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key2710

Gettare cibo dal balcone per colombi e gatti.

Salve a tutti,

 

scrivo per porre un quesito in merito ad una condomine, di condominio diverso al mio, che è solita gettare cibo dal balcone per sfamare animali randagi.

 

La signora in questione è solita gettare pane, scatolette per gatti, patate bollite o altra tipologia di cibo dal suo balcone verso un area di difficile raggiungimento (alcuni tetti di box auto dove si sono insediate colonie feline).

 

Nessun problema nel suo desiderio di sfamare animali, quanto nel fatto che questo atteggiamento, perpretato in un area di difficile raggiungimento (sono tetti di box auto e non suolo calpestabile!!!!) stia generando un emergenza sanitaria.

La signora è stata richiamata all'ordine ma ha deciso di infischiarsene e continuare a perseverare in questa usanza.

 

Ribadisco, la contestazione non nasce dalla decisione di "allevare una colonia felina", cosa che mi risulta sia autorizzata dalla legge, quanto nel modo in cui questo avvenga, gettando cibo in un area di impossibile pulizia.

 

Per quel che mi risulta la signora potrebbe benissimo gestire il tutto in un area del suo condominio occupandosi personalmente della pulizia; ma ovviamente insozzare l'area sottostante al balcone di un estraneo è più semplice.

 

Vista la sordità della signora mi chiedo se sia possibile muoverle una qualche forma di causa legale.

 

Grazie infinite.

Saluti.

Salve a tutti,

 

scrivo per porre un quesito in merito ad una condomine, di condominio diverso al mio, che è solita gettare cibo dal balcone per sfamare animali randagi.

 

La signora in questione è solita gettare pane, scatolette per gatti, patate bollite o altra tipologia di cibo dal suo balcone verso un area di difficile raggiungimento (alcuni tetti di box auto dove si sono insediate colonie feline).

 

Nessun problema nel suo desiderio di sfamare animali, quanto nel fatto che questo atteggiamento, perpretato in un area di difficile raggiungimento (sono tetti di box auto e non suolo calpestabile!!!!) stia generando un emergenza sanitaria.

La signora è stata richiamata all'ordine ma ha deciso di infischiarsene e continuare a perseverare in questa usanza.

 

Ribadisco, la contestazione non nasce dalla decisione di "allevare una colonia felina", cosa che mi risulta sia autorizzata dalla legge, quanto nel modo in cui questo avvenga, gettando cibo in un area di impossibile pulizia.

 

Per quel che mi risulta la signora potrebbe benissimo gestire il tutto in un area del suo condominio occupandosi personalmente della pulizia; ma ovviamente insozzare l'area sottostante al balcone di un estraneo è più semplice.

 

Vista la sordità della signora mi chiedo se sia possibile muoverle una qualche forma di causa legale.

 

Grazie infinite.

Saluti.

Tu dici che potrebbe esserci un'emergenza sanitaria, perciò direi che si potrebbe avvisare l'Asl, comunque gettare oggetti dalla finestra è vietato;

 

Rischia una condanna penale, si puo' arrivare persino all'arresto, il condomino che lancia oggetti giu' dal balcone o dalla finestra del proprio condominio. Per fare scattare la pesante sanzione non e' richiesta ''la prova di un concreto pericolo per la incolumita' delle persone'' e' ''sufficiente'' che la caduta dell'oggetto ''ponga astrattamente in pericolo l'altrui incolumita''. Lo ha sancito la Corte di Cassazione che, stilando il vademecum del 'cortese inquilino', ha respinto il ricorso di Roberta D. P., una 26enne di Ascoli Piceno, 'rea' di aver ''lanciato dal proprio balcone sulla pubblica via rottami di un vaso pieno di terra''. Denunciata dagli inquilini del palazzo, la giovane era stata condannata a 10 giorni di arresto, con il beneficio della sospensione condizionale, dal Tribunale di Ascoli. Condanna confermata anche dalla Corte di appello di Ancona, nel settembre 2003. Contro la pesante condanna, Roberta ha protestato in Cassazione lamentando che ''apoditticamente''e in maniera ''del tutto presuntiva'' i giudici di primo e di secondo grado avevano affermato che il lancio dal balcone potesse mettere concretamente in pericolo l'incolumita' altrui. Ma la Prima sezione penale, con la sentenza 23182, fa notare che per fare scattare la condanna penale prevista dall'art. 674 del codice penale ''non e' affatto richiesta la prova di un concreto pericolo per la incolumita' delle persone''. E questo, chiarisce piazza Cavour, ''per la ragione che la norma in questione fa riferimento esplicito alla 'attitudine' delle cose, gettate in un luogo di pubblico transito, a offendere, imbrattare o molestare le persone''. Il che significa, precisano ancora gli Ermellini, ''che la norma configura un reato di mero pericolo, per cui non e' affatto necessario che il gettito delle cose abbia provocato un effettivo danno''.

Emergenza sanitaria è un termine volutamente ricercato. Lascia spazio ad interpretazioni soggettive.

 

Mettiamola sull'oggettivo... e disegniamo una coscia di pollo presa dal girarrosto parzialmente spolpata lasciata a stagionare nelle fauci dei gatti su un tetto irraggiungibile (ma sotto il mio balcone!) nel mese di agosto.

 

Interessante l'intervento dell'ASL. Potrebbe rivelarsi un ottimo suggerimento.

Grazie. 😂

poi ci son quelli che battono tappeti dal balcone o ramazzano giu' l'immondizia del terrazzo sulla strada/marciapiede sottostante incurante dei passanti..o del fatto che sia vietato.

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