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ninochkar

Gatto allevato su pianerottolo comune

Salve, abito in una palazzina di 4 appartamenti, tutti con ingresso personale su un ballatoio comune esterno ed accessibile, posizionati in modo che ci siano 2 ingressi centrali vicini e gli altri 2 ingressi ognuno all'estremità del pianerottolo. Siamo in un comprensorio di vari palazzi e scale, con supercondominio.

Il mio vicino,da tempo, ha posizionato accanto alla sua porta (che è accanto alla mia)ciotole con acqua e cibo per un gatto che circola nel supercondominio e che col tempo ha richiamato anche altri gatti,con i quali c'è spesso "guerra".

Finora la cosa non destava problemi e abbiamo tollerato. Ma da un po' di tempo, il gatto "titolare" ha marcato e marca il territorio con la sua odorosa pipì,fatta sui muri dello spazio interessato che comprende anche la mia porta e attigui muri. Questo rende il luogo tipicamente "profumato". Il problema sembra essere soltanto mio che ho la porta attigua e quindi mi basta aprire porta o finestra per essere invasa dall'odore,per ora ancora sopportabile con candeggina e profumi vari. Ho posizionato bottiglie di plastica con acqua,perchè mi è stato detto che i gatti rifuggono da queste. L'amministratore e gli altri condòmini sembrano per ora ignorare la cosa. Vorrei evitare guerre anche fra vicini oltre che fra gatti, ma il vicino è un prepotente,borioso... Cosa fare? Forse la pipì anch'io e versarla su quella del gatto!!...

@ninochkar

... L'amministratore e gli altri condòmini sembrano per ora ignorare la cosa. ...
forse gli altri, appunto per la diversa posizione, non subiscono il fastidio che invece tu segnali.

L'amministratore o non è stato informato o se la cosa è avvenuta forse ritiene di non dover far nulla.

La consuetudine di posare delle ciotole, come hai riportato, è spesso tollerata sino a che non porta a conseguenze che recano disagio e fastidio.

Di fatto la situazione qui descritta indica un uso personale (per quanto minimo, presumo) di una parte comune: se l'amministratore venisse edotto dovrebbe intervenire e magari mediare.

Prima di informare l'amministratore, comunque, proverei a parlare con quella persona.

Se ci tiene a quel gatto/a (?) potrebbe anche valutare la sterilizzazione dell'animale.

Questo dovrebbe ridurre o eliminare la presenza degli altri mici anche se, generalmente, tendono ad essere attratti dalla disponibilità di cibo.

ciao

 

mi spiegate cosa può fare di concreto l'amministratore, tolto l'invito? Poco o nulla.

ci sono passato personalmente con dei cani (due fatti entrare la sera con offerta di vitto e alloggio sul pianerottolo).

barriere alla prima rampa di scale, , discussioni, denunce (non da parte mia) tra chi dava da mangiare e chi maltrattava per farli uscire, carabinieri che dopo una denuncia mi hanno chiesto i filmati delle videocamere (che non avevo più) ...

ovviamente non potevo far nulla se non mediare (... non si può dar da mangiare , .... non si può maltrattare ...).

ho convinto una signora (dopo un anno e più) che lo accudiva a prenderlo in casa ...

ciao

mi spiegate cosa può fare di concreto l'amministratore, tolto l'invito? Poco o nulla.

dove può portare quanto può fare l'amministratore non lo si sa sino a che non si adopera per fare qualcosa.

A meno che si voglia assolvere l'amministratore anche dall'incombenza di dirimere questioni legate all'uso proprio o improprio della proprietà comune, perché questo è il caso, se informato, è tenuto a contattare le parti per cercare, innanzi tutto, di constatare e capire le posizioni.

Da lì in poi si valuta.

dove può portare quanto può fare l'amministratore non lo si sa sino a che non si adopera per fare qualcosa.

A meno che si voglia assolvere l'amministratore anche dall'incombenza di dirimere questioni legate all'uso proprio o improprio della proprietà comune, perché questo è il caso, se informato, è tenuto a contattare le parti per cercare, innanzi tutto, di constatare e capire le posizioni.

Da lì in poi si valuta.

Almeno che il regolamento condominiale non vieti espressamente di dar da mangiare a degli animali sul pianerottolo, l'amministratore può fare ben poco anche perché a lamentarsi del disturbo è solo un condomino e quindi la cosa ha carattere di "disputa tra privati".

... l'amministratore può fare ben poco anche perché a lamentarsi del disturbo è solo un condomino e quindi la cosa ha carattere di "disputa tra privati".
non è una disputa tra privati, è la situazione che si viene a creare a seguito di un utilizzo, da parte di un proprietario, della parte comune.

Che il disagio (danno) sia arrecato a uno, a due o a "enne" condomini, non cambia nulla: la cosa sussiste e la sua rilevanza è tale e non meno importante per il fatto che sia il vicino di casa a subire.

Come al solito, mia opinione.

non è una disputa tra privati, è la situazione che si viene a creare a seguito di un utilizzo, da parte di un proprietario, della parte comune.

Che il disagio (danno) sia arrecato a uno, a due o a "enne" condomini, non cambia nulla: la cosa sussiste e la sua rilevanza è tale e non meno importante per il fatto che sia il vicino di casa a subire.

Come al solito, mia opinione.

se, come dice maila67, il regolamento di condominio (contrattuale) vieta espressamente questa fattispecie (o altra a questa strettamente assimilabile) e ne preveda una sanzione, allora l'amministratore dovrebbe indire un'assemblea che deliberi con la maggioranza del caso l'irrogazione della sanzione prevista.

in mancanza, più che moniti, avvisi, richiami non può.

Consiglio alla signora di non usare candeggina e ammoniaca per pulire la pipi' del gatto perché ambedue (soprattutto l'ammoniaca) amplificano l'odore di pipi'. Le consiglio un detergente enzimatico che non fa più sentire al gatto l'odore della sua pipi' . Può trovarlo facilmente su internet o in negozi che vendono prodotti professionali per la pulizia. Inoltre non coinvolgerei l'amministratore anche perché, se non ricordo male, ci sono sentenze a favore di chi utilizza uno spazio comune per dar da mangiare agli animali. Provi a chiedere al suo vicino di dar da mangiare al gatto in casa e poi di farlo uscire. ...Ma questo non le garantira' che questo o altri gatti non marchino il territorio. In fondo proverei a guardare il lato positivo della cosa: non avrà mai problemi con i topi.

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Per queste problematiche relativo all'utilizzo delle parti comuni, il condomino che si lamenta, può ricorrere al Giudice di Pace anche senza l'intervento dell'amministratore

A volte, prima di richiamare o rifarmi al c.c., provo a fare una valutazione obiettiva che, chiaramente, ricade nell'alveo della soggettività.

Il passo successivo sarebbe il seguente, che molti di voi comunque conoscono, ovvero Art.1130 - "Attribuzioni dell'amministratore di condominio", punto (2) il quale cita: " disciplinare l'uso delle cose comuni e la fruizione dei servizi nell'interesse comune, in modo che ne sia assicurato il miglior godimento a ciascuno dei condomini; ".

Come ho già spiegato, il vicino è un soggetto maleducato e borioso oltre che moroso, col quale si cerca di evitare ogni scontro, quindi parlargli equivale a scontrarsi,come già successo. Per questo, tutti, compreso l'amministratore tergiversano....

Per il momento comprerò detersivo specifico come consigliato da Shalanda, a cui però rispondo che i topi convivono serenamente con gatti ben satolli di cibo industriale che non sanno neanche cosa significa "caccia al topo", quindi abbiamo gatti e topi....

Grazie, preziosi commenti. Non sono contraria all'uso del pianerottolo per cibare gatti, ma è la pipì del territorio che mi disturba l'olfatto e il decoro. Inoltre la ciotola viene riempita e rinforzata con altro piattino ogni mattina prima che i vicini vadano al lavoro, quindi è sempre piena, attirando altri gatti.

Quanto a sterilizzare,non ci pensa nemmeno, in fondo se lo tiene così è per dimostrare che non è suo..

dove può portare quanto può fare l'amministratore non lo si sa sino a che non si adopera per fare qualcosa.

A meno che si voglia assolvere l'amministratore anche dall'incombenza di dirimere questioni legate all'uso proprio o improprio della proprietà comune, perché questo è il caso, se informato, è tenuto a contattare le parti per cercare, innanzi tutto, di constatare e capire le posizioni.

Da lì in poi si valuta.

ciao

 

l'invito al rispetto del regolamento di condominio è d'obbligo, ... ma poi ....

 

a) per l'azione legale .... devi passare per l'assemblea che deve essere conscia che la probabilità che ti venga riconosciuta la ragione, attualmente, è quasi nulla .....

b) gli fai la sanzione ? e lui la contesterà in assemblea, impugnando magari la delibera.... e qui ritorni al legale.

 

Insomma, qualsiasi azione tu faccia, salvo quella che qualcuno non sia educato e rispettoso, rischi di spendere inutilmente soldi dei condomini che poi potrebbero anche contestarti.

 

Quindi la mia osservazione era che, bene tutte le regole ed il massimo dell'impegno, ma se dall'altra parte trovi un muro .... ci sbatti contro e ti farai male.

 

Ciò continuerà sino a quando i Giudici la smetteranno di fare i buonisti, cominciando a far rispettare le leggi e le regole che i condomini si sono dati, senza interpretazioni sempre favorevoli a chi prevarica.

Se poi passa l'intenzione di affidare tutta la materia di condominio al Giudice di Pace, che giudica secondo equità ( equità di chi ? ) ne vedremo delle belle.

Ciao a te caro @camillo50

... Quindi la mia osservazione era che, bene tutte le regole ed il massimo dell'impegno, ma se dall'altra parte trovi un muro .... ci sbatti contro e ti farai male. ...
non è detto, infatti, se non cominci, non sai dove puoi arrivare.

Non sono per gli approcci aggressivi, predispongono la controparte (comprensibilmente) al contrasto ma, da qui a dire, che non se ne viene fuori, ce ne passa.

Prima di tutto la ragione, il confronto, ci si parla (chiaro che ci deve essere chi ascolta ... ), poi l'amministratore che prova a mediare, poi si passa alle comunicazioni formali, poi ... e così via.

 

Il fatto che il condomino in questione possa essere borioso e moroso (fa anche rima ... ) non può costituire una spiegazione per non agire.

Anzi, se è indietro coi pagamenti presta anche il fianco, ma questo è un'altra questione.

ciao

 

la teoria che tu proponi è giusta, ma dopo 45 anni di riscontrerai anche tu che la pratica è diversa.

 

Per i ritardati pagamenti, è tutt'altra cosa, i le due situazioni non hanno nulla in comune, salvo il soggetto. Quindi se fai il D.I. non ci infili anche il resto, e viceversa.

Grazie, me la vedrò col gatto, anzichè col padrone! Ho notato che il gatto è più simpatico e intelligente di lui, c'è solo quella pipì che intralcia il nostro feeling....

Grazie, me la vedrò col gatto, anzichè col padrone! Ho notato che il gatto è più simpatico e intelligente di lui, c'è solo quella pipì che intralcia il nostro feeling....

I gatti sono animali molto intelligenti, se fa la pipì in giro è perché non è stato sterilizzato e quindi marca il territorio, un consiglio: fallo sterilizzare tu, la spesa è attorno i 100€ ma puoi informarti presso il tuo comune se hanno una convenzione con qualche veterinario per far sterilizzare i gatti randagi. Saranno sicuramente soldi spesi bene più che in raccomandate e giudici

 

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Ciao a te caro @camillo50 non è detto, infatti, se non cominci, non sai dove puoi arrivare.

Non sono per gli approcci aggressivi, predispongono la controparte (comprensibilmente) al contrasto ma, da qui a dire, che non se ne viene fuori, ce ne passa.

Prima di tutto la ragione, il confronto, ci si parla (chiaro che ci deve essere chi ascolta ... ), poi l'amministratore che prova a mediare, poi si passa alle comunicazioni formali, poi ... e così via.

 

Il fatto che il condomino in questione possa essere borioso e moroso (fa anche rima ... ) non può costituire una spiegazione per non agire.

Anzi, se è indietro coi pagamenti presta anche il fianco, ma questo è un'altra questione.

Un amministratore così, che interviene nelle disquisizioni di condominio, che si interessa delle liti tra condomini, che scrive lettere per cercare un accordo, che concilia, sa pacare gli animi, che sia un ottimo mediatore che sistema le controversie, che si sostituisca ad un giudice e metta tutti d'accordo.....ma esisterà? e se esiste quale sarà il suo compenso?

vi aggiorno sull'evoluzione del caso "gatto allevato sul pianerottolo comune" e aggiungerei con porta d'ingresso della sottoscritta a max 2 mt di distanza dalla porta del vicino "allevatore".

i gatti sono diventati 3, hanno marcato e marcano lo spazio (che per loro ingloba anche la mia porta) con pipì che vengono rinnovate ad ogni mio lavaggio.

Il vicino si rifiuta di SPOSTARE le ciotole in uno spazio più lontano dalle porte,in modo da non avere la puzza di pipì in casa.

Ma non siamo in presenza di "uso privato di spazio comune"? si può imporre lo spostamento con delibera dell'assemblea? Ho anche mia figlia allergica al pelo del gatto, con starnuti,naso che gocciola. mi date un riferimento legale condominiale? grazie

ciao

 

la sentenza che ha dato torto al condominio che si vedeva transitare nelle parti comuni una 40 di gatti della "gattara" dei piani superiori, è l'esempio calzante della applicazione attuale delle norme in materia di reciproco rispetto, dove quasi sempre il vessato viene bastonato dal buonismo imperante.

 

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ciao

la sentenza che ha dato torto al condominio che si vedeva transitare nelle parti comuni una 40 di gatti della "gattara" dei piani superiori, è l'esempio calzante della applicazione attuale delle norme in materia di reciproco rispetto, dove quasi sempre il vessato viene bastonato dal buonismo imperante.

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