazione degli impianti, a chi spetta la prova dell’acquisizione del diritto di servitù e con la presentazione di quali documentazioni? E, se questa fosse provata, posso comunque chiedere un rimborso per i danni patrimoniali che ne verrebbero in essere?

Ringrazio in anticipo per i chiarimenti che vorrete darmi.

Ciao

non siamo in presenza di ipotetica usucapione bensì di servitù. Pertanto, la fattispecie è regolata dagli articoli 1067 e 1068 c.c.

Art.1067 - Divieto di aggravare o diminuire l'esercizio della servitù - Il proprietario del fondo dominante non può fare innovazioni che rendano più gravosa la condizione del fondo servente.

Il proprietario del fondo servente non può compiere alcuna cosa che tenda a diminuire l'esercizio della servitù o a renderlo più incomodo.

 

Art.1068 - Trasferimento della servitù in luogo diverso - Il proprietario del fondo servente non può trasferire l'esercizio della servitù in luogo diverso da quello nel quale è stata stabilita originariamente.

Tuttavia, se l'originario esercizio è divenuto più gravoso per il fondo servente, o se impedisce di fare lavori, riparazioni o miglioramenti, il proprietario del fondo servente può offrire al proprietario dell'altro fondo un luogo egualmente comodo per l'esercizio dei suoi diritti, e questi non può ricusarlo.

Il cambiamento di luogo per l'esercizio della servitù si può del pari concedere su istanza del proprietario del fondo dominante, se questi prova che il cambiamento riesce per lui di notevole vantaggio e non reca danno al fondo servente.

L'autorità giudiziaria può anche disporre che la servitù sia trasferita su altro fondo del proprietario del fondo servente o di un terzo che vi acconsenta, purché l'esercizio di essa riesca egualmente agevole al proprietario del fondo dominante.

Per quanto concerne il riconoscimento di una indennità, visto che si parla di autoclave e tubature acqua, si potrebbe ricorrere al disposto dell'art. 1038 c.c. ma su questo dovresti consultare un legale.

grazie Vanni.

In realtà il diritto di cui parli (la servitù) non dovrebbe essere acquisito, poichè non sono passati i 20 anni previsti e non vi è alcuno scritto che la affermi. Io, appunto, vorrei eliminarli (gli impianti) prima che passi il tempo necessario perchè la servitù diventi definitiva ed irrevocabile. Esiste una qualche azione di legge che io possa esperire per ottenere questo scopo? Ricordo che nel condominio esistono spazi idonei (condominiali) ad ospitare gli impianti di cui discutiamo.

Scritto da GAMPI il 26 Set 2012 - 11:07:20: grazie Vanni.

In realtà il diritto di cui parli (la servitù) non dovrebbe essere acquisito, poichè non sono passati i 20 anni previsti e non vi è alcuno scritto che la affermi. Io, appunto, vorrei eliminarli (gli impianti) prima che passi il tempo necessario perchè la servitù diventi definitiva ed irrevocabile. Esiste una qualche azione di legge che io possa esperire per ottenere questo scopo? Ricordo che nel condominio esistono spazi idonei (condominiali) ad ospitare gli impianti di cui discu [...]

no, non hai capito.

La servitù esiste di fatto dal primo giorno.

Ed è regolamentata da vari articoli tra cui quelli che ti ha postato vanni.

Puoi al massimo verificare che in qualche documento venga citata questa servitù

e puoi proporre di spostare a tue spese gli impianti....

ma purtroppo se c'è.....c'è ben poco da fare

 

Ribellarsi e ribellarsi ancora, finchè gli agnelli non diverranno leoni

Se lo dite voi! Mi toccherà rivolgermi ad un avvocato, allora. Io pensavo che occorresse un tempo (almeno 20 anni) perchè la servitù, pur esistente, si concretizzasse in modo inoppugnabile. In ogni caso sono certa del fatto che non esista alcun documento che attesta la stessa servitù poichè quello che lo zio (la persona dalla quale io ho ereditato) consentiva era solo ed esclusivamente a titolo di cortesia abitando lui stesso nel condominio. Grazie per le vostre risposte, anche se pensavo che le cose potessero stare diversamente.

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