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GIANLUCA70

Il mio vicino mi ha minacciato di morte

Salve a tutti, sono 14 anni che vivo in un appartamento dentro una palazzina.

In questi anni ne ho passate di tutti i colori con i condomini del piano di sopra, ma senza mai avere risultati positivi.

 

Ho un bambino di 9 anni che negli orari previsti da regolamento condominiale ogni tanto (essendo un bambino) gioca o salta dentro casa.

 

Il mio dirimpettaio la settimana scorsa mi ha suonato alla porta alle 17:30 minacciandomi di morte e usando le piu' disperate parolacce xche' a suo parere mio figlio gli dava fastidio.

 

Cosa posso fare? Mi ha insultato davanti i miei figli che ora hanno anche paura ad prire la porta ed io il giorno dopo sono stato ricoverato al PS per una mostruosa ansia.

 

Cosa posso fare?

 

Grazie

Fai subito una circostanziata denuncia. Sarebbe meglio farti assistere da un legale. E' l'unico modo per frenare gli atteggiamenti violenti dei vicini.

Poi, con calma, valuta se puoi cambiare casa.

Concordo con quanto consigliato e fatti coraggio affrontandoli a "muso duro" in fondo sei a casa tua.... e se rispetti le leggi e il buon senso del vivere in condominio non hai niente da temere.

Ma che gente cè? Usa sempre l'educazione e non scadere mai nella provocazione di insultarlo o essere maleducato perché rischi di fare il suo gioco e magari prenderti una denuncia. Ma comunque fai denuncia tu. Queste persone sono i veri pericoli perché non capiscono le cose. E sicuramente non ha banbini e da banbino ha vissuto male.

 

Ciao. facci sapere. :-)

Una denuncia in assenza di testimoni credibili potrebbe risultare inefficiente, con il rischio di contro querela per calunnia, questa facilmente dimostrabile dalla querela sporta per le presunte minacce.

le denunce sono sempre prive di testimoni , visto che i testimoni ci sono in sede di processo . ci sono eventualmente "persone informate dei fatti" che in caso di processo e sempre se saranno chiamate a testimoniare diventeranno testimoni .

 

ovvero la testimonianza avviene innanzi al giudice , agli inquirenti si rilasciano informazioni o dichiarazioni .

E' comunque soggetta a contro querela per calunnia ed in assenza di testimoni, o qualora anche la controparte portasse testimoni a proprio favore si risolverebbe con un nulla di fatto. A quanto ne sò poi dopo il querelato, ossia colui che deve difendersi è giudicato parte debole...

Colui che si difende, da quel che so è la parte querelante che deve dimostrare ciò che afferma e quindi portare prove di quanto dichiara n fase di querela. Non ne sono sicura, non sono un'avvocato, ma sò di per certo che l'altro può contro querelarla per calunnie, in quanto fintanto che il querelato non è condannato o giudicato colpevole è innocente. Il mio intervento non era atto a far desistere la minacciata dall'esporre denuncia, ci mancherebbe, era solo per far presente che il rischio di una contro querela per calunnie è lecito aspettarsela, purtroppo in italia le cose non vanno sempre come dovrebbero....

Una denuncia in assenza di testimoni credibili potrebbe risultare inefficiente, con il rischio di contro querela per calunnia, questa facilmente dimostrabile dalla querela sporta per le presunte minacce.

la semplice querela sporta non dimostra nessuna calunnia , dimostra solo che uno ti ha querelato .

 

la semplice querela da sola non costituisce calunnia ,deve esserci la consapevolezza che la persona querelata e' innocente .

art 368 cp "chiunque, con denunzia, querela, richiesta o istanza, anche se anonima o sotto falso nome, diretta all'Autorità giudiziaria o ad un'altra Autorità che a quella abbia obbligo di riferirne, incolpa di un reato taluno che egli sa innocente, ovvero simula a carico di lui le tracce di un reato, è punito con la reclusione da due a sei anni."

 

 

deve esserci il presupposto "incolpa di un reato taluno che egli sa innocente" . che poi si sia considerato innocenti fino a condanna definitiva e' un altro discorso ma non c'entra con la calunnia .

Si ma potrebbe anche essere il contrario, ossia bisognerebbe sapere a priori che l'altro verrà sicuramente condannato, in tal caso ciò che scrivi è vero, ma se per un qualsiasi motivo l'altro non venisse condannato, a quel punto la calunnia è fondata e quindi il querelante potrebbe essere querelato per calunnia, comprovata dal giudizio di non colpevolezza del accusato. Non darei per scontato che legge in questo caso riesca a frare giutizia.

la calunnia non si basa se l'imputato venga o meno condannato ,se fosse cosi tutti i pubblici ufficiali che devono obbligatoriamente presentare denuncia in caso di assoluzione di un imputato si ritroverebbero condannati per calunnia .

 

 

questo e' il presupposto "incolpa di un reato taluno che egli sa innocente" e non " incolpa di un reato taluno che la legge considera innocente o che risultera' innocente "

Be allora tutti potrebbero denunciare tutti... Poi non capisco come possa non essere infondata una denuncia querela se si ha ottenuto un'assoluzione piena, ossia io sono stato assolta dall'accusa di minacce, e l'altro in questo caso non mi avrebbe calunniato ? Se così fosse ribadisco, chiunque potrebbe querelare per minacce, tanto se in giudizio l'accusa decade il querelante non ha nulla da perdere visto che non può essere nemmeno querelato a sua volta per calunnia. Allora anche l'altro dovrebbe querelare a sua volta per minacce, e poi vedere quale delle due cause risulterà vincente, tanto l'altro poi non può nemmeno querelarlo per calunnia.

Ok ho letto l'articolo postato, e se quanto li indicato fosse vero, e non ho motivi, ne la competenza per credere il contrario, l'unica cosa da fare in caso di ingiusta querela ? Almeno si spera che lo si processi per falsa testimonenza, perche se anche questa strada è impraticabile, si darebbe l'idea che tanto chiunque possa querelare un'altro inividuo che tanto in caso di assoluzione perche il fatto non sussiste il querelante la passa liscia...

il reato di calunnia non consiste nel denunciare o querelare qualcuno che poi un domani verra' prosciolto dall'accusa ovvero innocente , ma consiste nel denunciare una persona che e' innocente ovvero che io querelante so benissimo di accusare un innocente .(ai fini del reato non c'entra nulla la sentenza di assoluzione ).

 

ovvero devi essere consapevole che stai denunciando una persona innocente .(questa e' la calunnia) se denuncio una persona perché ritengo che sia colpevole non e' una calunnia .

 

 

 

 

p.s. falsa testimonianza non c'entra nulla .

 

 

 

p.s. tieni conto che non e' ne il querelante ne il denunciante che manda sotto processo una persona.

Be allora tutti potrebbero denunciare tutti... Poi non capisco come possa non essere infondata una denuncia querela se si ha ottenuto un'assoluzione piena, ossia io sono stato assolta dall'accusa di minacce, e l'altro in questo caso non mi avrebbe calunniato ? Se così fosse ribadisco, chiunque potrebbe querelare per minacce, tanto se in giudizio l'accusa decade il querelante non ha nulla da perdere visto che non può essere nemmeno querelato a sua volta per calunnia. Allora anche l'altro dovrebbe querelare a sua volta per minacce, e poi vedere quale delle due cause risulterà vincente, tanto l'altro poi non può nemmeno querelarlo per calunnia.

Ok ho letto l'articolo postato, e se quanto li indicato fosse vero, e non ho motivi, ne la competenza per credere il contrario, l'unica cosa da fare in caso di ingiusta querela ? Almeno si spera che lo si processi per falsa testimonenza, perche se anche questa strada è impraticabile, si darebbe l'idea che tanto chiunque possa querelare un'altro inividuo che tanto in caso di assoluzione perche il fatto non sussiste il querelante la passa liscia...

mi sembra che non hai ben compreso il punto da me riportato

 

 

 

In punto di diritto poi, il reato di calunnia non sussiste in tutti i casi di sola assoluzione dell’imputato, ma solo se è provato che

1.la denuncia querela è infondata e

2.il denunciante querelante aveva la certezza dell’innocenza

No, no il punto l'ho capito, è solo che così facendo se uno sa di essere stato ingiustamente querelato, ha l'unica alternativa di quererarlo a sua volta per lo stesso reato, altrimenti rishchia di essere si assolto ma con l'esborso e senza possibilità di recuperare le spese legali sostenute. Questo è quanto si legge nell'articolo che hai postato. Quindi non capisco, la legge consente di querelare senza prove ? E per giunta se chi viene querelato risutasse innocente è anche costretto a pagarsi tutte le spese processuali ? Se così fosse è assurdo, a quel punto non ci si può lamentare se la gente scegli il pan per focaccia... Tanto il querelato sia che sia innocente si che sia colpevole è comunque tenuto a pagre in soldoni... Non sono un legale e quindi non posso argomentare, ma sinceramente mi sembra assurdo che sia come tu dicii, se così fosse un qualsiasi innocente può essere querelato e qualora lo stesso risultasse innocente è pergiunta costretto a pagarsi le spese ? Sembra assurdo... Ma se così fosse, allora sarebbe meglio rispondere con una stessa querela, tanto se tanto mi da tanto non ci si rimetterebbe comunque.

forse non comprendi che se si va a processo non e' il querelato o il denunciante che ti accusa ma il pubblico ministero ,quindi nel processo non e' il querelante o il denunciante contro di te ma e' il Pubblico Ministero . ( quindi direi che colui che ti accusa e' il P.M visto che e' lui che procede con un Atto di accusa ).

 

ovvero se vai sotto processo la colpa non e' certo del querelante o del denunciante , e' il P.M .

 

 

COMUNQUE RIPETO PER LA CENTESIMA VOLTA : la questione non e' "essere ritenuto innocente a seguito del processo " ma che il querelante e' conscio del fatto che il querelato e' innocente . ovvero per il reato di calunnia non devi dimostrare che tu eri innocente ,ma che colui che ti ha denunciato era ben conscio della tua innocenza .

se fosse come dici tu che basta una sentenza di assoluzione per agire contro colui che ha denunciato o querelato con una querela per calunnia nessuno farebbe piu' denunce per paura di essere controdenunciati .

No, no il punto l'ho capito, è solo che così facendo se uno sa di essere stato ingiustamente querelato, ha l'unica alternativa di quererarlo a sua volta per lo stesso reato, altrimenti rishchia di essere si assolto ma con l'esborso e senza possibilità di recuperare le spese legali sostenute. Questo è quanto si legge nell'articolo che hai postato. Quindi non capisco, la legge consente di querelare senza prove ? E per giunta se chi viene querelato risutasse innocente è anche costretto a pagarsi tutte le spese processuali ? Se così fosse è assurdo, a quel punto non ci si può lamentare se la gente scegli il pan per focaccia... Tanto il querelato sia che sia innocente si che sia colpevole è comunque tenuto a pagre in soldoni... Non sono un legale e quindi non posso argomentare, ma sinceramente mi sembra assurdo che sia come tu dicii, se così fosse un qualsiasi innocente può essere querelato e qualora lo stesso risultasse innocente è pergiunta costretto a pagarsi le spese ? Sembra assurdo... Ma se così fosse, allora sarebbe meglio rispondere con una stessa querela, tanto se tanto mi da tanto non ci si rimetterebbe comunque.

per le spese non c'e' da preoccuparsi nel caso d'assoluzione del querelato il querelante puo' essere condannato al pagamento delle spese processuali .

L'uso di un linguaggio offensivo è considerato ingiuria, ed è punito con l'articolo 594 del C.P., le pene sono aumentate se vi sono presenti altre persone ( ifigli in questo caso) In aggiunta c'è la minaccia punita con gli articoli 338 e 612 C.P.. Devi avvisare le Forze dell'Ordine e se vuoi presentare una denuncia Querela.

per le spese non c'e' da preoccuparsi nel caso d'assoluzione del querelato il querelante puo' essere condannato al pagamento delle spese processuali .

Per maggior chiarezza nei confronti dei "non addetti ai lavori" è bene precisare che le spese processuali a cui fa riferimento la norma son soltanto quelle sostenute dal Tribunale (poche decine di €, se non ci sono perizie o accertamenti tecnici particolari) mentre le spese legali (cioè il compenso dell'Avvocato al quale - eventualmente - ci si è rivolti) rimangono a carico dell'imputato.

 

- - - Aggiornato - - -

 

In aggiunta c'è la minaccia punita con gli articoli 338 e 612 C.P.

Direi che il 338 è un tantino fuori luogo, in questo caso (il titolo del reato è "Violenza o minaccia ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario"

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