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Ha più valore una delibera o il regolamento di condominio?

In un condominio a corte con fabbricato principale su via e basso fabbricato interno cortile si discute sulla ripartizione spese rifacimento tetto.

 

Nel regolamento di condominio 1940 i condomini del basso fabbricato interno cortile devono partecipare alle opere di manutenzione del tetto del fabbricato principale nelle misura di 7,5 millesimi (dovuti per il diritto di passaggio nell'androne del fabbricato principale su via)

 

L'amministratore dice che c'è un vecchio verbale deliberato all'unanimità dove la ripartizione delle spese del tetto sono del 15% invece che 7,5 millesimi a carico dei condomini del basso fabbricato interno cortile.

 

Tale modifica delle ripartizioni è valida anche per me che ho acquistato adesso o è valido il regolamento di condominio?

grazie

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In un condominio a corte con fabbricato principale su via e basso fabbricato interno cortile si discute sulla ripartizione spese rifacimento tetto.

 

Nel regolamento di condominio 1940 i condomini del basso fabbricato interno cortile devono partecipare alle opere di manutenzione del tetto del fabbricato principale nelle misura di 7,5 millesimi (dovuti per il diritto di passaggio nell'androne del fabbricato principale su via)

 

L'amministratore dice che c'è un vecchio verbale deliberato all'unanimità dove la ripartizione delle spese del tetto sono del 15% invece che 7,5 millesimi a carico dei condomini del basso fabbricato interno cortile.

 

Tale modifica delle ripartizioni è valida anche per me che ho acquistato adesso o è valido il regolamento di condominio?

grazie

Il RdC é contrattuale? Ovvero quello vecchio approvato all'unanimità dagli allora condomini del 1940 è stato trascritto e registrato ai Pubblici Registri Immobiliari, o no?

Se SI, è valido, altrimenti non è opponibile ai condomini attuali, fatto salvo non lo abbiano accettato e sottoscritto.

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Mi pare di capire che il regolamento sia registrato e trascritto, ma la modifica no. Ma a mio avviso è importante capire se la modifica sia stata applicata o meno. Nel primo caso si potrebbe (in alcuni casi), parlare di regolamento modificato per facta concludentia, anche se non sempre è stata una posizione giurisprudenziale del tutto condivisa. Basti appunto ricordare che in tal caso ci sarebbe qualche dubbio sull'opponibilità ai nuovi acquirenti.

 

Per dirla più semplicemente, se quella modifica non fu mai registrata e trascritta, nè usata per ripartire, dire che è valida, per me è difficile.

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è stata usata per ripartire ma mai trascritta sul regolamento condominiale... Mentre la quota millesimale di ripartizione è scritta nel regolamento di condominio e quindi visibile a tutti i condomini, la quota in % deliberata all'unanimità dall'assemblea è frutto di accordi tra condomini del passato.

Sono valide le delibere che cambiano le quote di ripartizione spese senza che esse siano poi riportate nel regolamento di condominio per la ripartizione delle spese future?

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è stata usata per ripartire ma mai trascritta sul regolamento condominiale... Mentre la quota millesimale di ripartizione è scritta nel regolamento di condominio e quindi visibile a tutti i condomini, la quota in % deliberata all'unanimità dall'assemblea è frutto di accordi tra condomini del passato.

Sono valide le delibere che cambiano le quote di ripartizione spese senza che esse siano poi riportate nel regolamento di condominio per la ripartizione delle spese future?

Si una delibera adottata all'unanimità può essere valida per una spesa sola e non ripetibile se non modificata registrata e trascritta nel RdC Contrattuale, ovvero è valida solo per una volta.

Se invece queste viene ripetuta più volte e per diversi anni a modifica di quanto previsto dal RdC Contrattuale potrà divenire valida per facta concludentia;

 

La disciplina della ripartizione delle spese condominiali contenuta in un regolamento di natura contrattuale, può essere innovata, in base al principio dell’autonomia contrattuale enunciato dall’art, 1322 c.c., da una nuova convenzione, la quale, non incidendo su diritti reali, non richiede la forma scritta ai sensi dell’art. 1350 c.c., ma richiede il consenso di tutti i condomini, che può essere espresso anche per facta concludentia dovendo, però, in ogni caso la manifestazione tacita di volontà rapportarsi ad un comportamento univoco e concludente, dal quale possa desumersi, per il comune modo di intendere, un determinato volere con un preciso contenuto sostanziale. (Nella specie la C.S. in base all’enunciato principio ha confermato la decisione dei giudici del merito che aveva escluso la formazione di un nuovo accordo negoziale per facta concludentia con riguardo ad un applicazione di diversi criteri di ripartizione delle spese condominiali, ancorché avutasi per diversi anni, ma senza la consapevolezza della diversità di quei criteri e delle tabelle millesimali relative). * Cass. civ., sez. II, 16 luglio 1991, n. 7884

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sei un grande... grazie mille

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Infatti, l'utilizzo ripetuto della delibera era il "in alcuni casi" che ho scritto al post n.3. Come anche il fatto che la compagine ne fosse a conoscenza.

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