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marodda

Gestione restante parte comune di due condomìni

Il condominio A ed il condominio B, che fino a qualche tempo fa erano uniti in un supercondominio, hanno sciolto il condominio ed eliminato quasi tutti i servizi in comune.

E' rimasto in comune il solo cancello che chiude il viale di ingresso ai due condomìni.

E' sorta una querelle tra i due condomìni sull'orario di apertura e chiusura del cancello, e non si riesce a raggiungere un accordo anche perchè gli amministratori dei due condomìni non vanno d'accordo.

Premesso che forse solo un'assemblea congiunta dei due condomìni può deliberare a riguardo (ma con quale maggioranza? e quanto pesa ogni condominio?), come si può fare per riuscire almeno ad indire tale riunione?

E come possono sopprimere il Supercondominio se rimangono parti in comune?

Ovvero chi è il gestore di queste parti comuni se non un amministratore del SC? Che con assemblea plenaria per le spese straordinarie, e assemblea ridotta (con il soli rappresentanti) possa deliberare su queste parti rimaste in comune?

 

Se voelte avere due condominii distinti a se stanti senza nulla a che vedere con l'altro, non devono esistere parti in comune, ma se continueranno ad esserci sarà necessario nominare un amministratore di SC

E' stato deliberato lo scioglimento del supercondominio, anche se è rimasto il cancello in comune.

Mi stai dicendo che è stato commesso un illecito? Non era possibile farlo?

Non so se si tratta di un illecito ma so, perchè c'è giurisprudenza consolidata che non è possibile sciogliere un supercondominio, fatto salvo una delibera all'unanimità o titolo contrario, ma per essrre così mi sembra logico che non devono esserci parti comuni ai due condominii, perchè se esistono, come nel caso tuo, chi si prende la gestione di questo bene?

 

Secondo la giurisprudenza praticamente consolidata di questa Corte (cfr, ad es., Cass. n. 2305 del 2008; Cass. n. 13883 del 2010; Cass. n. 17332 del 2011 e, da ultimo, Cass. n. 19939 del 2012), ai fini della costituzione di un supercondominio, non è necessaria né la manifestazione di volontà dell'originario costruttore né quella di tutti i proprietari delle unità immobiliari di ciascun condominio, essendo sufficiente che i singoli edifici, abbiano, materialmente, in comune alcuni impianti o servizi, ricompresi nell'ambito di applicazione dell'art. 1117 cod. civ., (quali, ad esempio, il viale d'ingresso, l'impianto centrale per il riscaldamento, i locali per la portineria, l'alloggio del portiere), in quanto collegati da un vincolo di accessorietà necessaria a ciascuno degli stabili, spettando, di conseguenza, a ciascuno dei condomini dei singoli fabbricati la titolarità "pro quota" su tali parti comuni e l'obbligo di corrispondere gli oneri condominiali relativi alla loro manutenzione. In altri termini, al pari del condominio negli edifici, regolato dagli artt. 1117 e segg. c.c., anche il c.d. supercondominio, viene in essere "ipso iure et facto", se il titolo non dispone altrimenti, senza bisogno d'apposite manifestazioni di volontà o altre esternazioni e tanto meno d'approvazioni assembleari, sol che singoli edifici, costituiti in altrettanti condomini abbiano in comune talune cose, impianti e servizi legati, attraverso la relazione di accessorio e principale, con gli edifici medesimi e per ciò appartenenti, "pro quota", ai proprietari delle singole unità immobiliari comprese nei diversi fabbricati" (Cass. 21 febbraio 2013, n. 4340).

p.s. non è importante che si chiami "Supercondominio" o "gestione comune", ma è importante la gestione di questo bene "cancello" per cui dovete nominare un "gestore", chiamalo come vuoi ma sarà un amministratore del bene comune a due condominii distinti, ovvero un amministratore di supercondominio anche se il nome sarà diverso.

dovete nominare un "gestore", chiamalo come vuoi ma sarà un amministratore del bene comune a due condominii distinti, ovvero un amministratore di supercondominio anche se il nome sarà diverso

ma questo gestore o amministratore, ammesso che sia nominato, per deliberare sulla gestione del cancello non deve convocare tutti i condomini (di A e di B) coinvolti? Non mi sembra che si possa parlare di rappresentanti dei condomini (che pure dovrebbero essere eletti) dal momento che in totale si hanno meno di 60 proprietari....

ma questo gestore o amministratore, ammesso che sia nominato, per deliberare sulla gestione del cancello non deve convocare tutti i condomini (di A e di B) coinvolti? Non mi sembra che si possa parlare di rappresentanti dei condomini (che pure dovrebbero essere eletti) dal momento che in totale si hanno meno di 60 proprietari....
Si per la delibera delle spese comuni al "cancello" si dovrà convocare un'assemblea plenaria perchè sotto i 60 condomini totali non è prescritta la nomina del rappresentante.
per la delibera delle spese comuni al "cancello" si dovrà convocare un'assemblea plenaria

quindi siamo tornati al mio post iniziale, alle cui domande però non ho avuto risposta:

forse solo un'assemblea congiunta dei due condomìni può deliberare a riguardo (ma con quale maggioranza? e quanto pesa ogni condominio?), come si può fare per riuscire almeno ad indire tale riunione
quindi siamo tornati al mio post iniziale, alle cui domande però non ho avuto risposta:
forse solo un'assemblea congiunta dei due condomìni può deliberare a riguardo (ma con quale maggioranza? e quanto pesa ogni condominio?), come si può fare per riuscire almeno ad indire tale riunione

 

La maggioranza sarà determinata da una tabella, ovvero quella tabella che già c'era o dovrebbe esserci stata per determinare i valori degli stabili facenti parte il supercondominio, che voi avete deciso di non volere più, invece torna utile se desiderate ripartire le spese per questo cancello con un giusto criterio.

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